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I miei 3 errori più grandi nel blogging

Errori blogging

Dal 2005 sono passati quasi dieci anni. Tutto questo tempo a creare blog e a scrivere articoli. Migliaia di articoli e centinaia di pagine web. Numeri che vogliono dire una sola cosa: non è mai la quantità che ci rende perfetti, ma la qualità.

In tutti questi anni ho commesso alcuni errori, tre principalmente, che voglio confessare perché da quegli errori ho imparato e qualcun altro potrà fare lo stesso.

#1 – Scrivere senza un piano editoriale

C’era un tempo in cui non si parlava di piano e calendario editoriali. In realtà, ancora oggi, sono convinto che qualcuno non sappia cosa siano. Un tempo si apriva un blog e si diceva la propria. Si parlava al mondo e forse quei tempi erano migliori, forse c’era più umanità nel blogging di ora.

Ho fatto così per parecchi anni. Ho aperto 20 blog, sugli argomenti più disparati, e ho semplicemente scritto. Ora quei blog sono morti e gli unici che restano in vita sono quelli che hanno un progetto ben chiaro alle spalle.

Specialmente nel blogging aziendale il piano editoriale ha un’importanza enorme, perché è proprio da quel piano che dipende tutta la comunicazione online dell’azienda.

Il sito serve per vendere, ma il blog serve per comunicare. Cosa? Non certo quanto siete bravi e quanto sono ottimi i vostri prodotti e servizi. Serve a comunicare chi siete, serve a conquistare potenziali clienti, ma non li conquisterete cercando di vendergli qualcosa ogni giorno, ma aiutandoli a vivere una parte della loro vita in relazione a ciò che vendete.

#2 – Pubblicare post più di una volta al giorno

Nel mio blog Penna blu pubblicavo inizialmente 2 volte a settimana, ma dopo 3 mesi ho iniziato a pubblicare ogni giorno. C’è stato un periodo particolarmente florido, in cui avevo tantissime idee, e così ho commesso l’errore di pubblicare diverse volte anche nel pomeriggio.

In una sola settimana sono arrivato perfino a pubblicare 17 post. Perché è un errore? Perché il lettore è stato bombardato di articoli e non poteva certo trovare il tempo per leggere e commentare tutto. Quel materiale mi avrebbe fatto invece comodo per arricchire il calendario editoriale, pianificandone la pubblicazione nei giorni successivi.

Un blog ha un unico scopo: quello di comunicare dei messaggi e la comunicazione deve arrivare al lettore, che dovrà recepirla, farla sua, apprezzarla. Tutto questo richiede tempo. Forse è sbagliato pubblicare ogni giorno, forse no. Con la newsletter e i feed reader il problema è risolto: il lettore deciderà quando leggere e come i nostri post.

Ma mai pubblicare più di un articolo al giorno: non ha senso. Non arriveremo al lettore, lo allontaneremo, anzi.

#3 – Scrivere senza far sentire la persona

Perché apriamo un blog? Anche se molte aziende ancora non ne capiscono l’importanza o preferiscono fare a modo loro, si apre un blog per farsi leggere. Ma la lettura in sé non è sufficiente, almeno nel blogging.

Per la lettura senza interazione esistono i libri. Ma un blog ha bisogno di coinvolgimento, partecipazione, discussione, critica. Un blog rappresenta un percorso professionale, ma anche di vita.

Ho scritto i miei articoli in modo puramente accademico: il tema era quello, la guida, il tutorial, il consiglio per fare qualcosa. Tutto gettato lì al lettore senza quell’empatia che deve generare. Senza creare emozione.

La scrittura per il web ha un lato tecnico, è vero, ma solo nell’impostazione, non certo nello stile e nel linguaggio. La tipografia e l’impaginazione di un articolo nel blog rappresentano soltanto la presentazione del post, come in un libro ci sono la copertina, la carta, tutta quella veste editoriale che permette al lettore di riconoscere in modo intuitivo ciò che sta leggendo.

Ma lo stile dello scrittore e la storia che racconta devono emozionare. Devono catturare il lettore, tenerlo lì. Così dobbiamo scrivere i nostri post: magnetizzando il lettore e facendolo tornare da noi, perché sa che da noi troverà un ambiente che l’accoglie.

Gli errori che puoi commettere nel blog aziendale

Aprire un blog aziendale non vi farà vendere di più. Non ci vuole davvero nulla per aprire un blog, adesso. Per installare la piattaforma WordPress esistono tante guide online (a breve, spero, tornerà la terza edizione gratuita della mia guida), così come ci sono tanti temi grafici.

