Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Non posso giudicare i vostri racconti

Giudicare racconti

Leggendo un articolo del blog Obbrobbrio, “La scrittura genera mostri”, ho avuto lʼispirazione per questo post. Come sempre, nel blog di Alessandro si dice “pane al pane e vino al vino”, critiche e opinioni sono espressi senza mezzi termini, comʼè giusto che debba essere, secondo me.

La polemica di quel post è condivisibile al 100%. A me è capitata la stessa cosa. Quando apri un blog sulla scrittura e il blogging, come ho fatto io, è normale che prima o poi qualcuno ti scriva in privato per chiederti un consiglio.

A me è successo per ogni blog aperto. E ogni volta ho fornito il consiglio richiesto – eccetto sui racconti, ma qui spiegherò perché – almeno quando era nelle mie possibilità.

Che cosa ne ho ricavato? Nel 90% o più dei casi neanche un grazie.

Sì, proprio così. Soltanto raramente la persona mi ha risposto ringraziandomi. Non so se sia il web a creare queste forme di maleducazione, ma credo di sì, perché nella realtà, quando qualcuno ti chiede un favore e tu glielo fai, un grazie lo ricevi. Altrimenti scatta un bellʼinvito a visitare quel lontano paese che ben conosciamo.

Forse online è tutto dovuto? Chi lo sa? Magari è questa la percezione dellʼutente medio. Hai un blog e quindi è dovuto che tu elargisca consigli a tutti.

Ma adesso è ora di tornare allʼargomento del post.

Non posso giudicare i vostri racconti

  • Non sono un editor: sono solo uno che ama scrivere, come tanti di voi. Un editor potrà darvi giudizi professionali, perché ha le competenze per farlo. Io posso solo dare opinioni da lettore comune.
  • Non ho tempo: se accogliessi ogni richiesta che mi arriva, alla fine leggerei soltanto i racconti altrui e non i libri che ho comprato.
  • Non sono uno scrittore affermato: come ho detto sopra, sono solo uno che scrive e che vorrebbe pubblicare. Se avessi dieci romanzi pubblicati con un casa editrice, lo capirei, sarebbe normale ricevere queste richieste.
  • Non conosco a fondo tutte le tecniche narrative: scrivo in base a ciò che ho imparato leggendo romanzi e facendo esercizi e scrivendo racconti. Esattamente come voi, credo.
  • Ho lacune come le avete tutti voi: e forse le avrò sempre, aggiungo. Se la vostra storia ha delle lacune, quindi, io potrei non accorgermene.
  • Non vi conosco: la maggior parte delle richieste – se non proprio tutte… – proviene da gente sconosciuta, mai vista nel blog. Che cosa dovrebbe farmi pensare questo?
  • Non chiederei mai a voi di giudicare un mio racconto: perché so che vi ruberebbe del tempo, potrebbe mettervi in difficoltà, potrebbe darvi fastidio.
  • Non sono sicuro che accetterete ogni mia critica: so che i lettori fedeli del mio blog le accetterebbero, perché col tempo mi sono fatto unʼidea di come sono, ma non posso dire la stessa cosa di gente che non conosco.
  • Quasi sicuramente non mi ringrazierete: come è successo per quasi tutti i consigli che mi hanno chiesto persone mai viste né sentite nei miei blog.

Ma allora di che parlo nel blog?

Giusta osservazione, legata alle richieste di lettura che ricevo. Parlo di scrittura creativa e scrittura in generale, di editoria, di promozione editoriale e di blogging, ma ne parlo sulla base della mia esperienza personale, non dallʼalto di una cattedra in “Scrittura creativa e tecniche di narrazione”.

Gli articoli che scrivo sulla scrittura creativa e la narrazione sono quasi sempre riflessioni mie, soluzioni che ho trovato, problemi che ho incontrato, ragionamenti miei personali.

Penna blu è un blog in cui parlare di tutto ciò che riguarda la parola scritta.

Dove far leggere e giudicare i racconti?

Ci sono forum letterari per questo. Iscrivetevi, come ho fatto io anni fa, pubblicate un vostro racconto e leggete le critiche che riceverà. Siate pronti, ovviamente, a farveli distruggere, siate pronti a sentirvi dei falliti nella scrittura, siate pronti a vedere la vostra bile salire fino a traboccare.

