Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Identikit del perfetto scrittore

Identikit del perfetto scrittore
Una volta ho parlato delle caratteristiche di uno scrittore vincente, ma erano qualità della sua scrittura e anche qualcosa che aveva a che fare con la personalità. Oggi il discorso è diverso, perché parlo di abitudini, ma non tutte strettamente collegate con la scrittura.

Uno scrittore non vive di sole parole e per nutrire quelle parole ha bisogno di altro, non bastano i libri che legge e non bastano le pagine che scrive.

Che cosa fa allora un perfetto scrittore?

Legge in cartaceo e in digitale

Più volte ho scritto che preferisco la lettura su carta a quella sull’ereader. Sono un bibliomane, mi piacciono i libri come oggetti, li osservo spesso, li sfoglio tremila volte prima di leggerli. Mi danno insomma sensazioni che un file non potrà mai darmi. La storia è sempre là, ovvio, nessuno dice il contrario.

Come scrittori del XXI secolo, però, penso che dobbiamo imparare a leggere sia libri cartacei sia ebook. Non sappiamo se un editore ci pubblicherà, può anche succedere di inviare manoscritti per vent’anni e non ricevere risposta. A quel punto il self-publishing diventa una scelta obbligata, se davvero vogliamo pubblicare.

La lettura di un ebook ha però anche altri vantaggi: spesso è possibile trovare storie brevi in digitale, che in cartaceo costerebbe troppo pubblicare e neanche converrebbe – chi compra un libro di 20 pagine con un solo racconto? Questi ebook ci permettono di scoprire nuovi autori, ma anche di leggere brevi saggi per documentarci.

Se per un romanzo dobbiamo leggere 20 saggi, una documentazione in cartaceo quanto ci costerebbe? Con gli ebook si risparmia, no?

Legge romanzi, racconti, saggi, poemi e blog

Tutto, in pratica. Ho tralasciato i quotidiani, forse perché io non li leggo, forse perché nessun articolo di giornale mi ha mai entusiasmato né insegnato qualcosa né migliorato a scrivere. Ho sempre trovato una scrittura abbastanza sciatta.

La lettura va diversificata, perché estende l’orizzonte creativo dello scrittore. Leggere sempre e solo romanzi e magari di un solo genere narrativo è un grande errore, perché porta a una fossilizzazione dei gusti e a un appiattimento della scrittura.

  • Leggere romanzi ci fa capire come costruire un romanzo, ci fa conoscere il nostro genere letterario preferito, ci fa scoprire i segreti di una storia.
  • Leggere racconti ci introduce alla brevità della narrazione.
  • Leggere saggi aumenta la nostra cultura, ci fa variare la lettura e quindi ci permette di conoscere altri linguaggi, altri modi di scrivere.
  • Leggere poemi aiuta la scrittura creativa, perché la prosa deve essere condita anche di poesia (cfr. Baudelaire: “Always be a poet, even in prose”).
  • Leggere blog ci fa conoscere altri scrittori, ci fa scoprire soluzioni, ci aiuta a scrivere in modo più diretto e chiaro.

Scrive, ma non solo narrativa

Il discorso è lo stesso della lettura. La scrittura è esercizio, anche, non solo finalità e obiettivi. Un esercizio è più funzionale quando varia. Allo stesso modo della lettura, uno scrittore deve imparare a scrivere non solo romanzi e racconti, ma anche altro.

Mi sono chiesto se uno scrittore debba scrivere tutto e da quella discussione è nata un’opinione generale: sì, ma non eccellerà di certo in tutto. I geni sono geni e non nascono ogni giorno.

Come scrittori, però, dobbiamo assaggiare e provare ogni tipo di scrittura, perché più si scrive e più si migliora, ma si migliora anche scrivendo di tutto.

Questo continuo variare ci aiuta anche in un altro senso. Facciamo un esempio pratico. Leggendo diversi autori come Conan Doyle, Poe e non ricordo chi altro, mi sono spesso imbattuto in articoli giornalistici all’interno della storia. Oppure in poesie. O anche in lettere.

Il ragionamento che faccio è semplice e non credo banale: se non avete mai scritto articoli, poesie e lettere e nella vostra storia è necessario inserire uno scritto del genere, come farete?

Scrive al computer e su carta

Quando non esistevano i personal computer come oggi, io scrivevo i miei racconti su carta riciclata, per poi ricopiarli in un quaderno a quadretti. Non avevo la sensazione che posso avere ora: vedere più o meno come apparirebbe la mia storia se fosse stampata.

Avevo però una vaga idea della sua lunghezza, perché mi ero “divertito” a ricopiare qualche pagina di libro per vedere a quante pagine a quadretti corrispondesse. Follie giovanili.

In Finlandia pare abbiano eliminato la scrittura a mano dalle scuole. Follie umane.

Per me scrivere a mano è forse più importante di saper scrivere al computer. La tecnologia ti tradisce, carta e penna mai. Per scrivere al computer devi avere un cavo e l’elettricità. A mano puoi scrivere ovunque.

La scrittura a mano, però, ti permette un isolamento maggiore, quando impugni una penna e senti il rumore della sfera sulla carta, è come sentir nascere una propria creatura. Jacovitti disegnava a pennino, ma su carta ruvida, perché amava sentire quell’artistico grattare. Follie di un genio dell’umorismo.

