Sherlock Holmes – Dal libro al film

Sherlock HolmesSherlock Holmes è un personaggio letterario creato da Sir Arthur Conan Doyle, che apparve per la prima volta nel 1887. A me è sempre piaciuto e sto rileggendo tutte le sue avventure, che consistono in quattro romanzi e diverse raccolte di racconti.

L’atmosfera creata da Conan Doyle è affascinante, siamo nella Londra del XIX secolo e tutto sembra essere avvolto nel mistero. Devo dire che ho una particolare predilezione per le storie ambientate in quel periodo. Le avventure di Sherlock Holmes si leggono bene e sono narrate in prima persona da Watson.

Il film di cui parlo oggi è quello del 2009 diretto da Guy Ritchie. Il ruolo di Sherlock Holmes è rivestito da Robert Downey Jr., mentre Jude Law interpreta il dottor Watson.

Dopo aver letto tutta l’opera di Conan Doyle su Sherlock Holmes devo dire di essere rimasto spiazzato dal film. Della coppia inventata dallo scrittore hanno mantenuto soltanto il nome. Holmes è un investigatore privato e Watson è il medico con cui vive.

I caratteri dei personaggi sono stati totalmente stravolti per creare un film d’azione. Sherlock Holmes è completamente differente da come viene mostrato nel film, dove appare sfacciato, maleducato, irruento, mentre è un tipo calmo, calcolatore, con modi signorili.

Anche Watson è stato modificato, nelle storie di Conan Doyle non appare così attivo. È sempre pronto, sì, a seguire Holmes nelle sue indagini, ma sembra quasi goffo, se non nei modi, nelle azioni, mentre nel film ha uno sguardo fiero, tutt’altro che timido e riservato.

Sherlock Holmes dal libro – anzi dai libri – al film ha perso la sua originalità, quell’atmosfera di calma che ha sempre caratterizzato le sue avventure. Nella pellicola si è trasformato in un qualcosa di diverso. È un buon film, che si vede piacevolmente, ma come film del tutto staccato dalla letteratura creata da Conan Doyle.

Chi di voi ha letto le opere su Sherlock Holmes e ha visto il film? Avete avuto le stesse mie impressioni?

Categoria postPublicato in Lettura - Data post9 dicembre 2011 - Commenti12 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

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Commenti
  • franco zoccheddu 9 dicembre 2011 at 12:02

    Ciao Daniele. Rricordo con nostalgico piacere “Il mastino dei Baskerville”, intrigante storia di delitti misteriosi nelle umide, invernali e tenebrose brughiere scozzesi (credo…). Benissimo l’azione, le gags esilaranti, il linguaggio cinematografico, etc. Ma io sono cresciuto coi libri, al massimo con i vecchi film b/n che trasmettevano in tv: tutta un’altra fruizione, teatro, immaginazione, razionalità. Trovo magnifico Robert Downey Jr., riguardo volentieri il suo tronfio, romantico, platonico innamorato della dolcissima Palthrow di “Iron Man” (solo il primo, per carità), ma per piacere: lasciatemi Sherlock Holmes! Accidenti, quanto sono all’antica, qualche volta mi vergogno.

  • Daniele Imperi 9 dicembre 2011 at 12:11

    Io non capisco, con tutte le storie su Sherlock Holmes scritte da Conan Doyle, che bisogno c’è di inventarne di nuove. Non credo che questi due film abbiamo preso spunto da storie particolari.

  • henryx 9 dicembre 2011 at 13:48

    Si, anche io in questo film non vi ho trovato praticamente nulla delle storie originali.
    Nel film scompare l’arte della deduzione o comunque tale arte cessa di essere fondamentale nell’economia dell’opera.
    Nel film, tutto quel mondo vittoriano così ben descritto, con quei personaggi estratti dalle più svariate classi sociali dell’epoca, praticamente non traspare ( @ Daniele: se ami il genere vittoriano ti consiglio vivamente “La grande rapina al treno” di Crichton, un libro bellissimo , ma probabilmente lo conosci già ).
    Nel film, Sherlock Holmes è piuttosto volgare (sfacciato, maleducato ed irruento, gli aggettivi usati da Daniele sono azzeccatissimi) mentre Watson forse non sarebbe neanche così diverso dall’originale: il fatto è che ci sembra diverso perchè è costretto a raffrontarsi con un Holmes assurdo in una Londra finta. Questo Watson è pur sempre meglio di quel Watson stupidotto che era rappresentato nei vecchi film da Nigel Bruge (quello che faceva coppia con Holmes/Basil Rathbone), è un Watson che perde la sua importantissima funzione di narratore, forse solo per esigenze e dinamiche cinematografiche, e questo ci manca.
    Nei racconti Watson non è intelligente, ma neanche idiota, diciamo che è a un gradino appena sotto di noi lettori che vediamo quasi tutto della storia: nel film questa sua posizione proprio non ha nemmeno l’occasione di dimostrarla.
    Tutto ciò non significa che il film sia inguardabile, anzi, io lo trovo divertente e non vedo l’ora che esca il secondo, però proprio occorre riconoscere che la pellicola con l’opera di Conan Doyle abbia poco a che fare.

