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5 modi errati per giudicare un libro

Giudicare un libroSu cosa vi basate per farvi un’idea del libro da comprare? Inizio a dire qual è il mio metodo.

  • Conoscenza dell’autore: anche se non credo all’equazione scrittore-che-amo=amerò-tutto-quello-che-scrive, tuttavia c’è un certo margine di garanzia. Ho letto parecchi romanzi di Camilleri, Bernard Cornwell, Martin, Moers, McCarthy e quindi vado quasi sul sicuro. Quasi, però. I racconti di George Martin non mi sono piaciuti – non ne ricordo nemmeno uno – e quindi non ne ho presi altri. L’ultimo di Moers non è niente di che – guarda caso è un “seguito” e, purtroppo, uscirà un altro seguito ancora. Cavalli selvaggi di McCarthy è il libro che m’è piaciuto meno dell’autore. Insomma, la conoscenza dello scrittore non è un metodo infallibile.
  • Genere letterario: ultimamente è quello che uso meno. Amo il fantasy, ma non leggerei mai certa roba che viene pubblicata, tipo il fantasy troppo epico, o sui soliti guerrieri ammazza-tutto o sui viaggi interminabili irti di pericoli per andare a Nord a salvare il mondo.
  • Anteprima: quando l’editore e i distributori si degnano di rilasciarla. Questa per me è doverosa. Inizio a leggere e capisco subito se mi piace lo stile – fondamentale, per me, per farmi continuare la lettura – e se vengo subito coinvolto nella storia – idem come sopra.

Ma qui dovevo parlare dei metodi errati, giusto? Quelli che per me sono errati, ovvio. Ve li servo ben conditi.

1 – Fascette editoriali

Ovvero: uno spreco inutile di carta. Almeno è riciclata?

Una fascetta è un rettangolo di carta che avvolge la copertina fino ad arrivare alle bandelle, ossia ai risvolti. Su questa strisciolina c’è sempre scritta una frase che deve invogliare il lettore all’acquisto del libro.

Qualche esempio?

  • In cima alle classifiche di tutto il mondo: davvero? Anche nel Burkina Faso?
  • Vincitore del Premio Campiello: e allora?
  • Oltre 300.000 copie vendute: fonte? O sono solo chiacchiere?
  • Il nuovo Stephen King: quindi buttiamo quello vecchio?
  • Il nuovo Fabio Volo…: e questa frase dovrebbe convincermi a comprarlo?
  • Il libro che tutto il mondo sta leggendo: cioè avete fatto una tiratura di 6 miliardi di copie e le avete vendute tutte?

Non mi faccio incantare dalle fascette, perché è chiaro che sono solo trucchi bassi di marketing editoriale, eccetto quelle che ci dicono “Da questo libro il film con con Russell Crowe”. E magari era la Bibbia.

2 – Quarta di copertina

In quest’area del libro si fa ancora del marketing. Spesso si leggono quelli che vengono chiamati book blurb o soffietti editoriali, frasi scritte da quotidiani o altri scrittori per fare pubblicità al libro. Se sono onesti e reali, sono un valore aggiunto al libro, con tutte le riserve del caso.

Scrivere una quarta di copertina spesso comporta fare troppa autopromozione o perfino svelare troppo della trama. Ho smesso quindi di leggere anche queste. O, almeno, di farmi condizionare.

3 – Recensioni dei lettori

Perché? Perché sono soggettive. Io non le leggo mai, tranne se pubblicate in un blog che seguo. A quel punto, se il blogger è stato convincente e soprattutto se può interessarmi la storia, vado a leggermi l’anteprima.

Ma una recensione, che non è il riassunto della trama, rappresenta il punto di vista di un lettore, il suo giudizio personale, i suoi gusti letterari. Tutto questo può non coincidere con i miei. Poi ci sono le eccezioni, ovvio, come quando ho comprato, letto e apprezzato Roderick Duddle di Michele Mari dopo averne letto la recensione sul blog The Omega Outpost.

4 – Tipologia di pubblicazione

Ovvero giudicare un libro sulla base dell’editoria tradizionale o del self-publishing. Qualche giorno fa abbiamo parlato di come l’editoria stia cambiando col self-publishing, anche se per qualcuno sta peggiorando.