Saper scrivere al computer è ugualmente importante, perché gli editori chiedono un manoscritto… dattiloscritto. Non sono tutti indulgenti come con Mauro Corona.

Appunta idee ovunque

Oggi uno smartphone ci permette di non perdere un’idea in vari modi: le applicazioni Memo o di qualche programma di scrittura o un sms o perfino la registrazione della nostra voce. Uno smartphone ha però una batteria, ma carta e penna no.

Il vero successo di uno scrittore è riuscire a salvare un’idea ovunque sia e in qualunque supporto, fosse pure sulla sua pelle come un tatuaggio amovibile. Uno scrittore vive di idee.

Sa gestire le critiche

Chi decide di pubblicare deve metterle in conto. Arriveranno i complimenti, ma anche le critiche. C’è chi dirà “quanto sei bravo”, “quanto m’è piaciuta la tua storia” e chi “non ci ho capito niente” o “ho buttato i miei soldi comprando il tuo libro”.

Attaccare, in quel caso, è un modo sbagliato di difendersi. Ma poi chi ha detto che uno scrittore debba difendersi? Una critica non è una dichiarazione di guerra, ma solo un’opinione.

Rispondere sì, perché ignorare è temere il confronto, è nascondersi nell’ombra, è essere ipocriti. Rispondere senza difendersi, quindi.

Ha un suo blog

Perché a me piacciono i blog. Ogni volta che scopro un nuovo autore e mi piace, faccio una ricerca online e resto sorpreso nel vedere che molti affidano a terzi la loro vita letteraria.

Uno scrittore deve essere padrone delle notizie che lo riguardano. Progettare un sito è come progettare un romanzo: si tratta di scrivere la propria carriera artistica.

E un blog mantiene i contatti coi lettori, li informa, li intrattiene. È come continuare la lettura al di fuori del libro. Il blog è una sorta di sala da tè. Tu che bevi?

Usa almeno due social media

Io quanti ne uso? Dunque, sono iscritto a Twitter, Google Plus, Instagram, Linkedin. Uso poco Twitter, ho smesso di usare G+, non scrivo più su Linkedin e pubblico foto su Instagram quando ho un soggetto buono da fotografare.

Ok, ne uso due, se vogliamo metterla così.

Bisogna sapersi promuovere sui social media, ma non è così facile farlo. È facile anzi scadere nello spam. Per usare bene i social media ci vuole tempo, ma anche voglia. È quindi inutile iscriversi a tutti, perché alla fine sarai sì dappertutto, ma male.

Fa parte di una comunità di lettori e scrittori

Ecco perché ho detto che deve leggere blog e deve averne uno: per costruire una sua comunità di lettori, fatta anche di tanti altri scrittori. Tutti insieme appassionatamente.

Insieme per fare cosa? Per parlare di scrittura, di libri, dei problemi che abbiamo scrivendo, delle soluzioni che troviamo, delle nostre riflessioni, dei nostri insuccessi e delle nostre vittorie.

Va al cinema

Vedere film è importante quanto leggere libri, anche se io preferisco leggere un libro piuttosto che vedere un film. Qualche sera, però, se sono stanco, allora un film mi rilassa. Se leggessi, sarei distratto da mille pensieri e in due ore mi ritroverei ad aver letto 5 o 6 pagine, come mi è capitato.

Vedere un film ci aiuta anche a capire come è fatta una storia, come sono gestiti i dialoghi, quando deve capitare qualcosa al protagonista, quando deve esserci tensione e quando invece è meglio rallentare.

Andare al cinema ci fa spezzare la giornata, ci libera e riposa la mente, ci rilassa e ci dà anche qualche idea.

A me, almeno, fa tutto questo. E a voi?

Cura diversi interessi

Uno scrittore scrive e basta? No, non sarebbe umano e neanche salutare.

Avete mai letto qualche biografia dei grandi autori? Arthur Conan Doyle, per esempio, era uno sciatore e anche un portiere di calcio. Emily Dickinson amava cucinare. Haruki Murakami ama correre e ascoltare jazz. Mark Twain si interessava di scienza e tecnologia e brevettò un dispositivo per sostituire le bretelle.

Voi a cosa vi interessate, oltre a scrivere e leggere?

A me piace disegnare vignette, anche se nel disegno sono molto umorale e discontinuo. A settembre, dopo svariati mesi di inattività, avevo ripreso a disegnare e per l’occasione avevo anche comprato un nuovo album, una riga e una squadra e svariate matite, ma ho smesso dopo circa un mese e non ho ancora ripreso.

Nel fine settimana vado in montagna o in campagna, se è bel tempo. Mi piace fare escursioni, specialmente sulla neve. Un tempo collezionavo etichette della frutta, ne ho qualche migliaio, ma non ho più aggiornato la mia collezione da anni.

Avere interessi al di fuori della scrittura aiuta la mente e il corpo a ricaricarsi. Scrivere è un’attività statica, che rischia di farci impoltronire. Se non volete diventare dei pantofolai, trovatevi altri interessi.

Quanto siete perfetti?

Più o meno vi siete fatti un’idea di me. Ora tocca a voi: quanto vi riconoscete in questo identikit?

