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Come NON promuovere i post del blog

Spam
Un tempo eravamo pochi nella blogosfera. Tanti anni fa, quando aprivi un blog, ti limitavi a inserire il link come firma nellʼemail o nei forum e newsgroup che frequentavi. Quella era lʼunica forma di promozione che ricordo. Bei tempi.

Poi il blog come mezzo di comunicazione è esploso, è anche morto diverse volte secondo gli (pseudo)esperti di turno, ma sappiamo tutti che i blog sono ancora vivi e vegeti e, secondo me, non moriranno mai.

Un gran numero di persone ha iniziato ad avere un blog, altri, come il sottoscritto, si sono fatti sfuggire di mano la situazione e ne hanno aperti e chiusi un bel poʼ. E allora ha cominciato a essere difficile farsi notare.

Nel frattempo sono nati i vari social media e la situazione è sfuggita di mano a tutti. Ecco finalmente un terreno fertile per spammare promuovere il proprio blog e tutti gli articoli che venivano pubblicati.

Ma i social media non erano nati per creare relazioni? Così dicono tutti, esperti e non. Ma la realtà è ben diversa e adesso lo vedremo.

Il RT del tweet

RT, per chi non lo sapesse, sta per retweet, ossia la ricondivisione di un nostro tweet o di un tweet altrui. Cʼè un pulsante in ogni tweet per creare un retweet. Ma che cosa intendo di preciso?

A condivide il post di B, B riceve la notifica su Twitter e fa un RT di quel tweet. Solo a me sembra unʼazione inutile? Forse sì.

Anche io ho fatto dei RT del genere, ma solo quando il mio post è stato condiviso non proprio in maniera automatica dal mio blog, ma con un tweet personalizzato, che aveva aggiunto valore al post condiviso. Magari era un messaggio simpatico e allora mi è sembrato bello fare un RT.

Farlo spesso a me sembra soltanto unʼautocelebrazione in più, oltre a tutta quella che normalmente si fa sui vari social media.

Lʼeffetto peperone: riproporre i vecchi post

Come si suol dire quando si mangiano i peperoni? Che ti si ripropongono per una settimana. Anche su Twitter cʼè questo (fastidioso) effetto.

Io, al massimo, condivido il mio post attuale, ma da tempo ho quasi smesso del tutto di condividere su Twitter i miei articoli. Non mi sembra più così naturale, secondo me sono gli altri che devono, se vogliono, condividere i miei post, non io che li ho scritti.

Spesso, però, vedo gente che condivide un post, ci clicco e scopro che è un post di due o tre anni fa. Io non ci rimango bene. Anzi, lo dico senza problemi, io ci rimango veramente male, perché mi sembra di aver perso del tempo, convinto della novità del momento e trovandomi invece davanti a qualcosa del passato.

“E se volessi condividere un vecchio post che ritengo ancora utile e attuale?”

Puoi avvisare i tuoi lettori, come vuole la buona educazione:

Pennamontata ha scritto “OldButGood”, vecchio ma buono, avvertendo così i suoi contatti che si tratta di un articolo datato, ma ancora valido.

La monopolizzazione di Twitter

Spesso, quando entro in Twitter e osservo la cosiddetta timeline, ossia la mia home page piena dei tweet dei miei contatti, trovo una sfilza di tweet provenienti tutti dalla stessa persona. Alcune volte anche una decina o più e sono, guarda caso, tweet di vecchi post riproposti fino allo sfinimento.

Questa si chiama monopolizzazione della timeline di Twitter: costringere lʼutente a scorrere in basso per vedere le novità. Naturalmente vengono usati strumenti come Hootsuite, che permettono di programmare in anticipo i tweet.

Soltanto a me sembra una pratica da evitare?

Lo spam nei commenti

Avete presente chi non ha mai commentato, chi non sʼè mai fatto sentire né vedere nel blog e ne approfitta esordendo con un link al suo post?

Qualcuno di voi ha inserito un link nei commenti, ma non mi ha mai dato fastidio, perché si è trattato sempre di lettori che commentano e seguono da tempo il blog. Ma quando a farlo è uno sconosciuto, non la trovo una cosa educata. E voi?

