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Come scrivere un post: la guida definitiva

Guida alla scrittura di un postSe sentivate la mancanza di un’ennesima guida definitiva per fare questo o quello, eccovi serviti. A me piace molto scrivere guide del genere, ma c’è da dire che m’impegno ad approfondire quanto possibile l’argomento. Esiste davvero una guida definitiva? No, è un controsenso: fra un mese questa guida potrebbe non essere più valida.

Ormai siamo bombardati da articoli su come scrivere articoli. Perché mai, allora, dovreste leggere questo? Perché ci sono elementi che pochi, forse, considerano e altri che molti neanche conoscono. Ma adesso entriamo nel vivo della guida.

Dall’idea al post: studio di fattibilità

Quante volte vi siete fermati a pensare se vale la pena scrivere quell’articolo che avevate in testa? E quanti di voi scrivono un post senza neanche pensare: ma è valido questo contenuto che voglio pubblicare?

È risaputo che io abbia cestinato 170 idee di articoli per questo blog. La maggior parte era rappresentata dal solito titolo che ormai, dopo così tanto tempo, non mi comunicava più nulla. Chissà cosa mi era venuto in mente a quel tempo. Altre idee, invece, avrebbero prodotto post di nessun valore: chiacchiere senza sostanza.

Prima di scrivere un articolo io mi pongo due domande:

  1. è già stato pubblicato quel post?
  2. Posso dire qualcosa di nuovo e utile?

La risposta alla prima domanda, nel caso specifico di quest’articolo, è sì, ma la stessa risposta vale anche per la seconda. Risultato: il post va scritto.

In realtà bisogna porsi anche una terza domanda: sono in grado di scrivere questo post? Ogni tanto appunto qualche idea nel mio file, ma qualcuna resta lì nell’attesa che io abbia le conoscenze e l’esperienza adatte a trasformarla in un articolo concreto.

In conclusione, un’idea, prima di essere sviluppata in un post per il nostro blog, deve superare una sorta di test di fattibilità.

Letture di contorno: avete già letto le mie 154 idee per scrivere post?

La scelta delle parole chiave: è davvero utile?

Sono in molti a sostenere che prima di scrivere un post bisogna cercare (o comunque stabilire) le parole chiave su cui concentrarsi. Questa è una pratica che io non ho mai usato, trovandola artificiosa, innaturale e anche limitante.

Quando scrivo, io parlo coi lettori. Le parole chiave, per me, sono il tema che voglio trattare. Oggi parlo di come scrivere un post, come la settimana scorsa ho parlato di come avere idee per una storia. Per me esistono gli argomenti, non le singole, scialbe, scarne parole chiave.

Ho letto tantissimi testi in rete, gestisco anche un sito di article marketing in cui sono più gli articoli che respingo di quelli che accetto e ho visto talmente tante schifezze scritte da presunti seo che da anni porto avanti una battaglia contro le parole chiave. Date un’occhiata a parte di questo articolo che ho respinto tempo fa.
Articolo

Nel testo completo quella frase chiave è ripetuta altre 5 volte, in un articolo di 450 parole. Un ottimo esempio di concentrazione estrema sulle parole chiave. Il rischio è proprio questo: quello di creare testi a uso esclusivo dei motori di ricerca, che negli ultimi tempi sono diventati più furbi, pur essendo ancora ben lontani dalla perfezione.

Letture di contorno: avete mai provato a scrivere senza pensare alle parole chiave?

La scaletta del post: come approfondire l’argomento

Quasi tutti i post che scrivo prevedono una scaletta. In alcuni casi la creo man mano che scrivo, ma quasi sempre butto giù un elenco di sotto-argomenti per sviluppare la mia idea. Un articolo come questo, così lungo e articolato, non si può scrivere senza averlo prima pianificato con una scaletta dettagliata. Io, almeno, non ci riesco.

La scaletta del post mi aiuta a vedere la struttura del testo da scrivere, a farmi un’idea della sua lunghezza, dei tempi di realizzazione, ma serve anche a migliorare la struttura, perché molto volte sposto alcune parti, ne cancello perfino qualcuna, ne aggiungo altre.

È sempre utile la scaletta? No, e infatti non sempre la uso. Ho scritto articoli di getto, suddividendo man mano il post in sotto-argomenti. Erano per lo più articoli molto riflessivi, quindi non potevo pianificare tutto, ma lasciare che le idee e le sensazioni fluissero a modo loro.