54 Commenti

  1. LiveALive
    2 marzo 2015 alle 06:38 Rispondi

    – ne leggo così pochi, che no, non leggo ebook. Certo se dopo 20 anni continuano a rifiutare tutti il tuo romanzo, fatti delle domande: o sei il nuovo Proust, o sei una testa di legno (no, non sei il nuovo Proust…). Certo può essermi utile leggere ebook per conoscere nuovi autori; non per una mia eventuale autopubblicazione: lì mi rivolgersi a chi se ne intende

    – Certo leggo molti testi di molti tipi. Non leggo quotidiani regolarmente, ma quando mi capita, cerco tutti gli articoli che mi ispirano qualche idea e li ritaglio. Ne ho un po’ nel comodino.

    – be’, scrivo saggi, articoli quando me lo chiedono, e tengo tutti i giorni un diario che ormai ha raggiunto la lunghezza della Recherche. Non scrivo poesie. E se ad un certo punto la mia storia necessita assolutamente di una poesia? Io dubito capitino cose del genere; se capita, chiedo a un amico poeta abilissimo aiuto.

    – scrivere su carta, no. La batteria è la classica scusa che non regge molto. La giustificazione corretta è che già oggi facciamo fatica a riprodurre una musicassetta: chissà come faranno tra 100 anni ad aprire un pdf… Davvero: è cosa riconosciuta che le informazioni digitali si perdono molto più facilmente e velocemente di tutte le altre. Ma per questa vita continuerò a scrivere a pc, visto che a penna sarei troppo lento, e così finirei inconsciamente per scrivere in modo troppo stringato (ci vorrebbe un dispositivo a velocità media, per non rischiare neppure di essere prolissi…)

    – appunto idee sul telefono XD ma non mi si sono mai rivelate utili finora…

    – per il blog o sito, vediamo: per ora ho qui un embrione da sviluppare.

    – non sono io a dover correre dietro alle ragazze. So figo, so beo, so fotomodeo… Io non devo chiedere mai, sono loro a dovermi correre dietro. Ugualmente, così come Tolstoj non andava in giro a pregare di leggerlo, io non mi promuoverò sui social media né da altra parte: è il lettore ignorante che deve venire da me, non io andare da lui. …questo mi ricorda che io la ragazza non ce l’ho. Che sia colpa di certe idee? XD (seriamente: sono solo su facebook, ma per ora non ho intenzione di promuovere nulla: non mi interessa così tanto il successo; io faccio leggere il libro agli amici intenditori, e mi basta così).

    – faccio parte di una comunità di scrittori? Bah, più o meno, ma è cosa venuta fuori per caso, non era programmato. Certo non ho una comunità di lettori perché non ho pubblicato ancora nulla di ampio per vergogna XD

    – mai andato al cinema in vita mia. Guardo pochissimi film. Credo certo che aiutino molto l’immaginario, ma quando poi mi trovo certi libri composti tutti con certe scene cliché da film americano…

    – ho ereditato una collezione di francobolli, e quando mi arrivano lettere vedo se c’è qualcosa da salvare (il pezzo forte è un enorme francobollo per l’anniversario di d’Annunzio). Un tempo collezionavo monete, ma papà le prendeva sempre per il caffè, allora ho buttato tutto. Quando posso faccio lunghe passeggiate, 20 kilometri a colpo. …e non credo di avere altri interessi, documentari esclusi.

    …in somma, sono assolutamente perfetto.

    • Daniele Imperi
      2 marzo 2015 alle 14:16 Rispondi

      Riguardo al pdf, già qualcuno ha sollevato questo problema. Diceva di stampare tutto, perché si arriverà al momento in cui i file odierni o i dispositivi odierni non potranno più essere letti.
      Se sei qui, già fai parte di una comunità di scrittori :D
      Mai andato al cinema?

  2. Serena
    2 marzo 2015 alle 07:24 Rispondi

    Sono in fase depressiva. Altri interessi? E quando mai? Sto pensando di obbligare il mio corpo di gufo a svegliarsi alle cinque per scrivere, e non ci riuscirò.
    Baudelaire citamelo in francese, ti prego, non in inglese! Credo sia “Toujours de la poésie” o qualcosa del genere, ma non ho tempo di verificarlo; googla e così dovrebbe uscire.
    Ho passato il weekend a correre peggio che in settimana, e mi ha fatto malissimo.
    Un abbraccio.

    • Daniele Imperi
      2 marzo 2015 alle 14:18 Rispondi

      Non devi obbligare il tuo corpo a svegliarti alle 5. Io, quando ho deciso di alzarmi alle 6,30, ho semplicemente messo la sveglia a quell’ora.
      Non conoscevo la frase di Baudelaire in francese, l’ho letta in inglese. E comunque in francese non avrei capito nulla :)

  3. Banshee Miller
    2 marzo 2015 alle 07:54 Rispondi

    Tutti i punti sono veri. Penso che più o meno uno scrittore, di qualsiasi livello sia, faccia una vita del genere. Una cosa molto utile credo che sia fare nuove esperienze. Imporsi di fare qualcosa di nuovo periodicamente. Non chissà cosa, anche solo una piccolezza, come uscire dall’autostrada in un posto che abbiamo sempre oltrepassato, tanto per vedere com’è. Però farla. Questo è il mio punto debole. La routine è importante, aiuta a svolgere un lavoro costante, ma alla lunga è una palla al piede. La routine, di tanto intanto va spaccata. Perciò o escogitato questo sistema, che metto in pratica malissimo, ma che credo possa funzionare.

    • Daniele Imperi
      2 marzo 2015 alle 14:22 Rispondi

      Mah, non è detto che la faccia.
      Concordo sulle esperienze nuove. La routine, come la chiami, per me deve essere limitata all’organizzazione del lavoro. Ma devi appunto spezzare, serve per ricaricarsi.