La (massiccia) condivisione nelle community di Google+ e Linkedin

Qual è il senso di una community sui social? Lo stesso, più o meno, di un forum. È un gruppo di utenti che discutono su uno o più argomenti. Relazioni, giusto?

Io sono iscritto a varie community su Google Plus e Linkedin e non ne frequento nemmeno una. Ogni tanto mi arrivano inviti, ma come faccio a seguirle tutte? Non avrei più tempo nemmeno per vivere, alla fine.

Non ho mai condiviso i miei post, se lʼho fatto credo sia accaduto una volta sola. Non so, a me non piace, mi sa davvero di spam. Che senso ha entrare in una community e lasciare il link al mio ultimo post?

È come entrare in un bar, intromettersi in un gruppetto di persone e parlare di sé. A me fa questʼeffetto. Sbaglierò, ma la vedo così.

E voi? Come condividete i post del vostro blog? Avete mai usato una delle tecniche qui esposte?

55 Commenti

  1. Banshee Miller
    27 maggio 2015 alle 07:17 Rispondi

    Più che entrare in un bar e intromettersi in una discussione, credo sia come mettersi fuori da una libreria a fare volantinaggio proponendo un libro. Lo faccio davanti alla libreria, non alle poste, o un ristorante, perché lì la clientela dovrebbe essere già un minimo selezionata…chiaro, al novanta per cento di quelli che escono e a cui caccio in mano il mio volantino non fregherà niente, ma magari al dieci, o all’uno, sì.

    • Daniele Imperi
      27 maggio 2015 alle 13:10 Rispondi

      Va bene anche la tua similitudine. Però resta sempre fastidioso, almeno per me.

  2. Serena
    27 maggio 2015 alle 07:29 Rispondi

    Alla fine valgono sempre i principi della cara, vecchia buona educazione. Su Twitter, soprattutto, succedono cose che voi umani…
    Solo che, Daniele, un poraccio che comincia a bloggare adesso come fa a farsi conoscere? Un po’ di segnalazione sui social non mi sembra il male assoluto (io non credo di farne molta. O sì? Dimmi tu. )

    • Daniele Imperi
      27 maggio 2015 alle 13:13 Rispondi

      Sì, quei principi dovrebbero essere insegnati di nuovo.
      La segnalazione sui social va bene, se fatta senza monopolizzare. Io non vedo che ne fai molta. Anzi, la tua non la vedo proprio :)

  3. LiveALive
    27 maggio 2015 alle 08:09 Rispondi

    Il segreto sta nel dare l’illusione che si stia davvero facendo qualcosa di utile e per gli altri, non solo pubblicità per sé stessi. Come direbbe Baldassarre Castiglione, ci vuole sprezzatura.
    Sai cosa non sopporto? Quelli che nel pubblicizzare qualcosa usano il tu, tipo “permettici di presentarti il nostro nuovo prodotto”: troppo affettato! Si capisce subito che si stanno facendo sforzi disumani per convincermi: non funziona!

    • Daniele Imperi
      27 maggio 2015 alle 13:14 Rispondi

      Condividere un proprio post non significa infatti fare qualcosa per gli altri, ma per se stessi. Che è normale, per carità, però oggi per me si esagera.

  4. Francesco Magnani
    27 maggio 2015 alle 08:55 Rispondi

    L’unico errore che commetto è il RT di una condivisione già avvenuta e mi rendo conto che potrei farne a meno. Ogni tanto mi capita di riproporre qualche vecchio post che ritengo valido, ma sempre mettendo davanti “[Old post]”.

    Lo spam è una cosa che proprio non sopporto.

    Le community e ti parlo di quelle dei fotografi esistono per condividere e commentare foto, ma anche articoli, quindi, non mi sa di spam. Attraverso la condivisione degli articoli, sono arrivati molti lettori che continuano a seguirmi e mi ringraziano.

