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«Finché morte non vi separi»

Un racconto di 300 parole

Il funerale di Agata si era svolto in un silenzio commosso, condoglianze e frasi di rito erano state sussurrate appena, quasi a non voler disturbare il sonno eterno della defunta.

Pioveva. L’inumazione era stata veloce e in fretta composta i partecipanti avevano salutato Arturo, che restò a fissare la lapide e l’espressione seria di Agata nella foto, sotto la pioggia. Non piangeva. Dentro di sé Arturo stava in realtà sorridendo. Sì, perché aveva ucciso Agata, morta ufficialmente per un tragico incidente. Adesso era finalmente libero da quel matrimonio soffocante e da quella moglie che non amava più da anni.

Tornò a casa e a mezzanotte andò a letto. Alle due fu svegliato di soprassalto dal forte colpo di una porta che sbatteva. Strano, pensò, aveva lasciato le finestre chiuse con quel tempo. Poi un rumore di vetri in frantumi spezzò il silenzio. Corse in cucina, ma non vide nessuno, eccetto alcuni vetri in terra. Arturo rabbrividì. Cosa stava succedendo? Forse era la spossatezza di quel giorno, si disse.

Poi un tuono lo ridestò dai suoi pensieri e là, attraverso i vetri della finestra, un’ombra apparve e svanì.

Quell’ombra… era la sua immaginazione, ma gli era sembrata Agata… E poi un’altra porta che sbatteva nel silenzio delle tenebre.

Arturo urlò, uscì dalla cucina e vide quell’ombra davanti a lui. Poi ancora una porta che sbatteva e ancora un’altra e un’altra ancora. E la finestra della sua camera che si spalancò in quella notte infernale. Arturo cercò di chiuderla, ma il vento era troppo forte. Dietro di lui altri rumori di porte che si chiudevano e una voce femminile che lo chiamava da lontano.

La mattina dopo trovarono il cadavere dell’uomo. Era precipitato dalla finestra. Pensarono tutti a un suicidio, dovuto al dolore.

Sulla lapide la fotografia di Agata sembrava ora sorridere.

5 Commenti

  1. Romina
    12 febbraio 2012 alle 21:36 Rispondi

    Temevo un raccontino romantico, invece non ti sei smentito! Bello, originale e macabro qb!

  2. Daniele Imperi
    13 febbraio 2012 alle 09:00 Rispondi

    Grazie, ma ti pare che scrivo storie romantiche :)

  3. Gianna
    13 febbraio 2012 alle 12:21 Rispondi

    Sintetico ma intenso.
    I miei complimenti.

  4. Daniele Imperi
    13 febbraio 2012 alle 12:49 Rispondi

    Grazie, Gianna :)

  5. Romina
    14 febbraio 2012 alle 00:04 Rispondi

    In effetti… però, mai dire mai!

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