Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

I punti di forza del romanzo storico

Retrospettiva di un lettore

I punti di forza del romanzo storico

Il primo romanzo storico letto è stato La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne, a cui hanno fatto seguito due libri di Arthur Conan Doyle, Le tre imprese e La compagnia bianca, ambientati nel Medioevo. Successivamente, conoscendo lʼautore, ho letto il bellissimo romanzo di Camilleri Il Re di Girgenti, secondo me una delle sue opere migliori.

Ho poi conosciuto Patrick OʼBrien, di cui avrò una quindicina di romanzi, tutti ancora da leggere. Uno dei miei autori preferiti, però, è il più citato Bernard Cornwell, che ha una produzione parallela di romanzi storici ambientati nel Medioevo – con vari personaggi e varie saghe – e durante le guerre napoleoniche – con il suo fortunato personaggio Richard Sharpe, su cui è stata prodotta anche una serie televisiva.

Il metodo di Cornwell mi piace molto, e proprio sulla lettura dei suoi romanzi – che prendo come una sorta di manuali per scrivere romanzi storici – ho voluto basare questo articolo. Preciso, intanto, che parlerò di quelli che considero io come punti di forza del romanzo storico: non lo sono quindi in senso accademico. Sono quelli che apprezzo in un romanzo storico e che mi fanno incuriosire.

La passione per il periodo storico

A me piace tutta la storia dalle origini della Terra fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale – anche perché il resto è cronaca e anche noiosa. Ci sono, però, alcuni periodi che amo più di altri: il Medioevo prima di tutto. Poi lʼ800 e il ʼ600. E la Preistoria, anche se non ho ancora letto nulla al riguardo, né di narrativa né di saggistica.

Il primo stimolo, quindi, a leggere un romanzo storico viene dalla sua ambientazione. Se è medievale, allora avrà buone speranze di essere letto dal sottoscritto. Le prime e uniche opere di Ken Follett che ho letto, infatti, sono state I pilastri della Terra e Mondo senza fine (che preferisco al primo). Di lui ho preso anche La caduta dei giganti, che presto inizierò.

La storia egizia, invece, anche se per un periodo è andata molto di moda, a me non ha mai incuriosito – forse perché se ne parla sempre tanto. Quindi non ho mai letto nulla al riguardo e non credo che leggerò mai qualcosa.

Qualche lettore (non ricordo chi) mi ha consigliato un romanzo italiano sullʼantica Roma (non ricordo quale) e forse prima o poi lo leggerò (se quel lettore mi fa il favore di ricordare il romanzo). La storia romana mi piace, specialmente dopo aver letto il De Bello Gallico di Cesare. Dovrebbe piacermi anche perché sono romano, ma non è detto che sia sempre così.

Purtroppo manca la letteratura sulle civiltà antiche, come Ittiti, Fenici, ecc. e anche sulla preistoria. Se qualcuno conosce qualche romanzo, è pregato di segnalarlo. È da poco uscito il romanzo Il primo eroe di Martì Gironell (Grazia, è tuo parente?), ma dopo aver letto le prime due pagine ho deciso di non comprarlo.

Lʼuomo comune come protagonista

Non so se leggerei mai un romanzo su un personaggio storico famoso. Non ho nemmeno mai letto un libro del genere. I protagonisti dei romanzi storici letti erano tutti persone comuni. Forse perché è più facile per me, lettore, immedesimarmi in loro? Forse.

A pensarci bene, cʼè qualche personaggio conosciuto che mi incuriosisce, come Pietro Micca (che la maggior parte di voi, ci scommetto, non ha mai sentito nominare), o Muzio Scevola (personaggio che amai ai primi anni delle elementari), ma non mi interessa, per esempio, leggere la storia romanzata di qualche re, politico o nobile qualsiasi.

Preferisco lʼuomo comune, gente sconosciuta, come potremmo essere noi stessi, alle prese con il suo periodo storico. Re e politici hanno sempre avuto la vita facile, quindi non trovo gusto leggere di loro. Ma per il popolo è stata sempre una tortura affrontare la vita nelle varie epoche del nostro pianeta.