Un libro pubblicato da un editore non è una garanzia sulla qualità. Come non lo è uno autoprodotto. La qualità è insita nell’opera e nella professionalità e nella serietà degli operatori coinvolti.

5 – Classifiche di vendita

Chi le stila? Dove sono pubblicate? Chi fornisce quei dati? Le case editrici o le librerie? Ci sono troppi quesiti per i miei gusti. Ma se anche fossero veritiere, il libro più venduto in Italia o nel mondo deve necessariamente piacermi?

La risposta è no. Si leggono anche le classifiche dei libri più venduti sui vari negozi online. Idem come sopra, per me non sono elementi da prendere in considerazione.

Ho letto la classifica dei 100 libri più venduti nel 2014: 3 li avevo letti e degli altri ne leggerei solo 17. Quindi quella classifica mi dà il 20% delle probabilità di trovare un libro da leggere.

E i consigli di amici e conoscenti?

Bella domanda. Ma l’ho fatta io e quindi devo dare una risposta. Un tipo che legge il mio blog, tale Alessio, mi ha consigliato più volte Stoner di John Williams. Ho letto l’anteprima e mi è piaciuta, così giorni fa mi è arrivato a casa e lo leggerò a breve. Se non mi piacerà, LiveAlive sarà bandito dal blog.

La mia amica Francesca mi ha consigliato La città dei ladri di David Benioff – sulla Seconda Guerra Mondiale – e così ho letto l’anteprima e m’è piaciuta. Comprerò anche questo, come ho comprato il su citato Roderick Duddle da lei recensito.

Come giudicate un libro prima di comprarlo?

Su cosa vi basate per avere un giudizio sul libro da acquistare? Usate qualcuno dei metodi che ho descritto?

47 Commenti

  1. Francesca
    22 ottobre 2014 alle 07:10 Rispondi

    Grazie per la doppia citazione, che onore! ;)
    A me piace leggere le recensioni altrui e mi fido abbastanza di quelle scritte da persone “fidate”; poi ovviamente la scelta sta a me, i gusti possono sempre differire. ^^

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2014 alle 13:44 Rispondi

      Ci voleva :)
      Certo, i gusti possono differire. In genere non amo leggere le recensioni, a meno che, come ho scritto, non siano fatte da blogger che seguo.

  2. silvio pezza
    22 ottobre 2014 alle 08:36 Rispondi

    I migliori libri che ho letto venivano da amici affidabili, forti lettori, o anche lettori occasionali che me li hanno consigliati con forza e passione. La voglia di condividere una lettura con un amico, nasce solo se la lettura è davvero coinvolgente , entusiasmante.. Credo anche che i più grandi successi editoriali si basino sul passa-parola, il punto, se di interesse, è come essere il “primo” di una certa cerchia a leggere per poi consigliare agli amici e fare da traino.
    Mi trovo d’accordo su quanto dice Daniele per tutto il resto.

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2014 alle 13:45 Rispondi

      Il passaparola conta molto, è vero, anche se io non amo particolarmente parlare con amici e conoscenti dei libri che leggo. Ne parlo volentieri solo nel blog :)

  3. Salvatore
    22 ottobre 2014 alle 10:46 Rispondi

    Sulle fascette c’è da dire una cosa: mettiamo che tu scriva un libro e la tua casa editrice insista perché partecipi a un concorso letterario – pratica che viene portata avanti per aumentare la visibilità del romanzo in questione – e che in questo concorso il tuo libro non vinca, ma si piazzi bene, be’, la tua casa editrice finirà per insistere a mettere una fascetta che dica: “Finalista al concorso Pinco Pallino 2014”; finalista però non significa che abbia vinto il concorso… Mi spiego? Sono trucchi come dici tu. La scorsa settimana, dando un’occhiata in Autogrill (come ho scritto nel mio post) ho beccato un libro che riportava la seguente dicitura in fascetta: “Un successo del passaparola”. Che significa? Se è un successo del “passaparola” non ce bisogno che me lo dica tu in fascetta, me lo dirà qualche mio conoscente a voce. o.O’

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2014 alle 13:47 Rispondi

      Come hanno fatto a tracciare il passaparola? Come hanno trovato quei dati? È impossibile, quindi è un altro basso trucco.

