Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Guida etica alla creazione di contenuti online

Regole e dinamiche di blogging e scrittura per il web

Non rubare

La volta scorsa abbiamo parlato di una serie di testi prelevati in diversi blog, fra cui questo, e ripubblicati in due siti, così oggi ho deciso di parlare di come si devono – si dovrebbero – creare i contenuti per siti e blog.

Una guida non certo tecnica, ma che avvicina alla creazione di contenuti online, una sorta di codice civile a uso e consumo di blogger, aziende e professionisti.

Una storia di plagi come premessa

Quando feci un restyling completo del mio vecchio sito danieleimperi.it, in cui mi proponevo come web designer, passai diverse ore a studiare e scrivere contenuti ad hoc per offrire servizi di web design, di restyling, di creazione di blog. Una serie di pagine tematiche, di approfondimento di quegli argomenti, che mi fecero anche raggiungere qualche buona posizione su Google.

E diedero anche vita a una serie di plagi. Ricordo una web designer sarda che mi copiò il testo della home page, mettendo al femminile ciò che io avevo scritto al maschile. La prese col sorriso, quando ci scrissi su un post, e venne anche a commentare. Quello stesso testo fu prelevato anche da un giovincello, che lo ficcò nel suo CV…

Una web agency di Napoli – che offriva anche servizi di copywriting – mi copiò il testo delle FAQ. La cosa buffa è che alla fine del testo avevo scritto “Per qualsiasi altra informazione contattatemi”, con l’ultima parola linkata alla mia pagina dei contatti, e loro manco s’accorsero di quel link, lasciandocelo a perenne memoria. Del furto.

Agenzie web e professionisti del web che rubano testi altrui ignorando – o forse infischiandosene – che il plagio prima o poi venga fuori è un fatto molto grave. È grave perché se offri servizi legati al web, non puoi ignorare come si effettuano le ricerche nel web.

Credete che i furti da quel sito siano finiti?

No, perché ho provato a cercare alcuni brani di quei testi e ho scoperto che altri se ne sono appropriati:

  1. Marco Scipioni che realizza siti internet a Terni
  2. L’agenzia Siti web L’Aquila che ha usato il testo della mia home page
  3. Web Storm 88 che m’ha fregato i testi di diverse pagine
  4. Karos Consulting che ha messo un mio testo in una brochure
  5. Bli.it che ha usato miei testi per la sua pagina Chi siamo al punto 4 “Realizzazione e restyling di sito web”

A riprova del furto il mio vecchio sito è ancora disponibile su Archive. E io che faccio? E che devo fare? Prendo un velo, pietoso per l’occorrenza, e ce lo calo sopra.

Come scrivere testi per un sito aziendale

Ogni azienda è diversa dalle altre, a prescindere dal settore di competenza. Dunque va da sé che un sito aziendale debba essere diverso, nei contenuti e nei servizi offerti, da altri siti aziendali dello stesso settore.

Quando scopro che certe aziende mi hanno copiato i testi, mi chiedo chi glieli abbia scritti. Un copywriter? O hanno fatto da sé, andando nella discarica (il web) e prendendo ciò che gli serviva? Propendo per questa seconda ipotesi.

Collaboro ogni tanto con un’agenzia web di un paio di amici scrivendo loro i testi dei siti che realizzano. Come li scrivo? Grazie a qualcuno che si sbatte andando a parlare con il cliente, preparando un progetto e dandomi le informazioni che servono per scriverli.

Da qui se ne deduce che per scrivere i testi di un sito aziendale occorrono:

  1. contatti con l’azienda: conoscere in dettaglio di cosa si occupa e quali servizi o prodotti vende permette di creare un progetto valido e soprattutto personalizzato del sito
  2. analisi della presenza nel web di quei servizi e prodotti: permette di sapere quanti risultati vengono fuori da una ricerca e di creare una buona strategia di contenuti e web marketing
  3. documentazione: permette a chi scrive i testi di informarsi su quei temi
  4. redazione: scrittura dei testi ottimizzata per i motori di ricerca

Tutto questo, che ho stringato al massimo, comporta tempo e anche soldi da spendere. Se invece copi i testi altrui, risparmi su tempo e denaro.

Come scrivere articoli per un blog

Qualcuno ricorda come nacquero i blog? Ne ho parlato in un capitolo del mio libro Le 22 (immutabili) leggi del blogging: eravamo sul finire degli anni ’90 e qualcuno pensò bene di scrivere una sorta di diario online, in cui era libero di esprimersi come voleva, senza più le restrizioni dei forum e dei newsgroup, che ovviamente avevano le loro regole.