Storie comuni in una cornice storica

E qui proseguiamo il discorso sullʼuomo comune, ma è un discorso che si riallaccia al primo che abbiamo fatto, sulla passione per lʼambientazione storica. A me piace molto il Medioevo, quindi leggere la storia di un uomo o di una famiglia vissuti a quellʼepoca mi entusiasma.

È chiaro che non possono mancare riferimenti alla politica del tempo, perché influenza la vita dei personaggi e perché è proprio la politica a fare la Storia. Ma vedere tutto dal punto di vista di chi subisce la politica, di chi subisce il potere dei governanti genera senzʼaltro più empatia. Non posso quindi non ripensare a Mondo senza fine, che mi ha appassionato proprio per questi motivi.

La sensazione di tornare indietro nel tempo

Leggere per me è evadere dalla mia realtà. Sarà banale quanto vi pare, ma è il motivo principale per cui leggo. Un romanzo storico mi permette di viaggiare nel tempo, è lʼunico mezzo che ho per conoscere epoche che dal vivo non potrò mai vedere.

Un saggio informa, ma un romanzo ti lancia indietro nel tempo, ti fa vivere la storia, ti rende partecipe di quelle vite, di quegli eventi. Leggere romanzi storici per me è un modo per conoscere più a fondo le epoche passate.

Certo, il narratore, lʼautore, deve essere in grado di farmi provare queste sensazioni. Per me rappresenta un punto di forza del romanzo storico, ma è un punto di forza che si nasconde non solo nella trama, ma anche nello stile dellʼautore, nella sua narrazione, nella sua abilità a farmi rivivere quei tempi.

Conclusione

Se leggete anche voi romanzi storici, quali sono i motivi per cui li apprezzate? E quali sono le epoche in cui vi piace inserirvi?

44 Commenti

  1. Kinsy
    28 maggio 2015 alle 08:43 Rispondi

    Ho trovato il tuo post di oggi diverso dal solito: meno tecnico e più intimo.
    Da un paio di mesi ho iniziato a scrivere un romanzo storico ambientato alla fine del 1700 a pochi passi da casa mia e parla di gente comune. Ma è difficile ricreare l’ambiente storico quando la devi calare tra i comuni mortali… c’è poco materiale per le ricerche.

    • Daniele Imperi
      28 maggio 2015 alle 13:46 Rispondi

      Sì, su un post come questo non c’è nulla di tecnico da dire, l’ho scritto da lettore di romanzi storici. Un post tecnico può scriverlo uno scrittore di romanzi storici.
      Dovresti cercare dei saggi sulla vita nel 1700. Ce ne sono sull’Antica Roma, sul Medioevo, ce ne saranno anche sul ‘700. Hai cercato in biblioteca? Secondo me è utile anche leggere libri di quel periodo.

      • Kinsy
        29 maggio 2015 alle 06:12 Rispondi

        Si, ma dove sono stata ho trovato solo libri che parlano puramente degli avvenimenti storici (importanti). Dovrò provare in una biblioteca più grande, perché sono certa anch’io che esistano saggi etnografici per qual periodo.

  2. Laura
    28 maggio 2015 alle 09:01 Rispondi

    Sulla preistoria c’è la saga dei “Figli della terra” di Jean M. Auel. L’ultimo libro, che ho letto di recente, è bruttino forte, ma gli altri non sono male, soprattutto il primo “Ayla figlia della terra”.

    • Daniele Imperi
      28 maggio 2015 alle 13:48 Rispondi

      Ciao Laura, benvenuta nel blog. Non conoscevo quella saga, magari provo a leggere il primo romanzo.

      • Laura
        29 maggio 2015 alle 17:19 Rispondi

        Ciao Daniele, grazie per il benvenuto. Ti leggo da un po’ ma ho l’anima del lurker :)
        Come ti hanno detto in altri commenti, la saga è un po’ datata dal punto di vista storico, ma rimane lo stesso interessante secondo me, soprattutto il primo volume.
        A breve dovrebbe anche uscire una miniserie tv, sono curiosa.