Letture di contorno: avete mai creato una scaletta per i post?

Il succo della scrittura per il web

Su come scrivere per il web è stato detto molto, anche da me, e non mi va di ripetere concetti fritti e rifritti in tutte le salse. Qui su Penna blu troverete diversi post sull’argomento. Tuttavia ci sono alcuni elementi che vanno detti.

  • Cura del linguaggio: per me è la base. Non importa quale blog abbiamo, la correttezza grammaticale, la forma, vanno curate al massimo. Usare un linguaggio colloquiale, più diretto e non freddo, non significa calpestare le normali regole di scrittura. Se vedo errori di grammatica, io sono portato a chiudere quel blog.
  • Semantica: nella scrittura online la semantica è fondamentale. Un testo per il web è strutturato in un certo modo, seguendo delle regole di impaginazione create per facilitarne la lettura e anche la comprensione da parte dei motori di ricerca. I titoli, i paragrafi, i link, gli elenchi sono elementi precisi del testo che vanno scritti e creati usando i relativi tag del codice HTML.
  • Presentazione del post: potrei citare il detto “anche l’occhio vuole la sua parte”, ma sarei riduttivo, perché la presentazione di un post va oltre il mero aspetto grafico. Considerate un articolo del blog come un piatto da servire a un ospite: scommetto che lo curereste in ogni dettaglio. Con il post il discorso è lo stesso. Usare caratteri comprensibili, giusti contrasti fra testo e sfondo, link visibili, immagini di qualità e ben definite, una struttura che faciliti la leggibilità sono accorgimenti che rendono gradevole la lettura.
  • Immagini: la questione delle immagini da allegare ai post è sempre oggetto di discussione. Spesso mi piace crearle da me, usando icone, qualche volta miei disegni, anche se quasi sempre cerco una parola in inglese affiancandola a “wallpaper”, per ottenere immagini gratuite e ad alta risoluzione. Che cosa non mi piace trovare nei blog? Immagini enormi, qualcosa come oltre 2000 pixel di larghezza e che pesano anche oltre 1 mega, immagini sgranate o microscopiche, immagini pesanti in genere. Ho scoperto da poco Compress now, un servizio gratuito online che permette di caricare un’immagine e ottimizzarla, riducendone il peso di parecchi kb, senza influenzarne la definizione. Per i png consiglio Tiny PNG.
  • Agganci per il lettore: il termine non è certo il massimo, ma non intendo ambigui trucchi per attirare i lettori, bensì l’uso di domande all’interno del post per mantenere viva l’attenzione. Non trovate che sia utile? Oppure alcune call to action o grassetti per focalizzare alcune parole e frasi di una certa importanza. Da prendere in considerazione anche le icone, specialmente quelle fornite da Font Awesome, i font-icona.

Letture di contorno: avete letto la mia guida spericolata sulla scrittura per il web? È un altro post monumentale.

Movimentare il post per migliorarne la leggibilità

Non è un po’ noioso leggere un articolo fatto di solo, puro testo? Paragrafi e paragrafi senza soluzione di continuità. Ecco 4 elementi da inserire nel post per renderlo più accattivante e spesso anche più leggibile.

  • Elenchi e liste: io ne faccio sempre uso. Li trovo utili e di facile memorizzazione. Velocizzano anche la scrittura, perché sono parti di testo più immediate da scrivere. Ho scritto anche un post sul modo migliore per scrivere elenchi e liste.
  • Post sociali in embed: non migliorano la leggibilità del post, ma di certo lo rendono più vario, colorato, ne spezzano la monotonia e contribuiscono a trasformare il post in un contenuto interattivo.
  • Immagini esplicative: non solo l’immagine principale dell’articolo, ma intendo anche altre da inserire in mezzo al post, se sono utili a far comprendere un concetto (vedi l’immagine sulle parole chiave).
  • Citazioni: non parlo soltanto delle classiche citazioni di personaggi famosi, ma in generale. Io uso spesso citare brani presi dai commenti dei miei lettori, linkando poi quel commento. Lo faccio quando sono stati quei commenti a ispirarmi l’articolo.

Nuovi elementi di impaginazione

Sono arrivati da un po’, grazie al linguaggio Jquery, all’HTML5 e ai fogli di stile terza stagione, i CSS3. In realtà li ho sempre visti e usati in pagine statiche, ma nulla vieta di usarli nei post, se necessario. Qui ve ne do un assaggio.

