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I Quindici

I libri del come e del perché

I Quindici

Oggi parlo di libri. Di quelli che non si dimenticano, che non si possono dimenticare, perché fanno ormai parte della memoria della persona, del suo passato, ma in un certo senso anche del suo presente, perché io sono quello che sono anche grazie a quei libri.

Oggi parlo di quindici libri, di unʼenciclopedia studiata per i bambini di unʼepoca trascorsa, gli anni ʼ60 e ʼ70, di libri che in quei giorni erano così moderni e a volte anche allʼavanguardia e che oggi, a sfogliarli di nuovo, si ha lʼimpressione di tornare indietro nel tempo.

Da poco ne ha parlato Ivano Landi nel suo blog, un altro della generazione vicina alla mia, facendomi sentire la nostalgia delle vecchie letture. Nostalgia così per dire, perché io ho ancora quei libri, tutti e 15 e anche in duplice copia, entrambe nellʼedizione del 1974. Quando voglio, mi basta aprirne uno per risentire lʼodore di quei tempi, per rivivere le immagini di quandʼero bambino e non avevo altro che quei 15 libri per fantasticare e imparare.

Ricordo anche che mio padre ne divenne rappresentante – come anche dellʼEnciclopedia UTET, di cui forse scriverò un giorno – e infatti una delle due copie che abbiamo riporta il timbro “”Copia omaggio”.

Quando I Quindici entrarono in casa nostra, fu una festa per me e mie sorelle. Si aprì un mondo nuovo. I Quindici erano il web degli anni Settanta, senza condivisioni, senza interazioni, certo, ma erano lʼinformazione di quel tempo, forse lʼunico modo per conoscere cosa cʼera nel resto del mondo, come funzionavano certe cose, come si costruivano, quali misteri nascondeva il pianeta.

Quindici, ma non proprio quindici

A dire la verità, esiste un libro che credo abbia sfogliato soltanto una volta: lʼultimo, il quindicesimo della serie. Ma non era per me quel libro, era stato scritto per i genitori. Non ha un indice e gli argomenti sono tutti in ordine alfabetico. Una sorta di dizionario per le mamme e i papà.

A me – a tutti i bambini, del resto – interessavano tutti gli altri 14 libri. Forse non è vero che io da piccolo non leggevo, perché ho letto tutte le storie dei primi due libri, conoscendole per la prima volta quando ce le leggeva mia madre.

Una comunicazione studiata per i bambini

A quel tempo non ci avevo fatto caso, non potevo. A quel tempo non esistevano i blog, non sapevo nulla di copywriting, di scrittura. A rileggere oggi i titoli dei libri e i titoli dei vari capitoli ho potuto rendermi conto del bel lavoro di scrittura che cʼè stato.

Erano libri per bambini e ogni cosa era stata scritta per renderla fruibile dai bambini. Un linguaggio chiaro, diretto, comprensibile ai piccoli lettori. Un vocabolario limitato, ma immediato, proprio come deve essere.

Per i bambini la realtà è fatta di cose. Il titolo “Come si fanno le cose” è tanto semplice quanto geniale, perché risponde alla potenziale domanda dei bambini: “Papà, come si fanno le cose?”. E ancora: “Mamma, come funzionano le cose?”.

Alcuni titoli dai vari volumi

Ecco qualche esempio della comunicazione semplice e allo stesso tempo chiara di quei libri.

  • Saper riconoscere le piante (Volume 4, Le piante)
  • Animali di tanto tempo fa (Volume 5, Gli animali)
  • Come utilizzare gli avanzi (Volume 8, Come si fanno le cose)
  • Dalle fumate alla televisione (Volume 10, Come le cose cambiano)
  • Giocattoli di tutto il mondo (Volume 11, Feste e costumi)
  • Luoghi che fanno paura (Volume 12, Luoghi da conoscere)
  • Come divertirsi in casa (Volume 14, Fare e costruire)

Titoli che rispettano le regole della scrittura per il web. Ogni volume de I Quindici era un piccolo, ancestrale blog e ogni capitolo era un post primordiale. Titoli brevi, che contengono le parole chiave dellʼargomento, che fanno capire allʼistante al lettore di cosa parlerà quel capitolo, che promettono qualcosa che poi mantengono.