        • Daniele Imperi
          30 maggio 2015 alle 08:06 Rispondi

          Proverò a leggere un libro. Datata lo è di sicuro, proprio l’altro giorno ho letto che è stata trovata una quarta specie umana in Etiopia, che risale a circa 3,5 milioni di anni fa.

  3. Maristella lippolis
    28 maggio 2015 alle 09:34 Rispondi

    Non amo molto il romanzo storico , per appassionarmi deve essere scritto molto bene e coinvolgermi. Mi è successo con Lavinia, di Ursula Le Guin, ambientato tra la popolazione italica che ha dato origine a Roma. Lei è’ la figura mitica appena accennata da Virgilio nel VI canto dell’Eneide, e la scrittrice ne inventa la storia raccontando tutto quel periodo a cavallo tra storia e mito.

    • Daniele Imperi
      28 maggio 2015 alle 13:50 Rispondi

      Ciao Maristella, benvenuta nel blog.
      Non conoscevo questo romanzo della Le Guin. Di lei ho letto il primo romanzo della saga Earthsea, ma non m’è piaciuto.

  4. LiveALive
    28 maggio 2015 alle 09:51 Rispondi

    Ora parte il ciclo di post per ogni genere!
    Comunque del genere storico ragionavano già Tasso e Manzoni, entrambi basandosi addirittura su Aristotele. L’idea è che solo qualcosa di reale (per quanto mescolato a punti d’invenzione) possa davvero essere credibile, e che solo qualcosa di credibile possa emozionare. Ora: noi sappiamo oggi che anche i generi d’invenzione possono emozionare, e che comunque esiste una “volontaria e momentanea sospensione dell’incredulità”. Ciò non toglie che, secondo me, qualcosa che è palesemente finto come un romanzo fantastico, anche con la sospensione dell’incredulità, non potrà mai causarMI un coinvolgimento e un effetto di realtà grandi come qualcosa che sembra reale: e infatti tra i miei libri preferiti di ogni tempo ci sono moltissime biografie.
    ***
    I miei periodi storici preferiti sono la WWII e l’impero romano (soprattutto nell’epoca di Traiano, più naturalmente Cesare), perché per me sono “gli anni degli eroi”. Poi mi piacerebbe vivere nell’Ottocento. Il resto meno, il medioevo meno di tutto, ma potrei fare una eccezione per il Quattrocento che ultimamente sto studiando.
    ***
    Mi spiace ma io non riesco a scrivere di un non-nobile: vorrei poter scrivere solo di nobili, io. Considera però questo: che ci sono romanzi che non possono essere non-storici, e altri che in realtà sono di altro genere e in cui la Storia è solo sfondo della storia. Per esempio: I Miserabili non possono fare a meno dell’elemento storico, perché incide decisamente sulla trama, I Tre Moschettieri invece sono avventure che, fossero in un altro periodo, con altri personaggi, e invece di La Rochelle ci fosse un’altra battaglia, cambierebbe niente.
    ***
    Esistono anche testi a mezza via tra romanzo e saggio, per esempio Un Giornata nell’Antica Roma di Alberto Angela (che mi è piaciuto abnormemente).

    • Daniele Imperi
      28 maggio 2015 alle 13:55 Rispondi

      Mmm… mi pare una buona idea, grazie :)
      Sul coinvolgimento emotivo dei vari generi non so dirti. Dovrei ripercorrere a mente le mie letture e vedere. Magari, se scopro cose interessanti nel mio subconscio, ci scrivo un post.
      L’800 piace anche a me.
      I tre moschettieri però ti fa conoscere quel corpo di soldati, quindi non è propriamente vero che andrebbe bene qualsiasi ambientazione.

  5. giuseppina
    28 maggio 2015 alle 10:12 Rispondi

    …. e per quanto riguarda la nostra terra il primo e piu’ importate romanzo storico “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni.

