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Fantascienza e fantasy: dov’è il confine?

Fantascienza e fantasyPartendo dal fatto che per fantasy si intenda sia una storia in cui l’elemento fantastico è presente nella nostra realtà (la saga di Harry Potter, per esempio) sia una storia ambientata in un mondo quasi parallelo al nostro (Il Signore degli Anelli, la saga di Shannara, ecc.) e per fantascienza una storia in cui gli elementi tecnologico e scientifico influiscono sulla società, talvolta sembra di leggere storie in cui questo confine è sottile o perfino inesistente.

Romanzi che iniziano come fantascienza e continuano poi come una storia fantastica. Il problema risiede forse nell’iconografia caratteristica dei due generi, che dovrebbe avere elementi differenti e anche distanti nel tempo.

Perché in un futuro ipertecnologico si combatte ancora con le spade? Perché in un universo colonizzato dall’uomo ci sono ancora usi e costumi medievali?

Guerre stellari

Osservando i costumi nella saga di Guerre stellari viene davvero di pensare a una storia di fantascienza? Sì, almeno per le astronavi e, appunto, le guerre stellari in atto. Ma ricordate come vestivano i personaggi: con tuniche medievali e stivali di cuoio. E i jedi avevano mantelli con cappuccio.

Torniamo ai jedi: Obi-Wan Kenobi non ricorda forse Gandalf della saga di Tolkien o anche Allanon di quella di Terry Brooks?

John Carter di Marte

Nel romanzo di Burroughs non ritroviamo forse, oltre alle astronavi, spade, elmi e costumi medievali? Si tratta certo di un romanzo particolare, con un uomo dell’800 che si ritrova catapultato in un altro pianeta.

È davvero fantascienza? In fondo ci sono velivoli che all’epoca dello scrittore non esistevano. E anche armi differenti. Ma l’intera iconografia è davvero futuristica?

Il volo del drago

Romanzo poco conosciuto, si tratta dell’inizio della saga di Pern, scritto da Anne McCaffrey e ambientato appunto sul pianeta colonizzato di Pern. A parte questo particolare, presente solo nella prefazione, il resto è una storia fantasy, con tanto di draghi.

Qui il confine è davvero sottile tra fantascienza e fantasy. Rimando a una lettura interessante, Is Pern fantasy? di Richard Treitel, dove ci si pone lo stesso dilemma.

Fantascienza e fantasy: dov’è il confine?

In queste tre storie di cui ho accennato quanto è presente la fantascienza nella sua accezione?

  1. Guerre stellari: l’elemento tecnologico e scientifico ha un impatto sulla società. Ci sono mezzi di trasporto e armi che hanno cambiato il modo di vita dell’umanità, non per ultima la colonizzazione di pianeti, anche se siamo di fronte a una galassia non specificata.
  2. John Carter: non ci sono elementi tecnologici e scientifici che hanno questo impatto. Marte ha una sua vita, sconosciuta ai terrestri del XIX secolo.
  3. Il volo del drago: l’elemento tecnologico e scientifico ha un impatto sulla società. Pern è un pianeta colonizzato dall’uomo, nella costellazione del Sagittario: dunque c’è stata una grande tecnologia in opera per attuare questo processo.

Avete altri esempi in cui fantascienza e fantasy sono separate da una linea sottile? Vi trovate d’accordo con le mie conclusioni?

19 Commenti

  1. Lucia Donati
    4 settembre 2012 alle 10:07 Rispondi

    Secondo me, il fatto che si mischino elementi dei due generi potrebbe dipendere da due motivi: 1)S’inizia una storia come fantascienza, poi, per le difficoltà di questo genere, lo si trasforma in fantasy, in cui è, forse, più facile trovare scappatoie e soluzioni. 2) L’autore aveva già in mente una fusione tra i due generi in cui prevale l’uno o l’altro in varia percentuale. Se vuoi, oggi il mio post è sulla difficoltà di scrivere fantascienza.

  2. Daniele Imperi
    4 settembre 2012 alle 10:10 Rispondi

    Lucia Donati,

    La tua idea è logica, ma forse c’è anche un’altra soluzione: che per molti autori non esiste fantasy o fantascienza, ma solo fantastico.
    Leggerò il tuo post, grazie della segnalazione.

  3. Glauco
    4 settembre 2012 alle 10:16 Rispondi

    Se si scava nella storia della narrativa fantastica si viene a scoprire che la fantascienza è una deriva abbastanza recente del fantasy. Difatti i due filoni hanno molto in comune, e ciò che li distingue è l’elemento tecnologico. Mentre, per certi versi, il fantasy tradizionale ha una ambientazione gotica, o medievale, la sci-fi è proiettata nel futuro, ma ciò non toglie che mantenga molti degli elementi classici del genere da cui deriva… così come i generi nati dalle “spore” della sci-fi mantengono comunque forti legami con le loro origini.
    Separare Fantasy dalla Fantascienza, per me, è come separare le uova dalle galline… ^^

  4. Daniele Imperi
    4 settembre 2012 alle 10:25 Rispondi

    Glauco,

    D’accordo sul fatto che fantasy e fantascienza abbiano molto in comune e, appunto, che l’elemento tecnologico sia la differenza sostanziale.

