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Come gestire un blog: la guida definitiva

Come gestire un blog

Quanto si parla di come creare e gestire un blog? Quanto si parla di come creare un piano editoriale e di come realizzare un calendario editoriale per il nostro blog? Articoli tecnici che fa sempre bene leggere, ma io sono sempre stato convinto che, oltre alla tecnica, sia importante anche leggere una sorta di guida psicologica al blogging.

1 – Trovare un argomento di cui amiamo parlare

Ci piace davvero scrivere della nostra passione?

Partendo dal fatto che per un libero professionista e per un’azienda il blog sia un obbligo, chiunque ne voglia aprire uno deve scoprire se amerà o meno scrivere della sua passione (e del suo lavoro). È naturale che un professionista ami parlare del proprio lavoro: in fondo lo ha scelto, quindi ha fatto di una sua passione il suo lavoro.

A qualcuno non piacerà la parola “obbligo”. Qualcuno pensa che oggi forse basti stare su Facebook e Twitter, Linkedin e Instagram e il gioco è fatto. No, per me no. Per me il blog continua ancora a essere uno strumento essenziale per certe professioni e certe attività lavorative.

Escludendo quindi il campo lavorativo, tutti gli altri neoblogger dovranno capire se scrivere della loro passione – di una delle loro passioni – sarà davvero piacevole o meno.

A me piace disegnare – almeno quando ne ho voglia – ma non amo parlare di disegno. Non saprei davvero cosa scrivere. Non sono un esperto che può dare consigli su come disegnare, né trovo stimolante parlare della mia esperienza nel disegnare vignette umoristiche.

Oltre 10 anni fa ho avuto la passione della speleologia. Ho frequentato un corso e per qualche anno mi sono calato – con ansia e patemi d’animo – nelle grotte di Lazio e Abruzzo. Ho creduto opportuno aprire uno “speleoblog” e raccontare le mie avventure sotterranee. Ma poi quel blog è morto, un po’ perché è calata la passione e un po’ perché alla fine non mi permetteva di scrivere in modo continuativo.

Ho anche sfiorato l’idea di aprire un blog sulla montagna, ma poi mi sono detto che a me non interessa poi tanto raccontare delle mie escursioni. Anzi, non m’interessa per niente.

La scrittura è stata invece una rivelazione. «Penna blu» è il blog che più è durato finora, andando avanti ormai da sei anni e mezzo.

La morale della favola è semplice: non basta una passione per far emergere il blogger che è in noi. Anche perché in noi potrebbe non esserci alcun blogger.

2 – Trovare una motivazione valida e vincente

Davvero vogliamo un blog? E perché?

Partendo nuovamente dal fatto che alcune tipologie di aziende e alcuni professionisti abbiano già una motivazione valida e vincente per aprire un blog, tutti gli altri devono invece trovarla, altrimenti il blog non si rivelerà una scelta giusta e finirà per chiudere entro breve tempo.

Tutte le aziende e tutti i liberi professionisti devono avere un blog? Per me no. Vi sembra utile per un calzolaio o un idraulico un blog? Assolutamente no. Dovranno emergere online in altro modo. Vi sembra utile per un’azienda che produce carta igienica o tovaglioli di carta avere un blog aziendale? Per me no, esistono altri modi per farsi conoscere nel web.

La motivazione è strettamente legata al punto 1 di questa guida: quando ho aperto il mio speleoblog, qual era questa motivazione? Nessuna, mancava. C’era solo la passione, ma quella per le grotte, non quella di parlare di grotte. Cosa ben diversa.

Non dobbiamo aprire un blog solo perché abbiamo una passione, un passatempo, un hobby, che può essere uno sport, un’arte, il collezionismo, ecc. Dobbiamo aprire un blog per un motivo preciso, un motivo che debba portare dei risultati.

E allora i blog nati come diari personali, di semplice sfogo, di liberazione dei propri pensieri, di esternazione dei propri problemi? Sono forse sbagliati? No, chi apre quei blog ha una motivazione più che valida e non devo suggerirvi qual è.

Sono un appassionato di libri, come sapete o è facile intuire, e anni fa ho aperto un blog in cui scrivere le recensioni dei libri che leggevo. Il blog è chiuso, ora, perché a lungo andare per me scrivere una recensione aveva rappresentato un serio problema. Appena finito un libro mi prendeva l’ansia, perché avrei dovuto scriverne la recensione per il blog.

Il blog era diventato un problema, una schiavitù. E ho dovuto liberarmene. Il blog è morto, viva il blog.