Proprio come è successo a me. Ma fa parte del gioco. Quei forum sono una pubblicazione in miniatura: è come se fosse uscito un vostro libro e i suoi lettori ne parlassero. È un campo di addestramento per combattere e vincere nel mercato editoriale.

Se non vi sentite pronti a tutto questo, allora lasciate perdere. Scrivere storie non fa per voi.

È per questi motivi che non posso giudicare i vostri racconti. Non per snobbismo – non sono mai stato snob – né perché mi credo chissà chi – anzi, parlo sempre male di me – ma soltanto per quei motivi.

25 Commenti

  1. Serena
    19 agosto 2015 alle 07:46 Rispondi

    La 2, soprattutto la 2! Anche se tutte le altre fossero condizioni verificate, resterebbe la 2, penso. Il tempo. Io ho addirittura dei romanzi interi da leggere, per un parere. E non riesco nemmeno a leggermi libri di uno -due anni fa per i quali ho speso dei bei soldi.

    • Daniele Imperi
      19 agosto 2015 alle 17:56 Rispondi

      Il tempo infatti è limitato e quindi è normale che si dedichi alle cose personali.

  2. Banshee Miller
    19 agosto 2015 alle 07:51 Rispondi

    Sto fatto che la gente in rete non ringrazia è molto strano. Non sono nella tua posizione, e non ricevo richieste d’alcun genere, ma nelle occasioni in cui mi capita di scambiare opinioni e suggerimenti ringrazio e vengo ringraziato. Forse sono i soliti social che hanno fatto cadere le buone abitudini e l’educazione. Se ci si abitua troppo agli scambi di commenti stile facebook, ossia nella maggior parte dei casi idiozie, insulti e leccatine, magari si estende quello stile a qualsiasi tipo di comunicazione digitale. Comunque è incredibile.

    • Daniele Imperi
      19 agosto 2015 alle 18:10 Rispondi

      Non credo sia colpa dei social, è un andazzo nato prima.

      • enri
        21 agosto 2015 alle 12:58 Rispondi

        Ciso Daniele,
        esiste da prima, ma coi social e la tv si è accentuato, soprattutto per i ragazzi, entrando in loro come un update del linguaggio. Si vede poi in famiglia o a scuola. Difficile estirparlo, una volta dentro.

  3. Poli72
    19 agosto 2015 alle 08:43 Rispondi

    A me e’ successo quando anni fa mi occupavo di assemblaggio e riparazione hardware.Avevo la fila di amici ,parenti e amici degli amici che volevano una resettata al sistema ,una rimozione virus etc.Era oro se riuscivi a farti pagare i pezzi eventualmente sostituiti, di pagamento del disturbo non se ne parlava proprio , a volte non ottenevo nemmeno il fatidico grazie.La goccia che fece traboccare il vaso fu quando alcuni ,ai quali pc dedicai il mio tempo ,oltre a non pensar minimanìmente al grazie finale ebbero la buona verve di lamentarsi pure per il software che non avevo istallato in piu’ o pretendevano un “corso completo di utilizzo base del pc”.
    Ah si”!
    Allora STOP ! Basta ,prima di prendere in carico qualche conoscente dell’amico di turno presi l’abitudine di mettere in chiaro ,preventivamente, il mio tariffario. Il mondo d’oggi e’ un po’ come una savana .Ci sono prede ,predatori e approfittatori di carogne .Questi ultimi annusano l’aria continuamente alla ricerca di qualche occasione di pasto gratuita.Quale miglior occasione che profittare di uno che scrive ,sa’ di tecniche letterarie ed ha un blog seguito e molto ben fatto.La strategia che usano e’ sfruttare la buona educazione e l’animo nobile di alcune persone (Me ,nel caso dei Pc,Daniele nel caso degli scritti) e cercare di propinare loro il lavoro.Successivamente la loro mente contorta gli suggerisce che se ringrazi il tale per il favore che ti ha fatto rimani comunque moralmente in debito.Ritengono quindi che sia piu’ strategico cercare di sminuire il favore stesso ,a volte disprezzare perfino l’impegno di chi ha dedicato a loro tempo e fatica ,proprio per deprezzare tale prestazione e sentirsi cosi’ liberi da ogni debito.La soluzione che ho trovato io e’ semplice e chiara come l’acqua di fonte , formulare un tariffario onesto delle prestazioni.Vedrai che iene ,sciacalli e cojote vari o si presenteranno col petto in fuori e il portafoglio alla mano come veri leoni oppure gireranno alla larga con la bava alla bocca.

