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La fortuna degli scrittori moderni

StrumentiSe faccio un paragone fra gli scrittori ottocenteschi, senza spingermi troppo oltre, e quelli del secondo dopoguerra, non posso non riconoscere un sensibile vantaggio di questi ultimi sui primi. Non esistono più carta, penna e calamaio, che rendevano la scrittura lenta, ma soltanto carta e penna.

E se paragono questi ultimi scrittori con quelli degli anni ’60, il vantaggio di questi ultimi, con l’avvento della macchina da scrivere, è ancora più grande. Non solo la scrittura è più veloce, ma offre anche una panoramica della pagina stampata.

Pochi decenni dopo la rivoluzione informatica ha reso quel vantaggio insuperabile. Il computer ha ridotto i costi della scrittura, non più carta a volontà da sostituire ogni volta che si sbagliava una parola, non più nastri di inchiostro, stessa resa, se non maggiore, dell’aspetto del foglio come fosse stampato.

L’informatica, però, ha introdotto altri strumenti che hanno reso lo scrittore moderno più autonomo, informato – gioco di parole a parte – indipendente, conosciuto. Attraverso il proprio sito lo scrittore ha una presenza costante.

Con i social media può avere un dialogo coi lettori, diffondere le sue iniziative, esplorare altri ambienti letterari. L’uso del web ha offerto allo scrittore di oggi tutti gli strumenti per poter emergere.

Mi domando, per esempio, come avrebbe potuto cambiare la vita di Edgar Allan Poe, se ai suoi tempi avesse avuto internet. Che cosa avrebbe fatto Manzoni. E l’elenco andrebbe avanti quasi all’infinito.

La fortuna degli scrittori moderni è evidente e inconfutabile. Hanno a disposizione qualcosa che i loro predecessori non avevano. L’informazione gratuita e a portata di mano. L’informazione senza limiti.

7 Commenti

  1. mirko
    5 gennaio 2012 alle 16:58 Rispondi

    Probabilmente ci siamo persi scrittori che avrebbero meritato e invece per mancanza di opportunità, tecnologia, tempi difficili, influenze esterne non sono emersi…

    Oggi la facilità di scrivere fiumi di parole non sempre di qualità, la facilità di pubblicazione, la facilità nel cercare idee non nuove ha permesso l’esplosione di libri di scarsissima qualità.
    Da lettore la tecnlogia ci aiuta almeno a filtrare tutta questa massa di libri grazie a recensioni e scambi d’opinione sul web.

    Conscete scrittori sconosciuti che grazie al passaparola web sono riusciti a esplodere?

  2. Salomon Xeno
    5 gennaio 2012 alle 20:44 Rispondi

    Indubbiamente un vantaggio enorme. Come scrittore posso usare un semplice editor, un word processor, un complicato software di impaginazione. Posso decidere di auto-pubblicarmi a costo zero, limitandomi al formato digitale, e farmi pubblicità esclusivamente sul web (blog, forum, social network). Se ho un dubbio posso fare una ricerca istantanea. Se voglio pareri, posso inviare per mail a quante persone voglio. Ho anche una legislazione più vantaggiosa sul diritto d’autore e modi migliori per dimostrare la paternità dell’opera.
    I grandi autori classici probabilmente sono letti ancora oggi perché riuscivano a essere grandi (anche se magari non erano noti ai contemporanei) senza nulla di tutto questo.

  3. franco zoccheddu
    5 gennaio 2012 alle 21:23 Rispondi

    Assolutamente d’accordo. Io correggo e trasformo tutto in continuazione, non avrei probabilmente scritto una riga ai tempi di Shakespeare.

  4. Romina
    5 gennaio 2012 alle 22:28 Rispondi

    Io non scrivo praticamente nulla su carta… anche quando devo scrivere qualcosa a mano faccio prima una copia elettronica per poter cambiare idea duemila volte senza che resti traccia dei miei contorti ragionamenti. Senza PC sarei persa e poi grazie a internet si può proprio trovare di tutto, farsi conoscere e cercare aiuto… non male! Anche se per me il libro stampato è molto meglio di un e-book, il profumo della carta è indispensabile per una buona lettura! Certo, quello che è diventato più difficile per gli scrittori di oggi è il gran numero di concorrenti. Proprio perché scrivere ora è facile e costa meno fatica, tutti pretendono di credersi i nuovi Nobel della letteratura. Visti i vantaggi, però, questi piccoli problemi sono ampliamente tollerabili!

    @Mirko: Roberto Tartaglia non ti dice nulla? Cerca il suo nome in Internet e ne scoprirai delle belle. 5000 copie vendute in pochi mesi grazie al web eppure è sempre molto umile e cortese.

  5. Daniele Imperi
    6 gennaio 2012 alle 16:53 Rispondi

    Avete ragione :)

    Un giorno proverò a scrivere un racconto con pennino e calamaio :)

  6. Romina
    6 gennaio 2012 alle 20:11 Rispondi

    Se ci provassi io, di certo sarebbe illeggibile. Non ho una bella grafia!

  7. PosNarrativa
    9 dicembre 2012 alle 16:29 Rispondi

    Contraddittorio è il risultato di un raffronto sociale-culturale-tecnologico-letterario tra scrittori di epoche diverse, è puro gioco retorico, ogni scrittore ha talento e capacità quanto è in grado di rapportarsi in modo conflittuale e/o critico con il suo tempo, ne derivano discorsi complessi sulla tecnica, sul tema sociale, sulla sperimentazione linguistica ecc. Non si può pensare che uno scrittore, che non scrive per passatempo, non utilizzi la penna e la carta come oggetti feticcio del suo fare. Scrivere ha a che fare con il gesto di libertà, l’istinto irrazionale e l’inconscio intellettuale, scrivere ha a che fare con l’assenza (non corporea) nell’atto dello scrivere. Se si cambia concezione culturale relativa alla dimensione scribacchina ne gioveremo tutti e tutte.
    Salut
    Ci vediamo su postnarrativa.org

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