Qual è la motivazione valida e vincente dietro «Penna blu»? Bella domanda. All’inizio è stata quella di migliorare la qualità della scrittura del popolo italiano (scusate la modestia). Ero stufo di leggere strafalcioni dappertutto. Poi ho ripreso a scrivere narrativa e quindi il blog mi serviva anche per farmi conoscere.

La morale della favola, stavolta? Se dietro il nostro blog c’è una serie di fattori che ci spingono a parlare di un argomento, allora il blog fa per noi. Qualcuno ha detto che “ogni atto che viene compiuto senza motivazioni rischia di fallire”. Anche il blog.

3 – Comprendere l’obiettivo del blog

Che cosa vogliamo ottenere con il nostro blog?

Questo punto segue direttamente il precedente: la motivazione ci porta a capire quali siano i nostri obiettivi. Non basta sapere che dietro l’apertura del nostro blog ci sia una forte motivazione (voglio aiutare gli altri a superare l’ansia, per esempio, voglio insegnare agli altri a dipingere, voglio diffondere il piacere della lettura, ecc.), ma quella motivazione deve portare a precisi obiettivi, altrimenti non sapremmo che cosa scrivere nel blog.

Comprendere gli obiettivi del nostro blog ci porta a creare una giusta strategia di contenuti. Lo so, “strategia” è una brutta parola, richiama alla mente la guerra, fa pensare a qualcosa di eccessivamente tecnico, ma è solo una parola, alla fine, e come tutte le parole può essere spiegata in modo semplice.

Creare una strategia di contenuti per il blog significa soltanto trovare una serie di argomenti di cui scrivere, in modo da attirare lettori e farci apprezzare. Tutto qui. Nessuno spargimento di sangue né città rase al suolo.

È grazie a quei contenuti che si paleseranno i nostri obiettivi. E grazie ai nostri obiettivi avremo una serie di contenuti da scrivere. Questo è il succo del famigerato piano editoriale.

4 – Trovare un calendario editoriale adatto a noi

Quanto riusciamo a pubblicare ogni settimana?

Ovvero: quanti articoli bisogna scrivere a settimana per avere un blog di successo? Un tempo ero fermamente convinto che bisognasse pubblicare un post al giorno e nessuno mi avrebbe mai convinto del contrario. Finché un giorno ho scoperto che non era possibile continuare con quel ritmo.

Da sette sono sceso a 4 articoli a settimana, perché in un secondo blog ne pubblicavo 3. Chiuso questo secondo blog, ho preferito restare a quattro post settimanali, finché ho visto che quel calendario non faceva più per me e ho scelto di dimezzare le pubblicazioni. Per qualche mese sono andato avanti con 2 post a settimana, finché a inizio anno mi sono reso conto che dovevo passare a un solo articolo settimanale.

E se poi le visite calano? Le visite al mio blog non sono masi calate con tutte queste diminuzioni, anzi sono aumentate di continuo. Anche ora che ho un solo post a settimana, le visite mese per mese aumentano rispetto al precedente. Il motivo? Non lo so, non sono un SEO. A me basta che non siano diminuite.

L’attuale calendario editoriale di «Penna blu» è quello più adatto a me in questo periodo. E ho scelto lo stesso calendario anche per il blog dedicato a Edgar Allan Poe, anche perché un blog così di nicchia non può certo permettersi un calendario di pubblicazioni più corposo.

La morale della favola, ora? Semplice: il blog dev’essere un piacere, se diventa una schiavitù, che piacere è? È il blog che deve adattarsi a noi e non il contrario.

Come gestire un blog: i 4 punti fondamentali

Riassumendo, ecco i 4 punti da tenere a mente quando si vuole aprire un blog:

  1. Argomento: definisce il blog e definisce anche il blogger.
  2. Motivazione: mantiene in vita il blog e stimola il blogger.
  3. Obiettivi: permettono di raggiungere dei risultati.
  4. Calendario: dà il giusto ritmo a blog e blogger.

E adesso la parola a voi: vi riconoscete in questi 4 punti?

52 Commenti

  1. Chiara (Appunti a Margine)
    30 marzo 2017 alle 08:43 Rispondi

    Secondo me, pubblicare diverse volte a settimana può essere utile a chi non ha ancora un archivio ben fornito. Un blog come il tuo (e immagino che le statistiche di dettaglio ti diano ragione) può contare sugli “old but good”, ovvero articoli vecchi, ma ancora validi per i principi che trasmettono. Chiunque cerchi su Google dei principi di scrittura – era successo anche a me, a suo tempo – finisce qui. Questo fa sì che tu possa pubblicare anche una volta ogni quindici giorni senza risentirne. :)

    • Daniele Imperi
      30 marzo 2017 alle 09:52 Rispondi

      Sì, anche secondo me all’inizio conviene almeno 2-3 post a settimana. I post che continuano a portare visite sono proprio alcuni vecchi post, tipo quelli grammaticali :)
      In effetti poi dipende anche da quanti articoli hai. Qui ce ne sono oltre 2000, quindi è normale che tutti quei post bene o male portino sempre qualche visita.

