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L’escursionista

Un racconto di 300 parole

Aveva smarrito la strada. Raggiunta la cima innevata, quasi a 2000 metri, aveva deciso di tornare per un’altra via, scendendo per il versante opposto e compiendo così un giro che gli avrebbe permesso di scorgere nuovi panorami.

La neve spessa, compatta, aveva ceduto il posto a un sottile strato di neve mista a fango e foglie cadute, che rendeva la discesa poco agibile. Da lì attraversò un bosco di faggi spogli, coperti di muschio, fino a un sentiero che lo portò dritto al cancello di una proprietà privata.

Era socchiuso. Oltre si estendeva un campo e un grosso capanno deserto si innalzava dal terreno fangoso. Li oltrepassò. Più avanti incontrò una strada sterrata che collegava campi privati, recintati e immersi nel silenzio del tardo pomeriggio. La percorse, nella speranza d’incontrare qualche anima viva e chiedere informazioni.

Lungo la strada una grossa scavatrice in disuso, coi vetri della cabina rotti e le parti in metallo tutte arrugginite, stonava col paesaggio bucolico intorno, come il fuoristrada, abbandonato poco più avanti, con la vegetazione che aveva cominciato a crescere all’interno.

Poi vide una costruzione in tufo, senza porte né finestre, lasciata incompiuta, come se i lavori fossero terminati d’improvviso e mai più ripresi. Si spinse oltre, quel paesaggio lo inquietava e la sera stava calando su tutta la campagna.

Fu allora che vide l’uomo.

Un pastore di capre, che incitava con grida rauche gli animali, era proprio sotto di lui, in un terreno più a valle.

Scese per andargli incontro, ma arrivato giù soffocò un grido di terrore. Una capra sgozzata era appesa a un albero, legata a un cappio.

Fece per voltarsi, ma sentì una corda stringergli il collo e i piedi furono sollevati da terra. Tentò di scalciare e urlare, ma una lama gli recise la gola, soffocando le sue grida.

Un commento

  1. luigi leonardi
    7 agosto 2011 alle 10:44 Rispondi

    E’ l’ambizione del potere che, arrivato in cima, cerca nuove strade per smania di grandezza o per noia?
    E’ la caduta del potere umano, inevitabile prima o poi?
    E’ la fine delle sue ricchezze, nel simbolo di abbondanza della capra?
    E’ la perdita delle energie con la vecchiaia? L’abbandono della fortuna?
    Ciao, Daniele.

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