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Il feticismo nei libri

Il feticismo nei libri

Nei primi tempi del blog ho scritto un articolo sulla bibliofilia e la biliomania, atteggiamenti differenti di chi ama i libri, rivelandomi al pubblico come un bibliomane patentato. Sempre a comprare libri, sempre a caccia di libri mancanti, di nuove uscite interessanti, di belle edizioni, di edizioni vecchie anche.

Ultimamente ho però notato un comportamento feticista nei riguardi di alcuni libri. Il pensiero che nasce nella mia testa è “Io devo avere quel libro”. E quel libro, in breve tempo, si materializza nella mia libreria.

A dire la verità ho atteggiamenti feticisti nei confronti di tutti i miei libri: li osservo spesso, come se osservarli fosse un po’ come leggerli, o come rafforzarne il possesso, li prendo e li sfoglio, ne sono gelosissimo, li tratto meglio di come tratto gli esseri umani.

In realtà il feticismo nei libri riguarda volumi molto particolari, unici, o serie di libri: insomma pubblicazioni che per qualche motivo fanno gola e spingono il lettore ad acquistarli, anche se magari li leggerà chissà quando.

Oggi voglio quindi accennare a qualcuno di questi libri che ho dovuto possedere per forza, altrimenti sarebbe cascato il mondo, mi sarebbe mancato un pezzo per essere un lettore completo.

Poe’s Lighthouse

Poe’s Lighthouse“Il faro” è un un racconto incompleto di Edgar Allan Poe (e anche senza titolo: “The Lighthouse” è stato scelto come titolo da George E. Woodberry nel 1909). Impostato come un diario, inizia l’1 gennaio 1796 e continua con il 2 e il 3 gennaio. Del quarto “capitolo” Poe ha scritto solo la data: Jan 4.

Poe’s Lighthouse è una raccolta di racconti ideata e curata da Christopher Conlon: in pratica ha chiesto ad alcuni autori di completare quel racconto.

Fin qui non c’è nulla di strano, se non per il fatto che Poe’s Lighthouse è stato venduto in tiratura limitata di 1000 copie e ogni copia è autografata da ogni autore. 3 pagine appositamente create e siglate dai vari scrittori, fra cui Paul Di Filippo, Mike Resnick, George Clayton Johnson.

Dovevo avere quel libro, non vi pare?

The Amityville Horror

The Amityville HorrorQuando ho scritto l’articolo per il sito «La Tela Nera», ho conosciuto dettagli interessanti su questo film. Prima di tutto che era basato su un romanzo spacciato per storia vera. La cosa mi ha intrigato al punto che mi sono messo a cercare online quel libro.

E ho trovato, in un sito americano di libri usati e antichi, la prima edizione del 1977.

Che ve lo dico a fare?

Io dovevo avere quel libro. E adesso se ne sta bello e buono – e maledetto! – nella mia libreria.

Into the Wild Saga

Into the WildNe accennai nel post sui 27 libri da leggere dopo aver visto il film. Quella di Christopher MCCandless è una storia che mi ha stregato subito. Una persona incompresa costretta a fuggire da una vita e una famiglia in cui si sentiva estranea.

L’ho chiamata la saga di Into the Wild, perché, dopo aver visto il film al cinema, ho subito preso il libro. Quindi ho comprato il DVD qualche anno dopo. Poi ho scoperto online Back To The Wild, Le fotografie e gli scritti di Christopher MCCandless!

E da poco è anche uscito il libro scritto dalla sorella Carine, Into the Wild, Truth. Insomma, mi sono creato una sorta di tetralogia sui generis.

Nel nome di Chris sono nate la Christopher Johnson McCandless Foundation, creata dai suoi genitori per aiutare enti di beneficenza e persone, e la Chris’s Purpose, che aiuta madri e bambini per dar loro una vita migliore.

Di’ la verità, Chris, avresti mai immaginato che il tuo viaggio in Alaska avrebbe scatenato tutto questo?

Ship of Theseus di V.M. Straka

Ship of TheseusDi Ship of Theseus, scritto dall’inesistente autore Straka, ho parlato un anno fa. L’ho chiamato “il libro che non è un libro”, perché la storia va letta su più piani di lettura.