Volete imparare a scrivere per il web? Leggete I Quindici. Sul serio.

I miei Quindici preferiti

Naturalmente cʼerano volumi che consultavo più spesso di altri. Senza dilungarmi oltre, ecco quali erano:

  • Il mondo e lo spazio: perché soddisfaceva il mio animo avventuriero, perché mi faceva viaggiare oltre le stelle, perché leggendo sognavo a occhi aperti.
  • Gli animali: perché la mia misantropia era già sviluppata e il mio amore per gli (altri) animali era forte già allʼepoca. E perché da allora è nata la mia passione per i dinosauri e gli animali (purtroppo) estinti.
  • Come funzionano le cose: perché mi sono sempre chiesto il perché di tutto, perché non ho mai accettato le cose così come stavano, ma ho sempre voluto andare a fondo.
  • Come si fanno le cose: perché ha sempre albergato in me il sogno di fare lʼinventore. Non a caso, Archimede Pitagorico era uno dei miei personaggi Disney preferiti.
  • Fare e costruire: perché a quel tempo non cʼerano soldi per comprare tutto, per avere giocattoli di ogni tipo, perché a quel tempo i bambini amavano divertirsi con poco e soprattutto amavano ancora creare costruendo.

I Quindici: tutti i titoli dellʼedizione del 1974

  1. Poesie e rime
  2. Racconti e fiabe
  3. Il mondo e lo spazio
  4. Le piante
  5. Gli animali
  6. Io
  7. Come funzionano le cose
  8. Come si fanno le cose
  9. Cosa fanno gli uomini
  10. Come le cose cambiano
  11. Feste e costumi
  12. Luoghi da conoscere
  13. Guardando si impara
  14. Fare e costruire
  15. Voi e il vostro bambino

I Quindici esistono ancora, ma sono cambiati. Delle varie edizioni preferisco le prime due. Ora sono arrivati alla settima. Potete guardare tutte le edizioni nel sito I nuovi Quindici.

Un cambiamento era necessario. Un titolo come “Dalle fumate alla televisione” oggi non avrebbe più molto senso e dovrebbe diventare “Dalle fumate ai tablet”, come anche “Dalle tavolette di argilla ai libri” dovrebbe trasformarsi in “ Dalle tavolette di argilla agli ebook”.

Non so come siano cambiati I Quindici, ma mi auguro che ancora oggi continuino a far sognare e divertire i bambini come hanno fatto sognare e divertire i bambini come me tanti anni fa.

56 Commenti

  1. Serena
    4 giugno 2015 alle 07:43 Rispondi

    Li avevo anch’io e i miei preferiti erano Fare e costruire e Feste e costumi. Sono a casa dei miei sepolti sotto una montagna di altri libri. Che nostalgia… Che voglia di riprenderne in mano uno. Grazie per questo post.

    • Daniele Imperi
      4 giugno 2015 alle 12:42 Rispondi

      Anche Feste e costumi era interessante, è vero. Dai, rispolverali :)

  2. annamaria
    4 giugno 2015 alle 08:03 Rispondi

    io non li avevo, ma il sabato sera spesso con la famiglia eravamo a casa dei miei cugini e dato che loro avevano I Quindici ne approfittavo per “divorarli”. A casa nostra c’era l’enciclopedia “Conoscere” che io e i miei fratelli abbiamo consumato a forza di sfogliare e leggere. Oggi se li riapro ricordo perfettamente ogni pagina ogni figura degli argomenti che mi interessavano e amavo di più
    Annamaria

    • Daniele Imperi
      4 giugno 2015 alle 12:44 Rispondi

      Mi ricordo dell’enciclopedia Conoscere, ma non l’avevo.