  4. Ivano Landi
    2 marzo 2015 alle 08:52 Rispondi

    Dunque, vediamo:
    1) Non leggo ancora e-book ma ho intenzione di cominciare a farlo.
    2) Leggo romanzi, saggi, poesie, fumetti e blog. Il quotidiano lo leggo al bar quando vado a fare colazione oppure leggo le news online.
    3) Ho provato a scrivere una graphic novel ma per la difficoltà di trovare un disegnatore per ora giace nell’archivio delle incompiute. Mi considero negato per scrivere poesia e per ora in quel che ho scritto mi è capitato solo di inserire poesie altrui. E credo sarà così anche per il futuro.
    4) Prima stesura e appunti li prendo su carta. Solo dopo trasferisco nel computer. Questo non vale però per il blog; in questo caso scrivo direttamente su pc.
    5) Le idee improvvise non le appunto ma cerco di memorizzarle per appuntarle una volta a casa tranquillo. Anche la memoria va coltivata.
    6) Per le critiche, ti saprò dire se e quando le riceverò ^^
    7) Il blog indubitabilissimevolmente ce l’ho.
    8) Uso soprattutto G+ e un poco Facebook e twitter. Continuo a rimandare Pinterest.
    9) Una comunità in lenta ma costante espansione… sì.
    10) Non vado al cinema ma vedo un film al giorno.
    11) A me piace camminare anche per molte ore di fila. Ho smesso da tempo di disegnare e scrivere musica ma colleziono film e fumetti.
    Perfetto a chi? XD

    • Daniele Imperi
      2 marzo 2015 alle 14:27 Rispondi

      I fumetti: li avevo dimenticati, però non è una lettura che piace a molti. Però possono essere utili a chi scrive. Anche leggere riviste serve, se sono riviste serie, certo, non quelle di gossip.
      Neanche tu vai al cinema. A me piace, è anche una scusa per uscire.
      Camminare piace anche a me, dove posso vado a piedi. Che disegnavi?

      • Ivano Landi
        2 marzo 2015 alle 19:44 Rispondi

        Un tempo ero un patito di riviste di fotografia e musica, ma si parla degli anni 70.
        Cosa disegnavo? Ho fatto studi di grafica e pittura, quindi ho spaziato molto. A un certo punto ho tentato anche la strada del fumetto, ma mi sono reso presto conto che mi richiedeva di ripartire dalle basi e che avrei dovuto fare una scuola specializzata per riuscire a combinare qualcosa.

        • Daniele Imperi
          3 marzo 2015 alle 07:57 Rispondi

          Di riviste io leggevo solo il National Geographic. Per il fumetto ti bastava l’accademia di belle arti, in fondo si tratta di imparare anatomia e prospettiva.

  5. Salvatore
    2 marzo 2015 alle 09:20 Rispondi

    Credo di aver imparato a gestire le critiche molto, molto bene. Del mio blog sono soddisfatto, si è creato un bel ambiente. Si chiacchiera che è un piacere e i miei post diventano una scusa per ritrovarsi e magari parlare anche di altro. I discorsi si allargano e prendono strade imprevedibili. Mi piace molto leggere, ma anche guardare film. Leggo di tutto (saggi, narrativa, generi diversi, trattati, ecc.), tranne le poesie. Purtroppo non ho un’anima poetica. A parte scrivere, mi piace viaggiare senza meta, sia a piedi sia in macchina, mi interesso di statistica e di finanza (ma non per speculare, solo come deformazione della statistica), ho praticato molti sport (dal tennis al paracadutismo alla pesca, vincendo anche qualche coppa) e mi piacciono le donne. Nel senso che mi piace molto parlare con loro, osservarle, interagire. Sono un uomo curioso e capita che mi fermi per strada a osservare cose che nessun’altro nota.
    Ciò in cui mi ritrovo meno, rispetto al tuo post, è l’interazione con i social media. Sono presente su facebook, twitter e google+, ma interagisco molto poco. E poi non sono capace di prendere appunti, soprattutto quando sono in giro. Cerco di archiviare le idee in un angolino della mente, sperando di ricordarmene.

    • Daniele Imperi
      2 marzo 2015 alle 14:30 Rispondi

      Con tutte che ti ho fatto io, ci credo che hai imparato a gestire le critiche :D
      Di poesie io ho letto tutte quelle di Poe. Poi vorrei leggere quelle di autori classici italiani.
      Sono molto curioso anche io, per questo spesso mi trovo a non essere compreso dagli altri.

      • Davide
        8 marzo 2015 alle 17:16 Rispondi

        Se ami la montagna e vuoi leggere poesia italiana del 900 dovresti provare con Antonia Pozzi

        • Daniele Imperi
          9 marzo 2015 alle 08:24 Rispondi

          Grazie, non la conoscevo, la leggerò senz’altro.

  6. Chiara
    2 marzo 2015 alle 09:31 Rispondi

    – Leggere in cartaceo e digitale.
    Sì, lo faccio. Ho il Kindle solo da Natale e mi domando come abbia potuto farne a meno per tanti anni. è comodissimo e garantisce anche un bel risparmio economico a chi legge tanto. Prima spendevo circa 100 euro al mese solo di libri.

