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L’esperienza del Grand Prix

Gare letterarie impegnative

Grand Prix

Diversi mesi fa, ormai è trascorso anzi un anno, ho deciso di partecipare a un’immensa e impegnativa gara letteraria, creata dalla fervida mente di Alessio Valsecchi, del sito, e forum, La Tela Nera.

Il nome richiama le gare automobiliste e infatti ogni squadra, composta da due piloti-scrittori, ha il nome di una casa automobilista. Io ero in gara con Ferruccio Gianola.

In cosa consisteva questa gara? Ogni puntata aveva il nome di un circuito di formula 1 e bisognava scrivere, in circa un mese, un racconto o un saggio, ovviamente caratterizzato da un preciso tema e da alcune regole da rispettare.

L’utilità delle gare letterarie

Indubbiamente partecipare a gare letterarie come questa ha avuto i suoi vantaggi. Prima di tutto io mi sono divertito, soprattutto ho potuto constatare i miei limiti nella scrittura, considerando il punteggio ottenuto coi racconti e i saggi inviati.

Il peggiore di tutti è stato il racconto di fantascienza, in cui ho avuto un voto molto basso. È stato il racconto che mi ha spinto a scrivere l’articolo Vi piace scrivere fantascienza?

Quale utilità ho avuto a partecipare a questa enorme gara?

  1. Scrittura: c’è stato un buon allenamento per la scrittura, perché ogni partecipante si è dovuto cimentare con più generi letterari, come horror, fantascienza, ucronia, ma soprattutto ha dovuto scrivere dei saggi su argomenti inerenti quelli trattati dal sito La Tela Nera.
  2. Tempi: bisognava scrivere rispettando i tempi di consegna e questo ha in un certo senso responsabilizzato i partecipanti.
  3. Competizione: è una gara, anche se letteraria, e questo significa che ognuno era portato a dare il meglio di sé per ottenere più punti e salire in classifica. E quindi vincere i premi finali.
  4. Pubblicità: i saggi sono stati pubblicati sul sito La Tela Nera, con la firma dell’autore e questo concorre ad avere una certa visibilità in rete.
  5. Racconti: ho scritto dei racconti che, non essendo apparsi in rete, posso sfruttare per altre gare o concorsi letterari.

In generale, l’esperienza del Grand Prix è stata positiva e si può ripetere. Io, almeno, sono intenzionato a ripeterla, tanto che mi sono iscritto alla gara Highlander.

4 Commenti

  1. ferruccio
    6 ottobre 2011 alle 14:42 Rispondi

    Be’ se non abbiamo vinto la colpa è dei meccanici:-)

     

  2. Gianluca Santini
    6 ottobre 2011 alle 16:19 Rispondi

    Se devo dirla del tutto sinceramente, seppur riconosca l’utilità di queste gare così “grandi” (Gran Prix, Highlander, la nuova versione dello Skannatoio a 15 partecipanti), mi incutono un certo timore che fa del tutto passare il divertimento dello scrivere.

    Preferisco roba più soft, alla USAM per intendersi.

    Ciao,

    Gianluca

  3. Daniele Imperi
    6 ottobre 2011 alle 17:17 Rispondi

    @Ferruccio: sei sicuro? :D

    @Gianluca: da una parte ti do ragione, dall’altra no. USAM è senz’altro più tranquilla, pubblichi quello che hai pronto. Ma il Grand Prix e Highlander ti stimolano a scrivere. Certo, richiedono impegno. Ma in questo modo ti sforzi a scrivere anche quando non ne hai voglia.

  4. Gianluca Santini
    7 ottobre 2011 alle 09:36 Rispondi

    Sì, ma sullo stimolo di scrivere anche quando non si ha voglia ti do pienamente ragione. È stata una delle lezioni che ho appreso dal Survival Blog, per dirci. Il problema, dal mio punto di vista, è l’eccessiva durata della competizione… :)

    Ciao,

    Gianluca

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