  • Ivan 12 dicembre 2011 at 11:10

    Più che a Sherlock Holmes assomiglia a Wild Wild West.
    E’ un trend contemporaneo, non necessariamente disdicevole.
    Apprezzabile come opera a sé stante, per quanto mi riguarda.
    Avrebbero potuto intitolarlo Franco e Ciccio contro la Regina Vittoria senza perdere nulla.
    I libri sono altro; imparagonabili e come tali inutile per me discettare su quale dei due sia meglio.

  • mirko 14 dicembre 2011 at 11:57

    Ho letto tutti i romanzi e racconti di Holmes (mammut giallo) ma ho scarsa memoria quindi mi aiuto con qualche info da wikipedia…

    Secondo me nei suoi libri in numerosi casi si avverte la vena avventurosa di Holmes: si apposta per giorni su una collina per spiare le mosse dei sospetti, combatte sulla cascata con Moriarty, si traveste investigando nei bassifondi per giorni interi mangiando pochissimo, etc.

    E’ un ottimo ragionatore ma come segnalato in Wikipedia: “Holmes è un eccellente schermidore e pratica il pugilato a mani nude. Nel racconto “L’avventura della casa vuota”, Holmes afferma inoltre di conoscere il bartitsu, un sistema di lotta giapponese derivato dal jujitsu, rendendolo uno dei primi occidentali ad aver praticato le arti marziali orientali.”.

    Chiede a Watson di irrompere in abitazioni private a rischio di essere arrestati o uccisi dai criminali. Testa composti chimici su se stesso. Mi sembra di ricordare che in un caso ha anche ucciso.

    Sono segnali della sua personalità multisfaccettata, sicuramente ingranditi nei film ma ben presenti nei romanzi e racconti.

    Inoltre nei primi libri Holmes era depresso e drogato nei periodi di inattività investigativa, caratteristica poi tolta negli scritti successivi, probabilmente era politicamente scorretto anche a fine ’800.

    Saluti

    • Daniele Imperi 14 dicembre 2011 at 12:23

      Certo che era schermidore e anche pugile, ma il carattere che ha nel film non esiste nei romanzi.

  • henryx 20 dicembre 2011 at 23:39

    È dunque uscito anche il secondo film su Sherlock Holmes “Gioco di ombre”, storia banalissima e surreale, vagamente ricalcante lo scontro finale (vedi il racconto “The Final Problem”) fra il nostro investigatore ed il Professor Moriarty.
    Direi che stavolta non ci sia da salvare proprio niente.
    Unico merito la rievocazione di alcuni personaggi che appaiono nei racconti originali e raramente si vedono, almeno che io ricordi, nelle versioni cinematografiche.
    Mi riferisco in particolare a Mycroft, fratello di Sherlock Holmes, che, sebbene piuttosto buontempone, mi sembra tutto sommato abbastanza fedele, quantomeno nella stazza (vedi “The Greek Interpreter” e “The Adventure of the Bruce-Partington Plans”); ed anche al Colonnello Sebastian Moran, luogotenente di Moriarty, terribile cecchino che uccide con un silenzioso e sofisticato fucile ad aria compressa che spara proiettili esplosivi (vedi “The Adventure of the Empty House”). Nel film fa la sua parte di sicario fuciliere ma è troppo giovane e non ha quello sguardo feroce che lo fa assomigliare a una tigre, così ben descritto da Conan Doyle.
    Può darsi che questi due film facciano venire voglia di conoscere i racconti originali a qualcuno che non li abbia mai letti, e questo sarebbe molto positivo. Per chi volesse approcciarsi a Sherlock Holmes io suggerirei di iniziare da “L’avventura della banda maculata” (“The Adventure of the Speckled Band”), storia che più elettrizzante non si può !

  • mirko 28 dicembre 2011 at 11:05

    é uscita anche una mini serie su Italia 1, ho visto una parte di replica ieri sera. Se poteva essere abbastanza buona l’idea di trasporre Sherlock Holmes nel presente, la realizzazione, la regia e la recitazione mi sono sembrate terribili.

    Lo stile noir e cupo è molto grezzo, non piacevole visivamente quanto Jack lo squartatore con Jonny Deep.

    Gli attori sono molto piatti e fuori le righe, molto più che nei film al cinema secondo me.

    Peccato… occasione persa

  • Lucia Donati 13 luglio 2012 at 17:34

    Ho letto in un librone di 1000 pagine circa tutte le avventure di Sherlock Holmes e mi sono piaciute quasi tutte. Invece il film che tu hai citato non mi è piaciuto per i tuoi stessi motivi.

  • Daniele Imperi 13 luglio 2012 at 18:11

    1000 pagine? Allora forse c’è tutta l’opera di Conan Doyle, dovrebbero essere 4 romanzi e alcune serie di racconti.

  • Lucia Donati 16 luglio 2012 at 18:17

    Si, tutta l’opera!

  • […] che a molti non piace Sherlock Holmes e che le sue storie non vengono considerate dei gialli veri e propri. In realtà, infatti, sono […]

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