    – Leggere di tutto.
    In questo periodo mi sto focalizzando soprattutto sui romanzi, però ho letto diversi saggi in passato (soprattutto di sociologia e auto-aiuto) e continuo a farlo, quando posso. Sono piuttosto onnivora, ma non leggo poesie. Però i quotidiani sì, anche se online.

    – Scrive al computer e su carta.
    Sì, anche se su carta scrivo prevalentemente appunti e lettere. Ebbene sì: a volte mi piace scrivere ai miei cari, lasciare una busta sul tavolo per il mio compagno o nell’ufficio di mio padre. è un’abitudine che mi porto dietro da quando ero bambina.
    Mi piace scrivere a mano, anche se ho un difetto di impugnatura della penna che nessuna maestra è mai riuscita a correggere, e questo mi affatica un po’.

    – Prendere appunti ovunque.
    Sì! Evviva la moleskine!

    – Saper gestire le critiche.
    Direi di sì, quando la critica è espressa in modo onesto e lucido (ci sono anche tanti polemizzatori che puntano solo a far crollare la tua autostima). Solitamente valuto se un’osservazione ha un fondo di verità e cerco di correggermi. Dopo tutto se voglio diventare una professionista (e lo voglio) devo saper arginare e limitare i miei difetti.

    Sul fatto di avere un blog, appartenere ad una comunità e partecipare ai social è inutile rispondere. ;)

    – Va al cinema.
    Quando quelli di Sanremo non sono monopolizzati dalla Rai o non mandano in onda vaccate immonde ci vado molto volentieri. A Milano frequentavo spesso le sale d’essai.
    Se non vado al cinema, guardo film a casa, dopo cena, in streaming.

    – Cura diversi interessi.
    Lo so che sei molto scettico su queste cose, ma io studio astrologia, pratico il reiki e la meditazione, partecipo spesso a costellazioni familiari.
    Oltre a questo, vado in bicicletta con botte di 15 – 20 km per giro! Certo dovrei farlo più spesso…

    • Daniele Imperi
      2 marzo 2015 alle 14:38 Rispondi

      Come impugni la penna? Come un pugnale? :D
      Le moleskine costano un botto, però.
      Riguardo agli interessi, ognuno sceglie i propri. Sì, sono scettico su quelle cose, ma se a te piacciono quelle attività, significa che ti fanno stare bene. Non concepisco neanche andare a messa, ma ci sono scrittori che ci vanno.
      Se riuscirò a vivere in campagna, mi prenderò una mountain bike.

      • Chiara
        3 marzo 2015 alle 11:43 Rispondi

        Tengo la penna con tutte e cinque le dita e la mano appoggiata (infatti a scuola mi sporcavo sempre).
        È vero il moleskine costa sui quindici euro ma prima che lo riempi passa un sacco di tempo. Questo l’ho comprato ad agosto e sono appena a metà. Se avessi comprato dieci quadernetti la cifra sarebbe stata la stessa.
        P.s. appena posso leggo il racconto. Intanto ho risposto a tutti i commenti :)

        • Daniele Imperi
          3 marzo 2015 alle 11:46 Rispondi

          Ho visto qualcuno che la impugna come te :)
          Qualcun altro, alle elementari, la teneva fra indice e medio, invece.
          Viste le risposte ;)

  7. LiveALive
    2 marzo 2015 alle 09:53 Rispondi

    Dimenticavo la gestione delle critiche XD già, non credo di avere più questo problema. Un tempo mi ferivano molto, ora so ciò che faccio, quindi la critica mi serve ora per vedere se mi è sfuggito qualcosa che io ritengo errato, non più per dirmi cosa è giusto e cosa è sbagliato.
    …e noto che il blog non dà più il problema dell’aggiornamento. Che cosa aveva?

    • LiveALive
      2 marzo 2015 alle 13:27 Rispondi

      Retifico: da PC mi dà ancora problemi…

    • Daniele Imperi
      2 marzo 2015 alle 14:39 Rispondi

      Meglio così per le critiche. I problemi restano, visto che non ho fatto nulla e non so cosa fare…

      • LiveALive
        2 marzo 2015 alle 18:00 Rispondi

        Però da cellulare confermo che non mi dà più problemi, e manco da ipad…

  8. Rosita
    2 marzo 2015 alle 10:25 Rispondi

    Ma quanto mi piacciono le tue riflessioni. Ciao!

    • Daniele Imperi
      2 marzo 2015 alle 14:39 Rispondi

      Ciao Rosita, grazie e benvenuta nel blog :)

  9. salvo
    2 marzo 2015 alle 11:10 Rispondi

    Mi vedo molto in ciò che hai scritto a parte il disegno in cui sono negato. Hobby? Approcci are gente nuova nero bar in piazza al market. .. dovunque capita. Amo conoscere gente e confrontare il mio modo di pensare. E poi scrivere scrivere scrivere. Vorrei sempre ai carta ma poi sono troppo pigro per ricopiare su PC.

    • Daniele Imperi
      2 marzo 2015 alle 14:41 Rispondi

      Approcciare gente nuova? Cioè la fermi e ci parli? Io invece faccio conoscenza con estrema difficoltà. Non sarei l’orso che sono, altrimenti.

