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Gazzettino di Virgilio Lilli

Un’altra prima edizione acquistata. Del 1947. Copertina ingiallita. Qualche macchia del tempo qui e là. È il Gazzettino scritto da Virgilio Lilli e dedicato a sua moglie.

GazzettinoGazzettino si propone di avere, attraverso il mosaico dei suoi capitoli, una vera e propria unità, e una sua moralità. Personaggi, ambienti, panorami respirano in un comune clima mentale, e, accanto alle persone, nella stessa unità di cuore parlano le cose. Virgilio Lilli, viaggiatore impenitente, ha inteso offrire a chi legge un messaggio, di salute spirituale, per spicciola che essa sia. Salute dello spirito in moneta corrente è quanto ci abbisogna oggi dopo tanta crudele enfasi di catechismi di ogni sorta, in questo brutale e avvelenato secolo nostro.

Pubblicato nell’immediato secondo dopoguerra, la prefazione dell’autore è datata 1944, il Gazzettino contiene ventisei storie scritte dal Lilli giornalista e viaggiatore. Fu corrispondente di guerra e in questo libro Lilli la racconta a modo suo, da spettatore.

Questo ricorderò, poiché che cosa facevamo noi in terra di Russia oltre che combattere? Noi mangiavamo semi di girasole. E mangiava semi di girasole il nemico. Tale era la guerra nel paese dei sovieti: un esercito mangiava semi di girasole di là, un esercito mangiava semi di girasole di qua. Sì, sì, tedeschi italiani romeni ungherese slovacchi, eravamo lì tra morti feriti incendi rovine e battaglie in genere, eravamo lì a mangiare semi di girasole.

È così che Virgilio Lilli racconta la guerra. Non col distacco freddo né con l’esagerazione giornalistica dei giorni nostri. La racconta come partecipante. La racconta con la sua prosa unica, che contiene poesia e umanità. E che non ha eguali.

La racconta come racconta ogni sua storia, partendo da un dettaglio, che può sembrare insignificante, come il girasole, ma è da quel dettaglio che il lettore comprende l’enormità di ciò che sta scrivendo.

Il girasole e i suoi semi, e i soldati che se ne nutrono, da una parte e dall’altra. È così che preferisce raccontarci la vita quotidiana durante gli anni della guerra, colpendo nel segno molto più dell’inutile sensazionalismo di cui veste il giornalismo odierno.

  • Gazzettino di Virgilio Lilli
  • Garzanti
  • 272 pagine
  • 1947

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