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La mia esperienza nel content marketing

Successo content marketing

Dal 2000 ho iniziato a creare contenuti nel web. Ne ho accennato nel primo post di questo blog: la rete m’è sembrata subito un luogo per poter essere protagonista e non solo spettatore come accade in altri mezzi di comunicazione come TV e giornali. In quei casi c’è una comunicazione a senso unico: noi subiamo i contenuti, non possiamo sceglierli né modificarli né tanto meno influenzarli.

È con la rete che, finalmente, l’utente ha la possibilità di stimolare la produzione di contenuti, perché grazie alle interazioni possiamo capire le esigenze e i gusti dei nostri lettori. Oggi voglio parlare di cosa ho capito sulla creazione di contenuti online e come ho lavorato.

Il content marketing non è improvvisazione

Quando si creano contenuti nella rete, non possiamo improvvisare. La mia prima esperienza nel content marketing risale al 2000, quando iniziai a progettare un mio sito di collezionismo. Era molto di nicchia, perché avrei parlato di una precisa collezione.

Il primo passo è stato analizzare il “mercato”: che cosa diceva la rete su quella collezione? Poco o nulla. Ho così trovato una lacuna in quella nicchia e ho deciso di colmarla. Ho scritto testi mirati sulla collezione e il mio sito in breve è diventato una guida per i collezionisti.

Estendendo il concetto all’ambito lavorativo, una strategia di content marketing deve prevedere:

  • un sito madre che rappresenti l’azienda o il freelance
  • un blog aziendale per creare contenuti a tema
  • attività SEO nel sito e nel blog
  • una presenza sui social media
  • operazioni di personal branding

Il content marketing è creazione di contenuti

Lo dice il termine stesso: content marketing. Non si può fare un marketing dei contenuti senza crearli. Ma scrivere e pubblicare contenuti è un ulteriore lavoro e lo vedo tutti i giorni, ogni volta che devo scrivere per i miei due blog e creare contenuti per i social media.

Su come creare contenuti si potrebbe scrivere un libro. Però qualcosa, in base alla mia esperienza, si può dire. Una strategia che mi ha permesso di ottenere un maggiore apprezzamento in termini di commenti e condivisioni.

  • Differenziare i contenuti: osare, sperimentare, perché il blog serve anche a questo. Non possiamo restare ancorati ai soliti post, ma dobbiamo creare sempre qualcosa di nuovo.
  • Content marketing istantaneo: creare contenuti per blog e social media cogliendo le opportunità che ci offre la rete.
  • Contenuti creati in collaborazione: post scritti a più mani, interventi in forma di mini interviste. Nuove voci nel blog, che non significa assolutamente creare un blog multiautore, ma soltanto ospitare un blogger.
  • Ebook gratuiti: pubblicare un ebook sui temi della propria nicchia deve far parte di una strategia di content marketing. Ho riscontrato molti consensi pubblicando ebook gratis.
  • Articoli controversi: e qui non parlo di post polemici o di meri attacchi senza ragione. Ma di articoli che trattano argomenti spinosi, tabù, su cui ancora c’è molta reticenza.

Il content marketing inizia dalla scrittura

Se il copywriting ha pochi elementi in comune con la scrittura creativa, di certo lo storytelling ne ha molti. Raccontare un’azienda significa narrare una storia, prima di tutto, conoscere quindi tutti i meccanismi e le caratteristiche di una storia.

Ma si può fare storytelling anche nel blogging, perché no? Veicolare un messaggio attraverso un aneddoto che ovviamente corrisponda a una storia reale possiamo considerarlo una forma di storytelling, secondo me. In alcuni casi si nota una sorta di micro-storytelling, brani di storie personali all’interno di post, che aiutano ad avvicinare il lettore al blogger.

Ma storytelling a parte, non c’è content marketing senza scrittura. Tutto parte dalla parola scritta.

Il content marketing richiede esperienza nel campo

Ogni volta che ho deciso di aprire un blog, sapevo di cosa parlare. Era come se tutta la mia esperienza avesse avuto bisogno di uscire e trovare nel blog uno sfogo, una via di fuga. La produzione di contenuti vuole questa esperienza, altrimenti non c’è creazione.

Nulla può essere improvvisato quando si parla di contenuti online. Una volta compreso il concetto di content marketing, è chiaro che non possa esistere senza una cultura diretta acquisita sul campo, senza quel bagaglio di nozioni che rende il produttore di contenuti un esperto nella sua nicchia.

Content marketing è sapere come e quando condividere

È facile pensare che basti aprire un blog e ottenere successi scrivendo post. Nel piano editoriale dobbiamo stabilire anche quando pubblicare. È uno dei punti fondamentali del blogging la frequenza di pubblicazione.

Ho avuto modo di correggere uno dei miei errori nel blogging e tornare a un calendario editoriale rigido che prevedeva quel numero di post a settimana e non più. Così come ho deciso, almeno in questo blog, di diminuire i post durante l’estate.

Sulle varie infografiche che girano in rete sugli orari più adatti per pubblicare su Facebook, Twitter, Google Plus, ecc. potremmo dire molto. La mia idea è che sono dati da non prendere alla lettera per due motivi:

  • si tratta di statistiche mondiali e noi siamo in Italia
  • ogni profilo sociale hai i suoi lettori e quindi le sue tendenze

Per stabilire quando è meglio creare contenuti per i social media è necessario fare esperimenti e test e trovare l’orario giusto, ottimale anzi, per quei precisi profili.

Content marketing è analizzare i risultati ottenuti

Ci sono contenuti che funzionano e contenuti che è bene abbandonare. Tempo fa nel mio primo blog avevo creato una serie di post dedicata ai contenuti per specifici argomenti. Erano previsti una decina di articoli, ma all’ottavo ho interrotto la serie: quasi nessun commento e rarissime condivisioni.

Il pubblico del blog voleva altri contenuti e mi sono concentrato su quelli. I lettori sono quindi aumentati e le discussioni sui commenti si sono fatte più interessanti.

La produzione di contenuti richiede un costante monitoraggio, perché il succo del content marketing è creare contenuti per i lettori, utili a loro e solo indirettamente a noi.

Il content marketing non è solo seriosità

Questo è un concetto da tenere a mente. Ho scritto post – anche se pochi – volutamente spiritosi, sarcastici, volti soltanto a divertire, intrattenere. Ma il content marketing in generale e il blogging in particolare devono anche essere rivolti al puro intrattenimento.

Non dobbiamo sempre essere educativi, informativi, accademici, tecnici. C’è posto anche per il sorriso, per il contenuto leggero che distrae, mette di buon umore e risulta più empatico degli altri.

Il content marketing cerca pionieri

Più volte ho scritto che nel blogging bisogna sperimentare. Ogni volta che l’ho fatto non me ne sono mai dovuto mentire. Non sempre è andata bene, certo, come ho spiegato nel paragrafo sull’analisi dei risultati, ma quasi sempre sì.

Creare contenuti è imprenditoria, in un certo senso, e non si è imprenditori se non si è pionieri dentro. Se non si rischia, se non si prova, se non ci si lancia in iniziative.

La vostra esperienza nel content marketing?

Che cosa potete raccontare della vostra esperienza di produttori di contenuti? Come avete lavorato e quali risultati avete ottenuto?

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