  3. LiveALive
    4 giugno 2015 alle 09:10 Rispondi

    Ce li ha mia nonna!
    Ogni tanto quando vado lì li sfoglio, ma non sono più adatti per me XD
    È curioso notare come cambi il proprio gusto in fatto di scrittura. Le mie principali letture da piccolo erano i Geronimo Stilton, come credo sia per molti della mia generazione e delle successive. Per gioco a 18 anni ho provato a rileggerne uno: orrore e sciatteria. Eppure all’epoca non sarei riuscito a leggere ciò che mi piace adesso.
    Letture simili da piccolo?… Avevo tutto Esplorando il Corpo Umano XD ho mantenuto l’interesse per il corpo, solo che è passato dalla carne al cervello.
    Poi in realtà la mia generazione credo abbia iniziato subito coi computer. Io ricordo una specie di gioco educativo: Base Terra. Ricordo che si era all’interno di un’astronave: davanti, si potevano leggere informazioni sui pianeti e visitarli (ho mantenuto un grande interesse per l’astronomia e la fisica), a sinistra c’erano dei giochi, e a destra c’erano delle schede, con dei video, sulla storia dell’uomo, sulla sua evoluzione, sui grandi avvenimenti storici. Era molto divertente XD
    Ma c’era anche Caesar III! Era un gestionale, consistente nel costruire e far sviluppare città romane: ma probabilmente la mia passione per quel periodo storico è nata lì, quando non avevo neanche sei anni.

    • Daniele Imperi
      4 giugno 2015 alle 12:46 Rispondi

      Beh, ovvio, non sono adatti per un adulto, nel senso che non ci trovi informazioni così dettagliate. Però a me è capitato di andare a cercare qualcosa anche da adulto.
      Geronimo Stilton invece non lo sopporto, sta dappertutto.
      I Quindici continuano a uscire, quindi anche la tua generazione potrebbe averli letti.

  4. Ivano Landi
    4 giugno 2015 alle 09:52 Rispondi

    Grazie per il link, Daniele. Aspettavo questo articolo fin dal momento in cui mi avevi annunciato l’intenzione di scriverlo :)
    “I quindici” mi hanno iniziato a molti mondi del mio immaginario: le fiabe di Andersen e dei Grimm, il folklore americano, il mito greco, la preistoria… In più il loro apparato iconografico mi ha fatto sognare come poche altre cose.
    Come ho scritto nel mio blog, il volume 2, Racconti e fiabe, è stato il libro che ho preferito in assoluto nella mia infanzia. A seguire, c’erano “La vita intorno a noi”, dedicato a piante e animali e “I personaggi da conoscere”. I volumi più pratici li consideravo meno, perché non sono mai stato un tipo manuale. MI limitavo alle costruzioni di carta che trovavo su “Miao” :D

    • Daniele Imperi
      4 giugno 2015 alle 12:48 Rispondi

      Mi hai fatto tornare in mente tu I Quindici e anche la nostaglia :)
      “La vita intorno a noi”? Quindi non si chiamava “Le piante” all’inizio?

      • Ivano Landi
        4 giugno 2015 alle 15:12 Rispondi

        I Quindici volumi della prima edizione sono:

        Poesie e rime
        Racconti e fiabe
        Il mondo e lo spazio
        La vita intorno a noi
        Feste e costumi
        Come le cose cambiano
        Come si fanno le cose
        Come funzionano le cose
        Fare e costruire
        Cosa fanno gli uomini
        Scienziati e inventori
        Pionieri e patrioti
        Personaggi da conoscere
        Luoghi da conoscere
        Voi e il vostro bambino