  2. MikiMoz
    30 marzo 2017 alle 09:01 Rispondi

    Assolutamente calendario sì: ovviamente non può essere uguale per tutti (io ho la mia tecnica, ad esempio, che cambia nel tempo a seconda delle necessità*)
    Argomento: non lo avevo bene in mente, in modo preciso, quando aprii. Anche oggi che è definito, non è poi così definito XD
    Motivazione: senza di quella, puoi chiudere. Il lettore se ne accorge e il giochetto giustamente finisce.
    Obiettivi: anche in questo caso variano da persona a persona :)

    *ecco, io sono tra quelli che ha aumentato, nel tempo, il numero dei post. Abbiamo un percorso speculare, sotto questo profilo^^

    Moz-

    • Daniele Imperi
      30 marzo 2017 alle 09:54 Rispondi

      Tu parli un po’ di tutto, quindi è un po’ difficile trovare un tema preciso :)
      Calendario e obiettivi sono del tutto personali.

  3. Giulia
    30 marzo 2017 alle 09:12 Rispondi

    Ciao Daniele, mi chiamo Giulia e sono una ragazza non vedente. Ho scoperto il tuo blog molto tempo fa e mi sono iscritta ormai da una settimana. Innanzitutto, anche se sono un po’ fuori tema con il post, volevo dirti che ho letto molti articoli che parlavano di scrittura e questo mi ha aiutata molto nella stesura dei miei racconti e di una lunga fanfiction che sto ancora pubblicando su alcuni siti. Grazie di tutto, quindi, perché mi hai aiutata tantissimo!
    Per quanto riguarda questo articolo, non so se aprirò mai un blog, però mi sembra una giuda fatta bene, ordinata e che, come tutti gli altri tuoi post del resto, esprime i concetti in modo chiaro e semplice.
    Mi fa piacere che le visite al tuo blog siano aumentate. Del resto gli articoli sono interessantissimi. Ti meriti sicuramente tutto questo successo! Sono inoltre d’accordo con te sul fatto che scrvere in un blog dev’essere un piacere e non una schiavitù; è come per gli hobby, che devono essere appunto questo e non causare ansia o panico.
    A presto,
    Giulia

    • Daniele Imperi
      30 marzo 2017 alle 09:58 Rispondi

      Ciao Giulia, grazie e benvenuta nel blog. Mi fa piacere che ti siano stati di aiuto i post.
      Se allora un giorno dovessi aprire un blog, dai un’altra letta a questa guida.
      Ansia e panico devono arrivare quando fai qualcosa che non ti piace, non sopporti, tipo anche un’operazione in ospedale. Ma per un blog e per un hobby non vanno certo bene.

  4. Maria
    30 marzo 2017 alle 09:52 Rispondi

    Beh, io ho aperto da poco un blog il cuo argomento principale è una mia grande passione: i viaggi. Passione hce ho iniziato a praticare assiduamente da poco, perchè ho iniziato a lavorare e ho acquisito una certa indipendenza. Ma non vorrei creare l’ennesimo travel-blog fatto SOLO di guide e tips per i viaggi, mi piacerebbe ispirare le persone, per tutti quelli che pensano e sanno che la vita va oltre la routine giornaliera, le otto ore di lavoro e la tv.
    Però il tutto è ancora molto vago, scrivo perchè mi piace, perchè mi fa sentire meglio. Perchè quando visito qualche posto nuovo mi piace fermarmi, tirar fuori la mia agendina con i panda e lasciar fare alla penna. Descrivendo i sentimenti e le impressioni che mi ha suscitato un certo luogo. Ma non ho ancora capito se ci riesco o meno.
    Per rispondere ai quattro punti:
    1. Viaggi, ma non solo. Ho in mente il “lettore tipico” a cui rivolgermi, ma non l’ho ancora definito in una nicchia di riferimento, ci sto lavorando.
    2. La motiviazione è abbastanza forte. Come dicevo prima, mi piace scrivere delle emozioni che provo durante i viaggi e del perchè viaggiare fa bene.
    3. A questi non ho pensato, forse perchè quello che mi spinge al momento è una certa passione e ispirazione.
    4. Al momento il calendiario editoriale è un articolo ogni due settimane. So che è poco infatti le visite sono molto basse. Non sono le idee che mancano, ma una volta scritta una “bozza” è necessario rivederla, e trovare le giuste immagin. E al momento, tra lavoro, laurea da finire e altri progetti. Ho veramente poco tempo. Ma sono certa che con il tempo diventerà un bellissimo proetto.
    Grazie per aver condiviso questo articolo, che è molto utile.
    Maria