In quello spazio del tutto personale scriveva ciò che gli passava per la testa. Poi pian piano le cose sono cambiate, nel senso che sono nate vere e proprie piattaforme per creare un blog e da diari meramente personali si è passati a diari tematici e creati anche a scopo lavorativo.

Ma il succo non cambia: un blog resta un diario personale, a prescindere dal motivo per cui si decida di aprirlo.

Decalogo filosofico (e un po’ ripetitivo) sul significato di blog

  1. Un blog è la voce diretta del suo autore.
  2. Un blog rappresenta le idee del suo autore.
  3. Un blog è la filosofia del suo autore.
  4. Un blog proviene dall’esperienza del suo autore.
  5. Un blog mette in chiaro le emozioni del suo autore.
  6. Un blog mette in chiaro anche i dubbi del suo autore.
  7. Un blog si rivolge al pubblico del suo autore.
  8. Un blog pubblica la storia del suo autore.
  9. Un blog è proprietà privata del suo autore.
  10. Un blog è personale.

Ogni blog è unico, perché ogni persona è unica. Se non possono esistere due persone uguali, non possono neanche esistere due blog uguali.

Se non avete idee per scrivere articoli nel vostro blog, semplicemente non aprite un blog. Ma non copiate i testi altrui, perché non la farete franca: tutto ciò che sta nel web si trova facilmente. Plagi compresi.

Diritto di citazione

1. Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.

3. Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell’opera, dei nomi dell’autore, dell’editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta.

Art. 70, Legge 22 aprile 1941 n. 633

Il significato di questi due punti della legge mi sembrano abbastanza chiari: si parla del diritto di riportare una parte dell’opera, anche se non si parla di lunghezza. Ma è anche chiaro che non puoi ripubblicare le prime 400 pagine di un romanzo che ne ha 450.

Il punto 3 obbliga anche a dare i giusti crediti, come si dice ultimamente, a chi detiene i diritti di quell’opera, quindi autore, editore, ecc.

Riportare un testo per intero non significa citare, né legittima chi lo riporta se mostra l’autore con tanto di link alla fonte. Riportare un testo per intero è un plagio.

Diritto di ispirazione

Ma l’ispirazione o l’imitazione di qualcosa che esiste (creato dalla natura o da un essere umano) è una costante in qualunque campo della ricerca e della conoscenza: impossibile non risalire a qualche cosa (idea o manufatto) che non contenga anche particelle infinitesimali di qualcosa che lo abbia preceduto.

Plagio? Anche no.” Avv. Massimo Stefanutti

Il diritto di ispirazione, a differenza di quello di citazione, non è regolato da alcuna legge e ciò non meraviglia di certo. Tuttavia un conto è ispirarsi e un altro è copiare.

L’ispirazione è dunque lecita. Ogni autore si ispira a un altro o a più autori. È normale. È umano. Mi chiedo a chi o a cosa si siano ispirati i primissimi autori della storia e la risposta giunge spontanea: ai fatti reali.

Pratiche scorrette nella creazione dei contenuti online

Per concludere questa guida etica voglio parlare brevemente di 3 pratiche usuali nel web usate da molti per creare contenuti. Una è ormai nota, ma l’ho inserita lo stesso.

Decostruzione

Deconstruction: l’esame analitico di qualcosa (come una teoria), spesso al fine di rivelare la sua inadeguatezza.

Merriam-Webster Dictionary

Detta anche “decostruzionismo”, “decostruttivismo” o in inglese “deconstruction”. È, appunto, un’analisi, non certo una copia.

Alcuni blog italiani hanno il vizio, quando vogliono criticare i post altrui, di riportarne il testo per intero, brano dopo brano, commentandone ogni passo. È così che ho scoperto questa pratica: perché qualcuno aveva criticato un mio post sul sessismo linguistico, pubblicandolo per intero, spezzettandolo e criticandone ogni paragrafo.

Era troppo disturbo commentare da me. Il suo blog era pieno di queste “deconstruction”.

Appropriazione di testi e altri contenuti

Il caso che abbiamo evidenziato, io e altri 4 blogger, la settimana scorsa e quello di cui ho accennato a inizio post. Prelevare i testi scritti da altri, senza averne avuto il permesso, è un plagio.

Volete sapere se vi hanno rubato qualcosa che avete pubblicato online?