    • Daniele Imperi
      19 agosto 2015 alle 18:12 Rispondi

      Nel tuo caso va bene un tariffario, nel mio no.

  4. Salvatore
    19 agosto 2015 alle 09:31 Rispondi

    Anch’io, come te, non me la sento di giudicare i racconti degli altri. Non sono un professionista e la mia opinione, che potrebbe essere errata, potrebbe causare dei danni: ad esempio distogliendo l’autore da un percorso che, magari non è ancora la suo apice, ma che non per questo meno valido.
    Tuttavia, ho scoperto che i giudizi di gusto, quelli da semplice lettore, sono molto utili. Utili sia a chi scrive sia a chi legge. Leggendo i racconti degli altri imparo sempre qualcosa di nuovo: un modo di gestire la trama o il personaggio diverso dal mio; un modo di interpretare il mondo in chiave originale, cioè diversa dalla mia; oppure errori, che indicano con chiarezza cosa succede se li commetti e ti spingono quindi a non commetterli… Insomma, motivi per leggere e commentare i racconti degli altri, magari selezionando gli autori che ti ispirano di più, ce n’è.

    • Daniele Imperi
      19 agosto 2015 alle 18:15 Rispondi

      Sui giudizi dati in un blog siamo d’accordo. Nessuno chiede nulla. Tu pubblichi e io se voglio leggo e commento.

  5. LiveALive
    19 agosto 2015 alle 11:00 Rispondi

    Non credo sia necessario essere un editor. Facciamo un distinguo: quando si tratta di constatare l’effetto (mi piace/non mi piace) allora il giudizio del bambino delle elementari vale quanto quello del più eminente professore, perché esiste una bioestetica e, ipoteticamente, un’opera vuole causare piacere a una molteplicità di lettori, non solo al professore (poi anche qui dipende però: l’Ulisse probabilmente, ai livelli più profondi, rimane per pochi). Quando si tratta di motivare invece un grado di esperienza è più utile perché è più probabile che si sappiano individuare i singoli problemi e trovare soluzioni. Anche in questo però non è necessario rivolgersi a un editor, perché non è che gli editor nascano con l’etichetta.
    ***
    Anche per le lacune: a volte chi giudica un salto in lungo alle olimpiadi non ha mai saltato in vita sua: ciò non vuol dire che non sappia fare il suo lavoro. Pure Tolstoj aveva lacune (è riconosciuto che le sue singole frasi sono orribili, Landolfi lo chiamava “il donchisciotte della penna”), ma sono abbastanza sicuro che sapesse giudicare. È anche una questione di “dove si puntano gli occhi”, ma alla fine nessuno noterà ogni aspetto del testo.
    ***
    Un tempo anche io frequentavo diversi forum letterati. Poi ho deciso di lasciar perdere. Il motivo è che su 1000 utenti di davvero competente ce ne sarà 1. Inoltre, essendo proprio come una pubblicazione in miniatura, ti arrivano pareri di tutti i tipi, anche opposti, perché ci sono persone che leggono in modo diverso, e questo non è utile per il tuo percorso personale. La cosa migliore secondo me è individuare quattro-cinque persone che se ne intendono e che hanno un ideale simile, e fare gruppetto, scambiarsi pareri solo tra loro.
    ***
    Ti dico che sul “grazie” ho dei problemi anche nella vita vera. Non ricordo l’ultima volta che l’ho detto per tre motivi: il primo motivo è che quando un piacere lo faccio io lo faccio perché, appunto, mi fa piacere, e dunque non mi aspetto di venir ringraziato; il secondo è che ringraziare mi farebbe sentire in una posizione di sottomissione e dipendenza che non è piacevole; il terzo è che forse anche gli altri sentono così, e quindi mi sono abituato a sentire come normale il non ringraziare.

  6. massimiliano riccardi
    19 agosto 2015 alle 11:44 Rispondi

    Vero, tutto vero quello che dici. In merito al mettersi in gioco pubblicando in blog letterari…. tremarella…

    • Daniele Imperi
      20 agosto 2015 alle 19:44 Rispondi

      La tremarella non deve esserci, altrimenti ti resta anche se pubblichi con un editore.