    • Daniele Imperi
      27 maggio 2015 alle 13:15 Rispondi

      Sì, vedo che anche tu usi mettere [Old post]. Per le community, dipende dal loro regolamento. Ne ho vista qualcuna in cui c’era proprio scritto di condividere i propri post.

  5. Salvatore
    27 maggio 2015 alle 09:07 Rispondi

    Anche a me i peperoni vengono su per una settimana, c****! A proposito, ho appena pubblicato un post nuovo…

    P.S. può bastare questo commento per non apparire uno spammone? XD

    • Daniele Imperi
      27 maggio 2015 alle 13:16 Rispondi

      Ho visto il tuo post e questo puzza proprio di commento spam :)

  6. Enrcio Filippucci
    27 maggio 2015 alle 09:22 Rispondi

    Hai ragione Daniele, se c’è una cosa che aumenta continuamente è proprio lo SPAM e le idiozie. Io non mi arrabbio, mi difendo. Non possiamo fermare lo SPAM ne “moralizzare” la rete.
    Ti seguo con piacere perchè proprio perchè sei diverso dalla massa. Si chiama fiducia e rispetto.

    • Daniele Imperi
      27 maggio 2015 alle 13:17 Rispondi

      Anche secondo me lo spam non si può fermare. Ci possiamo solo difendere, come dici.
      Grazie per la fiducia :)

  7. Ferruccio
    27 maggio 2015 alle 09:31 Rispondi

    Quello di condividere i vecchi post ce l’ho anche se lo dico. “Vecchia intervista tornata alla ribalta perché…”, “Vecchio post sempre attuale visto ciò che succede…”. con twitter non penso di essere molto pressante.

    • Daniele Imperi
      27 maggio 2015 alle 13:18 Rispondi

      Avvisando, non dà fastidio. Ma, cavolo, ogni giorno su Twitter vedo uno stesso post condiviso. Ma che senso ha?

      • Ferruccio
        27 maggio 2015 alle 13:31 Rispondi

        Hai ragione Daniele, ma ci sono blogger che hanno scritto tre post in croce in tutta la loro attività

        • Daniele Imperi
          27 maggio 2015 alle 13:38 Rispondi

          Non nei casi che ho citato, credimi ;)

          • Ferruccio
            27 maggio 2015 alle 13:47

            Immagino :-)

  8. Roberto Gerosa
    27 maggio 2015 alle 09:57 Rispondi

    Stavo per tirare un sospiro di sollievo…avevo rispettato tutti i punti tranne l’ultimo!
    Su LinkedIn vado di condivisione selvaggia!

    Per il prossimo articolo farò più attenzione e limiterò le condivisioni a grappolo.

    Ottimo articolo come sempre, grazie mille, a presto!

    • Daniele Imperi
      27 maggio 2015 alle 13:19 Rispondi

      T’ho beccato! :)
      In che modo fai condivisione selvaggia?

    • Roberto Gerosa
      28 maggio 2015 alle 09:03 Rispondi

      Condivisione selvaggia nel senso che condivido il mio articolo su diversi, temo una decina, gruppi di LinkedIn…peraltro senza partecipare un granchè. Diciamo un incrocio tra un lurker, uno spammer e mettiamoci pure un troll!! ;-)

  9. Lisa
    27 maggio 2015 alle 13:07 Rispondi

    Io condivido i miei articoli sui social, ma non più di uno a settmana perciò non credo sia proprio spam :) In ogni caso, se abbiamo dei contenuti potenzialmente interessanti penso che non ci sia niente di male a condividerli, soprattutto all’interno di cerchie o gruppi tematici affini. Detto questo, monopolio e spam sono pratiche che detesto, in ogni forma, con qualunque contenuto.
    Grazie per il post sempre stimolante.

    • Daniele Imperi
      27 maggio 2015 alle 13:20 Rispondi

      Ciao Lisa, benvenuta nel blog.
      No, il tuo non proprio spam :)
      Secondo me bisogna vedere il regolamento delle community.

