Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Guida psicologica alla creazione dei contenuti

Guida ai contenuti
Se faccio un’analisi dei contenuti che ho creato in tutti questi anni, vedo talmente tanti errori da poterci scrivere un libro. Per me una volta creare contenuti significava solo aprire un file di testo e iniziare a scrivere.

Col tempo ho capito che produrre contenuti è qualcosa di più, che il content marketing non si può improvvisare e i contenuti validi richiedono ore di lavoro. E, soprattutto, che un blog è una creatura che pretende tantissime attenzioni e non può essere gestito senza un buon piano editoriale.

Creare contenuti è un atteggiamento mentale

Sì, credo che prima di tutto bisogna avere la forma mentis per farlo. Bisogna insomma essere adatti ai contenuti, capire quale contenitore usare e per quale pubblico produrli. Soprattutto, bisogna saper valutare questo lavoro.

Mi imbatto in annunci scioccanti. Si ricercano web copywriter per scrivere articoli. Ovviamente devono essere unici e originali. Si pagano 50 centesimi o al massimo 2 euro.

Chi pubblica questi annunci sbaglia dalle basi: chiedere un lavoro di copywriting senza aver spiegato nulla di quel lavoro. Viene dato un argomento, questo bisogna dirlo. Il resto è affidato al caso.

Conoscere la concorrenza e il pubblico

Questo è quanto dicono in molti, ma io chiedo: cosa ce ne facciamo della concorrenza? Non possiamo imitarla, al massimo guardiamo cosa fa per fare meglio. Ma conosce il pubblico sì, perché è per il pubblico che dobbiamo creare contenuti.

Decidere per chi scrivere ci restringe il campo di azione: adesso sappiamo che genere di contenuti creare e come crearli. Con quale voce parlare e anche come trovare lettori.

I contenuti sono un prodotto, proprio come le autovetture. Chi ha inventato le utilitarie, aveva in mente un cliente ben preciso e ha fatto centro.

Conoscere prima se stessi e la propria attività

Noi siamo la fonte primaria dei contenuti che creiamo, perché abbiamo qualcosa che i nostri concorrenti non hanno: la nostra esperienza e i nostri errori. Ma anche il nostro ragionamento e l’immaginazione per creare qualcosa di nuovo.

Tutto questo è unico, perché proviene direttamente da noi. Ecco perché dobbiamo conoscerci a fondo e conoscere bene la materia che dobbiamo trattare. Ma quella materia non è altro che il nostro lavoro quotidiano, quindi non dobbiamo fare altro che spiegarla ai nostri clienti.

Cogliere l’attimo per arrivare prima degli altri

Il web è una giungla, ora. C’è la corsa a chi arriva prima. Se Google lancia un nuovo algoritmo, ecco che si scatena la blogosfera e scatta la gara a chi crea l’articolo più tosto e curato. Molto spesso, purtroppo, quell’articolo è solo un rimaneggiamento di qualche post apparso in inglese qualche giorno prima.

Chi crea contenuti deve avere 100 occhi e 100 orecchie per cogliere ogni segnale di novità nella sua nicchia. Ma allo stesso tempo deve fornire contenuti che siano davvero utili ai lettori.

Conoscere gli strumenti di content marketing

Il blog è soltanto uno dei tanti mezzi per completare una strategia di content marketing, ma ne esistono anche altri. Si possono aprire blog, per esempio, anche con piattaforme con Medium e Linkedin e creare quindi blog paralleli.

Ci sono i vari social media, le newsletter e non per ultima la pubblicazione di ebook o di altri materiali utili e che sono sempre apprezzati dagli utenti. Ma tutto questo richiede delle conoscenze che non sempre un’azienda possiede.

Conoscere il web e come funziona

Perché pubblicare contenuti online richiede una conoscenza della rete e di come risponde ai contenuti che abbiamo immesso. Si parla tanto di SEO, il più delle volte facendo confusione, ma dubito che un’azienda sappia veramente ottimizzare il suo sito, le sue pagine e i suoi articoli.

Stiamo parlando di un luogo virtuale in continua evoluzione e chi crea contenuti è chi sa essere sempre aggiornato su ciò che accade online. Social media, blog, nuove tecniche di narrazione, nuovi strumenti e canali di divulgazione nascono e si modificano ogni giorno.

Scrivere e saper scrivere

Oggi un web copywriter conosce diverse materie, non solo la scrittura, per creare contenuti. Ma resta comunque la scrittura per il web la sua arte principale. Saper scrivere online non significa soltanto mettere una parola dietro l’altra in una forma corretta grammaticalmente, ma soprattutto darle forza, valore e leggibilità.

Può chiunque scrivere per il web? La risposta è no. No, almeno, senza una formazione adeguata e tanto esercizio. Ma è la formazione il segreto di tutto: saper individuare le capacità dell’allievo – sì, anche se fosse il direttore generale di chissà quale colosso, sarebbe un allievo – e scoprire se può raggiungere buoni livelli di scrittura e se recepisce quelle che sono le regole per la comunicazione online.