    • Daniele Imperi
      30 marzo 2017 alle 10:04 Rispondi

      Di blog sui viaggi ce ne sono tantissimi, troppi anzi per poter emergere con un altro blog del genere.
      Quindi devi trovare qualcosa di originale e personale di cui parlare nel blog.
      Un post ogni 2 settimane infatti è poco. Ma ora sta per arrivare l’estate, in cui magari potrai trovare più tempo e organizzarti per programmare un po’ di articoli.

  5. Lucia Paolini
    30 marzo 2017 alle 11:05 Rispondi

    Ciao,
    personalmente ho aperto il mio blog per motivi puramente personali, di quelli che se li ve li racconto finiamo tutti abbracciati a piangere e alla fine ci ritroviamo con i tassi di glicemia alle stelle. Quando l’ho aperto sapevo di cosa volevo parlare e perchè, ma la verità è che ho scoperto la direzione percorrendola e ancora sto aggiustando il tiro. Credo si chiami inesperienza. Sulla frequenza ammetto che mi ci angoscio. Vorrei scrivere di più. A volte riesco a scrivere un articolo a settimana, altre volte no, dipende molto. Quello che ho scoperto è che se scrivo un articolo non in perfetto stile con il blog non sono contenta, quindi mi sto convincendo che è meglio la qualità della quantità e se ho una buona storia, ma ancora non è definitivamente pronta, aspetto a scriverla. Ho stimato che in media, se tutto va bene, per scrivere un articolo ho bisogno di almeno un mese per cercare tutte le informazioni e prepararlo. Alla fine ho ceduto e mentre preparo articoli più complessi che necessitano molta ricerca, ne scrivo alcuni più semplici, ma ammetto che mi soddisfano meno. Ho delegato a penna blu il compito di bacchettarmi sulla frequenza. Ogni tanto mi rileggo gli articoli dove parla della sua importanza e faccio promesse da marinaio a me stessa dicendo che mi impegnerò di più. Anche io ho notato che avere più articoli aiuta, però se hai degli affezionati ti aspettano e alcuni mi scrivono chiedendomi di scrivere. Questo inorgoglisce il mio ego, ma mi fa sentire terribilmente in colpa verso il blog. Quello che credo è che ci voglia tempo e costanza. La vedo un po’ come un negozio, il primo anno fai un sacco di cose, ma vai in rimessa, il secondo continui a organizzare mille cose e alla fine ti ritrovi in pari e dal terzo focalizzi gli eventi a seconda di quello che necessitano le persone che vengono da te e inizi a vedere i primi guadagni. E’ detto un po’ male, ma spiega bene il mio concetto di tempo e costanza. Credo anche che la frequenza dipenda veramente molto dal tipo di blog e forse anche dal suo obbiettivo, ma di questo ancora non sono sicurissima, sto ancora cercando la cartina per orientarmi in questo strano mondo.

    • Daniele Imperi
      30 marzo 2017 alle 11:12 Rispondi

      Ciao Lucia,
      è normale scoprire la direzione del blog man mano che il blog cresce. Anche Penna blu si è evoluto e la sua direzione è cambiata un po’.
      La qualità è sempre meglio della quantità. Ma solo tu scrivi nel blog? Pensavo fosse multiautore.
      La frequenza dipende molto dal tipo di blog: ci sono argomenti di cui è impossibile scrivere ogni giorno, a meno di non ripeterti o di scrivere cavolate. Ecco perché ho fatto l’esempio del blog su Poe: lì non può esserci un’alta frequenza di articoli.

      • Lucia Paolini
        31 marzo 2017 alle 11:45 Rispondi

        Inizialmente l’idea era che fosse multiautore, ma le cose sono cambiate con il tempo. Il lavoro ci ha un po’ dispersi, tanto che ultimamente spesso giro proprio da sola. E’ ancora multiautore nel senso che la parte delle mappe, con relativa descrizione, la scrive un altro e spesso le foto non sono solo mie. Ogni tanto le mappe le faccio anche io…si riconoscono…sono quelle brutte :-D Un esempio di come funziona è l’articolo su Settimo, lo scultore dei boschi. La ricerca delle sculture l’abbiamo fatta in 4, poi uno si è occupato delle foto, uno della mappatura e io della storia.