Questo libro è un classico esempio di istigazione al feticismo letterario! L’edizione è curatissima, la veste editoriale ricorda i vecchi libri da biblioteca, ha un cofanetto, è pieno di oggetti all’interno (cartoline, foto, fogli protocollo, tovaglioli da bar, ecc.).

Insomma, appena l’ho visto ho esclamato: MIO!

E mio è stato. Esiste anche in italiano, ora, ma ho preferito acquistarlo in originale.

The Explorers Guild, Volume One: A Passage to Shambhala

The Explorers GuildDi questo volume ho accennato parlando delle strutture narrative. Si tratta di un romanzo scritto da Kevin Costner (eh, già) e Jon Baird, con le illustrazioni di Rick Ross. In breve è in parte romanzo e in parte storia a fumetti, con pagine romanzate e illustrazioni e tavole e strisce a fumetti che si alternano fra loro.

È una bellissima edizione, 770 pagine di avventura. Vi mostro questo video della Simon & Schuster, la casa editrice che ha pubblicato il libro.


Come potevo non comprarlo?

L’opera di Georges Simenon

L’opera di Georges SimenonQualche mese fa è iniziata in edicola una collana dedicata al personaggio di Maigret, un libro a settimana fino a completare la raccolta di 40 volumi. Gialli e polizieschi mi piacciono, quindi ho deciso di seguirla. Si deve imparare sempre dai grandi.

Poi ne è iniziata un’altra, dedicata ai grandi romanzi di Simenon: altri 40 volumi. Come non seguire anche questa? Così da dicembre 2015 a settembre 2016 ho appuntamento fisso in edicola il martedì.

I classici in edizione da “biblioteca”

PoePer me leggere i classici significa tornare a quei tempi andati. Mi dà sempre il senso di non essere più nell’epoca moderna. Quindi preferisco cercare edizioni che chiamo da “biblioteca”, quelle rilegate in similpelle con le scritte in oro o anche moderne ma in cofanetto.

Insomma, per i classici io prediligo edizioni ben curate. Se lo meritano, dopotutto: stanno in piedi da svariati decenni se non secoli!

E ora dite la verità anche voi: in quale occasione vi siete sentiti feticisti con i libri?

19 Commenti

  1. Amanda Pitto Melling
    18 agosto 2016 alle 10:09 Rispondi

    I miei da collezione sono per lo più esoterici, a volte edizioni anni 70. Poi libri game e Junior Mondadori della mia infanzia, Il grande libro degli gnomi, tutti quei libri che accompagnano dei ricordi :) includo anche l’album degli Sgorbions. Il mio feticismo è legato insomma al passato, non c’è niente del presente che vorrei a tutti i costi, o che sento debba completare la mia libreria.

    • Daniele Imperi
      18 agosto 2016 alle 16:45 Rispondi

      I libri del passato attirano più dei moderni :)

      • Valentina
        19 agosto 2016 alle 14:49 Rispondi

        La cosa è soggettiva, credo :)

        • Daniele Imperi
          19 agosto 2016 alle 15:30 Rispondi

          Sì è soggettiva, infatti era riferita al soggetto me :D
          Tu preferisci i moderni?

          • Valentina
            19 agosto 2016 alle 16:49 Rispondi

            No, non li preferisco. Però volevo dire che è soggettivo :D

          • Valentina
            19 agosto 2016 alle 16:50 Rispondi

            Ps. Se era riferita al soggetto “me” avresti dovuto scrivere “mi attirano”. Altrimenti è riferito a tutti :D

  2. Lorenzo
    18 agosto 2016 alle 12:41 Rispondi

    Un vero lettore non può definirsi tale se non è un feticista dei libri :D
    Io devo confessare un’irresistibile attrazione nei confronti dei classici della Mondadori, quelli con la copertina nera e che contengono sempre uno o più saggi introduttivi. Ogni volta che li vedo in libreria devo reprimere l’impulso di prenderne un paio, anche se so che non li leggerò prima di un anno o due, giusto per averli nella libreria. Per fare un esempio, a me Madame Bovary non è piaciuto per niente, mi ha annoiato e anche un po’ infastidito, ma era anche un’edizione che non mi attirava, per la scelta della copertina, dei caratteri, del tipo di carta e per la dimensione del volume. Probabilmente se avessi letto quel libro in edizione Mondadori, mi sarebbe piaciuto molto di più.