Se come aziende e professionisti pensate che questo sia sufficiente, allora è meglio lasciar perdere col blogging.

  • Snobbare il blog aziendale: a che mi serve? Ho sentito dire questo. Ci sono siti aziendali che pubblicano un gran numero di contenuti nel sito. Ma quei contenuti sono morti. Sì, nel vero senso della parola. Sono pagine mute che restano là, come un cartello fissato al muro. Se quei contenuti, scritti in modo coinvolgente, fossero apparsi in un blog, sarebbero stati commentati. E col dialogo si migliora.
  • Non affidarti a un professionista: un’azienda, lo ripeto sempre, è forte nel suo campo. Ma il suo terreno di gioco non sono certo il blogging né la scrittura. Chi conosce questo mondo potrà dare i consigli più validi, potrà scrivere articoli in grado di creare quella partecipazione che renderà l’azienda più forte.
  • Scrivere senza saper scrivere: ho letto articoli scritti direttamente da qualcuno dell’azienda. Oltre a contenere gli immancabili errori grammaticali, oltre a non rispettare quelle regole basilari della scrittura online, non lasciavano trasparire la persona, non creavano emozioni.
  • Promuovere il prodotto e non la persona: per il marketing vero e proprio esistono altri canali. Nel blog aziendale bisogna offrire qualcosa di utile al cliente. Questo stesso blog è come fosse un blog aziendale: io non sto vendendo nulla. I miei servizi sono nel sito. Ma se cliccate nella voce Blog, non finite nella sezione commerciale del sito, ma in quella delle risorse e del dialogo.

Se non siete ancora convinti di quanto possa esservi utile un blog aziendale, potete ascoltare un post-audio realizzato da Paolo Fabrizio su come utilizzare il blog aziendale per fare business.

Quali sono i vostri errori nel blogging?

Magari potrebbe nascerne un meme. Nel mondo anglosassone si chiama outing, dire qualcosa di sé per farsi conoscere meglio. E cosa c’è di più efficace del confessare i propri errori?

6 Commenti

  1. MikiMoz
    22 aprile 2014 alle 02:01 Rispondi

    Il secondo errore lo condividiamo: io lo chiamo “foga del verginello”. Apri il blog e sembra che devi dire tutto e subito, come se altrimenti non ci fosse più tempo per postare, poi XD

    Moz-

    • Daniele
      22 aprile 2014 alle 16:20 Rispondi

      Mah, diciamo che nel mio caso non era proprio questa foga del verginello, però scrivevo nei blog da diversi anni. Non so proprio cosa mi fosse preso a quel tempo :D

  2. Giada
    7 luglio 2014 alle 14:36 Rispondi

    Il primo errore è sicuramente il più comune e nel caso dei blog aziendali è anche facile dimenticarsi di effettuare una keyword strategy prima di impostare la piattaforma, ecco perchè ora noi ci facciamo particolare attenzione!

    • Daniele
      7 luglio 2014 alle 15:03 Rispondi

      Ciao Giada, benvenuta nel blog.

      La strategia delle parole chiave la inserisco nel piano editoriale: là devi impostare tutta la tua comunicazione nel blog, quindi scegliere le giuste categorie e i temi, in termini di parole chiave, da trattare.

  3. carla
    10 luglio 2014 alle 14:10 Rispondi

    Ciao Daniele, molto interessante quello che scrivi, dato che sono una blogger alle prime armi apprezzo molto i tuoi suggerimenti. Da un paio di mesi ci siamo messi in 3 amici e siamo ancora molto alla scoperta di questo mondo. Dato che in due veniamo dalla comunicazione il primo errore non l’abbiamo fatto. Invece sul secondo io sono quella che tende più di tutti ad avere l'”ansia” di riempire. Il terzo non mi viene spontaneo perché il mio stile è naturalmente naturale :). Ma il principale incubo è come allargare il giro e distribuire l’informazione che esiste il sito o che ci sono nuovi post. Ovviamente usiamo i social ma non portano grandi risultati, sicuramente non incrementano i lettori. Non ho ancora scoperto i trucchi che fanno la differenza. Tu cosa suggerisci? grazie!

    • Daniele
      10 luglio 2014 alle 15:01 Rispondi

      Ciao Carla, benvenuta nel blog :)

      Ho dato un’occhiata ai post. Secondo me sono un po’ troppo freddi e manca un certo coinvolgimento per il lettore, utile sia per avere commenti sia per spingere i lettori a condividere i vostri post.

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