  10. Fulvio
    2 marzo 2015 alle 11:25 Rispondi

    Mi ci ritrovo. Sì quasi in tutto (avevo anche un blog politico, ma l’ho chiuso). Ma la cosa che davvero mi ha colpito è il tuo accenno alle 5-6 pagine in due ore come a un insuccesso. Magari le scrivessi io. Forse perché ho il brutto vizio, citato in un tuo pist precedente, di rileggere e correggere. Cosa che non farò più quando riprenderò a scrivere.

    • Daniele Imperi
      2 marzo 2015 alle 14:42 Rispondi

      I blog politici sono pericolosi :)
      Hai frainteso la storia delle 5-6 pagine: ho scritto che leggo solo 5-6 pagine la sera se sono stanco.

  11. Myriam
    2 marzo 2015 alle 13:04 Rispondi

    Ciao Daniele,
    Veramente mi piace molto légère il suo blog.
    E molto importante ed opportuno per me che sto iniziando nella scrittura, mi rispecchia nei vari sbagli che lei assegnato. La ringrazio. imparo tanto tramite il suo blog.
    Mi auguro di poter arrivare a farmi un’ identikit
    Perfetto . Chizza quando!! Ma il tempo risponderà, a me piacerebbe…

    • Daniele Imperi
      2 marzo 2015 alle 14:44 Rispondi

      Ciao Myriam, grazie.
      Per migliorare l’italiano devi leggere tanto (magari inizia da testi più semplici, come i romanzi per ragazzi) e poi provare a scrivere.

  12. Ferruccio
    2 marzo 2015 alle 13:24 Rispondi

    non vado al cinema, li guardo solo a casa
    il resto ci sono in tutto

    • Daniele Imperi
      2 marzo 2015 alle 14:45 Rispondi

      Ecco un altro che non va al cinema. Perché niente cinema?

  13. Ryo
    2 marzo 2015 alle 14:21 Rispondi

    Visto che ha destato molto interesse la gestione delle critiche anch’io dico la mia: ho un’ottima gestione delle critiche perché riesco sempre a far mia (o almeno ci provo) la parte costruttiva della critica e a ignorare la parte “distruttiva”, ma soprattutto perché sono io stesso il maggior critico di quello che scrivo!

    • Daniele Imperi
      2 marzo 2015 alle 14:46 Rispondi

      Il tuo metodo mi pare buono. Bisognerebbe riuscire a separare le due parti.

  14. Tenar
    2 marzo 2015 alle 16:37 Rispondi

    Non so se possa esistere una ricetta della perfezione. Ci sono grandi scrittori che non hanno un blog. Io certo non vado a dir loro che non sono perfetti o per questo smetto di leggerli, altri che fanno tutto ciò che elenchi, ma ottengono comunque risultati scarsini.
    Io non scrivo a mano (o meglio, lo faccio se devo, non è che la lista della spesa la compili a computer, ma non mi piace) e di conseguenza prendo pochi appunti. Ammetto di non sentirne particolarmente la mancanza.

    • Daniele Imperi
      2 marzo 2015 alle 17:32 Rispondi

      No, non esiste questa ricetta :)
      I grandi autori sono esclusi, secondo me, perché vendono anche se non hanno un blog. Ma per un emergente?
      La scrittura a mano a me piace molto, invece.

  15. Marco
    2 marzo 2015 alle 17:58 Rispondi

    Dovrei riprendere a leggere un po’ di saggistica. L’ultimo libro che ho letto non di narrativa era del filosofo danese Kierkegaard, pesante, ma interessante. Ah, acquisto ebook su marketing e reti sociali, per vedere se ci sono delle novità e quali. Io sono un pantofolaio, quindi il cinema o il teatro non mi attirano affatto. Con la buona stagione un giro per i boschi nel fine settimana me lo faccio volentieri: silenzio, solitudine…
    Ho intenzione però di riprendere a scrivere su carta, almeno gli appunti, e anche per creare degli schizzi dei personaggi, in modo da conoscerli meglio, fissarli con maggiore precisione. Ma niente Moleskine: basta un quaderno qualsiasi.

    • Daniele Imperi
      2 marzo 2015 alle 18:04 Rispondi

      Per le novità su quei temi non è meglio leggerle online?
      Schizzi nel senso di disegnare i personaggi? Può essere un buon metodo.

  16. Marina
    2 marzo 2015 alle 21:35 Rispondi

    Io sono una di quelle che va a Messa! E faccio tantissime cose: mi riempio la giornata dalle 6.30, orario in cui metto i piedi a terra, alle 23,30 circa, quando spengo la luce del comodino dopo avere letto appena cinque minuti (leggere a letto mi fa venire sempre sonno!). In ordine sparso, il cinema è un ricordo di gioventù, adesso però è una chicca che io e mio marito ci concediamo di tanto in tanto (l’ultimo film visto: “American Sniper”); assolutamente pro libro cartaceo, ma con un occhio affascinato verso l’e- book stracomodo e straconveniente; W gli appunti a mano: ho quaderni e quadernetti di ogni forma e colore: per le citazioni, per le recensioni, per i pensieri colti al volo…; social media e blog? Mi piace Twitter, molto! E uso Facebook con uno spirito diverso; il blog c’è l’ho e sto cominciando ad esserne contenta soltanto da poco (lo dico, anche grazie a quello che ho letto qui,da te); altre occupazioni? Mi inviti a nozze: ho un laboratorio creativo: lavoro con feltro, lana, cotone, creo borse, quando vivevo ancora a Caltanissetta tenevo persino dei corsi; qui, a Roma, ho un discreto successo con il mio secondo account creativo su Fb. E leggo, tanto, tantissimo, ma sî, lo ammetto, sono fortemente limitata: narrativa, narrativa, narrativa. No poesie, no fumetti (prima, però, ero una fan sfegatata di Dylan Dog), no saggi, anche se, forse, cominciano ad incuriosirmi. What else?