        • Daniele Imperi
          31 marzo 2017 alle 11:50 Rispondi

          Be’, se adesso sei sola, allora anche un post a settimana diventa un enorme impegno…

  6. Nuccio
    30 marzo 2017 alle 11:27 Rispondi

    A ciascuno il suo. Certo fa piacere vedere il proprio blog così frequentato come il tuo. Soddisfa il proprio Ego e fa piacere anche partecipare al forum. Io ho tempi più lenti e mi diverto a scrivere e riscrivere. Poi se qualcuno vuole leggermi mi fa piacere, ma sono molto più lento e meditato nelle esternazioni. Buona lettura a tutti.

    • Daniele Imperi
      30 marzo 2017 alle 11:33 Rispondi

      Prima di entrare nel tuo blog, c’è un’avvertenza sul contenuto: questo, secondo me, frena molto le visite.

  7. elena
    30 marzo 2017 alle 11:34 Rispondi

    Buon giorno Daniele. La mia professione riempie l’intero arco della mia giornata o quasi, perché mai dovrei scriverne su un blog? Ho aperto un blog perché avevo bisogno di raccontare parti di me che in altri modi non riuscivo ad esprimere. Tutti i punti che hai elencato sono utili a orientarsi, ma quelli particolarmente efficaci, almeno per me, sono:
    1) Non essere soffocati dal blog. Il blog si adatti a te e non il contrario. Ho un blog sulla vela, Velaleggera, d’inverno è dura aggiornarlo. All’inizio mi stressava, ma ora ho cambiato calendario editoriale e ho ritrovato la serenità.
    2) Avere una strategia . Volpi che camminano sul ghiaccio è stato a lungo “a bagno” per un errore nella strategia editoriale. Poi ho incontrato blog come il tuo :)
    3) Sapere ciò che si vuole. Il mo obiettivo è sempre stato quello di costruire una comunità. Un lavoro lungo che richiede molto investimento. Non basta scrivere un buon post, come questo;)
    Insomma, siamo ancora in cammino…..

    • Daniele Imperi
      30 marzo 2017 alle 11:51 Rispondi

      Ciao Elena, si parla della propria professione per attirare clienti dal web. Se la professione richiede quel tipo di marketing.
      Un blog su attività prettamente estive d’inverno rende poco. Però potresti parlare dei luoghi in cui fare vela d’inverno.
      Mi fa piacere averti risolto qualche problema :D
      La comunità è forse ciò che richiede più tempo nel blogging. Basta non fermarsi.

  8. massimolegnani (carlo calati)
    30 marzo 2017 alle 11:58 Rispondi

    mi ci ritrovo solo in parte, in particolare non condivido il punto uno. Argomento, dici, usando il singolare e dando per scontato che un blog sia monotematico (e proprio questo secondo me è il motivo di tanti fallimenti). Al contrario, secondo il mio modo di vedere, un blog deve essere un contenitore che rifletta diversi aspetti della nostra vita e delle nostre passioni. A me piace scrivere per cui invento storie, posto racconti, ma mi piace anche andare in bicicletta e allora racconto le mie emozioni su due ruote. ogni tanto invece mi piace esternare riflessioni, aforismi, giochetti di scrittura. poi sul blog ho anche una componente più strettamente diaristica, di esperienze di lavoro o di vita familiare. Insomma a mio vedere un blog non è una torta, che per quanto buona alla fine stufa chi la fa e chi la mangia, ma una serie di fette provenienti da torte diverse, possibilmente le più varie. Anche sul calendario ho qualche dubbio nel senso che non deve avere scadenze rigide ma adattarsi all’ispirazione del momento (poi in realtà mi rendo conto che da anni pubblico quasi sempre due articoli a settimana, ma credo che dipenda dai miei tempi di ricarica delle pile)
    un saluto
    ml

    • Daniele Imperi
      30 marzo 2017 alle 12:13 Rispondi

      Ciao Massimo, benvenuto nel blog. Ho detto argomento, in generale, perché di solito, specie per lavoro, i blog sono abbastanza monotematici. Il mio non lo è.
      Il tuo blog è allora impostato come un diario personale in cui parlare di tutto. Il mio non ha questa impostazione. Ognuno fa la sua scelta.
      Il calendario è utile per avere pubblicazioni costanti nel blog. Ovvio però che puoi fare come ti pare, tenendo conto però di eventuali rischi.

