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Flora e fauna nel Fantastico: dalla realtà al mito

Flora e fauna: dalla realtà al mito
Un elemento che ho sempre trovato curioso e anche in un certo senso difficile all’interno di un romanzo è la presenza di una precisa vegetazione e di appropriati animali. Perché non basta scrivere che un personaggio entra in una foresta, coglie un fiore, incontra una mandria lasciando al lettore il compito di immaginarli.

Non sempre ovviamente è necessario scrivere l’esatta specie floreale o animale, ma uno scrittore non può trincerarsi dietro questa scusa, poiché una storia richiede dettagli che la rendano completa. Inoltre potrebbe davvero essere influente sull’andamento delle vicende conoscere se in una particolare regione ci sono specifiche piante o certi animali.

Mi sono sempre posto il problema di dover conoscere quando si semina il grano, che tipo di alberi possono crescere in un determinato posto, quali insetti possono popolarlo e così via, nel caso che questi dettagli fossero importanti nella mia storia. E possono esserlo. Flora e fauna, dunque, concorrono a ricreare un’ambientazione.

Piante e animali giusti nel posto giusto

Come ho appena accennato, in un romanzo alcuni dettagli sulla vegetazione e sulle specie animali possono essere davvero fondamentali. In alcuni generi letterari, poi, sono di importanza indiscussa ai fini dell’ambientazione, poiché rendono la storia più realistica.

  • Western: nel Far West si parla di mandrie di mucche, di bisonti, di bufali, di cavalli. Conoscere quando e come vengono spostate le mandrie, dove le bestie possono trovare da mangiare, come vengono mantenute nelle stalle sono nozioni che uno scrittore di western deve conoscere e soprattutto inserire nelle sue scene.
  • Avventura: provate a leggere un romanzo di Salgari. Romanzi ambientati in Africa, America, Asia. Quanta documentazione c’è stata dietro! Giungle descritte nei minimi dettagli, con nomi appropriati. Non poteva fare diversamente lo scrittore, poiché quei nomi esotici contribuivano alla realizzazione credibile degli scenari descritti.
  • Romanzo storico: ho letto di romanzi storici in cui lo scrittore possedeva conoscenze sulle coltivazioni e sull’allevamento del bestiame. Come e quando seminare una pianta, quando germoglia e quando produce il frutto. Come accudire gli animali, quando tosare le pecore, ecc. Sono tutte informazioni che per una determinata storia si rivelano necessarie, poiché fanno parte dell’ambiente descritto, e non possono essere lasciate al caso.

Creature e animali e leggendari

Considerando il genere fantastico, una storia dovrà contenere animali comuni ma anche poco comuni o perfino estinti. O anche animali che sono un ibrido fra due specie attuali, ibrido creato dall’autore. Questa schiera di creature concorre a completare l’ambientazione.

Ma un romanzo fantastico ha anche creature leggendarie, come per esempio i draghi, la fenice, l’unicorno, il basilisco, l’idra, le arpie, il roc delle mitologie arabe e così via. Queste creature e questi animali, che fanno parte delle leggende e delle varie mitologie, vanno introdotti se la storia lo richiede.

Non è detto, poi, che debbano essere introdotti per forza in storie attinenti con la loro genesi. Terry Brooks ha un bel debito con alcune di queste creature (roc, arpie, idra, per citarne alcune) e le ha inserite nei suoi romanzi incentrati sugli Elfi. L’ambientazione che ne deriva è originale e per nulla banale.

Animali e piante immaginari

Accanto a piante e animali esistenti e creature nate nei miti e nelle leggende, lo scrittore potrà chiaramente avvalersi della propria fantasia – dovrà farlo, anzi! – per inventare nuove specie in funzione delle sue storie, al fine di creare scenari fantastici unici e avvincenti.

Si viene così a creare un mondo fantastico personale, popolato sì da flora e fauna che conosciamo, ma anche da altre creature che danno un tocco di originalità all’intera storia. La fantasia e la creatività dello scrittore non dovranno scadere nel ridicolo o nell’improbabile, ma portare alla creazione di specie plausibili.

Un esempio secondo me efficace è la Trilogia degli Yilané di Harry Harrison, romanzi di storia alternativa ambientati nella preistoria. L’autore ha immaginato una specie sauride e umanoide nata dai dinosauri e sviluppatasi accanto all’Homo Sapiens. Ha anche creato delle strane creature modificate geneticamente da questa specie e per questo si è avvalso dell’aiuto di un biologo. Siamo in un mondo perfettamente bilanciato, con un ambienti ricreati con grande maestria.

La mia esperienza nell’ambientazione fantasy e fantascientifica

Tornando nuovamente al mio romanzo fantasy, che pian piano vede sviluppare una prima bozza di trama, sono alle prese con un paese straniero distante dall’Italia, in cui si trovano una fauna e una flora qui inesistenti. Devo quindi ricreare quelle ambientazioni.

