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L’esperienza del Survival blog

Survival blogIl Survival blog è stato un esperimento di scrittura collettiva, lanciato da Alessandro Girola per caso, dopo un racconto apocalittico apparso nel suo blog. Qualcuno ha cominciato a commentare introducendo una sua storia, poi il “virus” si è diffuso e sono apparsi blog interamente dedicati a questo progetto.

Io, dopo averci pensato un po’ su, ho deciso di partecipare e ho studiato una struttura e una storia da portare avanti. Non ho aperto un ennesimo blog, ne ho già troppi in giro per la rete, così ho creato un tag per il Survival blog e ogni domenica per sette domeniche ho pubblicato una mia puntata.

La struttura del mio Survival blog

Ho deciso di dare un’impronta ben definita a miei racconti apocalittici, in modo che fossero ben riconoscibili e avessero tutti le medesime caratteristiche. Questo per avere un’omogeneità all’interno dell’intera storia.

  1. Il titolo di ogni puntata è di due parole.
  2. Al titolo segue il genere: Racconto apocalittico.
  3. Ogni puntata ha un sottotitolo, con l’indicazione del capitolo: Survival blog, capitolo 1.
  4. Prima del testo del racconto c’è una citazione presa da un romanzo famoso.
  5. Sotto la citazione c’è l’indicazione della data in cui il protagonista pubblica il suo diario.
  6. Segue quindi il racconto in prima persona.
  7. La fine del racconto ha una frase che riprende il titolo (Alba livida: Fuori, un’alba livida rischiara appena il grigiore di questo mondo perduto e senza più speranze).

Una scelta del genere ha pro e contro.

  • Pro: ogni racconto è perfettamente riconducibile all’autore, è inserito in una precisa struttura che lo differenzia dagli altri.
  • Contro: ne viene meno, forse, il carattere “spontaneo” di un blog di questo tipo.

Ho preferito però proporre i miei racconti come se fossero stati pubblicati in un libro, mi piaceva di più l’idea di una serie di racconti ben confezionati, separando quindi la spontaneità (il puro testo del racconto) da titoli e didascalie a corredo (titoli, citazioni, ecc.). Se sia giusta o sbagliata questa mia scelta non saprei, non sono un editor.

Ho anche inserito qualche fotografia, che ho scattato durante le escursioni in montagna fatte nei mesi scorsi. Non avrei mai immaginato che mi sarebbero tornate utili per illustrare dei racconti.

Il mio Survival blog è stato di “tipo semplice”: io come protagonista più qualche personaggio che ha fatto la sua comparsa in alcuni racconti. Non c’era di mezzo nient’altro. Ho letto che alcuni blogger hanno messo in campo più elementi, più dettagli, rendendo i loro racconti forse più appetibili, più completi.

Non avevo il tempo per un’operazione come questa. Fra gare letterarie, progetti di scrittura personali, articoli da scrivere il tempo che restava mi ha consentito di creare quel Survival blog e non un altro.

Dove ho ambientato il mio Survival blog

Nel Lazio, in una comunità montana, come ho scritto nella prima puntata, Alba livida. Il primo paese è imprecisato, ma poi ho soggiornato in un’apocalittica Valmontone.

La foto della UAZ del primo racconto, quella del maiale che appare nel secondo racconto e quella dell’auto rossa abbandonata in un campo nel quarto racconto sono state scattate durante il viaggio di ritorno dalla cima di Monte Lupone, sui Monti Lepini, catena montuosa fra le province di Roma e Latina.

Quella degli elicotteri invece dalla cima di Monte Capreo, che fa parte della stessa catena di monti. Il cane che fugge, che appare nel terzo racconto, in realtà stava solo correndo sulla neve e poco prima si era fatto pure accarezzare. Apparteneva a un uomo e a suo figlio, che ho incontrato durante l’escursione a Sprone Maraoni, sempre sui Lepini.