  9. massimolegnani (carlo calati)
    30 marzo 2017 alle 12:19 Rispondi

    a dir la verità non lo considero un diario personale, ma qualcosa di più ampio, dove i racconti di fantasia sono la parte prevalente.
    ml

  10. Barbara
    30 marzo 2017 alle 16:56 Rispondi

    Mi riconosco in questi quattro punti? Si, ma io ho iniziato a seguire PennaBlu PRIMA di aprire il blog, elemento fondamentale direi! Infatti prima ho deciso di cosa scrivere, poi organizzare il menu, le categorie, i tag, stendere la bozza del calendario editoriale (inizio faticosissimo in quanto ad argomenti, limitazione a 1 solo post a settimana causa lavoro) e poi via…nella mischia.
    Finora va bene. Nonostante le mie paure sul calendario, al momento ho una coda di 15 articoli in bozza da completare, che mi seguono di mese in mese perché il calendario segue anche un po’ il real marketing (oltre che le difficoltà personali/famigliari, sempre perché il blog non deve generare ansia e panico). Ogni tanto subisco la solita domanda: “Ma quand’è che smetti col blog e mi pubblichi sto libro?” Uff…….

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2017 alle 07:17 Rispondi

      Grazie :)
      Hai iniziato progettando bene il blog. Le visite stanno aumentando, nonostante un solo post a settimana?

      • Barbara
        31 marzo 2017 alle 08:30 Rispondi

        Assolutamente si. Grazie a una decina di articoli ben piazzati, che ricevono visita diretta da Google e che portano comunque lettori al resto, nei primi 3 mesi del 2017 ho quasi raggiunto le visite di tutto il 2016 (15mila vs 18mila). Quindi il trend è positivo.

        • Daniele Imperi
          31 marzo 2017 alle 08:33 Rispondi

          Alla faccia di chi dice che i social sono importanti: io ricevo più visite da Google, ma in modo schiacciante rispetto a quelle di tutti i social messi assieme :)

          • Barbara
            31 marzo 2017 alle 08:35 Rispondi

            Le visite di Google però hanno un’alta frequenza di rimbalzo: non sempre i lettori che arrivano da lì si fermano a leggere tutto. Dai social invece mi arrivano i lettori affiliati, quelli che davvero mi seguono per ogni articolo.

            • Daniele Imperi
              31 marzo 2017 alle 08:56 Rispondi

              Per come la vedo io la frequenza di rimbalzo è una delle cose di cui non ci si debba preoccupare: la mia è di quasi l’87% e allora? I post sono commentati, le visite aumentano sempre, ora oltre le 60.000 mensili. Di cosa dovrei preoccuparmi?

  11. Il Palombaro (Immersività blog)
    30 marzo 2017 alle 17:28 Rispondi

    Articolo utile per me, che ho iniziato a “bloggare” da poco.
    L’intento del mio blog è quello di fornire a scrittori e lettori articoli tecnici sulla narrativa, ma anche curiosità, recensioni e quant’altro (sempre relative all’argomento). Ho iniziato facendo due post a settimana, ma mi ritrovo già col fiatone. Punto molto sulla completezza e sulla mole d’informazioni; i miei articoli sono dei focus più che degli accenni, per cui mi è particolarmente difficile tenere il passo!

    Non voglio bruciarmi subito, quindi penso che farò come suggerisci. Scrivere deve essere un piacere, e io adoro scrivere post per il blog (lo trovo molto più rilassante rispetto allo scrivere narrativa, alla quale sottraggo tempo prezioso). Però ho notato che “forzare” i due post mi stanca e rende le cose spiacevoli…
    Sì, sono pigro.

    Per quanto riguarda i risultati, invece, mi piacerebbe creare un angolo per appassionati dove discutere dell’argomento. Ma so che ci vorrà tempo. E sudore.

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2017 alle 07:19 Rispondi

      Se scrivi articoli di approfondimento e tecnici, il tempo ci vuole, quindi anche 2 soli post a settimana richiedono un grande impegno.
      Anche a me richiede uno sforzo maggiore scrivere narrativa.

  12. Andrea Venturo
    30 marzo 2017 alle 20:47 Rispondi

    Bel post, mi ha fatto capire da una parte perché il mio blog è ancora aperto e dall’altra… perché ci passa poca gente :-D
    Ma va bene così

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2017 alle 07:19 Rispondi

      Grazie. Dai, è già un bel risultato: hai capito dove stai sbagliando :D
      Dove stai sbagliando?

  13. Kukuviza
    31 marzo 2017 alle 13:19 Rispondi

    Comunque la parola “speleoblog” è meravigliosa.

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2017 alle 13:37 Rispondi

      Grazie, quel nome è stata una bellissima idea, peccato sia tutto finito :)

      • Kukuviza
        31 marzo 2017 alle 14:08 Rispondi

        Hai mai usato l’esperienza in grotta per uno speleoracconto/romanzo?