  4. Francesco D'Agostino
    22 ottobre 2014 alle 10:56 Rispondi

    Come lettore sono d’accordo.
    Il paradosso è che, come consulente, esclusa la numero 4 consiglierei a un piccolo editore o a un autore in self-publishing di fare attenzione alle stesse cose.
    Un esempio su tutti: c’è un certo movimento intorno alle recensioni e alle vendite su Amazon, proprio da parte di chi pubblica.

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2014 alle 13:48 Rispondi

      Che intendi per “movimento”?

      • LiveALive
        22 ottobre 2014 alle 14:12 Rispondi

        Forse si riferisce alle recensioni false? Anche su IBS, trovi tanti utenti con una sola recensione, sempre a cinque stelle, guarda caso proprio a quel libro che non ha letto nessuno…

        • Daniele Imperi
          22 ottobre 2014 alle 14:24 Rispondi

          Il sospetto è venuto anche a me, nel senso che online puoi inserire recensioni con profili fittizi, quindi non do mai peso a quelle lette su Amazon, IBS e siti simili.

  5. Moonshade
    22 ottobre 2014 alle 11:06 Rispondi

    Fascetta sta diventando un sinonimo di “male assoluto”: adesso va di moda paragonare qualsiasi cosa a “Trono di Spade” anche se non c’entra nulla, come se fino ad adesso nessuno abbia scritto un fantasy storicheggiante.
    La cosa strana è che gli elementi che avevamo prima per fidarci di un libro ora sono quelli da cui diffido di più. Io ho sempre fatto “bella copertina/titolo”. Volto il libro, leggo la quarta e infine lo apro a caso prr vedere come è scritto. Ora le copertine sono sempre meno azzeccate perchè si tende a instupidirla (nel fantasy siamo passati da copertine di Whelan a copertine pseudoharmony), la fascetta ti prende per scemo e nelle quarte c’è sempre credo la citazione meno d’effetto di tutto il libro.
    Due giorni fa su una bancarella ho trovato dei libri fantasy piuttosto vecchi: copertina epica, riassunto breve, easy. Autore laureato in storia bizantina, sa quello che sta scrivendo. Magari la storia non mi piacerà, ma non é servito nessun barbatrucco per convincermi.

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2014 alle 13:53 Rispondi

      I paragoni sono i peggiori.

      E le copertine sono peggiorate decisamente…

      Chi era questo autore?

      • Moonshade
        22 ottobre 2014 alle 15:45 Rispondi

        Harry Turtledove, che non ho ancora mai letto ma mi incuriosiva appunto il legame che ha creato tra la sua sapienza in storia bizantina – che non è per nulla facile- e il fantasy, quindi ho immaginato che non ci sarà nessun viaggio a Nord (e nemmeno case a traliccio all’inglese).

        • Daniele Imperi
          22 ottobre 2014 alle 15:57 Rispondi

          Turtledove lo conosco di nome. Ho visto che è la saga di Videssos. Una saga di 4 libri… troppo, per me :)

  6. MikiMoz
    22 ottobre 2014 alle 11:24 Rispondi

    Di certo non guardo all’autore, nel senso che ok, è un valore aggiunto (non per nulla di McEwan ho quasi tutto) ma… la storia deve piacermi a priori.
    Mi spiego meglio: Miura, autore di Berserk, ha pubblicato l’anno scorso una storia autoconclusiva. Ora, io considero Miura il miglior scrittore e sceneggiatore (nonché disegnatore) contemporaneo. Eppure quella storia manco l’ho letta.
    Perché? Semplice, è un genere che non mi interessa minimamente.

    Mi fido poi più delle recensioni brevi che di quelle lunghe (spesso più lunghe dell’opera recensita XD). In poche righe un bravo recensore è in grado di toccare i punti giusti per solleticare il lettore o almeno fargli capire di cosa si tratta.
    In generale. però, vado a istinto… è come una forza magnetica, un flusso… non so. Ma non è solo per i libri: parlo anche di film, fumetti…

    Moz-

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2014 alle 13:58 Rispondi

      Certo, un autore non può scrivere sempre storie che ti possono piacere, specialmente se cambia genere.

