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La formula segreta del blogging

La formula segreta del blogging

Non esiste. In rete circolano guide su guide per creare un blog perfetto, per farti guadagnare denaro a volontà con un blog, ma non ho mai creduto a queste formule magiche, che considero soltanto uno specchietto per allodole: fanno vendere ebook e insegnano ben poco all’acquirente.

Di certo è utile leggere consigli da altri blogger, copywriter: da chi ha esperienza nella comunicazione scritta, nella scrittura per il web. Chi si avvicina la prima volta a un blog non sa dove cominciare, ma ora è possibile leggere una gran quantità di articoli su come impostare un blog professionale, se questo è l’obiettivo.

Dopo 7 anni e mezzo di blogging

Quello che posso dire dopo oltre 90 mesi di blogging è che sto ancora imparando. Ogni giorno che scrivo, ogni post terminato è una piccola esperienza in più nel bagaglio culturale acquisito. È lì che ritorna utile ogni volta che devo scrivere un articolo, che studio una nuova sezione per il blog, che progetto una serie di post.

Ho però individuato alcuni punti fermi del blogging, che ogni giorno cerco di mantenere per non far scendere il livello di qualità del mio blog.

  • Scrivere post utili: gli articoli che scrivo devono essere di aiuto a chi sa meno di me.
  • Scrivere post che intrattengano: alcuni articoli esprimono mie opinioni e creano discussione con i lettori.
  • Scrivere post unici: quello che scrivo deve esistere solo nel mio blog, rappresenta ciò che ho prodotto con la mia esperienza.
  • Approfondire temi: andare in profondità degli argomenti che tratto. Quando scrivo un post ritorno su quel tema per cercare di approfondirlo e scoprire se può essere completato.
  • Scrivere post riflessivi: pensare su ciò che si ignora e ragionarci sopra contribuisce a stimolare la curiosità dei lettori e aiuta me a capire ciò che non so.

Una continua formazione

Scrivere per un blog comporta una formazione continua, quotidiana anzi. Non è soltanto una formazione nell’ambito strettamente legato alla scrittura, ma si estende alla completa gestione del blog. Un blog non è solo un elenco di post scritti, ma un progetto stabile, un’estensione del blogger nella rete.

Le strategie di blog content marketing si imparano lungo il percorso, sbagliando anche, ma soprattutto leggendo altri blog. Comprendendo ciò che è bene pubblicare, ciò che è veramente utile sia al blog sia ai lettori.

La formula segreta del blogging

È soltanto una: apri un blog e comincia a scrivere. Il primo post non sarà ben scritto, sarà forse titubante, da quel post non emergerà il tuo stile, perché lo stile si acquisisce col tempo e con l’esperienza.

Il blogging si impara direttamente sul campo, non sui libri. Leggere online consigli sulla gestione, sulla tecnica di scrittura, sull’installazione di piattaforme e come potenziarle, sulle dinamiche del web fa certamente bene, anzi è d’obbligo.

Ma quei consigli non ti insegneranno a diventare un blogger, ti daranno soltanto le basi da cui imparare a diventarlo. È come andare a scuola e conoscere l’alfabeto: non farà di te uno scrittore. Ma senza quell’alfabeto non scriverai mai un libro.

Apri un blog, se vuoi imparare a scrivere per un blog. Non c’è altra soluzione.

26 Commenti

  1. Antonella
    26 giugno 2013 alle 07:54 Rispondi

    Ciao Daniele,
    bellissimo post :) condivido in pieno quello che hai scritto!
    Buona giornata

    Antonella.

  2. Elisa
    26 giugno 2013 alle 09:07 Rispondi

    Trovo sempre molto istruttivi i tuoi post. E hai perfettamente ragione, si impara sul campo!!!!!

  3. KINGO
    26 giugno 2013 alle 11:21 Rispondi

    In linea di principio condivido quello che hai detto, però anche se non c’è una formula magica a fare la differenza, sicuramente c’è qualcosa che divide i blog che ricevono dieci visite al giorno da quelli che ne ricevono diecimila, e questo qualcosa non può essere solo dovuto ai contenuti e all’esperienza.

    • Daniele Imperi
      26 giugno 2013 alle 12:56 Rispondi

      In massima parte è dovuto ai contenuti, ma anche a come scrive il blogger, ovvio. Calcoila che più contenuti pubblichi, più “porte” di accesso al tuo blog hai. Parlo di contenuti validi.