Coinvolgere i lettori coi contenuti

Non scriviamo per noi stessi, ma per chi ci legge. Questo è fondamentale da capire. Quando sono riuscito a coinvolgere i lettori, ho ottenuto più commenti e condivisioni. Soprattutto, ho potuto creare una comunità di lettori nel mio blog.

Per un blog aziendale è un aspetto da considerare, perché riuscirà più facilmente a trasformare quei lettori in clienti disposti ad acquistare. Creare contenuti, quindi, sapendo che dovranno generare coinvolgimento, interazione, azione anche, dialogo e discussione.

Organizzare le idee prima di creare contenuti

C’era un tempo in cui prendevo e scrivevo. Adesso non più. Adesso segno le mie idee su un file assieme a qualche appunto, le lascio decantare, qualche volta le cancello perfino, se la decantazione non ha prodotto nulla.

Le migliori diventeranno un file, in cui svilupperò e integrerò quegli appunti. L’organizzazione continua con la scaletta del post, la ricerca dei link interni da inserire e le eventuali risorse esterne da segnalare.

Il lavoro è più semplice se il post è lineare, se non comporta anche contenuti visuali o sociali – incorporare tweet o post di Google Plus, per esempio – altrimenti diventa più lungo e anche complesso – sappiamo tutti come si incorporano i post dei social media e come si inseriscono le immagini? Sappiamo tutti come si ottimizzano questi contenuti?

Capire quando un contenuto è valido

Prima di scrivere questo post, ho provato altre 3 idee che mi sono venute ieri in mente. In realtà ho una lista di oltre 30 articoli da scrivere, ma non mi decido mai a farlo. Quella lista vegeta da un po’, tutti i post che ho scritto ultimamente sono frutto di idee nate successivamente.

Con questo voglio dire che dobbiamo capire se un contenuto vale o se non porterà a nulla. Ogni giorno leggo contenuti rimaneggiati qui e là. Blogger che pubblicano pseudo-traduzioni di blog americani, altri che commentano infografiche, di per sé non commentabili, altri ancora che ribadiscono temi vecchi e stravecchi.

È raro che riesca a trovare qualcosa di veramente interessante e originale. Ma chi crea contenuti non può né deve esimersi da una profonda autocritica, prima di cliccare sul tasto Pubblica.

Come create i vostri contenuti?

Questa che ho scritto vuole appunto essere una guida psicologica, non tecnica sulla creazione di contenuti online. Penso che una guida tecnica – con tutte le sfaccettature che comporta – sia impossibile da scrivere.

Però credo che bisogna davvero essere adatti a produrre contenuti, perché richiede non sono la conoscenza dei mezzi e delle arti, ma anche qualcosa che non tutti hanno: la passione, prima di tutto, per la materia che si tratta e la voglia di dare una parte di se stessi agli altri e gratuitamente.

Quanti si riconoscono in questo?

4 Commenti

  1. MikiMoz
    28 aprile 2014 alle 11:08 Rispondi

    Non posso risponderti sul piano professionale, lo sai.
    Per come vedo io le cose, anche per me la passione è al primo posto: se manca quella, non si ottiene niente né sul piano ludico né su quello lavorativo. O al massimo si ottiene poco.

    Moz-

    • Daniele
      28 aprile 2014 alle 11:10 Rispondi

      La passione è al primo posto, per me. E se devi creare contenuti per un cliente su un argomento noioso o di cui proprio non ti interessa nulla, allora quella passione va alimentata col vile denaro. Che significa? Che bisogna smetterla di pagare certi lavori di scrittura 4 soldi.

  2. Giuseppe Vitale
    29 aprile 2014 alle 11:06 Rispondi

    Se ho capito bene Daniele, un blogger potrebbe essere come un contadino che produce per la propria famiglia e per il magazzino dove va a vendere frutta e verdura. Una parte della sua produzione sarà venduta e un’altra gli resta. Sceglie di volta in volta. Tiene, se può, delle scorte, di quel che si può. Sta ogni giorno nel suo campo a occuparsi di ogni sorta di lavoro e cerca sempre le soluzioni migliori, almeno quelle che può permettersi. E più di ogni altro ha un grande rispetto per le sue piante che sa bene essere esseri viventi. L’internet somiglia più a un sistema biologico che a un mercato scriveva il buon Giancarlo Livraghi. E se ho ben chiaro cosa vuoi dirci Daniele è che occorre avere una forma mentis molto vicina a quella del giardiniere.

    • Daniele
      29 aprile 2014 alle 11:14 Rispondi

      Ciao Giuseppe, benvenuto anche qui.

      Direi che la similitudine col contadino è azzeccata: se intendiamo con famiglia quella dei lettori e della nostra comunità.

      E condivido la definizione di internet come sistema biologico.

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