Il primo passo, che sto portando avanti, è quindi quello di conoscere quali animali e piante vivono in quelle regioni e in quel clima. Per alcune scene della storia alcuni di questi animali hanno un ruolo importante, poiché fanno parte degli usi e costumi di quelle genti e quindi sono obbligatoriamente inseriti negli scenari.

Inoltre – e siamo finalmente alla parte fantastica – mi sto documentando sulle creature delle leggende e della mitologia di quei posti, per rendere l’ambientazione più ricca, e, accanto a queste creature, ne sto inventando qualcuna anch’io, affinché il mio mondo sia più originale, ma pur sempre credibile.

Le vostre ambientazioni

Come avete inserito animali e piante nelle vostre storie? Sono presi in considerazione nelle ambientazioni che avete descritto?

10 Commenti

  1. Il Moro
    22 ottobre 2012 alle 09:13 Rispondi

    Diciamo che le prendo in considerazione solo quando serve. Visto che mi sono visto rifiutare più volte romanzi perchè troppo lunghi e verbosi, ultimamente sto cercando uno stile più “lansdaliano”, diciamo, asciutto e parco di descrizioni e approfondimenti. In genere vengo apprezzato di più dai quattro gatti a cui riesco a imporre di leggere le mie castronerie. Per il mio romanzo western avevo fatto un lavoro di documentazione assurdo e forse eccessivo (ne ho già parlato in qualche commento precedente, forse?), sul far west ne so più io di Buffalo Bill, ma non è stato apprezzato praticamente da nessuno.
    Si vede che non ho l’abilità necessaria per scendere nei dettagli senza annoiare. Quand’è così, meglio lasciar perdere i dettagli. Li inserisco solo quando sono necessari per la prosecuzione della storia, o quando per qualche motivo “ci stanno bene”, senza mai indugiarci troppo.
    Ovvio che chi è bravo riesce ad usarli senza appesantire la storia, creando così una ricostruzione viva e pulsante che ti fa “vivere” l’ambientazione. Vedi tolkien, per dire, non proprio l’ultimo arrivato.

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2012 alle 13:16 Rispondi

      Non è detto che non sia stato apprezzato per le descrizioni. Lansdale è bravissimo, con pochi dettagli ti fa capire tutta l’ambientazione.

  2. franco zoccheddu
    22 ottobre 2012 alle 11:11 Rispondi

    Ahimé: mi vergogno tantissimo a dirlo, ma purtroppo è una tristissima realtà. Quale? Sono quasi del tutto a digiuno sulle piante. Non riconosco un albero che sia uno. Ci provo, mi sfuggono tutti i tipi di classificazioni. Mi rendo conto perfettamente quanto sia assurdo conoscere mille nomi di particelle elementari e costanti fisiche per poi perdermi quando vedo un meraviglioso bosco… Aiutami tu! Che posso fare?

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2012 alle 13:19 Rispondi

      Anche io non conosco certo tutte le piante. L’importante è leggere cosa cresce nei luoghi in cui hai ambientato la tua storia. Ma se è davvero necessario, secondo me. Puoi benissimo scrivere che un parco è pieno di alberi e cespugli, senza specificarne le specie.

  3. Salomon Xeno
    22 ottobre 2012 alle 11:38 Rispondi

    Questo è un lavoro che ho posticipato, ma nel mio romanzo i personaggi attraverseranno regioni dalle caratteristiche geografiche molto diverse, e quindi dovrò pensare ai modelli di flora e fauna da applicare. Mi ispirerò a regioni presenti sulla Terra, al di là di qualche inserto fantastico che non farò mancare.

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2012 alle 13:21 Rispondi

      Nel mio caso le piante non hanno un ruolo fondamentale, ma dovrò inserirne qualcuna. E posso farlo benissimo in fase di scrittura. Diverso è il discorso sulla fauna, invece.

  4. Romina Tamerici
    29 ottobre 2012 alle 17:10 Rispondi

    Interessantissimo. Certo nei racconti e nei romanzi ambientanti in una città italiana (come uno dei progetti che sto portando avanti) forse non si incontrano fauna e flora strane e non servono molti dettagli, ma nella letteratura fantastica tutto ciò può essere davvero importante.

    • Daniele Imperi
      29 ottobre 2012 alle 17:22 Rispondi

      Grazie ;)
      Secondo me sono aspetti da considerare, ma si possono estendere anche in altri generi letterari.

  5. Alessandro
    15 maggio 2016 alle 20:43 Rispondi

    In un romanzo avevo inserito un drago come nemico da sconfiggere ma è diverso dai soliti, anche se l’ho ricalcato da un esemplare già presente nei videogiochi

    • Daniele Imperi
      16 maggio 2016 alle 08:33 Rispondi

      Il drago è un classico, bisognerebbe risalire alla vera genesi di questa creatura leggendaria e crearne quindi una diversa dal solito.

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