      Anche io in genere vado a istinto. Raramente ho sbagliato.

  7. Chiara
    22 ottobre 2014 alle 11:50 Rispondi

    Sicuramente sono più propensa ad acquistare libri di autori che conosco, ma sono anche una persona che ama sperimentare. Solitamente, mi baso sulla quarta di copertina, sulle recensioni (anche se quando c’è uno spoiler non anticipato evito di comprare il libro) e, se possibile, su una piccola anteprima. Devo ammettere che ho maturato un certo intuito e raramente acquisto un romanzo che mi delude completamente, Elizabeth George a parte.
    Ignoro completamente sia la fascetta sia le classifiche di vendita.

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2014 alle 14:00 Rispondi

      Anche a me piace sperimentare.

      Diciamo che è bene ignorare quegli elementi che il lettore non può verificare.

  8. Tenar
    22 ottobre 2014 alle 13:26 Rispondi

    Premetto che a volte scatta l’acquisto imprevisto, legato a un un quid misterioso che il libro, spesso sfogliato di nascosto in libreria, ha saputo darmi. Di solito mi affido però al passaparola, sia di amici del cui giudizio mi fido, sia di blogger con i quali ho particolare affinità. Ultimamente, poi, mi capita di conoscere degli autori, sia di persona che virtualmente ed è automatica la curiosità di vedere cosa e come scrivono.

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2014 alle 14:09 Rispondi

      Il quid misterioso scatta anche in me :)

      Io non mi fido degli amici – o, meglio, non parlo mai di libri con gli amici ma solo qui nel blog – quindi diciamo che non mi fido degli altri perché ho i miei gusti personali.

  9. Fabio Amadei
    22 ottobre 2014 alle 13:36 Rispondi

    In genere leggo le recensioni, come fa il mio capo quando sceglie un ristorante per un pranzo li lavoro. Fa la media tra quelle positive e negative e poi sceglie. Aiuta anche il passaparola.
    Ieri sera ho comprato il libro di Marco Presta “Un calcio in bocca fa miracoli”, non so se lo conosci. È il conduttore del ruggito del coniglio su radio 2. È anche autore teatrale, dotato di grande ironia e di autoironia (che in un autore è cosa rara)
    Del libro ne parlano tutti molto bene.
    Infine, credo, una certa dose di intuito aiuta molto nel trovare un libro interessante.

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2014 alle 14:10 Rispondi

      In un ristorante però è diversa la situazione. Se ti danno un piatto sporco o la bruschetta fredda, c’è poco da essere soggettivi.

      Non conosco il libro, ma a naso non mi attira :)

      Sull’intuito sono d’accordissimo.

  10. LiveALive
    22 ottobre 2014 alle 14:09 Rispondi

    “Un tipo che legge il mio blog, tale Alessio, mi ha consigliato più volte Stoner di John Williams. Ho letto l’anteprima e mi è piaciuta, così giorni fa mi è arrivato a casa e lo leggerò a breve. Se non mi piacerà, LiveAlive sarà bandito dal blog.”

    Non mi avevano avvisato di questo rischio XD
    In effetti te l’ho consigliato senza badare esattamente al tuo gusto, quindi chissà… Ma dai, è uno dei migliori testi di tutti i tempi, non può non piacere.

    ***

    Che le classifiche di vendite e le fascette non continuo nulla lo sanno tutti, ma non è quello il punto: il punto è che fanno effetto. Magari uno si dice “bah, e chi se ne frega se ha vinto il Pulitzer!”, ma poi si dice anche “be’, certo, chissà però cosa ha spinto i giudici a scegliere tra tutti proprio quel libro…”.
    Non posso negare, per esempio, di aver comprato Il Cardellino senza neppure leggerne una pagina, e questo perché:
    1- oddio, ha vinto il Pulitzer O_O
    2- mh, la copertina è così old-style
    3- ma quanto è grosso O_O una che scrive tutte quelle pagine deve essere tosta!
    …poi me lo hanno consigliato anche in molti, ma quando l’ho preso non ne avevo mai sentito parlare. E intanto devo ancora leggerlo perché non trovo mai il tempo XD

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2014 alle 14:15 Rispondi

      Il rischio è sempre latente :D

      “uno dei migliori testi di tutti i tempi, non può non piacere” è un pensiero soggettivo.