  4. Giuseppe Vitale
    26 giugno 2013 alle 11:42 Rispondi

    Scrivere per il web e soprattutto post per blog è un’attività biologica in un ambiente che non ha nulla di diverso da un eco-sistema. Un’idea questa che mi porto dietro da anni, dopo la lettura dei libri di Giancarlo Livraghi. E che a me giova tanto perché concepisco il mio personale blog come il pezzetto di terra, il giardino da curare ogni giorno con le molteplici attività di cui ogni buon blogger deve occuparsi. Perché farlo? Per aggiungere un pezzetto di bellezza al mondo: avete fatto caso quanto sono belli, per esempio, i giardini all’italiana?

  5. Bruno
    26 giugno 2013 alle 11:43 Rispondi

    E’ la prima volta che scrivo qui ma ti leggo sempre negli aggiornamenti via mail. Complimenti per l’impegno che ci metti -si percepisce chiaramente- nel curare questo blog. Il mio blog mi dà molte soddisfazioni e cerco di rispettare i 5 “comandamenti” di cui sopra. Non ho moltissime visite ma dipende solo da me, dal pubblicizzare il blog su altri lidi o meno, dal tessere una rete virtuale con altri blogger commentando anche se non mi va di commentare, diventando supporter quando di quel blog non me ne frega proprio nulla.
    E poi, è difficile far esplodere le visite se tieni alla tua privacy o a una sorta di anonimato e non vuoi che del tuo blog sappiano anche parenti, amici e nemici :)
    Se deve essere “diario” credo che la destinazione sia necessariamente limitata, se deve essere un “mezzo” per nutrire il proprio narcisismo o ampliare conoscenze, utenti o potenziali clienti, è naturale un progetto di espansione.

    Grazie, a presto

    • Daniele Imperi
      26 giugno 2013 alle 13:00 Rispondi

      Ciao Bruno e benvenuto nel blog.
      Non credo che il numero di visite dipenda dall’anonimato, ma da quanto scrivi e da come scrivi. Alla fine, comunque, dipende dagli obiettivi che ti poni il successo del tuo blog.

  6. PaGiuse
    26 giugno 2013 alle 12:34 Rispondi

    Gentile Daniele,
    non sapevo che con i blog si guadagnasse denaro… casco dalle nuvole :)
    A parte gli scherzi, trovo il tuo blog davvero molto interessante e credo che lo spulcerò per benino, anche perché sto provando ad aprirne uno.
    Non ho delle ambizioni, ma dato che non riesco ad esercitare professionalmente tutto quello per cui ho studiato, ho deciso di cominciare a scriverlo.
    Probabilmente non interesserà a molti ciò che scrivo, ma mi trovo d’accordo con te quando dici chela scrittura si rivolge a chi ne sa di meno.
    Non per presunzione, sia ben chiaro; si scrive per stimolare la curiosità del potenziale lettore e magari, per essere confutati.
    Quindi seguirò il tuo consiglio.
    Comincerò a scrivere.
    un caro saluto
    PG

    • Daniele Imperi
      26 giugno 2013 alle 13:02 Rispondi

      Ciao PaGiuse e benvenuto/a nel blog :)
      Neanche io credo si guadagni denaro coi blog.

      Magari, proprio aprendo il tuo blog, potrai risolvere la tua situazione lavorativa. Auguri, quindi. :)

  7. Cristiana Tumedei
    26 giugno 2013 alle 19:05 Rispondi

    Hai ragione, Imperi. Nessuna formula magica sta dietro a un blog di successo. Quello che, però, può fare la differenza è la definizione di un progetto da far crescere insieme alle nostre abilità e competenze.

    Un percorso di ricerca, se vuoi. Una creatura in divenire, se devo dirti davvero come la penso. Io non credo molto nei blog cosiddetti personali, ma sono convita che, quando si avverte l’esigenza di comunicare agli altri qualcosa che è parte di noi, sia necessario farlo con rispetto e consapevolezza.

    Oltre alle buone norme che stanno alla base della scrittura per il web e della comunicazione digitale, credo che la componente più importante sia il blogger. E’ l’autore, con le sue idee, lo stile e le capacità di interagire e fare rete, a decretare il successo di un progetto.

    Per questo, se il nostro obiettivo come blogger è quello di farci leggere dagli altri, dovremmo valutare con attenzione non solo il progetto ma anche noi stessi. Mi spiego: sarebbe opportuno avere piena consapevolezza dei propri limiti – così da colmarli – e delle proprie potenzialità, con l’obiettivo di sfruttarle.