  • Copiate un intero paragrafo e incollatelo nella stringa di ricerca di Google
  • Usate i siti Copyscape e Plagiarism
  • Interessante anche Plagiarisma, che riesce a scovare testi rimaneggiati, con qui ho scoperto che il mio testo sulla revisione dei testi era stato rimaneggiato da un’azienda. Aggiornamento del 16/03: la responsabile del sito mi ha scritto in privato scusandosi e ha rimosso subito quel testo.
  • Se volete sapere se vi hanno rubato una vostra immagine, usate Tineye.

Rielaborazione di testi altrui

Diversi anni fa ho fatto delle ricerche per scrivere un articolo sui vulcani attivi in Italia, pubblicandolo su un mio vecchio sito di article marketing. Ebbene, quello a oggi è l’articolo più copiato e rimaneggiato fra tutti i testi che ho scritto.

In qualche sito avevano modificato qualcosa, ma anche un analfabeta avrebbe capito che quei testi erano stati prodotti sulla base del mio articolo.

Rimaneggiare un testo altrui e ripubblicarlo a proprio nome è sempre un plagio. Non è ispirazione né tanto meno documentazione.

Come creare contenuti online?

O siete dei creativi, e quindi avete idee su cosa scrivere per i vostri siti e blog, oppure vi serve qualcuno che crei contenuti al posto vostro.

Di sicuro non si creano contenuti rubandoli a altre persone.

47 Commenti

  1. Grilloz
    16 marzo 2017 alle 07:32 Rispondi

    Come dicevano una volta repetita iuvant ;)
    Comunque si tratta purtroppo di un male diffuso. Tempo fa avevo letto questo
    http://www.ilpost.it/2016/06/10/plagio-self-publishing/

    • Daniele Imperi
      16 marzo 2017 alle 12:42 Rispondi

      M’era arrivata voce di copie di libri tempo fa…

      • Nuccio
        16 marzo 2017 alle 16:40 Rispondi

        Che pazienza che hai! Navigare in internet dopo un po’ giro mi fa girare la testa (annoia). Ho accertato però che un sito, “Amici per la vita”, ha pubblicato un mio racconto nel 2010, “Il veltro”, riportando però il nome dell’autore e la provenienza di Tifeo Web (che non è il mio blog perché qui l’ho inserito solo nel 2015). Una mia poesia, invece, è andata a finire su di un sito aperto ai testimoni di Geova (chissà come ha fatto) che ha riportato lo pseudonimo da me usato. Naturalmente non mi è stato chiesto nessuna autorizzazione né ho alcuna pretesa. È un po’ il…mercato delle vacche (all’aperto) ed è inutile cercare di rinchiudere cancelli che non esistono. Altro non so. Ciao.

        • Daniele Imperi
          16 marzo 2017 alle 16:52 Rispondi

          Per ripubblicare occorre chiedere il permesso. Link e nome dell’autore non diminuiscono il danno né giustificano il furto.

          • Nuccio
            16 marzo 2017 alle 17:00 Rispondi

            non ragioniam di lor, ma guarda e passa. Scherzo.

          • luisa
            19 marzo 2017 alle 21:58 Rispondi

            Rubare o non rubare ? Questo è il dilemma
            Secondo la fisica quantistica il “NON” viene annullato, quindi la frase si trasforma in – rubare- :-) ?
            Mi è subito venuto in mente il film : Working Girl
            “Decalogo filosofico sul significato di blog ” molto utile saperlo…per questo non ho aperto un blog (anche se non escudo questa scelta in un futuro)
            Tenendo presente che i furti di “parole” sono molto più difficili da smascherare , ma come ho già detto in un altro post, a mio vedere lo trovo il “furto degli stupidi” , perchè la bellezza sta nel creare.
            Quindi come cautelarsi da chi ricevendo un manoscitto (magari dicendo che il manoscritto non è interessante) ? Poi successivamente ne fà un uso proprio, dando quell’opera ad un nome già affermato, per assicurarsi le sicure vendite?
            Questo accade (purtroppo) anche nel campo musicale e nei i brevetti

            • Daniele Imperi
              20 marzo 2017 alle 08:14 Rispondi

              Chi ruba non sa creare.
              Tu hai le prove di ciò che hai scritto, file nel pc, appunti su carta, quindi c’è poco da fare per chi ruba. Inoltre meglio spedire a editori medio grandi.