        • Daniele Imperi
          31 marzo 2017 alle 14:16 Rispondi

          Qualche anno fa ho scritto un racconto bonsai di 300 parole, “Piena buia”, ma nulla più. Né ho idee appuntate su storie ambientate in grotta.

          • Lenny
            13 aprile 2017 alle 13:55 Rispondi

            Daniele, qui mi sei “caduto”….avresti dovuto scrivere: poi e’ “calata” la passione….parlando di speleografia…:-)

            • Daniele Imperi
              13 aprile 2017 alle 14:16 Rispondi

              Ho perso l’occasione per scrivere una finezza :D

  14. Rodolfo
    31 marzo 2017 alle 19:03 Rispondi

    “Dobbiamo aprire un blog per un motivo preciso, un motivo che debba portare dei risultati” Condivido, ed è questo il punto principale. Per questo motivo, io distinguerei anche tra un blog “professionale” che deve portare obiettivi concreti e tangibili (potenziali clienti avvicinati, prodotti o servizi venduti, libri acquistati ecc), da un blog per parlare della propria passione. Ma in quel caso, per me si avvicina più a un diario personale online che a un blog (per me sono due cose molto diverse).

    Ciao.

    • Daniele Imperi
      2 aprile 2017 alle 07:20 Rispondi

      Sì, quei due tipi di blog vanno distinti, ognuno ha precisi intenti. Per me sempre di blog si tratta: in fondo i blog sono nati proprio così, come diari personali.

  15. Michela
    2 aprile 2017 alle 00:44 Rispondi

    Ho letto diversi articoli e volevo ringraziarti anch’io perché anche a me hai dato qualche strumento utile per studiare un po’ meglio la gestione del mio blog, che effettivamente è un po’… boh! Sono al 3° blog (ho iniziato con Splinder), ma fondamentalmente tutti sullo stesso stile e per lo stesso motivo: scrivere di me attraverso ciò che mi piace, dall’ultimo libro letto all’ennesima stupidaggine letta su qualche social… Insomma tornerò a leggerti, così magari riesco a migliorare (oppure scopro che è meglio chiudere col mondo dei blog). A presto!

    • Daniele Imperi
      2 aprile 2017 alle 07:24 Rispondi

      Ciao Michela, benvenuta nel blog. Devi riuscire a capire perché il tuo blog non funziona, se pensi appunto che non funzioni :)
      Alla sezione Blogging trovi un bel po’ di articoli che potranno esserti utili.

  16. Cristina
    5 aprile 2017 alle 14:43 Rispondi

    Ciao, Daniele. Mi rispecchio pienamente in tutti e quattro i punti. Sono molto contenta di avere aperto il blog nel 2012 e di avere l’opportunità di pubblicare post come se fossero su una mia rivista personale. Un tempo questo non era possibile.
    Mi piace anche preparare un calendario di massima e rispettarlo, anche se potrebbe sembrare un obbligo. A me fa comodo pubblicare il post “impegnativo” il sabato; molti pensano che non sia un buon giorno, ma io non ho mai trovato controindicazioni. Ho notato anche che è meglio rispettare i giorni prefissati per la pubblicazione, e il numero di post. Poi, come hai scritto, se ci viene comodo diminuire o aumentare, basta che lo diciamo.
    Un’altra cosa che ho notato è che le nuove rubriche piacciono molto, poi con il tempo l’interesse decresce un po’. Penso che sia nella natura umana gradire le novità.

    Vorrei chiederti se hai mai avuto un co-blogger o se hai mai pensato di avere un “socio”. ;-)

    • Daniele Imperi
      6 aprile 2017 alle 07:30 Rispondi

      Ciao Cristina, il sabato qui c’è un calo pauroso di visite, quindi a me non conviene usarlo per pubblicare. Penso che dipenda quindi dal blog.
      I giorni prefissati è meglio rispettarli perché molti si abbonano ai feed o tornano in quei giorni nel blog.
      Mai avuti coautori, e non voglio averne. Penna blu è il mio blog personale, in cui sono benvenuti i guest blogger, come ospiti appunto :)

  17. Cristina
    6 aprile 2017 alle 13:15 Rispondi

    Hai ragione da vendere sul coautore, anch’io non ho mai avuto voglia di averne uno. Preferisco fare tutto io, anche se è faticoso essere da soli. Penso che bisogna essere molto affiatati, dividersi bene i compiti in modo da avere ognuno il suo filone ed essere libero di svilupparlo, rispettare delle scadenze… e ancora non basta. Le esperienze che sento in giro sono quasi tutte negative con chiusura conseguente del blog.

    • Daniele Imperi
      6 aprile 2017 alle 13:25 Rispondi

      Sì, serve molto affiatamento, poi bisogna conoscersi bene, avere gli stessi gusti, la stessa attitudine alla responsabilità. Se no finisce che lavora solo uno e gli altri stanno quasi a guardare.