    • Daniele Imperi
      28 maggio 2015 alle 13:57 Rispondi

      Ciao Giuseppina, benvenuta nel blog. Hai ragione, ho proprio dimenticato di citare I promessi sposi!

  6. Erin Wings
    28 maggio 2015 alle 13:06 Rispondi

    Io mi sto avvicinando proprio in questo periodo ai romanzi storici, ma li trovo un po’ impegnativi. Ho iniziato a leggere, qualche settimana fa, I pilastri della Terra e finora mi è piaciuto moltissimo. Penso che i romanzi storici abbiamo molto potenziale, anche per chi, appunto, ama la storia e certe epoche. A me affascina il Medioevo.
    Per quanto riguardo i personaggi, mi interessano di più se sono nobili. Il motivo è semplice: meno tristezza, povertà e disperazione,che mi commuovono troppo e mi lasciano veramente malinconica. Meglio intrighi di corte, battaglie e corone. Ma questo è solo il io gusto personale, che purtroppo si riflette tanto quando scrivo. Direi che entrambi i punti di vista, di un nobile (o comunque una persona importante) e anche di una persona comune, sia la cosa migliore. ;)
    Grazie per questo post, davvero bello!

    • Daniele Imperi
      28 maggio 2015 alle 13:58 Rispondi

      Abbiamo gusti diversi sui personaggi storici: io preferisco la gente comune, perché così scopro come si viveva a quel tempo. Ma anche per me servono entrambi i punti di vista.

  7. Danilo (IlFabbricanteDiSpade)
    28 maggio 2015 alle 14:22 Rispondi

    Ho letto anche io Follett e mi sono innamorato dei due succitati: il medioevo mi ha sempre affascinato come periodo storico. Probabilmente, se ci avessi vissuto, l’avrei trovato molto meno affascinante :)

    • Daniele Imperi
      28 maggio 2015 alle 14:27 Rispondi

      Anche secondo me di persona non sarebbe stato così bello :)

  8. Moonshade
    28 maggio 2015 alle 15:36 Rispondi

    Ciao Daniele!
    Il romanzo storico italiano sull’antica Roma che cerchi può essere di Andrea Frediani? Mia madre adora la storia romana e recentemente è il suo autore preferito.
    Per i fumetti recentemente è uscito “Le aquile di Roma” (francese) che racconta della battaglia di Teutoburgo ma partendo dall’infanzia dei due protagonisti, Varo e Arminio – dovrebbe uscire in formato economico con la Gazzetta dello Sport-. Sto leggendo anche io quelli di Patrick O’Brian, ma sono ferma al primo e sebbene mi piaccia molto ha dei passi un po’ complessi perché sono tutti termini tecnici.
    Io ho studiato storia e ho dei periodi preferiti su cui mi piacerebbe lavorare {il neolitico europeo, l’età del ferro, gli egizi di alcune dinastie, l’Europa del 750 d.C, la lombardia altomedievale…}: la cosa più difficile però che ho trovato è cercare di far funzionare i personaggi in un certo contesto perché non si tratta solo di muoverli coi ritmi, usi e costumi che si poteva avere nella data epoca, ma anche ‘adeguarli’ ad una serie di pensieri e vissuti, altrimenti si rischia di farli sembrare un po’ fuoritempo. E’ il personaggio che dovrebbe adeguarsi a ciò che sappiamo dell’epoca in cui lo mettiamo, e non il contrario.

    • Daniele Imperi
      28 maggio 2015 alle 15:42 Rispondi

      Ciao, non era di Frediani, ho visto ora le sue opere e non ricordo fosse uno di quei titoli.
      Uno dei problemi del romanzo storico è proprio quello che hai sollevato: far pensare e agire i personaggi in modo adatto al loro tempo. Non so come ci si possa riuscire, credo bisogni entrare molto in sintonia con quel periodo storico, leggere molta documentazione su come si viveva. E, come ho detto in un altro commento, leggere opere di quel preciso periodo e su quel periodo, per rendersi conto di come erano veramente le persone a quell’epoca.