    Forse dipende anche da come un lettore vede i due generi: a me piace forse tenerli ben separati, perché dai due mi aspetto cose diverse.

  5. Roberto Bommarito
    4 settembre 2012 alle 11:08 Rispondi

    Articolo interessante! Vorrei aggiungere una cosa, però: ovvero che un racconto fantascientifico, per quanto possa essere paradossale, non per forza deve avere un elemento tecnologico (quello che in inglese chiamano Hard Science Fiction) ma può essere anche puramente “sociale” o antropologico, ovvero descrivere una società alternativa anche priva di particolari tecnologie diverse dalle nostre.

  6. Daniele Imperi
    4 settembre 2012 alle 11:11 Rispondi

    Roberto Bommarito,

    Grazie :)

    Hai ragione, ma il fatto è che io preferisco una fantascienza tecnologica a una antropologico-sociale, o distopica anche, quindi tendo a valutare i due generi in base a miei canoni personali di preferenza :)

  7. Lucia Donati
    4 settembre 2012 alle 11:14 Rispondi

    Si, Daniele sono d’accordo (non può essere che così…) sul fatto che i confini tra generi non debbano essere troppo netti: anzi a me piace spaziare e amo le cosiddette “contaminazioni”. I generi sarebbero (uso il condizionale) codificati ma è giusto che, invece, vi siano aperture proprio perché ogni autore possa inventarsi qualcosa di diverso. Io stessa ho scritto un racconto piuttosto lungo che non posso far appartenere ad alcun genere (e ne sono contenta, magari ho inventato qualcosa di nuovo…).

  8. Daniele Imperi
    4 settembre 2012 alle 11:17 Rispondi

    Lucia Donati,

    A me non è che piacciano così tanto i generi, nel senso che anche io ho scritto storie, e ne ho in mente altre, che proprio non riesco a catalogare.

  9. Roberto Bommarito
    4 settembre 2012 alle 11:18 Rispondi

    Per quanto riguarda le differenze fra fantasy e fantascienza, credo che le contaminazioni siano molto spesso a senso unico. Mi spiego. Il fantasy è strutturato in base ad alcuni parametri ben definiti. Ci sono delle specie, elfi, gnomi ecc. Ci sono dei mondi che comunque si rifanno quasi sempre a periodi storici medievali o simili. La fantascienza, per quanto abbia anche lei dei parametri, è estremamente più vasta. Sì, ci sono gli extraterrestri a volte (e solo a volte, e solo in alcuni “rami” della fantascienza), ma più spesso che no l’immaginazione, essendo letteratura di idee, non ha catene, o confini da rispettare. Di conseguenza, essendo appunto così “espansiva”, spesso sconfina nel fantasy (per es, Farmer) ma raramente è il fantasy a sconfinare nella fantascienza, per il semplice motivo che non ne ha i mezzi, essendo molto più limitata.

  10. Daniele Imperi
    4 settembre 2012 alle 11:21 Rispondi

    Roberto Bommarito,

    Capisco quello che vuoi dire, però il termine stesso dato al genere, fanta+scienza, dovrebbe suggerire qualcosa, anche se il campo della scienza è vasto e non implica per forza la tecnologia. Mi sono forse risposto da solo :D

  11. Roberto Bommarito
    4 settembre 2012 alle 11:23 Rispondi

    Sì, appunto. :) Anche le scienze umanistiche sono scienze (anche se credo siano più vicine all’arte in molti casi, che non alle scienze).

  12. Giuseppe
    4 settembre 2012 alle 12:56 Rispondi

    Una curiosità su Guerre stellari: i costumi e le armi dei guerrieri jedi sono considerati anche nel film come molto “retro”. In più di una battuta i personaggi parlano delle tecniche jedi come di “religioni antiche”. Trovo singolare – e singolarmente efficace, però – questo richiamo al passato remoto in un futuro remoto, in una sorta di ricalco del classico che però, forte del contrasto marcatissimo con l’ipertecnologia, guadagna più che mai il gusto dell’antico.

  13. Daniele Imperi
    4 settembre 2012 alle 13:13 Rispondi

    Giuseppe,

    Sì, in effetti regge come logica e devo dire che non mi ha lasciato molto perplesso vedendo il film.

  14. Salomon Xeno
    4 settembre 2012 alle 22:10 Rispondi

    L’esempio tipico che si fa di solito è Dune. Lasciando perdere il fatto che il film di Lynch ha anche alcuni aspetti fantasy, il libro di per sé è fantascienza. Però non ci sono i computer, e non è chiaro, fin da subito, come si muovano le astronavi. Per queste (e altre) ragioni molti lo considerano fantasy, e di solito c’è battaglia tra diverse opinioni. D’altra parte, alcune cose si possono smontare facilmente. Per esempio, l’esistenza di un impero di tipo feudale è giustificata dall’autore, così come l’assenza di computer. Semplicemente, la tecnologia e la società hanno preso strade diverse da quelle che vengono riportate nella maggior parte delle opere di fantascienza.