  5. Loredana
    4 giugno 2015 alle 10:41 Rispondi

    Li avevo anch’io! Me li aveva passati mio cugino, ormai troppo cresciuto…ma quanto mi piacevano. Penso siano stati la mia prima enciclopedia. I miei preferiti erano Fiabe, Luoghi da conoscere e Feste e Costumi. Luoghi da conoscere ha dato vita ad un piccolo sogno…si parlava del Castello di Blarney, in Irlanda, che contiene al suo interno una pietra “magica”, la pietra dell’eloquenza. Baciando quella pietra, chinandosi verso di lei inarcando la schiena, si dice che si acquisti la capacità di parlare bene. Era una leggenda che ha colpito a fondo la mia fantasia già esagitata di bambina irrequieta e sognatrice. Vent’anni dopo, trovandomi in Irlanda per l’Erasmus, appurata l’esistenza reale del Castello di Blarney, ho voluto subito andarci e baciare la pietra come dice la leggenda. Non ho molto idea se le mie capacità comunicative siano migliorate (e da allora sono passati altri vent’anni), ma quello che mi è rimasto è l’aver soddisfatto una curiosità di bambina, aver realizzato un piccolissimo sogno nato in quelle pagine di Quindici.

    • Daniele Imperi
      4 giugno 2015 alle 12:49 Rispondi

      Ricordo la storia della pietra nel castello. Ce n’era una anche su un fantasma, mi pare.
      Quando tornerò in Irlanda, andrò a visitare anche io quel castello :)

  6. pirkaf76
    4 giugno 2015 alle 12:28 Rispondi

    Li ho ancora a casa, quanti ricordi!
    Come dimenticare la favola di Zio Lupo?
    Mi terrorizzava.

    • Daniele Imperi
      4 giugno 2015 alle 12:55 Rispondi

      Ciao, benvenuto nel blog. Quella favola la ricordo, in effetti da bambini era abbastanza inquietante.

      • Ivano Landi
        4 giugno 2015 alle 15:15 Rispondi

        Io su Zio Lupo ci ho costruito la prima parte della mia blog novel. Potenza dei quindici :O

  7. Marina
    4 giugno 2015 alle 12:42 Rispondi

    Bellissimi. In un vecchio commento anch’io ti avevo accennato alla presenza irrinunciabile in casa mia di questa mini collezione enciclopedica. La mia è l’edizione del 1971, pensa!
    Sono cresciuta con quei libri, mi piacevano le immagini anni ’70, il linguaggio semplice: sarà che mi ricordano la beata infanzia, ma sono una cosa alla quale tengo in modo particolare e guai a chi me li tocca!

    • Daniele Imperi
      4 giugno 2015 alle 12:56 Rispondi

      La cosa bella erano proprio le immagini: tantissime! Ma essendo libri per bambini, per forza dovevano essere così. A me piacevano quelle anni 50 e 60, che ogni tanto apparivano qui e là.

  8. Giuse Oliva
    4 giugno 2015 alle 12:53 Rispondi

    Mai letti, mai avuti, sarà forse che sono dell’89 :D

    In casa però teniamo l’enciclopedia dello studente (tutti e 13 i volumi), sono rilegati in pelle rossa, ma non saprei di che anno sono, sicuramente da quando andavo alle elementari, ma non lo so.

    Ricordi del passato, che belli :D

    • Daniele Imperi
      4 giugno 2015 alle 13:11 Rispondi

      Anche se sei dell’89, i Quindici hanno avuto varie edizioni. Però non ne ho trovate degli anni ’80, solo dei ’60, ’70 e del ’98.

  9. Mariella
    4 giugno 2015 alle 13:22 Rispondi

    I Quindici sono ancora a casa dei miei. Una delle più belle letture della mia infanzia. I miei preferiti erano (e sono) Racconti e Fiabe, Storie e Costumi e Luoghi da Conoscere.
    Mi hai fatto venire la curiosità di sapere quale edizione sia.
    Passeranno ad una delle mie sorelle, che da tempo immemore ha richiesto il diritto di “primogenitura”:
    Ed è la “piccola” di casa. ahahahah
    Che bel tuffo nel passato che mi hai fatto fare Daniele!

    • Daniele Imperi
      4 giugno 2015 alle 13:24 Rispondi

      Io sto pensando di acquistare la prima edizione del ’68, così, per pura collezione.
      Sì, un bel tuffo nel passato, hai detto bene :)

      • Ivano Landi
        4 giugno 2015 alle 15:17 Rispondi

        La prima edizione è del ’67. Io ho due volumi anche dell’edizione ’68 e sono uguali come veste grafica ma variano leggermente nel contenuto.

