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Il genere narrativo

Il genere narrativo

Non scrivere di un genere che non hai mai letto.

Il primo passo nella scrittura di un romanzo, o anche di un racconto, è la documentazione. E la prima documentazione nella scrittura creativa è sul genere letterario di cui si vuole scrivere. Come iniziare la stesura di una storia fantasy senza aver mai letto nulla di questo genere?

La lettura di altri romanzi diviene così un lavoro di documentazione. Non significa prendere ispirazione da questi romanzi, ma semplicemente imparare da cosa differiscono dagli altri generi, come sono impostati e strutturati, che stili di scrittura li contraddistinguono, quanto spazio viene dato a certi elementi e così via.

Leggere di un genere letterario a cui ascrivere il proprio romanzo significa conoscere a fondo quel genere, riuscire quindi a farlo proprio e modellarlo, anche, secondo le proprie esigenze.

Leggere autori differenti

Un passo importante nella documentazione sul genere narrativo è leggere più autori rappresentanti del genere prediletto. Il risultato è l’acquisizione di differenti modi di impostare una storia, di creare un’ambientazione, di sviluppare uno stile.

Leggere i massimi rappresentanti di un preciso genere letterario è una sorta di sicurezza, ovviamente, ma non è detto che scrittori meno conosciuti non abbiano scritto romanzi di valore. Il mercato editoriale offre una buona dose di libri per ogni genere e non c’è che da scegliere.

La documentazione sul genere richiede tempo

Uno scrittore emergente deve capire che la fretta nella scrittura porta solo a risultati negativi. Leggere richiede tempo. Per scrivere bene occorre leggere molto. Per conoscere a fondo un genere letterario occorre leggere molti romanzi di quel genere.

Tutto questo potrebbe significare anni. Anni di letture. Letture che vanno alternate, però, perché sono convinto che la conoscenza di un genere letterario si migliora leggendo anche altri generi. Non fa bene alla scrittura – né alla mente – fossilizzarsi su unico genere.

Generi letterari e autori da esempio

  • Avventura: un maestro dell’avventura è senz’altro Emilio Salgari. Non pensate che sia antiquato, perché non ha importanza ai fini della conoscenza del genere. Le sue storie sono ben realizzate e, anche se datate, contribuiscono a solidificare lo strato culturale dello scrittore. C’è un altro grande autore da leggere, Edgar Rice Burroughs, creatore del famoso Tarzan. E Kenneth Roberts di Passaggio a Nord-Ovest. Fra i moderni possiamo citare Wilbur Smith e Michael Crichton, anche se a me non piacciono.
  • Giallo: il primo nome che mi viene in mente è Agatha Christie. E fra i nostrani sicuramente Andrea Camilleri. Da leggere anche Conan Doyle, con tutte le storie su Sherlock Holmes, anche se a dire il vero sono più polizieschi che gialli. Un autore curioso da leggere è J.F. Englert, che scrive gialli risolti da un cane. C’è poi il giallo scandinavo, che ha prodotto opere di valore.
  • Fantascienza: per me, legato a un tipo preciso di fantascienza, questo genere è sinonimo di Isaac Asimov. Ma sono tanti gli scrittori da leggere, uno diverso dall’altro, come lo stesso Burroughs, Frank Herbert (la saga di Dune), Ron Hubbard (Battaglia per la Terra), Harry Harrison, Robert Heinlein, Ray Bradbury, Anne McCaffrey, Philip K. Dick, Richard Matheson, ognuno con un proprio mondo da scoprire.
  • Fantasy: il fantasy è Tolkien ma non solo. Gli scrittori sono davvero tanti, io ho letto Terry Brooks, Walter Moers, Ursula K. Le Guin, George R.R. Martin (Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco), J.K. Rowling, Michael Ende (La storia infinita), C.S. Lewis (il ciclo su Narnia), David Eddings, autore di numerose saghe, Philip Pullman (Queste oscure materie), Marion Zimmer Bradley, con tanti romanzi pubblicati. Fra gli autori italiani, che hanno dato un buon contributo al fantastico nostrano, sono da leggere Riccardo Coltri (Zeferina) e Giovanni De Feo (Il Mangianomi).
  • Horror: l’horror è solo Stephen King? Di sicuro è un maestro del genere, ma lo è anche il nostro Danilo Arona, se davvero volete delle letture spaventose. I classici dell’horror sono assolutamente da leggere, come H.P. Lovecraft e William H. Hodgson. Fra i moderni c’è Joe R. Lansdale.
  • Noir: mi viene in mente George Simenon, ma anche il già citato Lansdale. E poi vecchi nomi come Leonardo Sciascia, Raymond Chandler, Mickey Spillane.
  • Spionaggio: un genere particolare, di cui ho letto solo un autore, Len Deighton. Ma ci sono altri nomi su cui documentarsi, come Tom Clancy, Ian Fleming (ricordate James Bond?), Frederick Forsyth, Robert Harris e il nostrano Stefano Di Marino.
  • Storici: il romanzo storico prevede non solo vari autori da leggere, ma anche un’attenzione al periodo storico di cui scrivere. Leggete scrittori come Bernard Cornwell e Patrick O’Brian, il primo dei quali ha trattato vari periodi, o anche C. S. Forester (la serie incentrata sul capitano Hornblower), ma ci sono anche i nostri Andrea Camilleri e Umberto Eco.
  • Thriller: sul thriller ci sono autori come Patricia Highsmith e Patricia Cornwell, ma anche Colin Andrews, pseudonimo di F. Paul Wilson (Ingraham e Innesto mortale sono due stupendi esempi di thriller medico).