  2. Andrea
    16 marzo 2017 alle 09:18 Rispondi

    Non pensavo che questo post mi sarebbe stato utile, tanto, ho pensato, chi vuoi che venga a rubare sul mio blog, non ho ancora tutte queste visite, e invece…
    Ho copiato su Google il monologo di un film uscito da poco (Trainspotting 2), che abbiamo tradotto dall’inglese, ed ecco trovato il misfatto. Un giornalista, anche abbastanza famoso, riporta il monologo identico senza citare la fonte chiaramente :)

    • Daniele Imperi
      16 marzo 2017 alle 12:42 Rispondi

      E bravo il giornalista! :)
      Scrivigli e imponigli di eliminare quel testo.

  3. Maria Teresa Steri
    16 marzo 2017 alle 10:02 Rispondi

    Leggendo il tuo post stamattina mi è venuto in mente di fare qualche ricerca e… ho scoperto un altro plagio del mio post sulle sinossi. Che rabbia! Finisci di far rimuovere un testo copiato e già ne spunta un altro. Sembra una battaglia senza fine.
    Sul copiare in modo etico sono d’accordo con te, benché sia difficile tracciare dei confini riguardo all’ispirarsi.
    Non so se può essere utile a qualcuno, ma ho visto che si possono segnalare testi copiati anche a Google per farli rimuovere.

    • Daniele Imperi
      16 marzo 2017 alle 12:44 Rispondi

      Fossi in te controllerei anche altri testi, tutti quelli che hai scritto su varie guide, ecc. ;)
      Sì, sapevo della segnalazione a Google, ma non so quanto sia veloce.

  4. Barbara
    16 marzo 2017 alle 10:02 Rispondi

    Non mi stupisco più di nulla oramai. C’è davvero chi usa la rete pensando di essere invisibile e irrintracciabile, nella sua ingenuità e ignoranza (che no, non sono certo degli hacker). Si mascherano dietro due concetti: “tanto lo fanno tutti” e “anche se mi trovi, non mi fai niente”. Sul primo, il “tanto lo fanno tutti” è davvero impressionante notare come siano proprio quelli che vogliono apparire professionali e rivendere questa professionalità al mercato i primi a incappare in errori del genere. Copywriter che spuntano fuori come funghi alla stessa velocità di come un decennio fa spuntavano fuori “sviluppatori di siti web”, che non hanno un curriculum di formazione nel settore, ma s’improvvisano. E nel disclaimer, copiato e rimaneggiato, appare la solita frasetta, che deve suonare come un campanello…che dico, una campana enorme…di allarme: “le foto sono prese dal web e QUINDI di pubblico dominio”. Ecco, quel “quindi” butta direttamente nel cesso la parvenza di professionalità. (la frase corretta, come nel tuo disclaimer, semmai è: “Le immagini sono prese dal web, FRA quelle di pubblico dominio.” Meglio spiegarlo.)
    M’è venuto in mente questo perchè questa settimana hanno copiato l’immagine prodotta da un’altra amica blogger, un’artista della decorazione, pittura, creazione manuale, per inserirla dentro un volantino pubblicitario. Qualcuno ha “tagliato” la sua firma in calce e ripubblicato.
    (A tal proposito ho provato Tineye su un paio di mie immagini, ma mi sembra troppo veloce. Plagiarisma invece mi va in timeout…)
    Secondo me occorre lavorare sul secondo punto, “anche se mi trovi, non mi fai niente”. E poi anticipare: certi siti sembrano troppo “personali” a partire da grafica e estetica, così i copiatori pensano di avere a che fare con sprovveduti che o non si accorgono del plagio o al massimo inviano una mail, ma senza conseguenze. Iniziamo a usare le licenze Creative Commons (così dimostriamo di essere accorti nella gestione del nostro diritto d’autore) e pubblicizzare i servizi anti-plagio (ci sono i banner appositi da inserire nel proprio sito), come dire: “occhio, che sto in guardia!”

    • Daniele Imperi
      16 marzo 2017 alle 12:49 Rispondi

      Vero, oggi proliferano i copywriter come un tempo i web designer.
      Quella frase di disclaimer la leggo spesso. Non so chi gli abbia messo in testa o chi abbia fatto girare la voce che ciò che è sul web sia di dominio pubblico.
      Io anni fa ho trovato la mia caricatura di Dante, pubblicata nel mio sito, bella e stampata su un cartello affisso da una libreria della Feltrinelli nella sezione Poesie :)
      Senza contare una marea di altre mie vignette finite qui e là.