      I numeri, purtroppo, fanno sempre effetto sulla massa.
      Ho letto ora la quarta di copertina de Il cardellino: hai visto quante banalità e frasi fatte in due sole testimonianze?

    • Salvatore
      22 ottobre 2014 alle 15:01 Rispondi

      Mi interesserebbe poi un giudizio sul cardellino, quando lo avrai letto.

  11. SAM.B
    22 ottobre 2014 alle 15:08 Rispondi

    Dopo essermi fatta fregare praticamente da *tutto*, a partire dai sedici anni, adesso diciamo che vado avanti a gradi di curiosità… basandomi su quasi tutto – tranne che sulle fascette e sulle copertine :)
    Ho imparato a non fare affidamento anche su certi titoli, per la verità: ce ne sono troppi che non dicono nulla – “L’estate dei segreti perduti”, “Il tuo meraviglioso silenzio” – e che stanno appiccicati su romanzi che mi hanno detto anche meno. Un “problema” non legato solo ed esclusivamente a un certo genere.
    Se un amico mi consiglia un romanzo o un saggio, vado a leggerne la trama e cerco qualche informazione sull’autore, se non lo conosco. Dove disponibile, leggo l’anteprima. Dopodiché se la curiosità è tanta, compro. Altrimenti metto in lista. Se ci torno e ci ritorno senza decidermi ad acquistare, dopo un po’ depenno.
    Stesso modo di procedere se mi imbatto per conto mio in un romanzo o un saggio che mi attirano.
    Sarà che sono in fase calante, con la lettura, per cui o scatta – come dice Tenar – quel quid misterioso oppure niente.

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2014 alle 15:47 Rispondi

      Sam, che combini? :D

      Sui titoli dipende. “Il fiordo dell’eternità” cosa ti dice? A me nulla, ma è uno dei libri più belli che ho letto.

      Più o meno faccio come te. Perché sei in fase di stanca con la lettura?

      • SAM.B
        22 ottobre 2014 alle 16:34 Rispondi

        Non faccio affidamento sui certi titoli, ma non snobbo a priori un romanzo con un titolo banale ;)
        Non saprei dire perché sono in fase di stanca, so solo che inizio un romanzo dopo l’altro e non ne concludo nessuno – nemmeno quelli che mi prendono. Forse, troppe cose che mi distraggono. O magari è solo un momento in cui, la sera, preferisco un dvd ^^

        • Daniele Imperi
          22 ottobre 2014 alle 16:54 Rispondi

          Anche a me è capitato e ne ho parlato tempo fa nel blog. Poi è passata.

  12. Alessandro Cassano
    22 ottobre 2014 alle 16:44 Rispondi

    è più forte di me: non riesco a resistere a una quarta di copertina ben fatta :)

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2014 alle 17:00 Rispondi

      Ma esistono quarte di copertine ben fatte? Nel senso che sono solo marketing.

  13. Grazia Gironella
    22 ottobre 2014 alle 17:24 Rispondi

    Ormai nella scelta mi baso poco su tutte le caratteristiche che hai citato; al massimo considero il loro insieme. Di base sottopongo i titoli che incontro casualmente allo scanner dell’istinto, e i risultati mi soddisfano abbastanza. Poi ci sono libri che scelgo appositamente per qualche motivo particolarmente sentito, e lì non c’è deterrente che tenga, nemmeno i blurb all’americana che fanno sembrare ogni ciofeca l’opera del secolo.

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2014 alle 17:28 Rispondi

      Considerarle nel loro insieme può essere utile. Così come scegliere libro per motivi precisi. Nel mio caso se devo documentarmi su qualcosa o se voglio leggere qualche storia leggera e piacevole.