Che cosa ho imparato dal Survival blog

  1. Di sicuro a rispettare le scadenze. M’ero prefissato di pubblicare un racconto ogni domenica e quindi sono stato “costretto” a scrivere anche se non ne avevo voglia, anche se non avevo idee.
  2. A cercare le giuste citazioni da allegare ai racconti. In base alla trama della puntata ho pensato a quale romanzo mi avrebbe potuto fornire la giusta citazione. Mi è venuto in aiuto il sito Good Reads, che fornisce tantissime citazioni prese da opere letterarie.
  3. Ho cominciato così con La strada di Cormac McCarthy e ho proseguito con Frankenstein di Mary Shelley, Lo strano caso del Dottor Jekyll e del signor Hyde e Rapito di Robert Louis Stevenson, Il richiamo della foresta di Jack London, Dracula di Bram Stoker e Io sono leggenda di Richard Matheson. Tutti libri che ho letto.
  4. A sviluppare un racconto a puntate. Se scrivere il primo racconto è stato relativamente facile, i seguenti avevano meno libertà d’immaginazione, poiché dovevo riagganciarmi alla storia che avevo lasciato in sospeso.

Che cosa ho guadagnato dal Survival blog

  1. Un ottimo esercizio di scrittura. Ho scritto 9666 parole in tutto, escludendo titoli e citazioni. Scrivere in prima persona non è molto semplice, a volte è anche rischioso.
  2. Commenti e apprezzamenti da chi ha letto i racconti. Qualcuno mi ha detto di averlo seguito con passione e questo fa ovviamente piacere.
  3. Traffico al blog. Il Survival blog è stato linkato dal blog di Girola e anche da qualcun altro, quindi ho guadagnato lettori.
  4. Articoli in più sul blog. Anche se erano racconti, erano pur sempre post. Il mio blog si è quindi arricchito di un post per introdurre il Survival blog, di altri sette per i racconti e di questo articolo per tirare le somme.
  5. Contatti con altri blogger. È stato anche un modo per conoscere altri blogger e visitare i loro blog. Leggere come altri hanno portato avanti i loro racconti apocalittici – anche se non sono riuscito a seguirli tutti, ma non erano certo pochi – è stato interessante.

Il futuro del mio Survival blog

Alessandro Girola ha parlato di una probabile versione cartacea del Survival blog. Non saranno presi in considerazione tutti i racconti, ma soltanto quelli più di qualità. Bisogna quindi lavorare di editing, rileggerli, apportare le dovute modifiche e poi inviarli per l’approvazione.

Oltre a questo, che mi occuperà del tempo, mi piacerebbe scrivere dei racconti di 300 parole come spin-off del mio Survival blog. Più avanti potrebbero apparire dei piccoli racconti apocalittici, di domenica.

8 Commenti

  1. elgraeco
    28 febbraio 2011 alle 10:18 Rispondi

    Ok, linko nella mia pagina statica, con gli altri resoconti. Interessante. ;)

  2. Daniele Imperi
    28 febbraio 2011 alle 10:59 Rispondi

    Grazie mille Elgraeco :)

  3. Alessio Valsecchi
    28 febbraio 2011 alle 11:18 Rispondi

    Beh, i pro di questa esperienza mi sembrano nettamente maggiori. E l’aspetto “sociale” è fantastico.

  4. Daniele Imperi
    28 febbraio 2011 alle 11:27 Rispondi

    Sì, senz’altro. E sarebbe bello creare un altro progetto simile, magari con altri temi.

  5. Il meglio di Penna Blu – Febbraio 2011
    1 marzo 2011 alle 05:09 Rispondi

    […] a leggere L’esperienza del Survival blog. submit_url ="http%3A%2F%2Fpennablu.it%2Ffebbraio-2011%2F" Scritto da Daniele Imperi – Archiviato […]

  6. Gianluca Santini
    3 marzo 2011 alle 16:11 Rispondi

    Cavoli, mi ero perso il tuo “dietro le quinte”! Molto interessante, soprattutto la storia delle foto riutilizzate e della struttura che hai dato ai tuoi contributi.

    Sono uno di quelli che ha letto con passione il tuo SB, anche per l’impostazione originale. E ti ho pure aggiunto tra i feed quindi sono tra i lettori che hai “guadagnato” :P

    Ciao,
    Gianluca

  7. Daniele Imperi
    3 marzo 2011 alle 16:29 Rispondi

    Grazie mille Gianluca, allora oltre a più traffico ho anche guadagnato almeno un lettore fisso :)

  8. Indice del Survival Blog (versione 2.0 – backup page) | Plutonia Experiment
    4 dicembre 2011 alle 01:23 Rispondi

    […] L’esperienza del Survival blog (di Daniele Imperi) […]

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