Sono blocchi di dati che vengono mostrati per mano dell’utente. Nel primo caso ogni blocco si chiude quando se ne apre un altro, nei toggle, invece, ogni blocco può essere aperto o chiuso. Potete vedere gli accordion nella pagina delle FAQ e i toggle in quella del dizionario segreto.

Grazie a questo widget possiamo impaginare una parte del testo in due o più colonne. Io le ho usate nella mia pagina degli ebook e anche in altre. Non usatelo per impaginare tutto il post in colonne, ché non diventa molto leggibile. Per piccole parti di testo, però, a me sembra utile.

Quelli che state vedendo. Sono usati di solito come elementi di navigazione, possono però trovare utilità anche in altri contesti. Come nel caso delle colonne, io direi di non esagerare e di limitarsi a usarli brevi porzione di articolo.

Scatole di testo. Qui e nella pagina Scrivimi ne trovate qualcuna e nella pagina dei guest blogger altre. Sono contenitori di testo colorati, usati per dare risalto ad alcune informazioni. In una barra laterale – come potete vedere qui – possono sostituire i banner e trasformarsi in banner testuali.

L’importanza del fattore SEO: potenziare il post on-page

Non voglio essere frainteso: la SEO è importante, per il semplice fatto che non stiamo pubblicando un post su un quotidiano cartaceo, ma online, dove dobbiamo essere trovati dai nostri lettori. Gli accorgimenti SEO che prendo io sono quindi rivolti alla pura ottimizzazione del testo, non alla ricerca di oscure pratiche per arrivare primo non si sa bene dove.

  • Titoli e sottotitoli: qui il discorso sulle parole chiave ha un significato preciso e va cercato nella comprensibilità dell’argomento che stiamo trattando nel post (titolo) e nei sotto-argomenti dell’articolo (sottotitoli). Io ricavo i miei sottotitoli dalla scaletta che creo per i post.
  • Parole chiave: come ho sempre detto, le parole chiave fanno parte del contesto. A me sembra logico che in un post che tratti, come questo, di come scrivere un articolo per il blog ci siano parole relative a quel tema. Se le evitassi, cosa capirebbe il lettore? La soluzione giusta, per me, è quella di scrivere in modo naturale. Soltanto allora le parole chiave risulteranno perfettamente inserite nel contesto del post e non appariranno disseminate in modo ridicolo, come abbiamo visto nell’esempio dell’article marketing.
  • Link discorsivi: quando ho linkato il mio articolo sulla scaletta, ho scelto una frase e non, come fanno molti sedicenti SEO, “scaletta post”, che grammaticalmente non significa nulla. Ecco, creare link discorsivi significa linkare frasi sintatticamente corrette, complete quindi di articoli, congiunzioni e preposizioni.
  • Link interni: hanno il vantaggio di rafforzare le pagine linkate, di mantenere il più possibile il lettore nel blog e di offrire risorse utili. Quest’ultimo scopo è l’unico da tenere a mente, gli altri sono secondari.
  • Url brevi e chiare: quanto sarebbe stata poco leggibile la url di questo articolo se avessi scelto http://pennablu.it/come-scrivere-un-post-la-guida-definitiva? Meglio una url più corta e chiara come http://pennablu.it/guida-scrittura-post.

L’importanza del fattore marketing: potenziare il post off-page

Se fin qui abbiamo visto come lavorare nel testo per favorire la lettura e la rintracciabilità nei motori di ricerca, adesso dobbiamo usare altri accorgimenti per farci cliccare quando il nostro post appare nei risultati delle ricerche.

Premesso che ben pochi hanno voglia e tempo di guardare pagine e pagine di risultati e che la massa si ferma alla prima, se non perfino alla prima metà di questa, una volta che i lettori hanno sott’occhio il nostro post devono cliccarci. Come farli cliccare?

Non esiste alcuna tecnica certa né alcuna prova scientifica che vi garantirà quel famigerato click – nessuno può prevedere il futuro – esiste però qualcosa che aumenta le probabilità del click e quel qualcosa si chiama description e, non ci crederete, titolo SEO.