  14. Ivano Landi
    22 ottobre 2014 alle 23:10 Rispondi

    Il fattore primo continua a essere per me il nome dell’autore. Difficilmente, o forse addirittura mai, sono rimasto deluso da un libro di un autore che amo. E sono contento quando mi capita, in modo più o meno casuale, di scoprire un nuovo scrittore che entra nel novero ristretto di questo mio personale Olimpo. L’ultimo ad accedervi è stato Patrick McGrath di cui ho letto di recente due libri e ne ho acquistato un terzo. Con l’intenzione di leggere tutto quello che ha scritto, come sto facendo con gli altri olimpii.

    • Daniele Imperi
      23 ottobre 2014 alle 07:50 Rispondi

      A me invece è capitato di restare deluso. E come mi fa piacere scoprire nuovi autori ogni tanto.

      Da me sono entrati Michele Mari e Paul Auster.

  15. Lisa Agosti
    23 ottobre 2014 alle 03:11 Rispondi

    Anch’io sono vittima del quid misterioso. Un forte impatto ce l’ha anche l’autore, leggo sempre la biografia e le pubblicazioni. L’altro giorno ho letto un autore che si presentava come un Sagittario ascendente Pesci, sotto a una gigantografia del suo faccino da figlio di papà, avrei comprato il libro solo per tirarglielo dietro se lo incontro.

    • Daniele Imperi
      23 ottobre 2014 alle 08:00 Rispondi

      Non leggerei neanche io nulla di uno che si presenta col suo segno zodiacale :D

  16. Piera
    23 ottobre 2014 alle 07:35 Rispondi

    Io seguo un solo criterio…. Istinto, un amore a prima vista che scocca fra gli scaffali della libreria… Dal primo incontro scatta poi la voglia di seguire o meno l’autore è devo dire che se anche qualche libro di “miei” scrittori non mi ha entusiasmato é stato comunque un tassello della sua opera

    • Daniele Imperi
      23 ottobre 2014 alle 08:04 Rispondi

      Ciao Piera e benvenuta.
      Dal primo libro che leggo di un autore anche io decido se leggere altro o meno. L’istinto è sempre la scelta migliore.

  17. mk66
    23 ottobre 2014 alle 11:17 Rispondi

    Credo di essere un lettore atipico e pieno di preconcetti.
    Quando entro nelle librerie evito come la peste tutto ciò che è esposto nel reparto dei “best-seller” (non mi interessa leggere un libro solo perchè lo hanno letto tutti gli altri abitanti del pianeta, scimmie comprese) e dei “nomi famosi” (che sovente, almeno per me, non sono affatto famosi, peraltro chi mi assicura che l’ha scritto proprio il “nome famoso”? In ogni caso vale quanto scritto nella parentesi precedente): vado direttamente, quando c’è, allo scaffale del fantasy, cui seguono quello dell’horror e quello della fantascienza, poi mi sposto agli scaffali dei romanzi storici e di quelli di avventura, concludo quindi con lo scaffale dei gialli e poi con la porta di uscita (in qualche caso, purtroppo sempre più raro, passo anche dalla cassa, prima di raggiungere la porta di cui sopra).
    Approfittando del mio vantaggio fisico, salto la fila “ad altezza occhio” e passo direttamente a quella superiore, dove ci sono lavori meno noti, meno famosi, meno pubblicizzati, ma quasi sicuramente più piacevoli da leggere.
    Le copertine ricche di “carne esposta” le guardo solo se la succitata “carne” merita di esser guardata, ma non mi stimolano all’acquisto.
    Le fascette non le considero nemmeno, come se avessi una specie di filtro negli occhi: non me ne frega assolutamente niente di sapere che lo scrittore è un genio che ha scritto l’opera omnia a 4 anni e che a 10 anni aveva già venduto 12 miliardi di copie del suo ultimo romanzo, scritto due notti prima perchè c’era temporale e aveva paura ad andare a dormire… :-P
    Il riassunto della trama nella quarta di copertina o nel primo risvolto, mi interessa già di più: è bello sapere di cosa parlerà il libro che si sta valutando di acquistare, basta solo che non sveli troppo!
    Viceversa non presto particolare attenzione alla biografia posta nelle stesse zone (non mi interessa sapere che vivono in famiglie felici e disagiate, che hanno 12 mogli/mariti e 400 figli e che vivono con 8765 gatti e cani e scrivono romanzi tra le 3 e le 4 di notte per motivi vari: queste cose le potrò leggere in seguito, quando chiuderò il libro, se mi sarà piaciuto, per cercare se esistono altre opere dello stesso autore)
    Altra cosa che evito: leggere libri dai quali hanno tratto film che ho già visto (ecco, in questo caso le fascette potrebbero essere utili, ma sovente basta la trama in quarta) per via del fatto che conosco già la storia (per quanto adattata)
    Per lo stesso motivo evito anche i “classici”
    Si, alla fine sono di gusti estremamente difficili, ma quando scelgo un libro questo nella maggior parte dei casi mi piacerà davvero. :-D
    Vabbè, qualche patacca l’ho presa anch’io, of course! ;-)