        • Daniele Imperi
          4 giugno 2015 alle 15:37 Rispondi

          Allora vedo di trovare quella del ’67.

  10. MikiMoz
    4 giugno 2015 alle 13:48 Rispondi

    Vol 11 e 14 i miei preferiti, ho consumato i volumi di mio padre che stanno ancora a casa dei miei nonni… :)
    Illustrazioni stupende in puro stile anni ’60, non ho nemmeno io idea di come siano oggi ma sicuramente hanno perso il fascino retrò :)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      4 giugno 2015 alle 13:52 Rispondi

      L’11 è facile immaginare che ti piaceva :)
      Sì, hanno perso quel fascino retrò, basta vedere le copertine. Purtroppo il sito non è ben fatto, per ogni edizione manca l’anno, ci vorrebbe inoltre una selezione di immagini per ogni volume e ogni edizione.

      • LiveALive
        4 giugno 2015 alle 18:18 Rispondi

        Posso dirti che quello stile di illustrazione a me non piace proprio? XD
        Ho anche una edizione del libro Cuore così, ma la sento come una cosa troppo affettata, e, non so, troppo… italiana? XD
        Adoro però le locandine dei film di quegli anni: non ne fanno più così fiqe.

  11. Danilo (IlFabbricanteDiSpade)
    4 giugno 2015 alle 14:26 Rispondi

    Ne ho sempre sentito parlare, ma non li ho mai visti! A casa mia c’era l’enciclopedia del sapere, venti volumi enormi che mio padre custodiva manco fosse la costituzione originale.
    Poi, venne Omnia. Da qualche parte, devo ancora averla :)

    • Daniele Imperi
      4 giugno 2015 alle 14:37 Rispondi

      Omnia non la conosco. L’enciclopedia del sapere l’ho sentita.

  12. Lisa Agosti
    4 giugno 2015 alle 18:16 Rispondi

    Non avevo mai sentito nominare i “quindici”, ma a quanto pare mi sono persa un sacco di divertimento! È stato un bel viaggio nel passato. Il mio equivalente dei “quindici” era “I popoli della terra” che parlava di tutte le culture e mostrava foto di tribù indigene da tutto il mondo.

    • Daniele Imperi
      5 giugno 2015 alle 07:45 Rispondi

      Non conosco “I popoli della terra”. Ti sei persa dei bei libri, però :)

  13. Ivano
    5 giugno 2015 alle 00:38 Rispondi

    Ho un aneddoto curioso a proposito dei Quindici: anch’io li adoravo, e ogni volta che ne sfogliavo uno (succedeva spesso), l’odore di quei tomi mi faceva venir voglia di…taleggio. Sì, il formaggio.
    Sembra una cavolata, ma se cibo e libri sono per me piaceri della vita irrinunciabili forse lo devo anche ai Quindici.
    E al taleggio.
    Un caro saluto Daniele!

    • Daniele Imperi
      5 giugno 2015 alle 07:45 Rispondi

      I tuoi Quindici odoravano di formaggio? :)
      Meno male che i miei no, non sono un amante dei formaggi :P

  14. Cristina
    5 giugno 2015 alle 07:07 Rispondi

    I Quindici non li avevo mai sentiti, ma posso sempre recuperare, vista la mia tenera età! ;-)
    Avevo l’Enciclopedia Sapere della De Agostini, per bambini più grandicelli, e il concetto era quello: la sfogliavo e risfogliavo, soffermandomi in modo particolare sulle parti più interessanti per me, come la storia, e sulle illustrazioni. Ricordo che erano molto raffinate.

    • Daniele Imperi
      5 giugno 2015 alle 07:50 Rispondi

      Sì, recuperali, se puoi ;)
      Molti che conoscevo avevano l’enciclopedia della Curcio, ricordo.

