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Le frontiere del web copywriting

Ha senso scrivere ancora?

Le frontiere del web copywriting

Nascono continuamente siti creati per racimolare soldi con annunci pubblicitari e affiliazioni che, almeno in Italia, non hanno arricchito nessuno né assicurato una rendita decente. Eppure ci si tuffa su quegli argomenti che possono fruttare denaro perché le parole chiave associate pagano bene.

Su determinati argomenti il web non è pieno, ma trabocca. Anzi, tracima, esonda, determinando un surplus di informazioni che danneggia l’utente, poiché si fa fatica a capire quale sia l’informazione originale e quale il vergognoso copia-incolla o il rimaneggiamento di testi, quale il testo informativo e quale, invece, quello redatto per fare numero.

Ha senso scrivere ancora? Ha senso continuare a produrre testi che sono stati già scritti?

Scrittura di post per blog amatoriali

Molti si chiedono se abbia senso aprire un blog su un argomento di cui il web è già saturo. Anche alcuni esperti del settore sostengono che si debba aprire un blog su una nicchia non ancora invasa, abusata.

Condivisibile e confutabile al tempo stesso. Innanzitutto chiariamo cosa intendo per blog amatoriale. Riunisco in questa categoria blog di natura non commerciale, non necessariamente tutti quei blog creati in 5 minuti su piattaforme online. Anche Penna blu è amatoriale, perché io amo la scrittura e qui non vendo nulla.

Ho visto blog chiudere perché ce n’erano già altri sui temi trattati. Un blog è la propria voce, dunque è sempre unico e originale, almeno finché sarà la voce del blogger che ci scrive. Non importa se quel blog parla di argomenti trattati da altri 1000 blog: il blogger scrive in base alle sue idee ed esperienze, quindi pubblicherà articoli unici.

Vale sempre la pena leggere nuovi punti di vista e nuovi ragionamenti.

Ha senso, in questo caso, scrivere ancora? La risposta è sì.

Web copywriting per siti aziendali

Un sito aziendale – sito vetrina, e-commerce, blog aziendale, ecc. – necessita di testi scritti da un professionista. Soprattutto necessita di testi dedicati, non di copia-incolla e ruba-qui-e-là come spesso mi è capitato di vedere.

Partendo dal fatto che i testi di un sito aziendale devono riflettere ciò di cui si occupa l’azienda, il web copywriting produrrà testi unici.

L’errore che commettono molte realtà commerciali online è quello di farsi possedere dalla brama di posizionarsi in breve tempo con le loro principali parole chiave. Purtroppo il posizionamento sui motori di ricerca è un processo lungo per due principali motivi:

  1. siamo nel 2012 ed esistono miliardi di pagine web e migliaia di siti su ogni argomento;
  2. gli interventi da fare sono tanti e richiedono tanto tempo.

Ho visto aziende affannarsi per produrre testi, assolutamente inutili, soltanto per avere contenuti su certe parole chiave. Un blog aziendale deve avere un progetto serio alle spalle, che gli consentirà di produrre testi utili e, col tempo, di diventare autorevole nel suo campo.

Ma le aziende italiane non sanno aspettare. Vivono nella fretta.

Ha senso, in questo caso, scrivere ancora? La risposta è sì, ma seriamente.

Web copywriting per blog da monetizzare

Quando sono stati scritti centinaia di testi sui mutui, sul forex, sui medicinali, sulle destinazioni turistiche, che altro si può scrivere su quegli argomenti? Forse c’è sempre spazio sui blog di viaggi e vacanze, se si riesce a trovare una forma diversa per gli articoli, sia a livello di contenuti che di format.

Il resto sono solo testi fritti e rifritti, scopiazzati qui e là, parole rimescolate e offerte sotto una veste quasi nuova. Il risultato è un aumento continuo di contenuti nel web che distrae l’attenzione dell’utente e lo svia dai risultati che effettivamente gli sono di aiuto.

Ha senso, in questo caso, scrivere ancora? La risposta è no.

Web copywriting del futuro

Che cosa attende il web copywriting dei prossimi anni? Il web si evolve, i social media sono sempre più presenti e preponderanti. L’attenzione dell’utente, prima rivolta unicamente al sito, si sposta adesso verso il social network in cui trascorre più tempo.

La scrittura per il web viaggia verso frontiere sociali e si veste di una maggiore spontaneità di linguaggio, senza perdere la professionalità e le sue regole. Semplicemente si dota di un’emozione prima tralasciata.

Questa è almeno la mia idea sul futuro del web copywriting: scrivere per il web in modo più vicino all’utente e ai suoi bisogni, senza perdere di vista gli obiettivi principali per cui si scrive.

16 Commenti

  1. Salomon Xeno
    13 marzo 2012 alle 10:47 Rispondi

    Articolo molto interessante. Per quanto riguarda i blog amatoriali, in particolare, è certamente interessante il punto di vista di chi scrive, e quindi che i contenuti sono personali. Altrimenti, hai ragione, di informazioni il web ne è pieno, sugli argomenti più disparati.

  2. Salomon Xeno
    13 marzo 2012 alle 14:14 Rispondi

    Ti segnalo che c’è un errore in “Frontiere” nell’immagine in alto!