    • Daniele Imperi
      24 ottobre 2014 alle 08:22 Rispondi

      Io sono una persona atipica, invece, e piena di preconcetti :D

      Sui best seller concordo.

      Sì, la quarta di copertina dovrebbe solo farti capire di che parla il libro, ma senza entrare nella trama.

      Io, invece, grazie ai film ho scoperto libri che non conoscevo. Alcuni autori li ho apprezzati molto (McCarthy, David Mitchell), altri quasi per niente (Veronica Roth).

      Anche io sono di gusti difficili e in genere mi piace tutto quello che scelgo, pur avendo, come te, preso qualche patacca :D

  18. franco zoccheddu
    23 ottobre 2014 alle 22:02 Rispondi

    Ti cito due autori dei quali acquisto a occhi chiusi, leggendo a occhi e mente bene aperti: John Le Carré, elegante, profondo, coinvolgente. Simon Winchester: storia, biografie, eventi straordinari col taglio giornalistico ma il respiro del romanziere.

    • Daniele Imperi
      24 ottobre 2014 alle 08:24 Rispondi

      John Le Carré lo conosco di nome, ne ho letto in qualche rivista letteraria. Simon Winchester invece no, ma mi vado a guardare che hanno scritto entrambi.

  19. Kinsy
    29 ottobre 2014 alle 06:05 Rispondi

    Quindi come fai a scegliere un libro?
    Ad ogni modo, neanch’io mi faccio incantare dalle fascette, dai soffietti editoriali e soprattutto scappo davanti a frasi tipo “il libro che tutti hanno letto” perché sono sempre schifezze commerciali prive di alcun valore letterario e dalle trame insignificanti. La quarta di copertina, invece, mi aiuta nella scelta del libro, accompagnata dalle prime pagine del libro.
    Ultimamente, inoltre, ho riscoperto le recensioni sul web. Non vado in cerca di quei post super entusiasti con frasi tipo “dovete leggerlo assolutamente”, ma leggo riassunti e “riflessioni ragionate”, confrontando più pensieri.

  20. Erin Wings
    26 maggio 2015 alle 16:23 Rispondi

    Oggi mi sto rileggendo un mucchio di tuoi articoli. Sono davvero bellissimi e interessanti.
    Io di solito mi lascio guidare dall’istinto. Cerco nel mucchio dei fantasy, adocchio, se c’è, qualche titolo che conosco e che vorrei leggere, guardo un po’ anche l’autore, ma senza soffermarmi più di tanto. La copertina è quella che mi attira, e insieme il titolo. Poi, però, deve piacermi la trama. Tutto a patto, però, che poi mi piaccia il modo di scrivere dell’autore e la struttura del romanzo (in special modo dei capitoli), sennò non vado avanti con la lettura dopo averlo comprato.
    Diciamo che se è fantasy, anche con più di qualche cliché, per me va sempre bene. Fantasy epico, soprattutto. Anche del tipo “Cronache del ghiaccio e del fuoco” di Martin, adoro quella saga. Oppure distopici. Lo so che adesso vanno molto e magari non sono tutti così originali, ma a me va bene così. All’originalità ci tengo di più quando scrivo, ed è un mio grosso grossissimo problema.

    • Daniele Imperi
      26 maggio 2015 alle 17:07 Rispondi

      Grazie :)
      Copertina e titolo attirano, perché sono i primi due elementi che vedi. Io poi leggo qualcosa dentro il libro e magari mi informo meglio sul tipo di storia.

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