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Usare un framework per diffondere contenuti

Framework contenuti
Scrivere un post e poi condividerlo su Twitter: questo significa diffondere contenuti? No, è solo mera condivisione, il più delle volte senza interazione, coinvolgimento.

Adesso, con l’enorme mole di informazioni presente online, dobbiamo organizzare il lavoro di divulgazione di ciò che pubblichiamo in rete. Perché? Non per fare contenti i SEO o i social media strategist, ma per arrivare alle persone giuste nel momento e nel luogo giusti.

A che serve creare un framework? Ad avere sotto mano un quadro completo dei contenuti da pubblicare e a monitorarli nel migliore dei modi. Soprattutto, offrirà anche una panoramica dei risultati ottenuti e contribuirà a definire strategie più efficaci.

In cosa consiste un framework per diffondere contenuti online? A stabilire delle priorità nella creazione dei contenuti dando a ognuno il giusto peso e condividendolo in modo efficace. Per creare un framework ho puntato le luci su tre aspetti fondamentali:

  1. scelta dei mezzi di comunicazione digitale
  2. creazione di una diffusione strategica del contenuto
  3. monitoraggio dei contenuti diffusi

Scegliere i media più adatti

Qualsiasi social media manager vi dirà che il modo peggiore per condividere i contenuti online è farlo in modo automatizzato. Servizi come Feedburner permettono di inviare su Twitter i vostri post, un’applicazione di Facebook vi farà collegare il vostro account con il profilo di Twitter e un’altra applicazione pubblicherà sulla vostra fan page i post del blog.

Lo stesso si può fare sulla business page di Google Plus grazie a Hootsuite. Ma potrei andare avanti: i sistemi online di condivisione automatizzata sono tanti e tutti, secondo me, inutili e forse dannosi.

Questo che cosa significa? Che dobbiamo creare messaggi ad hoc per ogni social medium, blog incluso. Ma non finisce qui la questione, perché dobbiamo anche considerare obiettivi e destinatari del nostro messaggio e questo ci porta a definire il formato migliore per i contenuti.

Oggi la tecnologia ci offre un vasto campo di mezzi di comunicazione: dai post testuali ai video, dalle slide alle infografiche, dalle immagini ai podcast, dai casi studio ai libri bianchi ai contenuti ibridi. Questi non sono tipologie di contenuti, ma formati per narrare storie.

Creare una strategia di diffusione dei contenuti

Ripubblicare un contenuto in modo esattamente identico in ogni medium è l’unico metodo per non ottenere coinvolgimento, interazione, dialogo, conversione.

Perché? Perché chi legge avrà l’impressione di aver già letto quel contenuto. Non possiamo parlare forse di contenuti duplicati in questo caso? Secondo me sì.

Soprattutto dobbiamo capire che ogni storia ha bisogno di una sua struttura, di un suo formato e di essere declinata nel medium più idoneo.

In che modo farlo è presto detto:

  • definendo la natura del contenuto
  • stabilendo la piattaforma in cui declinarlo
  • pensando ai destinatari finali

Tipologie di contenuto

Le storie che raccontiamo devono vivere di vita propria. Devo assorbire il lettore, essere create nei formati più adatti. In questo modo potranno sopravvivere in rete molto più a lungo di altre.

Decidiamo il messaggio che vogliamo lanciare e poniamoci la domanda: come posso narrare questa storia?

Ecco che potrà davvero aprirsi un mondo di soluzioni davanti ai nostri occhi. Possiamo scegliere l’infografica per la nostra storia? O si presta meglio a essere strutturata come una sequenza di slide?

Piattaforme di diffusione

Non parlo solo dei vari social media, ma anche di Youtube, Slideshare, di newsletter, ebook, ecc. Chi crea contenuti deve ragionare come un editore dell’era digitale e conoscere e saper usare ogni strumento di pubblicazione esistente oggi.

Utenti destinatari

È per loro che stiamo creando contenuti. Se sappiamo a quale utente rivolgerci, possiamo creare contenuti adeguati per quell’utente. Su Google Plus possiamo creare cerchie di utenti, su Facebook – almeno quando ero iscritto – si può creare una cartella di contatti, con la newsletter li raggiungiamo direttamente a casa.

Come creare un framework per diffondere contenuti?

Framework

Nell’immagine che ho creato c’è uno dei tanti modi per creare un framework. Potete usare programmi come Excel e Calc o anche una semplice tabella con Writer o Word.

Per me resta importante poter visualizzare i contenuti che vogliamo diffondere e come divulgarli, prima di inserirli in un calendario editoriale, anche perché dobbiamo creare un calendario per il blog e uno per i social media.

Tenere sotto controllo la diffusione dei contenuti

Per questo blog ho creato un calendario editoriale molto dettagliato. L’ho diviso in due sezioni: la prima, di 8 colonne, contiene tutte le caratteristiche dei post, mentre la seconda, di 5 colonne, mostra le interazioni ricevute (social media e commenti).

Misurare queste interazioni ci farà capire quale direzione prendere nella creazione di nuovi contenuti e nel modo migliore per diffonderli.

A voi la parola sui framework

Che ne pensate? Avete mai usato un framework per gestire i contenuti che pubblicate?

7 Commenti

  1. Alessandro Pozzetti | APclick
    3 marzo 2014 alle 07:49 Rispondi

    Buongiorno Daniele e buon inizio di settimana :)

    Fino a 10 minuti fa, ignoravo l’esistenza del framework. Sono sincero.
    In questo modo farei meno fatica a carpire gli argomenti da trattare in settimana!

    C’è sempre qualcosa da imparare, c’è poco da fare… :D

    • Daniele
      3 marzo 2014 alle 07:58 Rispondi

      Ciao Alessandro, buona settimana a te :)
      Bene, allora fammi sapere se ti sarà stato veramente utile :)

  2. MikiMoz
    3 marzo 2014 alle 14:51 Rispondi

    Mai usato, sai che son di pochi schemi. Ma per chi è ordinato e vuole raggiungere determinate cose mi sembra un’ottima cosa, davvero! Almeno aiuta a tenere ordine!! :)

    Moz-

    • Daniele
      3 marzo 2014 alle 15:25 Rispondi

      Immaginavo tu non lo usassi :)

      Dipende sempre dal blog che hai. In uno aziendale e professionale per me è necessario.

  3. antonio
    9 agosto 2016 alle 11:30 Rispondi

    Articolo molto interessante, peccato che le risorse non siano più disponibili.

    • Daniele Imperi
      9 agosto 2016 alle 11:46 Rispondi

      Ciao Antonio, benvenuto nel blog. Con il trasferimento del blog a un hosting è saltata qualche immagine, che ora ho ripristinato. Intendevi questo?

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