  10. MikiMoz
    27 maggio 2015 alle 13:19 Rispondi

    Se ci fai caso, ogni volta che retuitto un post altrui, cerco di inserire almeno un hashtag altrimenti lo trovo inutile, esattamente come dici tu.
    Io twitto i miei post, inserendo gli hashtag giusti.
    Ma spesso twitto anche post vecchi, dopotutto scusa… mica tutti gli articoli invecchiano!
    Ti faccio un esempio: ora che è in onda lo spinoff di Distretto, ho twittato un paio di volte la Guida a Distretto… rimane sempre un articolo completo, anche se più passano i giorni e più diventa vecchio.
    Posso continuare a twittarlo anche tra uno o due anni :)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      27 maggio 2015 alle 13:37 Rispondi

      Faccio anche io così, di solito, quando twitto post altrui.
      Nel tuo caso va bene condividere un vecchio post, perché è attinente a quello nuovo. Non sono questi i casi cui mi riferivo ;)

  11. Gloutchov
    27 maggio 2015 alle 14:14 Rispondi

    Di solito segnalo su twitter il post del giorno. Non retwitto i miei stessi post, lascio che siano gli altri (se ci sono) a usare il RT. Uso uno strumento gratuito per programmare dei tweet automatici in cui promuovo i miei ebook, non link al blog, link alla pagina di amazon dove è possibile approfondire… però lo faccio con moderazione, un tweet programmato al giorno, un ebook diverso al giorno, son 28, e i giorni rimasti vuoti niente tweet, fino al primo del mese, quando riparte la campagna con il singolo tweet. Infine, la domenica, da qualche giorno, compare sul blog una immagine che pubblicizza i miei ebook, tipo questa. Niente di invasivo.
    Rischio di passare inosservato, lo so, ma odiando lo spam, evito di farlo (non fare agl’altri ciò che non vuoi sia fatto a te – cit)

    • Daniele Imperi
      27 maggio 2015 alle 14:38 Rispondi

      Io ho usato Hootsuite qualche volta per programmare i tweet. Il confine con lo spam è facile da superare, infatti probabimente anche io passerò inosservato, però odio bombardare con messaggi promozionali.

  12. Chiara
    27 maggio 2015 alle 15:38 Rispondi

    Io usavo l’account di twitter specialmente per condividere i miei post, tant’è che è stato bloccato… solo che un link al lunedì e uno al giovedì non può essere considerato spam… ma io, con quell’account, a parte qualche scambio di battute con te, facevo poco altro. Staremo a vedere come si risolverà.

    Ho lasciato i link, talvolta, più che altro per condividere opinioni su argomenti affini che non per autopromuovermi, se non la primissima volta, quando il blog era appena stato aperto. In ogni caso, commentavo qui da circa un mesetto… :)

    La verità? Sono troppo pigra per lo spam selvaggio! :D

    • Daniele Imperi
      27 maggio 2015 alle 15:59 Rispondi

      Non credo che sia stato bloccato perché condividevi i tuoi post. Ti hanno detto così quelli di Twitter?

      • Chiara
        27 maggio 2015 alle 17:17 Rispondi

        I casi sono due: o la causa è un malware, oppure è stato erroneamente catalogato come spam… ora riprovo e vedo se l’hanno risolto :)

        • Daniele Imperi
          27 maggio 2015 alle 17:22 Rispondi

          Sì, potrebbe essere una delle due. Che cavolo, però.

  13. maura
    27 maggio 2015 alle 16:08 Rispondi

    io segnalo sempre su fb che ho pubblicato un nuovo racconto, una sola volta e appena esce. in effetti è un modo piuttosto efficace di diffondere l’informazione. spero di non fare spam pure io…

    • Daniele Imperi
      27 maggio 2015 alle 16:11 Rispondi

      No, in quel caso non è spam. È la normalità. Io nel post ho parlato di chi esagera con le condivisioni.