  1. Description: per una lettura completa vi rimando al mio post sulla descrizione della pagina. Qui dovete scrivere un pezzo convincente, dovete incuriosire il lettore per farvi cliccare. Sì, su Google è una battaglia a forza di click.
  2. Titolo SEO: che diavoleria è mai questa? Se usate WordPress e un plugin SEO (io consiglio All in one SEO e non SEO Yoast, con cui mi sono trovato male), potete personalizzare il titolo del post che compare sui risultati della ricerca. Vi rimando a un altro mio articolo, sul copywriting usabile, in cui ne parlo a fondo. Qual è lo scopo? Semplice: sono due letture differenti quelle che avvengono direttamente nel post e sui risultati, quindi è logico che necessitino di due scritture differenti.

L’importanza del fattore social: predisporre il post per la condivisione

Quante volte ho letto dei post, li ho apprezzati e, quando ho voluto condividerli su Twitter, Linkedin e Google Plus, non ho trovato i classici e immancabili bottoni sociali! Certo, ho fatto a mano, si può fare, non dico certo di no: basta aprire Twitter, copiare il titolo del post, poi l’indirizzo, poi sperare di trovare subito l’account Twitter dell’autore e via.

Carpe diem, disse qualcuno: non fate perdere tempo ai lettori che, anche se ne hanno in abbondanza, non hanno tempo comunque. Velocizzate certe operazioni: a voi costa poco, basta un plugin in più, e ai lettori evitate il fastidio. Condividere i vostri post aumenta la loro diffusione, è facile da intuire.

Parliamo ora di altri due metodi, che un tempo amavo ma ora, dopo aver letto un post di Valentina Falcinelli, non li amo più come prima. Il famoso click-to-tweet e il quasi antipatico pay with a tweet. Leggete quel post, perché spiega bene come andrebbero usati.

  • Click-to-tweet: spesso lo vedo usato male, senza cioè un valido contenuto da twittare. A che serve? A nulla, tranne che a elemosinare condivisioni.
  • Pay with a tweet: l’ho usato una sola volta, per i miei 3 ebook in regalo, e non lo userò più. In fondo, come dice Valentina, perché condividere qualcosa che non ho ancora letto?

Per concludere questo breve viaggio nei social, per me restano validi i bottoni, il click-to-tweet solo se si fa condividere un vero contenuto, un messaggio di valore, e il pay with a tweet da evitare.

La rilettura e l’editing

Quanti di voi rileggono prima di pubblicare? Non alzate tutti la mano, perché io continuo a leggere post pieni zeppi di refusi ed errori vari e a me, perfezionista di natura, gli errori danno molto fastidio. Ovvio che ne faccio anche io e mi fa piacere quando qualche lettore me li fa notare.

Come evitarli? Rileggendo il post anche dopo l’impaginazione. Io lo faccio sempre, perché mi dà una visione reale di come sarà letto il mio articolo. Magari ho dimenticato di inserire una citazione nel tag apposito (si chiama blockquote) o magari un link o chissà cos’altro. Qualche volta è capitato che ho aggiunto un pezzo, perché rileggendo il post non mi sembrava completo.

La scelta della pubblicazione

Come pubblicate voi? Scrivete e cliccate su Pubblica? Qui ho sempre seguito un calendario editoriale ferreo, nel senso che pubblico in giorni precisi della settimana. Un tempo ogni giorno, ora solo nei primi 4. Ma decido sempre il giorno preciso in cui pubblicare un post.

Perché? Perché ci sono giorni in cui le visite sono più alte – da me dal lunedì al mercoledì. Il sabato non ho mai pubblicato post importanti, per esempio. E così ora concentro nei primi 3 giorni gli articoli che reputo meno leggeri. Capita, ovviamente, che per tutta la settimana ci siano post importanti, se vogliamo chiamarli così. I guest post sono comunque pubblicati dal lunedì al mercoledì.

Io mi baso quindi sulle statistiche delle mie visite. Per esempio ho visto che il minimo di affluenza nel mio blog c’è fra le 18 e le 20 – segno che mi leggete tutti mentre state al lavoro – e quindi non pubblicherei mai un nuovo post in quegli orari.

E con i giorni festivi? Bella domanda. Guardando il mio calendario editoriale, quest’anno io sono di turno il 24 e il 25 dicembre e anche l’ultimo dell’anno e Capodanno. Cosa farò? Ho scelto di pubblicare, primo perché non amo le feste e secondo perché ho visto che molti lettori hanno comunque letto e commentato.