La mia esperienza nella documentazione sul genere letterario

Ho letto più fantasy che altri generi narrativi: in pratica oltre il 22% delle mie letture è stato fantasy, con un centinaio di libri letti in totale. È per questo che ho deciso di iniziare a lavorare su un romanzo fantasy, anzi a dire il vero su due. È anche vero che ho cominciato a scrivere un romanzo fantasy dopo un solo romanzo letto di quel genere e i risultati pessimi si sono visti col tempo.

Con l’aumentare delle letture il mio progetto fantasy è migliorato, ma era ancora qualcosa di amorfo, di scopiazzato, non aveva raggiunto quel livello di accettabilità minimo per poterlo definire un’opera letteraria.

Passano gli anni e le letture si sommano. E nuove idee vengono e nuovi modi di sviluppare storie nascono e maturano. Finalmente ho due idee che reputo valide – io le reputo valide, questo non significa che un giorno le riterrà valide un editore – e comincio a lavorare su quelle.

La documentazione sul genere narrativo è pronta. Adesso inizia il secondo passo: la documentazione sull’ambientazione storica e geografica, che vedremo la prossima settimana.

Avevate mai pensato a questo tipo di documentazione per poter iniziare a scrivere un romanzo?

13 Commenti

  1. Lucia Donati
    5 settembre 2012 alle 11:04 Rispondi

    Per poter scrivere bene non si può prescindere dalla documentazione, sono necessari anni di esperienza come lettori ed esercizi di scrittura molto frequenti: il lavoro è duro e richiede impegno (ma anche divertimento!). Ci vuole anche una cultura generale di ottimo livello e sono necessarie sia grande apertura mentale che voglia di continuare ad imparare e conoscere. E dire che c’è chi pensa di poter improvvisare nella scrittura professionale!

    • Daniele Imperi
      5 settembre 2012 alle 12:15 Rispondi

      Nessuna improvvisazione, infatti, bisogna scrivere conoscendo la materia.

  2. Salomon Xeno
    5 settembre 2012 alle 12:31 Rispondi

    Leggere è fondamentale. Se uno ha letto solo Tolkien, è probabile che pensi di scrivere qualcosa di eccezionale e innovativo, ma in realtà è solo un clone del Signore degli Anelli. Il fantasy è un genere molto vasto con moltissimi sottogeneri e tanta, tanta libertà espressiva. Se non si legge tanto (e diversificando) si resta però, paradossalmente, legati ad alcuni paradigmi. Immagino che questo discorso valga anche per altri generi, non solo fantastici.

    • Daniele Imperi
      5 settembre 2012 alle 12:41 Rispondi

      Sì, io mi riferivo a ogni genere narrativo, non solo al fantasy.

  3. Il genere narrativo – Documentazione nella scrittura creativa | Scrivere e leggere libri | Scoop.it
    5 settembre 2012 alle 13:10 Rispondi

    […] Il primo passo nella scrittura di un romanzo, o anche di un racconto, è la documentazione.   E la prima documentazione nella scrittura creativa è sul genere letterario di cui si vuole scrivere. Come iniziare la stesura di una storia fantasy senza aver mai letto nulla di questo genere?   La lettura di altri romanzi diviene così un lavoro di documentazione.   Non significa prendere ispirazione da questi romanzi, ma semplicemente imparare da cosa differiscono dagli altri generi, come sono impostati e strutturati, che stili di scrittura li contraddistinguono, quanto spazio viene dato a certi elementi e così via.   Leggere di un genere letterario a cui ascrivere il proprio romanzo significa conoscere a fondo quel genere, riuscire quindi a farlo proprio e modellarlo, anche, secondo le proprie esigenze.     Leggi tutto:   […]