  9. Tenar
    28 maggio 2015 alle 17:49 Rispondi

    Io ho studiato archeologia, è ovvio che amo il romanzo storico, anche nella sua variante di giallo storico! Il mio preferito è senza ombra di dubbio “Memorie d’Adriano”, ma adoro anche cose assai più leggere, O’Bien, la serie di Capitan Alatriste di Pérez-Reverte, la serie di Padre Cadfael. Sugli egizi spezzo una lancia per i i gialli di Lynda Robinson, editi da Tea, mostrano la società egizia in modo molto realistico, lontano dai cliché, parola di archeologa. Su ittiti e fenici non mi viene in mente nulla, sulla preistoria qualcosa si è tentato (c’era una serie lunghissima di cui mi sfugge il nome, forse “i figli della terra”? ma ormai a livello storico è stra superata).
    Scrivo anche narrativa storica. Momento pubblicitario: sul mio blog, nella sezione “liberi nella rete” si può leggere il racconto “la donna con il liuto”, in cui unisco la storia della mia terra a quella della crociata contro i catari.
    Scrivere storico mi piace molto, anche se la documentazione è tanta e la paura di ottenere qualcosa di poco accessibile al profano non mi lascia mai del tutto. Il romanzo “Sherlock Holmes e il mistero dell’uomo meccanico” è in tutto e per tutto un romanzo storico, ancor più che un giallo.

    • Daniele Imperi
      29 maggio 2015 alle 08:00 Rispondi

      “Memorie d’Adriano”… ecco il libro che qualcuno mi aveva consigliato :)
      Il giallo storico piace anche a me. Di Padre Cadfael ho un solo romanzo, ma ancora da leggere.
      Le storie di Holmes sono comunque racconti e romanzi storici, per noi che le leggiamo, anche se non possono essere considerate tali – quelle originali, intendo, di Doyle – perché scritte a quel tempo.

  10. Cristina
    28 maggio 2015 alle 21:01 Rispondi

    Daniele, come forse ricorderai dal guest-post sul blog di Grazia Gironella, il romanzo storico è la mia grande passione, sia come lettrice che come autrice! Con il Medioevo che prediligi, sono alle prese proprio nell’ultimo periodo, con una saga sulla Prima Crociata ambientata attorno al bacino del Mediterraneo. Quindi si parla di 1100. A differenza tua, non mi piacciono molto le storie ambientate nell’antica Roma, anche se ho letto quasi tutti i romanzi di Manfredi.

    Attualmente sto leggendo “La mano di Fatima” di Falcones, nella Spagna del 1560 dilaniata tra i cristiani e i moriscos, i musulmani convertiti a forza. Mi piace abbastanza, ma ho trovato l’inizio caotico e faticoso, anche perché non c’è una mappa con i luoghi della Sierra Nevada dove si sviluppa la rivolta, e nemmeno un glossario dei termini ricorrenti. Molto più godibile la seconda parte, ambientata a Cordova, dove “si sente” che l’autore è molto più a suo agio, come ne “La Cattedrale del Mare” ambientato a Barcellona.

    Ci sarebbe molto da dire sul romanzo storico (documentazione, stile ecc.), ma per il momento mi fermo qui. Grazie di questo post. :-)

    • Daniele Imperi
      29 maggio 2015 alle 08:02 Rispondi

      Sì, mi ricordo del tuo guest post. Di Roma Antica io ho letto solo le opere di Cesare, il De bello gallico e il De bello civili, ma ancora nessun romanzo.
      Ecco, in alcuni romanzi secondo me ci vorrebbe un glossario. Mi pare che in quelli di O’Brien ci sia alla fine del libro.

      • Cristina
        29 maggio 2015 alle 08:58 Rispondi

        Di O’Brien ho letto anch’io tutta la serie, dopo aver visto il film “Master and commander”. Mi manca solamente l’ultimo libro, che hanno fatto uscire incompleto causa morte dell’autore. Bellissimi, specie alcuni che ti fanno sentire il mare come una creatura vivente, e con la descrizione di tutti i riti a bordo della nave con il suo ordine gerarchico. In fondo al libro, sì, c’è la struttura della nave con la nomenclatura, e un glossario completo dei termini marinareschi ricorrenti.