La cura del post dopo la pubblicazione

Finisce tutto una volta che il nostro articolo è online? Io direi di no e voi? Un post è come un cliente: va coccolato anche dopo il pagamento. Ecco quello che faccio io:

  • Rispondere ai commenti: mi pare il minimo. Io mi sono imposto – anche se non la vedo come un’imposizione – di rispondere a tutti. Altrimenti farei un monologo. Ho abbandonato blog in cui, dopo due settimane, nessuno ancora si degnava di rispondere al mio commento.
  • Linkare il post in altri post: ricordate la storia dei link interni? In questo articolo mi sono preso cura dei miei vecchi post.
  • Condividerlo altrove: tutti condividono i propri articoli, dunque perché non farlo anche noi? Ma evitate il bombardamento e, soprattutto, non siate monotoni: a me non piace vedere lo stesso post ricondiviso dall’autore decine di volte o perfino vedere la home page di Twitter piena dei tweet di una sola persona. Quello per me è spam.

Conclusione

Questo sintetico post su come scrivere post è finalmente terminato. Spero di non avervi annoiato, ma soprattutto spero che l’abbiate letto dalla prima all’ultima parola. Ditelo però tranquillamente se non ce l’avete fatta.

Questa guida – ben fissata nella mia testa – mi è utile per cercare di scrivere sempre articoli di qualità. Questo è il mio modo di fare blogging, anche se poi è il lettore a giudicare il valore e l’utilità di quello che scriviamo.

E ora lascio volentieri la parola a voi: che altro avete da aggiungere per creare post di valore in un blog? E quali dei punti elencati osservate sempre?

37 Commenti

  1. LiveALive
    20 ottobre 2014 alle 08:17 Rispondi

    Mi piacciono le letture di contorno, è un buon modo per andare a ripescare vecchi post che altrimenti magari non sarebbero più letti.

    Non ho un mio blog quindi non so che dire… Ma forse tra un po’ ti invio un nuovo guest post, quindi può essere utile anche a me questa guida definitiva che supera tutti i suoi predecessori e che non avrà mai successori.

    • Daniele Imperi
      20 ottobre 2014 alle 13:09 Rispondi

      Ok, aspetto il guest post, grazie.
      I successori ci saranno senz’altro, però :)

  2. Monia Papa
    20 ottobre 2014 alle 10:16 Rispondi

    Sono in grado di scrivere questo post?

    Saranno anche argomenti trattati più volte quelli affrontati in questo super-post ma questa domanda ha uno slancio speciale. Perché penso che non tutte le idee che ci vengono in mente sono fatte per restare con noi. Alcune è meglio mandarle a studiare fuori, chiedendo al proprietario di un blog che stimiamo di ospitarle a casa sua, altre ancora è meglio proprio darle in adozione. Perché non sempre le idee ci appartengono. Le idee sono come i figli in quella famosa poesia che tutti citano quando si parla di figli: non sono “nostre”, sono frecce lanciate verso un obiettivo. Nel nostro caso soprattutto verso i lettori.

    Le parole chiave, per me, sono il tema che voglio trattare… per me esistono gli argomenti, non le singole, scialbe, scarne parole chiave.

    Sono d’accordo anche su questo punto. Perché se forzate le parole chiave diventano chiavi di lucchetti che imprigionano, di gabbie che castrano. Mentre dovrebbero essere chiavi per spalancare le porte dell’attenzione del lettore.

    È sempre utile la scaletta? No, e infatti non sempre la uso. Ho scritto articoli di getto, suddividendo man mano il post in sotto-argomenti.

    Mi piace l’idea di reinventare la scaletta. In fondo, una scala, per cosa si usa? Per raggiungere un punto posto più in alto di quanto si riesca a raggiungere senza scala, giusto? Allora a volte si può usare la scaletta vera e propria, altre volte ci si può sedere sulle spalle di un amico anche quando un amico è un lato di te che non hai ancora mostrato. Ci si può arrampicare su qualsiasi cosa (preferibilmente non sugli specchi).

    Usare un linguaggio colloquiale, più diretto e non freddo, non significa calpestare le normali regole di scrittura.

    La smettiamo allora di dire che per tenere un blog, soprattutto in cui ci si millanta autori, basta metterci il ccccuore? :D

    • Daniele Imperi
      20 ottobre 2014 alle 13:14 Rispondi

      Quale sarebbe quella poesia? :)

      Bella la metafore sulle parole chiave: è azzeccata, chiudono e limitano.