  7. Ivano Landi
    19 agosto 2015 alle 12:02 Rispondi

    Sai cosa non mi convince di quei forum di cui parli?
    Lo dice bene Pasquale Panella in un suo testo per un disco di Lucio Battisti:
    “Tutto è dimostrabile soprattutto il contrario con un’abile manipolazione dello scenario”.
    In poche parole, potrai anche scrivere la cosa più bella del mondo ma (tanto per citare un’altra canzone) se avranno voglia di tirarti pietre troveranno sempre e comunque il modo di farlo. Un modo ben circostanziato, ovvio (è questa l’arte della manipolazione).

  8. massimiliano riccardi
    19 agosto 2015 alle 12:39 Rispondi

    Ecco, Ivano Landi ha praticamente risposto e motivato le mie paure a mettere in mani altrui le mie cose.

    • Ivano Landi
      19 agosto 2015 alle 13:16 Rispondi

      Soprattutto non vale la pena farsi venire la bile su critiche che valgono esattamente il valore che gli dai.

    • Poli72
      19 agosto 2015 alle 13:57 Rispondi

      Ivano e Massimilano bisogna distinguere bene fra critiche cattive e maligne e critiche costruttive. Le prime sono scorregge fritte emesse da qualche flatulente imbelle che di solito hanno come movente l’invidia.La critica costruttiva e’ invece molto edificante ,aiuta a migliorare se stessi ed il proprio lavoro.La critica costruttiva analizza il testo sotto tutti i punti di vista ed evidenzia quello che a parere di chi la sentenzia , non va’.
      MAI aver paura di sottoporre un lavoro a qualcuno,si va secondo me ,contro l’etica stessa dello scrittore.Si scrive per gli altri ,si scrive per donare emozioni ,si scrive per essere letti.Ci tireranno le pietre ,ma fra di esse se guarderemmo bene ci saranno anche mazzi di fiori.E poi se veramente fossero tutte e soltanto pietre selezioneremo quelle piu’ preziose. Se solo sapeste quanti scrittori ,attori ,cantanti, artisti vari sono stati brutalmente lapidati ,sopratutto all’esordio ,ma anche successivamente.Faro’ un esempio non letterario per non battere sempre sullo stesso chiodo .Gigi d’Alessio ,girate pure su internet e ne troverete di cotte e di crude .Fa schifo ,e’ penoso ,fa venire il vomito e chi piu’ fantasia ha ,piu’ ne scrive male.Io che per abitudini professionali non mi fermo mai al giudizio ,ma analizzo i numeri ho fatto un po’ di ricerca su questo personaggio.Premesso che io amo il metal e l’hard rock quindi d’Alessio non rientra davvero nelle mie preferenze ,consto che questo “sfigato” (come lo era se ricorderete Masini negli anni 90) ha piazzato 20 milioni di dischi,ha vinto una pletora di premi musicali,ha un suo pubblico che puntualmente riempie gli stadi e , ciliegina sulla torta,s’e’ messo con una bella figliola .Scrive i testi e compone la musica da solo.Suona pianoforte ,chitarra,batteria ,organo e fisarmonica.Allora sorrido alle fanfare dei criticatori .La realta’ e’ ben diversa ;non sara’ bello ,non sara’ simpatico ,ma l’impegno e il duro lavoro che ha applicato negli anni nel campo della musica hanno fatto di d’Alessio un professionista degno di questo nome.

      • Alessandro C.
        19 agosto 2015 alle 15:56 Rispondi

        Questa storia dell’invidia è davvero inflazionata. Credo sia la prima accusa che generalmente viene lanciata dall’autore di un libro stroncato (e sottolineo, NON dall’autore stroncato) nei confronti del “fustigatore” di turno.

        Se esiste una facoltà di critica, perché recensire solo libri belli? Che tipo di invidia si dovrebbe provare nei confronti delll’autore di un’opera che non ci piace?

        La critica “negativa”, se ben circostanziata, è molto più utile di mille lodi. Individuare le debolezze di un’opera è molto più impegnativo di un limitarsi a giudizi affrettati e generici del tipo “un libro stupendo” o “un libro che fa schifo”.