  14. Danilo (IlFabbricanteDiSpade)
    27 maggio 2015 alle 17:17 Rispondi

    Sui post vecchi non segnalati ci passo sopra, anche se mi infastidisce. Anche sul monopolio della TL ci passo sopra (col defollow). Lo spam dei link al proprio blog… Se è un’abitudine, mi infastidisce ma ci passo sopra in quanto penso di avere sempre da imparare, anche da vecchi post.
    Quello che VERAMENTE non sopporto sono quelli che spammano link al proprio blog a manetta senza minimamente interagire con gli altri. Ci sono persone che sfornano di continuo post, senza capire che senza interazione, puoi anche scrivere la verità assoluta, ma nessuno ti leggerà mai e chi lo fa si stuferà presto di parlare con una sparapalle da tennis.

    • Daniele Imperi
      27 maggio 2015 alle 17:21 Rispondi

      Il defollow oppure zittire il contatto su Twitter, come sto facendo io.
      In effetti il problema è quello che segnali: in quel modo non hai interazione. Magari neanche la vuoi, ma allora come pretendi che qualcuno ti legga?

  15. Marco
    27 maggio 2015 alle 18:20 Rispondi

    Interessante. Io replico spesso i miei vecchi post, ma non ho mai pensato che questa pratica potesse “disturbare”. Per questa ragione cercherò di avvisare che si tratta di roba archivio (e magari ne ridurrò il numero).

    • Daniele Imperi
      28 maggio 2015 alle 07:54 Rispondi

      È per questo che ieri hai condiviso un tuo vecchio post segnalando che era appunto vecchio? :)
      Appena l’ho visto ho pensato: Marco mi sa che ha letto il mio articolo LOL

  16. SILVIA
    28 maggio 2015 alle 09:25 Rispondi

    Ciao Daniele! E’ proprio vero: in alcuni casi la condivisione dei post sembra un vortice di frecce scoccate alla cieca, soprattutto nei gruppi di LinkedIn (“butto là il mio post e scappo via!”). Io uso LinkedIn per pubblicare sul mio profilo post nei quali riprendo l’ultimo argomento di cui ho parlato, invitando a continuare la lettura sul blog. Però non è semplice diventare “visibili” a chi potrebbe essere interessato alle nostre parole, specie se si è aperto un blog da poco… Dici che è soprattutto questione di tempo e di qualità dei contenuti?

    • Daniele Imperi
      28 maggio 2015 alle 10:52 Rispondi

      Ciao Silvia, io non seguo nessun gruppo su Linkedin, sono iscritto a un po’, ma mai seguiti. Non è certo semplice, oggi, farsi seguire. Secondo me bisogna sia creare buoni contenuti nel blog, e aspettare del tempo, sia creare una propria rete di contatti sui social, almeno quelli su cui siamo più portati a interagire.

  17. Alice
    28 maggio 2015 alle 13:27 Rispondi

    pur avendo ambizioni scribacchine, la mia auto promozione è decisamente scarsa!
    e si che io e il mio blog abbiamo più di 10 anni!
    su twitter non riesco ancora ad orientarmi come dovrei, infatti ho attività da bradipo li sopra

    • Daniele Imperi
      28 maggio 2015 alle 13:43 Rispondi

      10 anni di blog? Un bel po’ di tempo.

      • Alice
        29 maggio 2015 alle 21:45 Rispondi

        parecchio…
        prima su “style”, la piattaforma conde nast, e da 4 circa, su blogger…

  18. Grazia Gironella
    28 maggio 2015 alle 22:24 Rispondi

    Quando posto l’articolo, l’avviso compare in automatico su Twitter e Google+. Il giorno dopo posto su FB l’incipit dell’articolo, e il giorno successivo lo posto su Pinterest. Questo per non rischiare di fare arrivare l’avviso alle persone su più fronti insieme. Ecco fatto. Non uso le tecniche che hai citato, salvo qualche volta il retweet per le condivisioni di articoli recenti. Dopo avere fatto i miei pasticci in passato, credo che essere troppo pressanti nella presenza in rete sia poco rispettoso e anche poco efficace.

    • Daniele Imperi
      29 maggio 2015 alle 08:15 Rispondi

      Io non ho più automatizzato le condivisioni su Twitter. Su FB non compare più nulla, la fan page è ormai morta e non può risorgere. Su Google+ non lo condivido sempre, non ho alcuna interazione lì.