  15. Daniele Imperi
    5 settembre 2012 alle 08:24 Rispondi

    Salomon Xeno,

    Dune m’era sfuggito come esempio. Mi hai fatto pensare che è davvero così, non vediamo muoversi le astronavi, però il protagonista le usa per arrivare su Dune, quindi è fantascienza :)

  16. lorenzo
    9 febbraio 2014 alle 07:47 Rispondi

    Ciao Daniele, mi chiamo Lorenzo ho 22 anni e sono un appassionato del Fantasy, non tanto forse come genere letterario ma forse più come stile di pensiero, nel senso che adoro perdermi nell’immaginario con qualsiasi cosa possa stimolarmi. Sono molto vicino a questo dibattito dal momento che ho già analizzato la cosa anche in modo pratico. Nello scenario generale, ormai credo che il genere fantasy per come lo conosciamo sia saturo e a volte scontato. Ultimamente ho cercato n filone diverso da ciò che a mio parere al 90 per cento è un remake del signore degli anelli. Credo che Tolkien, senza nulla togliere ad altri libri avvolgenti, abbia raggiunto l’apice per quanto concerne il genere fantasy puro. Io mi sono dunque posto il problema qua sopra descritto, dov’è il confine tra fantasy e fantascienza? E’ forse possibile unirli e fonderli per creare un nuovo genere? Partendo da questa domanda nell’arco di un certo tempo ho scritto un libro, ( non ancora pubblicato ma attualmente lo stanno leggendo alla feltrinelli) in cui cerco di dare un origine primordiale al fantasy, creare una descrizione plausibile di come un mondo fantasy possa nascere, e l’ausilio di ciò deriva dalla fantascienza. Tecnologie che portano poi alla creazione di nuove razze. Detto così perde, ci vorrebbe più tempo per spiegare bene la trama che anche altre persone che hanno letto, lo giudicano intrigante e innovativo. Per concludere la domanda dovrebbe essere vogliamo trovare un confine tra le due cose oppure vogliamo unirle in modo equilibrato. Io sono stato spinto dal desiderio di fondere questi due mondi senza alcun confine non lasciando niente al caso ma spiegando dettagliatamente ogni cosa. L’immagine cinematografica che mi ha spinto è quella di un mago che combatte contro un cyborg. In cui il mago mantiene le sue caratteristiche dei suoi poteri con una descrizione più che approfondita della magia e il cyborg, inserito in un suo contesto sociale, tipicamente militare dove con l’ausilio di tecnologie cerca di sopraffare il mago e viceversa. In conclusione per quello che penso io, questi due generi ormai saturi dovrebbero tendere ad unirsi, fondersi per creare storie nuove con sfondi e personaggi diversi da quelli comuni. Questo è il mio tentativo e presto saprò se avrò o meno fortuna.

    • Daniele Imperi
      9 febbraio 2014 alle 08:48 Rispondi

      Ciao Lorenzo, benvenuto nel blog.

      Se ci pensi, anche Guerre Stellari, secondo me, unisce Fantasy e Fantascienza.

      Nulla ci vieta di unire i due generi. Anche Il volo del drago della Radcliff mi sembra che sia qualcosa a metà.

      Intanto auguri per il tuo romanzo.

    • alessandro
      5 novembre 2015 alle 20:42 Rispondi

      Come si chiama il tuo libro? Anche a me piace il fantasy, sto iniziando ad appassionarmi alla fantascienza l’idea di un misto dei due (comunque esiste come genere – si chiama science-fantasy) mi interessa molto). Anch’io sto iniziando a pensare alla trama di una storia così, anche se spesso sembra anche a me troppo complicata e assurda, e dubito che anche se fosse abbastanza bella, avrò mai la forza e la possibilità di provare a scriverla. Comunque più che la trama, ho steso alcune regole, sulla storia, il contesto storico-sociale e il carattere – e la specie – della maggior parte dei personaggi più importanti.

  17. lorenzo
    9 febbraio 2014 alle 09:28 Rispondi

    Mmm, in parte. In guerre stellari comunque la componente fantascientifica è nettamente prevalente, la componente magica per così dire è molto limitata. Il potere di Jedi è limitato agli attacchi mentali, e una sorta di potere di spostare le cose o persone. Ciò che ho in mente io e che ho tentato di realizzare è una fusione completa. Un tipico scenario fantasy, quindi villaggi con uno stile di vita medievali, leggende sui luoghi inventati, insomma tipico panorama fantasy con una successiva colonizzazione cyborg. Insomma forse non rende troppo l’idea ma fino ad ora, c’è si un insieme delle due cose ma non è mai completa a parer mio. Comunque in ogni caso, se avrò fortuna potrò esprimere al meglio questo concetto con i libro. Grazie del benvenuto comunque. Nonostante abbia già iniziato il secondo libro, il seguito sono comunque in cerca di libri da leggere, se hai qualche titolo da consigliarmi in cui fantascienza e fantasy si fondono ne sono interessato. Grazie

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