  15. Veronica
    5 giugno 2015 alle 13:41 Rispondi

    A quanto pare c’è una grossa lacuna nella mia infanzia perché non li ho mai sentiti nominare: correrò ai ripari. Avevo una enciclopedia di questo tipo ma non ricordo assolutamente quale fosse, controllerò e poi avevo omnia, che era multimediale ed era figa perché piena di immagini, video, atlanti, c’era di tutto: passavo giornate intere a spulciarla al pc.

    • Daniele Imperi
      5 giugno 2015 alle 15:01 Rispondi

      Neanche tu li hai mai sentiti nominare! Ma com’è possibile? :)
      Quand’ero piccolo io non c’erano i pc, quindi niente multimedialità.

  16. Roberto
    5 giugno 2015 alle 14:49 Rispondi

    Mia madre non ci comprò I Quindici, eppure li ricordo bene, perché spesso mi capitava di leggerli da amici e parenti. In compenso, a casa avevamo Juvene, altra enciclopedia per ragazzi che mi dispiace davvero tanto non aver conservato. Grazie, un post bellissimo, parola di super nostalgico!

    • Daniele Imperi
      5 giugno 2015 alle 15:03 Rispondi

      Ciao Roberto, benvenuto nel blog.
      Ecco un’altra enciclopedia che non conosco: Juvene.

  17. Flavia
    6 giugno 2015 alle 09:50 Rispondi

    Ciao Daniele!
    Ma pensa un po’ che hai tirato fuori, ci sono cresciuta anche io! Solo a vederli mi brillano gli occhi: la miriade di storie, tutte quelle cosa da fare e le immagini vivide che, ricordo, mi rimanevano impresse a fuoco. Le sfogliavo per ore. In particolare ero affascinata dalla crudeltà della storia del Grillo e la Formicuzza. Chissà, forse era scritta da un Martin antelitteram. XD

    http://ilgrilloelaformica.com/wp/wp-content/uploads/2013/02/grillo-formicuzza.jpg

    • Daniele Imperi
      8 giugno 2015 alle 07:37 Rispondi

      Ciao Flavia, benvenuta nel blog.
      Le immagini le ricordo ancora quasi tutte. E la storia del grillo e della formica era davvero tragica, sembra quasi un “Romeo e Giuletta” in versione favola.

  18. franco battaglia
    6 giugno 2015 alle 12:10 Rispondi

    Sono a casa dei miei.. la mia generazione (’59) ci è cresciuta con quei volumi.. ricordo indelebile…
    ogni volta che li sfoglio si apre un incredibile scrigno di memorie…

    • Daniele Imperi
      8 giugno 2015 alle 07:38 Rispondi

      Ah, meno male un lettore più grande di me :)

  19. Alessandro
    7 giugno 2015 alle 11:49 Rispondi

    Grazie. Mi hai fatto ricordare tante cose di quando ero bambino

    • Daniele Imperi
      8 giugno 2015 alle 07:39 Rispondi

      Ciao Alessandro, benvenuto nel blog. I Quindici risvegliano la memoria :)

  20. Mara Cristina Dall'Asen
    7 giugno 2015 alle 22:51 Rispondi

    I quindici no, ma chi si ricorda della “vita meravigliosa”? A casa mia c’è sempre stato il culto dell’enciclopedia, passando poi per “conoscere”, la bellissima “rizzoli-larousse” (a mio parere la miglior enciclopedia, semplice ma estremamente efficace e approfondita). Di questa enciclopedia esiste anche quella della letteratura italiana e posso dire che è spettacolare. Poi la “Motta” e per finire la tanto decantata “treccani”che mi ha un pò deluso, se la tirano troppo. Poi è arrivato wikipedia e i miei figli non le hanno mai aperte! L’unica ad averle usate sono io.
    P.s. Anch’io non vedevo i post dal 5 maggio. Ho letto i post sul self publishing, ma ormai è tardi per commentare… ho perso l’attimo fuggente!