  19. Lisa Agosti
    31 maggio 2015 alle 17:16 Rispondi

    Blogger rende le cose semplici, quando pubblichi un post nuovo, lo twitta automaticamente e lo condivide su Google+.
    Non apprezzo affatto quando apro un blog e trovo: “Oggi non ho avuto tempo di scrivere un post per cui beccati questo peperone di quando avevo dieci anni”. Non sapevo che si chiamasse effetto peperone, ma rende molto bene l’idea. :D

    • Daniele Imperi
      1 giugno 2015 alle 08:09 Rispondi

      Per effetto peperone intendevo chi condivide continuamente un suo vecchio post su Twitter :)

  20. Giuse Oliva
    2 giugno 2015 alle 23:04 Rispondi

    Quando pubblico un post, in automatico pubblico anche su google +, fb e twitter.
    Ultimamente seguo un po’ di più twitter, ma tutti questi social sono stancanti e spesso e volentieri mi abbattono specie fb. Troppa gente brava (web comic e illustratori) e in genere i social mi deprimono, perciò sono abbastanza abbandonati a se stessi.

    In effetti vado a periodi!

    Ciaoo, ogni tot sparisco e riappaio :P :D

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2015 alle 07:50 Rispondi

      Anche a me stancano i social, ma soprattutto non ci trovo più nulla di interessante.

  21. Elisabetta Barbara
    3 giugno 2015 alle 04:49 Rispondi

    Sante parole!! Faccio io ora lo spam, del tuo articolo, su profilo fb e tw, forse lo capiscono meglio così! :-)

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2015 alle 07:53 Rispondi

      Grazie per lo spam :)

  22. Ryo
    3 giugno 2015 alle 10:04 Rispondi

    Se c’è una cosa che odio… sono i peperoni :D

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2015 alle 10:50 Rispondi

      A me piacciono, ma solo cucinati :)

      • Ryo
        3 giugno 2015 alle 12:58 Rispondi

        No, a me urta proprio l’idea, infatti cambio subito argomento :D
        Sulla faccenda dell’autocelebrazione non sono così drastico: mostrare che altri hanno apprezzato è un mezzo “chiave” per chi non può permettersi di pagare per fare pubblicità.
        Certo non deve sfociare in flooding, ma dipende anche da quanto incide rispetto al totale dei contenuti :-)

  23. Blogghidee
    18 agosto 2015 alle 21:50 Rispondi

    Ciao
    intervengo con piacere in questa deliziosa conversazione, tra l’altro mi è capitata per caso proprio oggi che controllavo lo spam di una delle mie community :D quindi vien proprio a fagiolo, come si suol dire!!! Be’ che dirvi avete proprio ragione! Io sopporto poco chi spamma, una community è un gruppo di persone che vuole interagire, scambiarsi pensieri su temi in cui si trova allineata, farsi due risate e conoscere amici blogger (nel mio caso) e io ne ho conosciuti davvero tanti e in gamba, di tutti i tipi! Io posto solo nei miei gruppi e in un qualche altro di fotografia che amo molto e tutti articoli unici, non uso aggregatori di Social per far prima (forse un domani – chissà) e mi piace fare una bella presentazione, mi piace chiacchierare, penso che un gruppo su un Social abbia tutte le potenzialità per diventare qualcosa di bello e di fresco, di divertente e magari spesso utile. Però devo dirvi una cosa. bisogna seguirlo un gruppo, appassionarsi, anche delegare, farsi aiutare e avere dei buoni amici che collaborano con te e sono sulla tua stessa lunghezza d’onda…
    Un caro saluto a tutti, grazie dell’ospitalità :D

    • Daniele Imperi
      20 agosto 2015 alle 20:10 Rispondi

      Ma sei del blog omonimo? Conosco questo nome.
      Io ho chiuso due community su G+, proprio a casusa dello spam. I nuovi iscritti arrivavano, piazzavano il linkino e sparivano.

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