  3. Daniele Imperi
    13 marzo 2012 alle 14:32 Rispondi

    Grazie, anche per la segnalazione dell’errore :)

  4. Lisa Corradini
    13 marzo 2012 alle 20:06 Rispondi

    Condivido con il tuo parere sul blog amatoriale, se nulla è fatto a scopo di lucro sarà più semplice per il lettore avvicinarsi ed esprimere la sua opinione.

  5. ferruccio
    13 marzo 2012 alle 20:19 Rispondi

    Sempre toste le tue lezioni:-)

  6. Daniele Imperi
    13 marzo 2012 alle 20:25 Rispondi

    @Ferruccio: ma non sono lezioni! :D

  7. Romina
    15 marzo 2012 alle 01:39 Rispondi

    Il web è davvero pieno di informazioni più o meno utili e più o meno corrette. I blog amatoriali in ogni caso non fanno male a nessuno, quindi sono d’accordo con te che valga ancora la pena scriverci. Magari non tutti i contenuti saranno di eccelsa qualità, ma sulla quantità prima o poi si fa qualcosa di buono, no? Mi riferisco a me, ovviamente… i tuoi post sono sempre ben curati e di qualità.

  8. Daniele Imperi
    15 marzo 2012 alle 11:45 Rispondi

    Grazie, Romina :)

  9. Le frontiere del web copywriting | Il web writing in Italia by Contenuti WEB | Scoop.it
    16 marzo 2012 alle 17:15 Rispondi

    [...] background-position: 50% 0px; background-color:#222222; background-repeat : no-repeat; } pennablu.it – Today, 5:15 [...]

  10. Le frontiere del web copywriting | Curation, Copywriting and ... surroundings | Scoop.it
    28 marzo 2012 alle 21:42 Rispondi

    [...] background-position: 50% 0px; background-color:#222222; background-repeat : no-repeat; } pennablu.it – Today, 10:41 [...]

  11. La maschera del malinteso – considerazioni sul comunicare | POTATO PIE BAD BUSINESS
    29 marzo 2012 alle 14:21 Rispondi

    [...] il territorio e indicano un limite che internamente o esternamente non è possibile valicare, le frontiere costituiscono il faccia a faccia tra due culture, due diversità, due paesi. Sebbene i confini che [...]

  12. Bert
    10 aprile 2012 alle 07:58 Rispondi

    Ciao, condivido pienamente, ma occorre fare una precisazione: se ci fosse una selezione più severa e una paga dignitosa, io sono convinto che il web sarebbe più ricco di articoli di qualità. Il problema è che pagano 1 o 2 euro ad articolo, pretendono anche 5 o 6 articoli al giorno e noi vogliamo la qualità? Il problema è molto “materiale” e concreto: i soldi e una selezione a maglie più strette. Io sono un web writer e conosco cosa vuol dire essere pagati con Adsense o a visite… o avere 300 euro al mese per 90 articoli più la traduzone (quidni 180). Al riguardo ho aperto recentemente un blog: http://lavorarescrivendo.blogspot.it in cui cerco di affrontare questi problemi raccogliendo (almeno questa è l’ìidea) quanti sono stanchi dello sfruttamento di chi con competenza e professionalità svolge il proprio lavoro. Perché nella massa, c’è anche chi si impegna e viene retribuito come chi invece scrive usando ctr-c e ctrl-v. Dal blog si accede anche ad un gruppo facebook.

    Bertrando

  13. Daniele Imperi
    10 aprile 2012 alle 09:05 Rispondi

    Quello dei costi della scrittura è una piaga italiana, purtroppo.

  14. Le favole, i fatti e la spazzatura sul web | La scribacchina
    2 maggio 2012 alle 02:37 Rispondi

    [...] Il tema delle frontiere del copywriting è affrontato anche in un bell’articolo del blogger/web writer Daniele [...]

  15. Cristiana Tumedei
    7 marzo 2013 alle 23:08 Rispondi

    Questa sera va così, commento vecchi post! ;)
    Sai che il trinomio web copywriting-frontiere sociali-spontaneità di linguaggio mi piace molto? Credo riassuma efficacemente quello che oggi dovrebbe fare chi scrive per il web. Certo, ci sono ancora clienti che richiedono testi sterili, da costruire su specifiche parole chiave. Ma mi piace pensare che l’elemento che distingue un bravo web copywriter da uno mediocre o improvvisato sia proprio l’empatia, la capacità di entrare in contatto con il lettore, di rispondere ai suoi bisogni e di anticiparli.
    Una scrittura più umanizzata e concreta, se vuoi, che ruoti attorno all’utente e che miri, soprattutto, all’interazione con esso.
    Non so se ad un anno dalla pubblicazione di questo post sia mutato lo scenario, certo c’è maggiore consapevolezza. Se solo fosse sufficiente quella per cambiare le cose! :)

    • Daniele Imperi
      8 marzo 2013 alle 08:53 Rispondi

      Secondo me il problema sta sempre nella qualità e nell’utilità dell’informazione che si pubblica. Mi hai dato l’idea per un post, grazie :)

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