    • Daniele Imperi
      8 giugno 2015 alle 07:40 Rispondi

      Io non faccio affidamento su Wikipedia, preferisco le enciclopedie cartacee. La Treccani è troppo costosa. Le altre non le ricordo.
      Che significa che non vedevi i post dal 5 maggio? Puoi commentarli, comunque, non scadono i post :)

  21. Mara Cristina Dall'Asen
    8 giugno 2015 alle 22:22 Rispondi

    Non lo so, l’ultimo post che vedevo era quello di maggio sino a ieri. La treccani ho la piccola ovviamente, e ho provato con i miei figli ma non l’hanno mai aperta. Si lo so che posso commentare lo stesso, ma il discorso è già andato avanti… e comunque io ho deciso di continuare col self, a fine giugno esce il secondo mio romanzo. ciao

  22. Barbara
    9 giugno 2015 alle 14:45 Rispondi

    Anche io sono cresciuta con la collana dei quindici che attualmente è riposta su uno scaffale a casa dei miei genitori. Li ho riletti più volte e tra tutti anche io avevo identificato alcuni volumi come i miei preferiti come quello sugli animali, sul corpo umano e sulle cose. Ti ringrazio per il post su questi libri che mi ha davvero invogliato ad andare a rispolverarli e rileggerli.

    • Daniele Imperi
      9 giugno 2015 alle 15:06 Rispondi

      Alcuni volumi sono comuni un po’ a tutti, come appunto quello su animali e cose: sono mondi che il bambino comincia a scoprire, secondo me.

  23. Cristina
    12 ottobre 2015 alle 14:34 Rispondi

    Eh sì se li ho letti, sfogliati, consumati, divorati…e la soddisfazione più bella che i miei figli che ora hanno 10 e 11 anni li hanno letti a loro volta…datati si, ma alcune cose non cambiano mai!!

    • Daniele Imperi
      12 ottobre 2015 alle 14:42 Rispondi

      Anche per me non sono del tutto datati. Comunque hanno fatto altre edizioni, sono curioso di vedere cosa è cambiato.

  24. Fabio
    10 novembre 2015 alle 09:35 Rispondi

    Io non li avevo ma la mia vicina aveva quelli del figlio (credo edizione 74) ho passato lunghi pomeriggi d’estate su una sua poltrona a leggere “poesie e rime” e “racconti e fiabe” quando poi ho scoperto “fare e costruire” mio padre non ha avuto più vita da quanto lo massacravo per costruire insieme tutti quei giochi. Due anni fa li ho ritrovati da un amico e ho inizato a sfogliare anche gli altri, mi è presa tanta nostalgia…inizialmente aavevo pensato di acquistarli poi ce n’erano alcuni che proprio non mi interessavano così ho comprato solo alcuni volumi così ora dei quindici ne ho…sette!

    • Daniele Imperi
      10 novembre 2015 alle 09:48 Rispondi

      Ciao Fabio, benvenuto nel blog. A me la nostaglia prende ogni volta che li vedo :)

  25. Giuliana
    10 gennaio 2016 alle 22:25 Rispondi

    Anch’io ho letto e riletto quei quindici volumi ho imparato tante poesie e a fare tante cose con la carta. Ma quello che mi piaceva in assoluto era il secondo volume….che purtroppo ho perduto

    • Daniele Imperi
      11 gennaio 2016 alle 08:47 Rispondi

      Ciao Giuliana, benvenuta nel blog. Credo tu possa trovarlo su Ebay.

  26. angela
    8 gennaio 2017 alle 15:57 Rispondi

    Ciao a tutti, i quindici per me sono il ricordo più bello della mia infanzia. Io ho l’edizione del 67 e credo proprio sia la prima, quelle pagine hanno gli odori che sentivo nella cucina di casa di mia madre e ogni volta che li sfoglio mi commuovo…
    è incredibile come i libri possono racchiudere le emozioni di quei momenti in cui li hai letti…
    per me sono preziosissimi!

    • Daniele Imperi
      9 gennaio 2017 alle 08:15 Rispondi

      Ciao Angela, benvenuta nel blog. Forse hai la prima edizione. Io dovrei avere la seconda e anche in duplice copia :)

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