        • Daniele Imperi
          29 maggio 2015 alle 13:55 Rispondi

          Io in verità ho solo una marea di libri, 15 minimo, ma ancora non mi decido a leggerli :)

  11. Grazia Gironella
    28 maggio 2015 alle 22:28 Rispondi

    Mi sa che io e Gironell siamo davvero imparentati alla lontana, perché il mio cognome è catalano, della zona di Gerona. C’è stato anche un José Gironella scrittore. La genetica promette bene! :)
    Non amo molto i romanzi storici, salvo eccezioni, ma il mio periodo preferito è sicuramente il Medioevo.

    • Daniele Imperi
      29 maggio 2015 alle 08:04 Rispondi

      Ho anche io, per metà, origini spagnole e forse della stessa area. :)
      Quali romanzi storici ti sono piaciuti?

      • Grazia Gironella
        29 maggio 2015 alle 12:01 Rispondi

        Dovrei prima ricordare i pochi che ho letto, cosa molto ardua. Al momento mi viene in mente “Il pittore degli angeli”, di Cristina, non perché voglio sponsorizzarla ma perché è quello che ho letto più di recente, e trovo che lei sia incredibile nel riprodurre il linguaggio del Cinquecento (una scelta, tra l’altro, molto particolare)..

        • Cristina
          29 maggio 2015 alle 13:50 Rispondi

          Ti ho individuata adesso per puro caso. Grazie mille della menzione e di quello che hai scritto. :-)

        • Daniele Imperi
          29 maggio 2015 alle 13:56 Rispondi

          Ha riprodotto il linguaggio del 500 nei dialoghi o anche nella narrazione?

  12. Grazia Gironella
    29 maggio 2015 alle 14:36 Rispondi

    Anche nella narrazione. Non so esprimerti le caratteristiche, perciò chiedo aiuto a Cristina, prima di dire stupidaggini.

    • Daniele Imperi
      29 maggio 2015 alle 15:42 Rispondi

      Ho letto ora l’anteprima, è venuta bene, ma come scelta non mi convince.

  13. Cristina
    29 maggio 2015 alle 16:45 Rispondi

    RIeccomi a rispondervi, Daniele e Grazia. Di solito cerco di adattare lo stile narrativo al periodo storico, sia nella narrazione che nei dialoghi, ma senza esagerare altrimenti sarebbe un prodotto illeggibile e un’operazione del genere oggi non avrebbe nemmeno senso. E’ chiaro che sarà comunque un misto tra qualcosa che richiamerà l’epoca e la lingua con cui ci esprimiamo.

    Il caso de “Il pittore degli angeli” ha un’altra caratteristica aggiuntiva, oltre a quella storica, perché la vicenda si svolge nell’ambiente pittorico di fine Rinascimento, quindi siamo comunque in un’élite, sia sociale sia professionale, molto competitiva, che diventa famosa e potente grazie all’arte. Ho tentato quindi di “dipingere con le parole”: uno scopo senza dubbio ambizioso, non so se ci sono riuscita.

    Ancora diverso è il caso de “La colomba e i leoni”, ambientato nell’Alto Medioevo. Si tratta di un “balzo” all’indietro di altri cinquecento anni. Qui l’ambiente è sempre d’élite, ma c’è molta più azione e ci sono scene violente (battaglie, spostamenti, scorrerie ecc.), e in questo caso ho sentito l’esigenza di asciugare molto il linguaggio, renderlo più stringato anche se con una patina di antico. La storia è poi pervasa dall’ottica religiosa, dei cristiani e musulmani, che nel Medioevo era importantissima.