    • Daniele Imperi
      18 agosto 2016 alle 16:49 Rispondi

      Ciao Lorenzo, benvenuto nel blog. Non ho presente quei classici ora.
      A me piacciono molto I Meridiani, ne ho presi due in offerta: Poe e Pirandello.

  3. Ivano Landi
    18 agosto 2016 alle 19:26 Rispondi

    Io colleziono soprattutto edizioni anni ’60 e anni ’70, e il discorso vale sia per i libri che per i fumetti. Forse ti stupirà sapere che non resisto agli Oscar Mondadori o ai Pocket Longanesi o Sansoni nella loro veste grafica più arcaica.
    Degli Oscar primissima edizione, per esempio, quelli che costavano 350 lire e in costola hanno il cerchio con la parola Oscar, ne ho vari numeri nella prima edizione degli anni ’60: il 6, 10, 12, 19, ecc. Inoltre ho delle serie Pocket sconosciute sempre di quegli anni, come i Jolly della defunta Corno o i Gialli Garzanti.
    Ma apprezzo anche i volumi rilegati in stile antico e, meglio ancora, i cartonati illustrati per ragazzi.

    • Ivano Landi
      18 agosto 2016 alle 19:29 Rispondi

      Ma apprezzo anche i volumi rilegati in stile antico e, meglio ancora, i cartonati illustrati per ragazzi… *

      *Aggiungo: … sempre di quel periodo.

    • Daniele Imperi
      19 agosto 2016 alle 15:32 Rispondi

      Ho qualche romanzo illustrato di quel periodo. E ho anche i gialli Mondadori.

  4. Lisa Agosti
    19 agosto 2016 alle 19:28 Rispondi

    Ti si addice molto il personaggio di “Into the Wild”, non mi stupisce che ti sia identificato così tanto!
    :D
    Io ho cominciato a leggere il libro ma ovviamente non mi è piaciuto e l’ho lasciato quasi subito. I nostri gusti opposti non si smentiscono neppure stavolta. Forse però concorderai con me che la colonna sonora del film è meravigliosa, Eddie Vedder è il mio mito fin da quando ero ragazzina e l’intero album è un capolavoro.

    • Daniele Imperi
      21 agosto 2016 alle 17:25 Rispondi

      E come te sbaji? Diciamo a Roma :D
      Sì la colonna sonora e bella.

  5. Miché Miché
    20 agosto 2016 alle 10:08 Rispondi

    Mai mi sono sentito un feticista dei libri, questo perché lo sono 24h su 24h. xD
    Ho il culto dei libri, sono la testimonianza tangibile del mio impegno e del mio, anche se parziale, patrimonio di conoscenze. Quando li osservo sono orgoglioso di me.
    Se qualcuno osasse anche solo sfiorarli lo incapretterei e lo cuocerei lentamente a mo’ di porceddu. xD

    • Daniele Imperi
      21 agosto 2016 alle 17:30 Rispondi

      Siamo completamente in sintonia :D

  6. Andrew Next
    20 agosto 2016 alle 11:53 Rispondi

    Ecco, io preferisco l’accesso al possesso. Salvo per alcuni cari amici… pardon, libri cartacei, letti troppe volte per rimanere integri. Quelli li ho affidati al mio rilegatore di fiducia (si, esistono ancora) e li ho trasformati in pezzi unici.

    • Daniele Imperi
      21 agosto 2016 alle 17:30 Rispondi

      Poi mi dirai chi è il tuo rilegatore ;)

  7. Bonaventura Di Bello
    29 agosto 2016 alle 10:42 Rispondi

    Io aggiungerei un altro aspetto legato al biblio-feticismo, e in particolare al recupero di vecchie edizioni di libri o comunque libri molto ‘datati’. Mi riferisco al tipico odore (per me profumo) della carta ‘stagionata’, che accompagna spesso il piacere della lettura (o ri-lettura, come accade di frequente in questo caso), e la cui assenza nei libri digitali viene usata da molti detrattori della tecnologia degli e-reader e degli e-book come una delle motivazioni fondamentali per il rifiuto di adattarsi al cambiamento.

    • Daniele Imperi
      1 settembre 2016 alle 09:39 Rispondi

      Quell’odore piace anche a me :D
      I talebani della lettura digitale odiano che si parli di profumo della carta.

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