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Come evolve la propria scrittura

Come evolve la propria scrittura

La scrittura è un’arte che deve evolvere. Deve subire una sua trasformazione, che dovrebbe tradursi anche in un suo miglioramento. Come ogni arte non può restare invariata, col tempo è inevitabile – ma non sempre, forse – che risulti differente da quella di qualche anno prima.

Lo stesso effetto si può notare nel disegno: nessun disegnatore disegna come quando era agli inizi della sua carriera. Lo stile si modifica, va verso altre mete e risente di nuovi influssi e tendenze e anche personali ispirazioni.

Influssi positivi nella scrittura

Gli autori che leggiamo ci influenzano. O almeno ci influenzano quelli che apprezziamo. Sono un processo e una conseguenza inevitabili. Leggendo immettiamo nella nostra teste una serie di informazioni, alcune delle quali trovano una sorta di “accordo” coi nostri gusti.

E restano. Maturano e infine germogliano, producendo idee e causando modifiche nel nostro stile di scrittura. L’influsso diviene quindi partecipe della nostra maturità e non va inteso con il plagio.

Tendenze nella scrittura

La scrittura può subire delle mode? Forse. In fondo, recentemente è scoppiata un’epidemia di vampiri. In seguito al successo di questo o quel romanzo ecco che la fantasia – leggi: la brama di denaro di scrittori ed editori – esplode in pagine e pagine di storie che, alla fine, sono solo un tentativo misero di imitare il successo altrui.

Una scrittura pure non dovrebbe avere tendenze. Non dovrebbe seguire delle mode. Ma è anche vero che se un genere è ben visto, ben letto, dai lettori, lo scrittore si sente in grado di dare il proprio contributo. Fenomeno confutabile, questo.

Obiettivi personali nella scrittura

Dove porta la nostra scrittura? Quale livello vogliamo raggiungere? A cosa aspiriamo? Scrivendo non ci poniamo degli obiettivi, o forse questi obiettivi sono troppo nascosti nell’inconscio per essere palesi e riconoscibili.

Scrivendo, però, e vedendo la nostra scrittura evolvere, ci possiamo rendere conto di questo processo di evoluzione, dei cambiamenti che sta subendo. Ecco quindi che gli obiettivi ci sono, anche se non sono visibili e percettibili.

Come evolvere la propria scrittura

Leggendo. E scrivendo anche. Perché la scrittura, dopo la lettura, è l’esercizio migliore per poterla evolvere. Leggere gli autori che ci entusiasmano. Ma leggere anche gli altri, anche perché non saranno molti gli autori che ci fanno impazzire.

Io ne apprezzo una decina, nel senso che di quegli scrittori leggo ogni cosa che pubblicano. Ma leggo anche altri, ovviamente, e anche quelli che non ho apprezzato hanno lasciato qualcosa. Anche loro hanno contribuito all’evoluzione della mia scrittura.

Come evolve invece la vostra scrittura? Avete dei modelli di riferimento? Seguite tendenze?

7 Commenti

  1. Romina Tamerici
    3 settembre 2012 alle 09:58 Rispondi

    Scrivere è bello proprio perché si evolve, proprio perché a distanza di poco tempo ci si chiede come si faceva a scrivere certe cose che ora non scriveremmo più. L’importante è non ripudiare mai quello che si è già scritto e usare ogni singolo gradino per salire più in alto e migliorare! Le tendenze non mi sono mai piaciute, però ho avuto delle fasi in cui ho preferito di volta in volta generi letterari diversi.

  2. Daniele Imperi
    3 settembre 2012 alle 10:04 Rispondi

    Romina Tamerici,

    Non so se è giusto o meno ripudiare, di certo anche le cose brutte che si sono scritte sono servite a migliorare.

  3. Lucia Donati
    3 settembre 2012 alle 10:12 Rispondi

    Temi “tosti”. Certo, la scrittura personale cambia nel tempo, si spera al meglio, almeno questo dovrebbe essere uno degli obiettivi di un appassionato di scrittura. Non amo seguire le tendenze per quello che scrivo io. E non mi piace chi scrive un genere solo perché in quel momento “tira”,magari scimmiottando lo stile altrui col rischio (reale) di scrivere con un “non stile” (passatemi quest’espressione). Ci sono scrittori che, come dici tu, trovano un accordo con chi legge: quelli li seguo volentieri ma non sono modelli di riferimento, piuttosto fonti di ispirazione.

  4. Marina
    3 settembre 2012 alle 22:30 Rispondi

    Da molto tempo provo un forte desiderio di scrivere ma sono bloccata dalla paura di dire cose già dette, poco interessanti, banali. Temo di non trovare parole adeguate e di esprimere concetti poco chiari. Che fare? Continuare a non scrivere o buttarmi e rischiare di fare delle figuracce?

    • Daniele Imperi
      4 settembre 2012 alle 08:37 Rispondi

      La scrittura è anche critica, Marina, sia autocritica sia critica da parte di altri. Fai leggere i tuoi scritti nei forum letterari e pubblicali in un tuo blog. Leggi il mio post Fatti leggere dagli altri ;)

  5. Alessandro C.
    4 settembre 2012 alle 15:24 Rispondi

    Evoluzione: “certo che il racconto che ho scritto l’estate scorsa fa davvero cagare”.

    Stallo: “dopo i miei tre master in scrittura creativa, i settantotto racconti brevi e i quindici romanzi che ho pubblicato, credo di aver raggiunto la perfezione stilistica. Almeno secondo il mio modestissimo metro di giudizio”.

    Involuzione: “hai letto l’ultimo libro di Fabio Volo? Non è poi malaccio. E pensare che avevo giurato a me stesso che non avrei mai letto un suo racconto”.

  6. Il meglio di Penna Blu – Settembre 2012
    1 ottobre 2012 alle 05:05 Rispondi

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