    (A proposito, Daniele, ho acquistato il libro che consigliavi, “Medioevo sul naso” e lo leggerò quanto prima)

    • Daniele Imperi
      29 maggio 2015 alle 17:01 Rispondi

      Adattare lo stile al periodo storico è una buona idea, secondo me, anzi è così che si dovrebbe fare. Riprodurre invece la lingua non mi sembra convincente, oltre che non facile.
      Nei dialoghi si dovrebbe porre più attenzione al parlato di un tempo.
      Ti faccio un esempio di quel romanzo che ho citato, Il primo eroe di Martì Gironell, che come ho scritto non leggerò. L’autore ha scritto che il cervo corse via veloce come se avesse il diavolo in corpo. Magari molti non ci vedono nulla di sbagliato, ma io sì: nella preistoria il concetto di diavolo non esisteva, dunque anche il narratore deve astenersi dall’uso di certi termini. Altrimenti potrebbe benissimo scrivere “corse via come un treno”.
      “Medioevo sul naso” devo ancora leggerlo, ma quando mi servirà me ne servirò di sicuro. Fammi sapere se lo troverai utile. Dove lo avevo consigliato?

  14. Cristina
    29 maggio 2015 alle 19:17 Rispondi

    Ciao, Daniele! Hai toccato un altro nervo scoperto nel romanzo storico.

    A parte evitare gli anacronismi nelle descrizioni di oggetti ecc. bisognerebbe cercare di evitare similitudini sbagliate persino quando è l’autore (uomo o donna di oggi) che parla. Il tuo è un ottimo esempio, e sono d’accordo con te. Scrivere “il cervo corse via veloce come se avesse il diavolo in corpo” in un romanzo sulla Preistoria non ha senso. Il concetto di diavolo appartiene alle religioni monoteiste, infatti esiste sia nel cristianesimo, che nell’islam che nell’ebraismo. Magari il lettore poco abituato a leggere un romanzo storico con spirito critico non se ne accorge a livello razionale, ma a livello irrazionale rimane la sensazione della stonatura. La tua similitudine alternativa del treno mi ha fatto proprio ridere, invece!

    Ad esempio nel romanzo del 1100 in fase di revisione ho eliminato similitudini che possono far pensare alle armi da fuoco, visto che non erano ancora state inventate e utilizzate.Nella prima edizione avevo commesso alcune scivolate come “rughe incise col bulino” – peccato che il bulino fosse uno strumento utilizzato attorno al 1400. Non se ne è accorto nessuno, però ho corretto.

    “Medioevo sul naso” lo avevi consigliato proprio nel commentare il mio guest-post sul blog di Grazia. Lo leggerò appena avrò finito “La mano di Fatima” di Falcones.

    • Daniele Imperi
      30 maggio 2015 alle 08:15 Rispondi

      Sugli anacronismi avevo scritto un post tempo fa. Del bulino non me ne sarei accorto, ma hai fatto bene a cambiare, qualcuno poteva notarlo, ma anche se nessuno lo noterebbe, resterebbe una stonatura, e un errore, nel romanzo.

  15. Lisa Agosti
    31 maggio 2015 alle 17:41 Rispondi

    Non avevo mai riflettuto bene su cosa mi piacesse dei romanzi storici, ma leggendo questo post ho scoperto di non aver dubbi in proposito. Mi piacciono storie con persone comuni come protagonisti, ambientate a Londra o comunque in UK, alla fine del 1800 o all’inizio del 1900.
    Apprezzo i romanzi che insegnano qualcosa sugli usi e i costumi dell’epoca, senza però appesantire la narrazione con troppi dettagli e tecnicismi.

    • Daniele Imperi
      1 giugno 2015 alle 08:14 Rispondi

      XVIII e XIX secolo in Gran Bretagna piace anche a me, ecco perché ho apprezzato molto le storie di Sherlock Holmes. Dettagli e tecnicismi andrebbero ben dosati.

  16. laura
    1 giugno 2015 alle 18:46 Rispondi

    Mi picciono le ambientazioni storico inglesi anche leggermente noir, dal ‘600 all’ ‘900, la campagna inglese (che non ho mai visto dal vero) mi affascina, vorrei tuffarmi dentro quelle ambientazioni umide e grigiastre, e risalire i torrenti freschi e verdeggianti dopo un temporale.Autrici come Geraldin Brooks a esempio mi incantano.
    Libri da consigliare?