    • Daniele Imperi
      3 marzo 2015 alle 07:59 Rispondi

      Beh, pure tu hai un bel po’ di attività da fare :)
      I saggi sono utili, soprattutto per la documentazione su qualche romanzo. Ma fanno bene anche per diversificare le letture. Tutto alla fine concorre a migliorare la scrittura.

  17. Marina
    2 marzo 2015 alle 21:37 Rispondi

    Spero si capisca che ogni tanto il correttore automatico fa come cavolo gli pare!!

  18. Marianna Montenero
    2 marzo 2015 alle 23:27 Rispondi

    Daccordo, quasi quasi ci siamo, prima o poi ci arriveremo. Soddisfare tutti questi requisiti, però, farà di me una perfetta scrittrice? Potrò leggere svariati generi e di svariati argomenti (nel mio caso classici, narrativa, poesia, saggi di psicologia, scienze umane, medicina alternativa), sui supporti più diversi e studiare la scrittura da più punti di vista, ma tutto ciò servirà a darmi il “fuoco sacro” che trovo nei veri narratori? Aver vissuto un’esperienza (per alcuni la vita intera) con tale intensità, da avere davvero qualcosa da raccontare e, per di più, il talento per farlo? Forse no. Uno scrittore può solo limitarsi a raccontare in modo sincero ciò che conosce profondamente… migliorarsi dedicandosi alle attività che elenchi tu, Daniele, e… sperare che basti.

    • Daniele Imperi
      3 marzo 2015 alle 08:02 Rispondi

      Il fuoco sacro viene da dentro. Non credo possa dartelo qualcuno. Il talento è un argomento su cui si discute spesso: c’è chi dice che è innato e chi invece che si può coltivare.
      Puoi avere avuto tutte le esperienze che vuoi, ma devi saperle raccontare e soprattutto trasmettere.

      • Marianna Montenero
        3 marzo 2015 alle 15:02 Rispondi

        Appunto, sono d’accordo. :-)

  19. Kinsy
    3 marzo 2015 alle 17:47 Rispondi

    1) Ho da poco iniziato a leggere il digitale, ma non credo che sostituirà il cartaceo. Come te sono una bibliomane: amo il libro oggetto, amo esserne circondata e per me è come una coperta di Linus e quando sono da solo in un luogo devo averne uno sempre con me, dove ficcarci dentro il naso ed isolarmi da ciò che mi circonda.
    2) Leggo molto e cerco di diversificare, anche se mi mancano le poesie (mi è capitato anche di recente di leggerne, ma non le capisco) e i blog, ahimè, lo tratto un po’ come riviste da sfogliare.
    3) Pecco. Scrivo solo narrativa (e quello che prevede il lavoro, ma credo non conti).
    4) Scrivo su carta e poi ricopio. Se scrivo con la tastiera, non sento il testo come mio.
    5) Appunto, appunto e ora uso anche il registratore dello smartphone.
    6) Blog… nota dolente. C’è ma non gode di buona salute.
    7) Una piccola comunità c’è…
    8) Non vado al cinema da quando sono nate le mie bimbe, ma in compenso ho la fornitissima videoteca di mio marito cinefilo.
    9) Interessi molti, tempo poco!

    • Daniele Imperi
      3 marzo 2015 alle 18:03 Rispondi

      Pensa a una libreria fatta solo di ebook: a me non darebbe l’idea di avere libri in casa.
      Conta anche quello che scrivi per lavoro, a meno che non siano promemoria per le cose da fare :)
      Sistema il blog, allora. Che c’è che non va?
      Vai al cinema con le bimbe, allora. Non puoi perderti Shaun the sheep! :D

  20. Elena Caratti
    3 marzo 2015 alle 18:41 Rispondi

    Sono una sessantenne alla quale e’ sempre piaciuto leggere ma soprattutto scrivere. Non sono attirata dal lungo racconto ma da quello breve e, soprattutto, dal fermare sulla carta impressioni, riflessioni e fatti che mi hanno colpita.
    Ho frequentato i corsi di Scrittura creativa organizzati da Angela Sabella a Bergamo e proprio da Il paese che non c’e’ ho saputo della sua presenza nella giornata di sabato 18 aprile a Bergamo.
    Invitata, o forse no, ad esprimere un’opinione sul profilo da lei tracciato dello scrittore perfetto, mi e’ venuto in mente il Pennac quando, in Come un romanzo, elenca i diritti del lettore: ricordo di avere letto questo breve saggio ai miei ragazzi in classe, suscitando molto interesse anche in chi normalmente sonnecchiava. Ripesco perciò dal suo elenco ciò che condivido particolarmente e me ne approprio come un diritto: scrivere anche sulla carta, perché le cancellature sono il travaglio sofferto delle idee che il canc della tastiera si porta invece via con indifferenza; leggere in digitale, privandosi pero’ del piacevole fruscio della pagina e dell’odore della carta stampata ma con il vantaggio di poterlo fare quasi dappertutto, rinunciando al familare ingombro di un libro fra le mani; leggere di tutto ma anche non leggere, come lei che ritiene la prosa giornalistica piuttosto sciatta e così scrivere di tutto, necrologi compresi, testi poco stimolanti ma brevi che mi affinano la sintesi quanto i racconti brevi del digitale; appuntare idee e, aggiungo, ripiegare gli angoli delle pagine di un libro per ogni parola o frase che ci abbia colpito, arrivando ad alterarne il volume. Sui social media mi blocco: non scrivo su Facebook perché sono sempre stata diffidente verso lo spessore delle sue connessioni. Purtroppo deve essere un condizionamento dell’età, ma il cameratismo che anima questa piattaforma, intrecciando o rifiutando le amicizie, mi sembra un po’ artificioso; pero’ l’idea del blog mi attira molto, restringe la cerchia delle persone alle quali voglio rivolgermi e con le quali vorrei confrontarmi, lettori o scrittori che siano.
    Mi piacerebbe potere perciò liberamente inviarle qualche altra mia tediosa opinione.
    Grazie!
    Elena Caratti