  5. Bonaventura Di Bello
    16 marzo 2017 alle 10:17 Rispondi

    A parte l’incipit da pelle d’oca (incluso l’elenco dei plagi successivi), articolo stupendo… quasi quasi te lo copio! Ironia a parte, temo che fra ‘rifacimenti’ e veri e propri plagi il Web sia ormai ridotto a un 25% di contenuti originali e l’altro 75% rappresenti, appunto, semplice clonazione o riciclo leggermente modificato. Il mio amore per l’offline si fa sempre più forte e appassionato, credo che la prossima volta andrò in biblioteca, a documentarmi per le mie ricerche…

    • Daniele Imperi
      16 marzo 2017 alle 12:51 Rispondi

      Grazie :)
      Concordo sulla percentuale. Il mio amore per l’offline invece prima o poi mi farà cancellare ogni mia traccia nel web.

    • Andrea
      16 marzo 2017 alle 14:17 Rispondi

      Quasi quasi farei 20% – 80%.

      • Daniele Imperi
        16 marzo 2017 alle 14:36 Rispondi

        Magari dopo questa sfilza di post sul tema la percentuale dei copioni si riduce :)

  6. MikiMoz
    16 marzo 2017 alle 10:22 Rispondi

    Ahaha, che sputtanamento!
    Hai fatto bene a elencare quei siti, io li elencherei tutti XD
    Quando si viene plagiati significa che si è diventati importanti, vedila così.

    P.s. in che senso la ragazza la prese a ridere? Com’è finita? XD

    Moz-

    • Daniele Imperi
      16 marzo 2017 alle 12:53 Rispondi

      La ragazza commentò qualcosa come “Grazie per la pubblicità :)” e quando le risposi di aver visto che aveva modificato il testo, lei scrisse che però era meglio il mio :)

  7. Davide Bertozzi
    16 marzo 2017 alle 10:41 Rispondi

    Articolo interessante e completo, impossibile non condividere ogni frase. A me è capitato anche di peggio: agenzie pubblicitarie lontane che mi chiedono un preventivo per l’ideazione di un nuovo nome e poi sul loro sito riportano, nella pagina dedicata al servizio “naming”, le frasi del mio preventivo. Non mi stupirebbe scoprire che abbiano utilizzato la mia proposta economica come costo di riferimento… -.-“

    • Daniele Imperi
      16 marzo 2017 alle 12:55 Rispondi

      Ciao Davide, benvenuto nel blog.
      Ma che bella tecnica per “scrivere” testi aziendali :D
      Le pensano tutte.

  8. Enrico
    16 marzo 2017 alle 10:42 Rispondi

    Che tristezza! nel mio lavoro faccio spesso ricerche storiche e su dieci fonti web, più della metà sono un copia e incolla di un copia e incolla di un CTRL+C-CTRL+V, con annessa punteggiatura sballata ed errori ortografici! Nemmeno la briga di rileggere il frutto del proprio “lavoro”.
    Per me resta una pratica del tutto inutile, perché a fronte del risparmio di tempo e denaro non c’è alcun beneficio in termini di autorevolezza o fiducia del lettore, semmai il contrario.

    • Daniele Imperi
      16 marzo 2017 alle 12:57 Rispondi

      Capita spesso anche a me quando faccio delle ricerche online: trovo testi copiati da Wikipedia o testi di Wikipedia copiati da altri siti.

  9. Andrea Torti
    16 marzo 2017 alle 10:50 Rispondi

    Io mi consolo sempre dicendomi che i copioni, per propria natura, non potranno che restare sempre almeno ad un passo indietro rispetto a chi produce contenuti originali! :D

    • Daniele Imperi
      16 marzo 2017 alle 12:57 Rispondi

      Quello è sicuro! :)

  10. Elena
    16 marzo 2017 alle 11:39 Rispondi

    Un ottimo articolo Daniele che mi lascia un dubbio : usare o meno gli strumenti che detectano il plagio? Perché se alla fine non riesci a fermarli il rischio è una gastrite cronica :)
    E poi la copiatura integrale link e riferimenti compresi… Ma che dilettanti! Non hanno imparato niente a scuola ;)

    • Daniele Imperi
      16 marzo 2017 alle 12:58 Rispondi

      Grazie :)
      Concordo sulla gastrite, però il proprio lavoro va salvaguardato.
      Ricordo che al liceo si diceva sempre “Oh, cambia le parole, mi raccomando!” :D

  11. Chiara (Appunti a Margine)
    16 marzo 2017 alle 14:07 Rispondi

    Dovremmo creare un sito dedicato al plagio, sul modello di Butac, che invece è dedicato alle bufale. Una bella lista di siti copioni. :)

    • Daniele Imperi
      16 marzo 2017 alle 14:13 Rispondi

      La gogna secondo me resta la punizione migliore :)

    • Maria Teresa Steri
      16 marzo 2017 alle 14:47 Rispondi

      Approvo in pieno l’idea di Chiara. Un sito o magari una pagina facebook dove segnalare i ladri di testi.