      Per tenere un blog non basta il cuore, infatti. Ma forse mi hai dato un’idea per un post, vedremo se frutterà.

      • Monia Papa
        21 ottobre 2014 alle 09:19 Rispondi

        “I vostri figli non sono i vostri figli…” di Kahlil Gibran :)

  3. Sabrina
    20 ottobre 2014 alle 10:18 Rispondi

    Ti ringrazio davvero tanto!
    Leggo sempre molto volentieri i tuoi post, ma questo in particolare me lo voglio tatuare nella mente!
    Buon lunedì.

  4. Salvatore
    20 ottobre 2014 alle 10:27 Rispondi

    Tempo fa mi ero scaricato il tuo manuale su come scrivere un titolo d’effetto per il web – non ricordo esattamente come si intitolasse – e l’ho trovato utile e interessante. Ogni tanto uso le tecniche che avevi descritto in quel manuale, ogni tanto no; dipende. Il punto però è che bisogna conoscere la tecnica per poi decidere autonomamente se attenersi o agire in modo diverso. Quando scrivo un post anch’io parlo al lettore e, più che cercare di dire cose utili o “definitive”, cerco semplicemente di dire la mia sullo specifico argomento. Alcune volte posso avere un punto di vista nuovo o originale o interessante, altre capita che dica cose già lette. In entrambi i casi, però, lo faccio a modo mio. Se qualcuno ha voglia di leggermi è il benvenuto, altrimenti non importa: leggeranno qualcun’altro. ;)

    • LiveALive
      20 ottobre 2014 alle 10:57 Rispondi

      Per scrivere un titolo d’effetto basta lasciare la cosa incompleta, come fanno certi siti ultimamente. Del tipo: “La blogsfera sotto shock! Il più grande blogger di tutti i tempi…” e poi quando aprono si trovano la continuazione: “il più grande blogger di tutti i tempi, Daniele Imperi, come tutti i giorni, ha postato un nuovo articolo”.

    • Daniele Imperi
      20 ottobre 2014 alle 13:21 Rispondi

      “Come scrivere titoli esplosivi nel blog”.

      Vero: prima conosci la tecnica e poi la usi a modo tuo.

      Dire le cose a modo tuo è sempre bene. Solo così sarai originale.

  5. Grazia Gironella
    20 ottobre 2014 alle 10:53 Rispondi

    Una bella guida, che ho letto tutta intera con interesse. Cerco di applicare per il mio blog parecchi dei punti che hai citato, ma non tutti e non bene, come nel caso del fattore SEO e in particolare dei link interni. Devo applicarmi di più per colmare le lacune, ma lo faccio a ritmi da bradipo, perché mi accorgo che queste cose minano il tempo che posso dedicare a scrivere.

    • Salvatore
      20 ottobre 2014 alle 13:22 Rispondi

      È proprio questo il punto: vuoi fare il blogger o lo scrittore? La prima attività dovrebbe essere al servizio e in funzione della seconda.

      • Daniele Imperi
        20 ottobre 2014 alle 13:36 Rispondi

        Hai ragione, specialmente se il blog ti serve per farti conoscere come scrittore.

    • Daniele Imperi
      20 ottobre 2014 alle 13:23 Rispondi

      Bene, sei riuscita a leggere tutto il post :D

      In realtà, quando conosci bene tutti questi elementi, non mineranno il tempo per scrivere. Per i link interni io devo solo cercare il link, ma so sempre cosa linkare quando mi serve.

  6. MikiMoz
    20 ottobre 2014 alle 11:26 Rispondi

    Non ci crederai mai: ho in agenda un post dal titolo uguale. Ma ovviamente sarà una sorta di semi-parodia.
    Lo potrai leggere presto, se vorrai :)
    In ogni caso, hai fatto un riassunto completo, è davvero una guida definitiva! ^^

    Moz-

  7. MikiMoz
    20 ottobre 2014 alle 19:29 Rispondi

    Una guida alla Miki la leggo volentieri :)