    • Daniele Imperi
      3 marzo 2015 alle 19:32 Rispondi

      Salve Elena, benvenuta nel blog. Concordo che scrivendo su carta ci accorgiamo meglio dei vari errori o aggiustamenti, perché restano. Non sono d’accordo a fare le orecchie ai libri, però :)
      Su Facebook la pensiamo allo stesso modo. Le amicizie, poi, sono nella maggior parte semplici contatti. Il blog è più intimo.
      Qui si può commentare liberamente :)

  21. salvo
    3 marzo 2015 alle 18:45 Rispondi

    Tantissimi commenti a un tema interessante. L’importante è che si legga e ancora legga. Più di quanto non si scriva.

    • Daniele Imperi
      3 marzo 2015 alle 19:27 Rispondi

      Ecco, io per fortuna leggo decisamente più di quanto scriva :)

  22. Mara Cristina Dall'Asen
    6 marzo 2015 alle 23:02 Rispondi

    Scrittore perfetto… proprio no. Io ho più interessi che tempo. Leggo di tutto da sempre, le parole scritte hanno su di me un fascino particolare. Sono appassionata di storia alternativa e soprattutto delle civiltà precolombiane. Sto cominciando a leggere a video, ma sul pc e faccio molta fatica. Adoro il libro con la carta, il profumo, la sensazione tattile mentre giri le pagine. Scrivo a computer, non scrivo mai su carta, anche perchè sono una mancina costretta da sempre a scrivere con la destra. Non scrivo le idee ma le memorizzo e per fortuna ho un’ottima memoria. Anni fa avevo l’abitudine di trascrivere i passaggi dei libri o le poesie che mi colpivano di più su un quaderno che conservo gelosamente. Scrivo da solo tre anni, prima ero solo ed esclusivamente dalla parte del lettore. Piccolo appunto: da lettrice non mi sono mai interessata alla figura dello scrittore (esclusi i classici) e ritengo che un libro una volta raggiunto il lettore vive di vita propria. Questo mi porta a essere poco propositiva sul web. Ho facebook e linked, google+ non so usarlo, ma ho sostanzialmente gli amici che conosco e si riversano poi sulla pagina del libro. Non ho il blog, mi piacerebbe l’idea ma penso di essere troppo “normale” per risultare interessante, inoltre sono molto timida e riservata. Amo il cinema, ma ultimamente ho poco tempo da dedicargli… qualcosa devo sacrificare. Sono malata di musica in modo patologico, genere da Bublé ai Led Zeppelin passando per tutto ciò che sta in mezzo, e questa continuo a seguirla. Ho la fortuna di abitare in montagna, vicinissimo alle Dolomiti e sono cresciuta a Monterosso al Mare nelle Cinque Terre perciò mi ritengo fortunata. Mi piacerebbe poter viaggiare ma è troppo oneroso per il momento. Per il resto sono abbastanza pigra. Sono iscritta a due gruppi di scrittori, qui e su facebook. Qui ho sempre trovato cose interessanti e costruttive, su fb … non si va tanto lontano e tra scrittori non c’è gran collaborazione al di là dei complimenti di rito. Faccio un mestiere creativo, sono fiorista, che mi permette per fortuna di raggiungere parecchie persone. I commenti negativi se costruttivi mi piacciono, se sono sterili li accetto e vado avanti… ma sul web ho pochissime recensioni e tutte positive. L’unica cosa che mi servirebbe… un’altra vita da dedicare veramente alla scrittura. Ciao Mara

    • Daniele Imperi
      7 marzo 2015 alle 08:35 Rispondi

      La storia alternativa piace anche a me. Non è detto che una persona “normale” non possa avere un blog. Un blog lo apri se hai qualcosa da dire e se ti serve.
      A lungo andare anche io ho sacrificato qualche interesse, anzi diciamo che quegli interessi sono andati scemando.
      Beata te che abiti vicino alle Dolomiti :)
      Su FB che gruppo di scrittori frequenti? È proprio un gruppo o una fan page?

      • Mara Cristina Dall'Asen
        7 marzo 2015 alle 13:24 Rispondi

        E’ un gruppo: “il mondo dello scrittore”, partecipo anche al contest mensile. Ti mando una mail se vuoi saperne di più. Poi bazzico con qualche commento anche su vari altri. ciao

        • Daniele Imperi
          7 marzo 2015 alle 13:34 Rispondi

          Ok, era solo per curiosità, non sono su FB.

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