    Un ottimo contenuto, bravo! ;)

    • Daniele Imperi
      26 giugno 2013 alle 19:13 Rispondi

      Grazie :)

      Vero, la definizione di un progetto, cosa che è mancata al mio blog inizialmente, ma che ora, come hai detto, è in divenire, una creatura che cresce.

      Neanche io, come sai, amo i blog personali. Concordo sul blogger: anche lui, o lei, gioca un ruolo importante, non dimentichiamoci che è chi gestisce e scrive.

      Giusto, poi, che i limiti vadano colmati e che bisogna sfruttare le potenzialità. Forse, dico forse, è quello che ho iniziato a fare qui. La piega che ha preso Penna blu, come avevi capito tu prima che me ne accorgessi io :D

      Per me è bello e anche giusto che un blog si evolva. Deve evolversi, perché anche noi ci evolviamo. Tu stessa, tempo fa, avevi parlato del ciclo di vita del blog: e non c’è ciclo di vita se il blog non subisce un’evoluzione.

      • Cristiana Tumedei
        26 giugno 2013 alle 19:17 Rispondi

        La stasi è l’unica condizione dalla quale dobbiamo tenerci alla larga. Questo è uno dei concetti di cui parlerei, se fossi in te. Sai cosa potrei fare? Ti mando un file con alcune idee da sviluppare e proporre ai tuoi lettori, così lo fai tu al posto mio :)

        Bene, grazie!

        • Cristiana Tumedei
          26 giugno 2013 alle 19:19 Rispondi

          Scusa, ho dimenticato di scrivere una parte delle mie riflessioni. Intendevo dire che ci sono concetti sui quali varrebbe la pena insistere e concentrarsi. E, siccome sono certa che io non lo farò, potrei girarti quelle idee e delegarti. Ecco, forse ora è più chiaro :D

          • Daniele Imperi
            26 giugno 2013 alle 19:22

            Ahah, avevo capito Tumedei :)
            Gira pure quelle idee e le leggo volentieri ;)
            Grazie a te.

  8. Kinsy
    26 giugno 2013 alle 22:23 Rispondi

    Hai ragione, si impara sul campo. E io in questi giorni sto ne sto raccogliendo i pezzi sulla mia pelle! ;)

  9. Frank Spada
    27 giugno 2013 alle 09:08 Rispondi

    Per tutti una parola, per tutti un pensiero… e poi?
    Se scrivere ci piace continueremo a farlo per scrutarci dentro, caro Daniele, senza illuderci che quando arriveremo in fondo ci resterà qualcosa da lasciare agli altri.
    ps – il suo postale in 20 punti su Google Plus è un memorandum per chi frequenta il web – l’ho apprezzato molto e la ringrazio per averlo pubblicato a beneficio di TUTTI :)

    • Daniele Imperi
      27 giugno 2013 alle 09:12 Rispondi

      Un bella riflessione, Frank: “Se scrivere ci piace continueremo a farlo per scrutarci dentro”. Mi serviva proprio per un post pomeridiano non programmato.

      Grazie per le condivisioni del manifesto :)
      Forse lo pubblico anche qui, non so ancora.

  10. Frank Spada
    27 giugno 2013 alle 09:21 Rispondi

    Forse? e se lasciasse alla curiosità dei suoi lettori scoprirlo in due sole mosse?
    In ogni caso l’attualità del manifesto è indiscutibile e il tempo gioca a suo favore :)

    • Daniele Imperi
      27 giugno 2013 alle 09:24 Rispondi

      Ha ragione, Frank. Lo pubblico e basta e che siano i lettori a giudicare. Grazie :)

  11. Frank Spada
    27 giugno 2013 alle 09:38 Rispondi

    :) :) :)

  12. Perché non scrivi più nel blog?
    27 giugno 2013 alle 15:03 Rispondi

    […] Se non scrivi più nel tuo blog hai bisogno di capire quali sono gli errori che hai commesso finora. Mi rifaccio a un commento di Cristiana Tumedei lasciato nel mio post sulla formula segreta del blogging: […]

  13. MikiMoz
    29 giugno 2013 alle 15:53 Rispondi

    La mia formula segreta è DIVERTIRMI COI MIEI AMICI LETTORI, assieme a loro, io per primo :)

    Moz-

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