  12. Lenny
    16 marzo 2017 alle 16:02 Rispondi

    Daniele, un’altra tattica “interessante” ma ancora piu’ losca, secondo me, e’ quando nei siti per freelancers, che non nomino, ti chiedono samples gratis e “stranamente” inventano mille scuse diverse per cui il progetto o testo questa volta non puo’ andare. Non mandate mai samples gratis!!!! :-)

    • Daniele Imperi
      16 marzo 2017 alle 16:52 Rispondi

      I campioni gratuiti, anche di testi, sono spesso richiesti, basta che poi non se ne appropriano.

      • Lenny
        17 marzo 2017 alle 13:02 Rispondi

        Il problema e’ quello Daniele, di solito se ne appropriano.

  13. Il Palombaro (Immersività blog)
    16 marzo 2017 alle 19:27 Rispondi

    Molto utili quei siti web! Ne farò sicuramente uso, quando avrò scritto qualcosa che valga la pena copiare :P
    Per quanto riguarda il resto… basterebbe un po’ di buon senso. Ma questo viene sempre meno quando si tratta del proprio tornaconto. Il problema di Internet è che gli schiaffi non viaggiano coi dati, altrimenti la gente si farebbe molto più cauta e rispettosa.

    • Daniele Imperi
      17 marzo 2017 alle 08:17 Rispondi

      Il buon senso non è da tutti :)

  14. Roberto
    17 marzo 2017 alle 08:06 Rispondi

    Mi fai aprire gli occhi, sono molto ingenuo a tal proposito…

    • Daniele Imperi
      17 marzo 2017 alle 08:19 Rispondi

      Di solito uno tende a pensare bene degli altri, io invece sono sempre stato un mal fidato :)

  15. Donatella
    18 marzo 2017 alle 04:51 Rispondi

    Grande articolo Daniele, complimenti!
    Quasi quasi prendo ispirazione! :-D

    • Daniele Imperi
      18 marzo 2017 alle 08:30 Rispondi

      Ciao Dona, benvenuta finalmente nel blog!
      Grazie, copia pure, i miei post son qui per questo :D

      • Donatella
        18 marzo 2017 alle 08:44 Rispondi

        Sì sì, copio e poi incollo pure e poi anziché Dona mi chiamerai Donaladrona 😄

  16. agata robles
    19 marzo 2017 alle 20:25 Rispondi

    ciao Daniele, ho fatto una brevissima ricerca, appena due testi, e ho notato che nessuno mi ha copiato niente. La cosa mi rende molto triste. addio.

    • Daniele Imperi
      20 marzo 2017 alle 08:12 Rispondi

      Triste perché non ti hanno copiato? :)
      Magari non hanno avuto bisogno dei tuoi testi e poi solo 2 è un po’ poco.

  17. Kukuviza
    20 marzo 2017 alle 20:39 Rispondi

    Con i testi del punto 4 sul sito bli.it vien fuori anche un altro sito. Ma quelli che si vedono sono ancora i tuoi testi o li hanno nel frattempo cambiati?

    • Daniele Imperi
      21 marzo 2017 alle 08:16 Rispondi

      Sono ancora i miei testi, assieme ad altri.

  18. Irene Donata Ferri
    20 marzo 2017 alle 20:39 Rispondi

    A me copiano idee e concept. E’ (anche) per questo che sono praticamente scomparsa dal mondo on line. È grave, dottore?

    • Daniele Imperi
      21 marzo 2017 alle 08:18 Rispondi

      In che senso sei scomparsa?

    • luisa
      23 marzo 2017 alle 00:34 Rispondi

      Ciao Irene il senso del tatto è tra i più importanti, non a caso i non vedenti capiscono una persona molto meglio di chi vede proprio attraverso il tatto,però è anche quello che ci hanno più negato gli “adulti” quando eravamo bambini con il : “non toccare”

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