  18. Cristina
    6 aprile 2017 alle 13:29 Rispondi

    … e si prendono i meriti del buon andamento del blog! Come in un’azienda in cui c’è lo scansafatiche che s’infratta, mentre gli altri sgobbano. Però si prende il bonus premio a fine anno!

  19. Enrico
    11 aprile 2017 alle 08:18 Rispondi

    Ciao Daniele, complimenti davvero per il tuo articolo. Pensa che stavo proprio cercando un approfondimento sulla frequenza di pubblicazione. Personalmente non riesco a tenere una frequenza di pubblicazione altissima. Il mio blog è personale e in questo momento un po’ spoglio. Ho un piano editoriale organizzato e avevo fissato un calendario abbastanza fitto. Non l’ho seguito. Dopo i primi articoli ho scelto di lavorare in modo diverso. Trattandosi di un blog personale ho scelto di godermelo e godermi il piacere di scrivere un articolo. Avere una strategia è importante. Ti aiuta ad individuare gli argomenti e a definire obbiettivi concreti e soprattutto misurabili. Ma credo fortemente che alcuni blog, necessitino di una strategia più larga ma di motivazioni comunque solide.

    • Daniele Imperi
      11 aprile 2017 alle 09:20 Rispondi

      Ciao Enrico, grazie. Un blog personale in effetti si discosta un po’ dalle varie regole e si presta a avere un calendario più libero.

      • Enrico
        11 aprile 2017 alle 10:00 Rispondi

        Ultimamente, comincio a pensare che sul web non esistano formule magiche: ciò che va bene per alcuni blogger, non funziona per altri. Stiamo parlando di un mondo in continua evoluzione. A questo punto, la migiore strategia è quella che hai deciso di seguire tu. Voglio modificare la frequenza di pubblicazione? Lo faccio e vedo che risultati ottengo. Tu come la vedi? Pensi che esistano strategie sempreverdi e sicuramente efficaci?

        • Daniele Imperi
          11 aprile 2017 alle 10:11 Rispondi

          Penso la stessa cosa, quello che funziona qui potrebbe non funzionare in altri blog.

  20. Chiara Mazza
    12 aprile 2017 alle 16:29 Rispondi

    Per me è impressionante constatare come, quando alcune precise regole vengono seguite, il successo del blog è assicurato. E lo dico non avendo seguito quasi nessuna regola e non avendo un blog di successo ;)… eppure quando scrivo post di cui l’obiettivo è chiaro e il titolo preciso e lo faccio con una certa regolarità, le visite aumentano e hanno tendenza a restare costanti. Quando non scrivo nulla le visite restano e arrivano dai motori ricerca esattamente su quei post.
    C’è un’altra questione che non citi e che almeno a me pare comunque importante: verificare che quello che si vuole scrivere non sia già presente in maniera trita e ritrita. Secondo me se si scrive su qualcosa di cui nessuno tratta è senz’altro un vantaggio perché permette di rilasciare alcuni vincoli tipo quello della costanza. Sulle pagine più “inedite” del mio blog la gente torna da sola, semplicemente perché se scrivere una certa parola chiave su google sono l’unica cosa interessante che trova. Questo secondo me è motivante: ho l’impressione che i miei testi servano a qualcosa e a qualcuno…

    • Daniele Imperi
      13 aprile 2017 alle 07:26 Rispondi

      L’ho visto anche io ripristinando il blog su Edgar Allan Poe che per 5 anni è stato trascurato, senza nessuna nuova pubblicazione. Appena ho creato un nuovo calendario, seppur con un solo post settimanale come qui, nel giro di poco le visite sono salite e di molto.
      Scrivere cose nuove è senz’altro importante, ma lo è anche scriverle meglio di come hanno fatto gli altri ;)

  21. Giulia
    25 luglio 2017 alle 21:12 Rispondi

    Ciao! Cercando qualche informazione online sul mondo della gestione dei blog mi sono imbattuta nei tuoi articoli, che mi stanno aiutando tantissimo. Sono alle prime armi con il mio, attivo da circa una settimana, e sto ancora cercando di definire molte cose, per cui ti seguo volentieri.
    Tra l’altro la letteratura è anche uno degli argomenti del mio blog nonché una della mie grandi passioni, per cui sto trovando Penna blu davvero interessante. Complimenti!

    • Daniele Imperi
      26 luglio 2017 alle 07:24 Rispondi

      Ciao Giulia, grazie e benvenuta nel blog. A presto su questi schermi, allora, e buon lavoro :)

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