    Sarà un po’ polemico, ma sempre per scherzare^^

    Moz-

  8. Lisa Agosti
    20 ottobre 2014 alle 20:17 Rispondi

    Questo posto è pregno di informazioni interessanti e anche molte nozioni nuove. Ci sono termini che non ho mai sentito nominare e che mi studierò con calma, altri che per ora ho deciso di lasciare in disparte per dedicarmi ad altro. Non ci si può concentrare allo stesso tempo su tutto, e questo è un consiglio che vorrei dare a tutti i blogger principianti come me. Per ora ho deciso di dare la priorità ai contenuti e ai contatti “umani” lasciando da parte parole chiave e SEO. Per dare un’idea a chi mi legge di chi sono e di cosa possa aspettarsi dal mio blog voglio essere il più onesta e amichevole possibile, anche a rischio di usare un linguaggio colloquiale che potrebbe far allontanare i blogger più eruditi/snob. I link che inserisco nei post sono utili al mio scopo in quel momento e non scelti ad arte per ottenere più visualizzazioni. HTML e social media verranno col tempo, se e quando il mio blog servirà a promuovere i miei libri, non mi sembra sensato preoccuparmene adesso che sono a meno di metà della prima stesura del mio primo romanzo.

    Direi quindi che questa guida è perfetta per tutti, ma ognuno dovrebbe scegliere i punti che più si addicono al proprio caso specifico. Chi vuole apparire in prima pagina nei risultati di Google dovrà tenere a mente i tweet, URL, link, eccetera. Chi desidera un blog di nicchia dove si possa discutere liberamente dovrà invece focalizzarsi sulla prima parte di questo post e dare l’idea che chiunque desideri commentare sia il benvenuto, senza farsi venire l’orticaria per un apostrofo acuto anziché grave.
    Nel mio caso, vorrei imparare a scAlettare meglio, perché alcuni miei post sono un po’ sgangherati. Ho una trentina di post in costruzione che non voglio postare finché non mi sentirò abbastanza sicura dei contenuti, il che richiederà ricerche approfondite nel tempo. Un ultimo appunto riguarda il postare a scadenze prestabilite: se si è bravi e organizzati come Daniele, ben venga. A volte però leggo dei post banali e noiosi che sono stati evidentemente scritti in fretta o di malavoglia solo perché era ora di pubblicare. Come dice il proverbio (che ho appena inventato), meglio un post in meno che un post di troppo!

    • Daniele Imperi
      21 ottobre 2014 alle 08:03 Rispondi

      Quali sono i termini che non hai mai sentito?

      I link interni devono infatti essere utili al post che hai scritto. Io non ne metto sempre.

      Per apparire ai primi posti su Google non basta seguire tutti i punti della guida :)

      Anche io leggo spesso post banali e noiosi: e sì, ho avuto anche io quella sensazione.

      Il proverbio calza a pennello :)

  9. Lisa Agosti
    20 ottobre 2014 alle 20:24 Rispondi

    Vorrei anche aggiungere che se avessi seguito il consiglio di questa guida di rileggere bene prima di pubblicare avrei potuto correggere le decine di refusi e mi sarei accorta che come al solito ho scritto “posto” invece di “post”. Le mie dita hanno il correttore automatico, per esempio essendo il mio cognome Agosti, scrivo sempre “luglio, agosti, settembre”. Capita anche a voi?

    • Daniele Imperi
      21 ottobre 2014 alle 08:03 Rispondi

      “Post” invece di “posto” mi capita spesso quando scrivo :)

  10. franco battaglia
    21 ottobre 2014 alle 06:28 Rispondi

    Potrei affermare che alcuni dei miei post più di successo, alla faccia delle programmazioni, dello stile, dell’accurata scelta dell’argomento, del periodo e perfino dell’ora di pubblicazione, sono stati scritti all’impronta e in diretta sulla sola scia dell’entusiasmo del momento (mentre il lato più razionale di me pensava: ma che stai affà?).
    Questo per (riba)dire che spesse volte stare a studiarci, su un post, può essere addirittura controproducente. ;)

    • Daniele Imperi
      21 ottobre 2014 alle 08:05 Rispondi

      Hai ragione: anche a me è capitato che post su cui non contavo per niente – come, per esempio, quello recente su Amazon – che non ho studiato, quindi, né pianificato, ottenessero più successo di altri, come appunto questo articolo, che ha avuto meno commenti della media.

  11. Fabrizio
    22 ottobre 2014 alle 13:49 Rispondi

    Ottimo post, anche se purtroppo non conosco tutte le cose di cui parli.
    Mi toccherà mettermi a studiare.

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2014 alle 14:54 Rispondi

      Grazie, Fabrizio :)
      Quali non conosci fra quelle elencate?