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2015 alle 07:37 Rispondi

      Ciao Laura, benvenuta nel blog.
      Quelle ambientazioni piacciono anche a me. Non so consigliarti dei libri, dovresti cercare fra gli autori classici inglesi.

  17. Gianluca
    1 settembre 2015 alle 15:00 Rispondi

    Ciao Daniele.
    E’ la mia prima volta su questo Blog e mi ha incuriosito molto la domanda che hai posto.
    Preferisco leggere romanzi storici perché in generale adoro la storia, proprio come te, dalla Preistoria sino alla Seconda Guerra Mondiale, ma l’ambientazione Greca e Romana sono le mie preferite. Non leggo molto. Leggo solo quello che mi piace, ma non per quanto riguarda l’argomento, ma per il modo in cui è scritto. Mi piace assaporare le parole, riuscire a visualizzare ciò che leggo. Immedesimarmi nel personaggio. Al momento l’unico Scrittore, per di più Italiano, di cui ho entrambi i libri di storia romana che ha scritto, è Simone Sarasso. Ho letto sia Invictus che Colosseum. Proprio ieri ero in una libreria con degli Amici a cui piace il Fantasy ed ho incrociato il Primo Eroe. Mi ha incuriosito molto, sopratutto per la tipologia di scrittura.
    Se conosci o conoscete altri libri del genere, sono aperto ad ogni consiglio ?

    • Daniele Imperi
      1 settembre 2015 alle 17:18 Rispondi

      Ciao Gianluca, benvenuto nel blog.
      Sulla storia romana e greca non ho ancora letto nulla, ma ho qualcosa.
      Intendi romanzi storici?

  18. Luciana Benotto
    10 settembre 2015 alle 13:16 Rispondi

    Anche io come Gianluca scrivo per la prima volta, visto che mi sono appena iscritta al blog. Premetto che leggo saggistica, e romanzi prevalentemente storici, sebbene abbia letto molti classici di vario genere. Il capolavoro per eccellenza per me è il romanzo: “Le memorie di Adriano”. Della stessa autrice ho letto “L’opera al nero”, ma a onor del vero è meglio il fratello di cui sopra. Mi piacciono autori quali Dumas padre, W.Scott col suo medioevo un tantino edulcorato ed immaginifico, di Manzoni ho apprezzato la fine psicologia (Lucia mi sta antipatica); ho letto Philippa Gregory ed ho trovato orrendo il suo modo di narrare al presente, Manfredi è molto cinematografico e niente affatto letterario, così come B. Kane, F. Forte gli sta dietro. “Il cimitero di Praga” è complesso, ma dà da pensare anche se mi sembra di vedere Eco sorridere sotto i baffi mentre lo scriveva. Insomma, mi piace il passato, perché lì stanno le nostre radici, e noi siamo i suoi pronipoti, e poi, scrivere di secoli addietro non significa, se un autore non è superficiale, che il presente non gli interessi. Tra le pieghe della sua narrazione si possono trovare collegamenti con l’attualità. E questo per me è importante, visto che oltre a leggere questo genere, lo scrivo. Attualmente ho un romanzo storico nelle librerie italiane, e pare che stia piacendo. MI hanno detto che i personaggi non sono pupazzi, ma persone vere con le loro giorie, dolori, traversie, malattie, avventure, e forse è uno degli elementi di cui bisogna tener conto quando si scrive, soprattutto di gente morta tanto tanto tempo fa. Scusate se mi sono dilungata.

    • Daniele Imperi
      10 settembre 2015 alle 13:34 Rispondi

      Ciao Luciana, benvenuta nel blog.
      “Il cimitero di Praga” ce l’ho, ma non l’affronto ancora. Il romanzo storico mi piace anche per via delle nostre radici, come hai detto.

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.