        Poi chiaro che tutto sia opinabile. Solo gli idioti ritengono di parlare per verità assolute, di conseguenza sta ai lettori di questo o quel blog decidere se fidarsi o meno delle impressioni del recensore, fermo restando che a loro volta hanno la possibilità di leggere l’opera e smentire ciò che su di essa è stato scritto.

      • Ivano Landi
        19 agosto 2015 alle 16:00 Rispondi

        Guarda, Poli72, che io sono l’ultimo a sottrarmi al giudizio altrui. Sul mio blog porto avanti un romanzo, scrivendo e pubblicando in diretta una pagina a settimana. Tutti possono intervenire e commentare. Mantengo invece tutte le mie riserve sull’utilità dei forum letterari.

  9. massimiliano riccardi
    19 agosto 2015 alle 14:20 Rispondi

    Ma certo Poli72, è tutto sacrosanto, si tratta solo di trovare degli interlocutori affidabili, se devo farmi distruggere che siano almeno dei professionisti, girano troppi personaggi nel web, senza arte ne parte con solo la forza del seguito, che si arrogano la facoltà di recensire romanzi dal punto di vista stilistico e/o narrativo demolendoli. Se la critica deve essere banalmente sul “mi piace” o “non mi piace” mi affido al pubblico. Io nel mio blog recensisco solo quello che mi è piaciuto e mi limito a superficiali valutazioni di gusto. Non mi addentro in valutazioni tecniche, potrei averne le capacità ma certamente non le competenze.

  10. Poli72
    19 agosto 2015 alle 14:33 Rispondi

    Ed infatti e’ sempre e soltanto il riscontro pubblico quello che conta.La gente comune compra e fa girare la voce .Secondo la legge dei grandi numeri della statistica piu’ feedback vengono rilasciati su un’opera ,indipendentemente dal giudizio piu’ o meno positivo ,piu’ l’opera acquista progressivamente interesse.Non importa quindi tanto il giudizio in se stesso quanto il numero di persone che hanno avuto interesse nel dedicare un certo tempo a comporlo.

  11. enri
    21 agosto 2015 alle 13:16 Rispondi

    Ciao a tutti. Vi mando una foto della mia assenza: Google, Daniele, ha archiviato le tue mail nelle Promo ^^ Ah… ma quanto mi costi.
    Concordo sia sul fatto di distinguere bene tra piaceri e prestazioni. Una prestazione è un piacere se c’è il pagamento, o al limite lo scambio, e per me se c’è soddisfazione reciproca, e il grazie lo suggella.
    Difficile sottrarsi dai cialtroni e dai maleducati, ma se sono nel web, puoi bloccarlo o ignorarli.
    Ciao a tutti e buon weekend ^^

  12. enri
    21 agosto 2015 alle 13:17 Rispondi

    Scusate gli errori. Il T9 non è l’ideale per one click. ?

  13. Chiara
    25 agosto 2015 alle 08:51 Rispondi

    Io ho fatto da beta-reader per opere dei lettori del blog, ma sempre nell’ottica di uno scambio costruttivo: io aiuto loro e loro aiutano me. La mentalità del “tutto è dovuto” è molto diffusa, non solo sul web. E io non la sopporto.

  14. monia
    26 agosto 2015 alle 14:30 Rispondi

    Sai una cosa? Stavo scrivendo per darti ragione, poi ho pensato a quando io stessa ho chiesto quei 2 consigli web.
    Ho ben presente che la mia richiesta è una sorta di invasione della sfera privata e una perdita di tempo per chi la riceve (come dici tu stesso, il tempo è poco e le richieste tante). Per cui, una volta ricevuta la risposta, inviare un’ulteriore mail di ringraziamento (assolutamente sentita, proprio per il valore che do al tempo che mi è stato dedicato) mi sembra ridondante (il “grazie” era ovviamente già incluso nella mail della richiesta) e ulteriormente invadente.
    Sono combattuta, ma alla fine non la invio. Quindi, accidenti, mi scopro pure io del club :(

    • Daniele Imperi
      26 agosto 2015 alle 18:10 Rispondi

      Vedi? I ringraziamenti vanno inviati. Scriverlo prima non basta perché hai solo fatto una richiesta.

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.