  4. Romina Tamerici
    5 settembre 2012 alle 16:29 Rispondi

    Questo primo appuntamento della rubrica mi è piaciuto moltissimo! Condivido ogni singola parola. Io adesso sto scrivendo soprattutto fiabe per bambini e un romanzo psicologico a cui penso da anni, ma ho ripreso in mano da poco. Su questo genere hai delle letture da consigliarmi come documentazione? Ho letto diversi libri, ma qualche consiglio non fa male! Grazie! Non vedo l’ora di leggere il prossimo post.

  5. L’ambientazione storica e geografica – Documentazione nella scrittura creativa
    12 settembre 2012 alle 05:04 Rispondi

    […] Non basta come documentazione leggere alcuni romanzi storici, ma è necessario leggerli per conoscere il genere narrativo, come già discusso nel precedente […]

  6. Il genere narrativo – Documentazione nella scrittura creativa | From the translation's world | Scoop.it
    18 settembre 2012 alle 19:18 Rispondi

    […] Il primo passo nella scrittura di un romanzo, o anche di un racconto, è la documentazione.   E la prima documentazione nella scrittura creativa è sul genere letterario di cui si vuole scrivere. Come iniziare la stesura di una storia fantasy senza aver mai letto nulla di questo genere?   La lettura di altri romanzi diviene così un lavoro di documentazione.   Non significa prendere ispirazione da questi romanzi, ma semplicemente imparare da cosa differiscono dagli altri generi, come sono impostati e strutturati, che stili di scrittura li contraddistinguono, quanto spazio viene dato a certi elementi e così via.   Leggere di un genere letterario a cui ascrivere il proprio romanzo significa conoscere a fondo quel genere, riuscire quindi a farlo proprio e modellarlo, anche, secondo le proprie esigenze.     Leggi tutto:   […]

  7. Vanessa
    30 novembre 2013 alle 19:46 Rispondi

    Il rosa non esiste?

    • Daniele Imperi
      30 novembre 2013 alle 21:02 Rispondi

      Sì, Vanessa, esiste. Ma non avendone mai letto – perché non mi piace – non potevo fare degli esempi.

  8. Nicole
    18 novembre 2015 alle 14:37 Rispondi

    La mia professoressa di italiano mi ha sempre detto che per poter scrivere bene bisogna leggere molto.
    Ad esempio, un mio amico mi aveva chiesto consigli su come impostare al meglio un racconto. Dopo avermi dato varie informazioni a riguardo, gli ho consigliato alcuni libri da leggere. La trama era molto simile – a grandi linee – a “L’Alchimista” di Paulo Coelho, cioè che non ha importanza il tesoro ma il viaggio. Uno dei libri era appunto quelli di Coelho, poi gli consigliai “Sherlock Holmes. Tutti i racconti” per capire come impostare i discorsi su come il protagonista – un investigatore – arrivava alla conclusione dell’enigma.
    Dopo qualche mese mi comunica di averlo terminato e mi chiede se potevo correggere gli eventuali errori.
    Mi è dispiaciuto doverglielo dare indietro che non si leggeva quasi più nulla di quello che aveva scritto lui.
    Alla fine gli chiesi se aveva letto i libri e mi ha risposto che non ne aveva il tempo.
    Ho scoperto dopo che aveva avuto l’idea della sua storia dai fumetti di Tex Willer e che aveva letto solo quelli prima di iniziare a scriverla.
    Purtroppo non sono risuscita a convincerlo a ripartire da zero e ha deciso di regalarlo alla compagnia per Natale.
    Piango solo al pensiero di dover rivedere quel coso..
    (Non è per essere troppo cattiva, nemmeno io la prima volta sono andata bene, ma vi giuro che quel ragazzo ha un serio problema con la grammatica italiana e non sono riuscita a fargli capire che nessuno lo pubblicherà mai.)
    Quindi, sono pienamente d’accordo con te.

    • Daniele Imperi
      18 novembre 2015 alle 14:46 Rispondi

      Leggere Tex va bene come passatempo e per imparare qualcosa delle scene e di come impostare una storia, ma non certo per migliorare a scrivere. Se non hai tempo di leggere, allora non puoi metterti a scrivere.

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