      • Fabrizio
        30 ottobre 2014 alle 12:16 Rispondi

        Ciao Daniele e scusa il ritardo
        A quanto pare la metà del mio commento è andata perduta… ci riprovo!
        Mi riferivo soprattutto alla sezione “nuovi elementi di impaginazione”
        Il tuo post è molto chiaro ma avrei bisogno di vedere dei tutorial sulle differenti voci per capire come utilizzarli, i differenti modelli, ect…
        È per questo che avevo scritto che ho bisogno di studiare :)

        • Daniele Imperi
          30 ottobre 2014 alle 12:27 Rispondi

          Ciao Fabrizio, ho sistemato il commento :)

          Puoi installare un plugin nel tuo blog, si chiama Shortcode, ce ne sono diversi, e potrai fare delle prove.

  12. MartaVi
    22 ottobre 2014 alle 15:05 Rispondi

    Ciao, grazie per questo tuo utilissimo post! Concordo a pieno tutti i punti, sono contenta che molti dei tuoi suggerimenti li tengo ben presenti anch’io quando scrivo un post e questo forse mi fa capire che sto sulla buona strada…anche se c’è sempre da imparare! Aggiungerò al mio “bagaglio”, la scaletta che non utilizzo quasi mai quando scrivo un articolo. Tornerò di sicuro a rileggere la tua guida soprattutto quando avrò qualche dubbio!
    Grazie ancora
    Teresa

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2014 alle 15:15 Rispondi

      Ciao Marta e benvenuta nel blog.
      Ho visto qualche tuo post e sono ben strutturati. La scaletta ti potrà aiutare se scrivi post lunghi, così puoi suddividere il testo in sottoargomenti.

      • MartaVi
        15 novembre 2014 alle 23:26 Rispondi

        Grazie per aver visitato il mio sito e mi fa molto piacere che trovi i miei post ben strutturati. Effettivamente, non scrivo post troppo lunghi (penso di annoiare i miei lettori), forse per questo fino ad ora non ho avuto bisogno della scaletta. TI ringrazio del consiglio. Saluti

  13. enri
    23 ottobre 2014 alle 18:15 Rispondi

    Concordo con liveAlive. Un post deve avere un qualcosa che incuriosisce, qualcosa di misterioso, qualcosa “in sospensione” che crea suspance. Il mistero è la colla che attacca la mente alle cose, no? L’autore non dovrebbe dare le sue risposte subito nei primi paragrafi, secondo me, altrimenti influenza il forum. Piuttosto potrebbe proporre link, citare qualche sua esperienza significativa, ma senza “invadere” troppo i ruoli sia di lettore che di commentatore.

    Inoltre dovrebbe essere comprensibile a tutti e evitare il più possibile di utilizzare termini “per soli addetti ai lavori”. In questo caso proprio non lo era.

    Ammetto di non averci capito molto ma confido di arrivarci pian piano, dal momento che sto valutando se aprirne uno anch’io. Grazie per la dovizia di dati al riguardo, Daniele, che mi torneranno presto, spero, assai utili.

    • Daniele Imperi
      23 ottobre 2014 alle 19:28 Rispondi

      No, certamente non vanno date subito le risposte, altrimeni è inutile scrivere il post.

      Riguardo ai termini in parte sono d’accordo: dipende da che blog hai. Se è solo per addetti ai lavori, allora non hai scelta. Negli altri casi vanno usati solo i termini precisi e utili.

      Fammi sapere cosa non ti sarà chiaro :)

  14. Leonardo
    24 ottobre 2014 alle 21:03 Rispondi

    Beh, che dire: una guida eccellente. Complimenti. Sono d’accordo su molti punti, in particolare su quello che riguarda le parole chiave. Almeno nei post, concediamoci il lusso di scrivere solo ed esclusivamente per il lettore, trascurando una volta tanto il motore. :)

  15. Fabrizio
    6 novembre 2014 alle 09:31 Rispondi

    Grazie Daniele, me lo segno subito:)

  16. ilary
    4 febbraio 2015 alle 13:54 Rispondi

    come si fa??… sei troppo interessante per non leggere anche solo uno dei tuoi post… Grazie!! Sono giorni che mi stai illuminando!!!!

    • Daniele Imperi
      4 febbraio 2015 alle 15:33 Rispondi

      Grazie Ilary e benvenuta nel blog :)

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