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Equilibrare le parti di un racconto

Storyline

Una storia dovrebbe seguire un percorso parabolico, un inizio, un crescendo, un apice e poi una discesa, fino alla conclusione. L’inizio introduce, il crescendo deve mantenere viva l’attenzione del lettore, poi si arriva al culmine e alla conclusione.

Il diagramma della storia – l’immagine viene dal sito Criminal Brief – è una linea curva asimmetrica. Dopo l’apice, il climax, la fine non deve tardare ad arrivare, perché non c’è più nulla per poter tenere il lettore attaccato alle pagine.

Ho avuto uno di questi problemi in un paio di racconti. C’era troppo squilibrio fra la prima e la seconda parte del racconto. In poche parole, la fine precipitava dopo il climax, mentre avrebbe dovuto discendere, anche se con una pendenza maggiore rispetto all’inizio.

Mancava, quindi, del materiale, i racconti sembravano incompleti, la fine giungeva troppo improvvisa, come se avessi avuto fretta di terminarli.

Nel primo caso è stata una svista nella scaletta del racconto, nel secondo caso, invece, non ho tenuto conto di due punti che avevo segnato nella scaletta. Una specie di ripensamento, l’ispirazione dell’ultimo minuto, forse.

Non c’era un equilibrio nei racconti e chi li ha letti me l’ha fatto notare, anche se io stesso me ne ero accorto.

Come equilibrare le parti di un racconto?

Secondo me ci viene in aiuto la scaletta, in cui possiamo gestire il nostro racconto come vogliamo, tagliando, modificando a nostro piacimento fino a raggiungere la forma migliore. Nella scaletta possiamo renderci conto se c’è questo equilibrio, se la fine arriva al momento giusto, se il climax è posizionato nel punto opportuno.

Nella scaletta il nostro racconto è ancora in fase embrionale, sta nascendo. Possiamo quindi modificarlo geneticamente, anziché amputare e trapiantare dopo, operazione più lunga e invasiva.

Questa secondo me è la soluzione migliore. Se pensate che ne esistano altre, scrivetelo pure nei commenti.

4 Commenti

  1. Marco
    2 agosto 2011 alle 08:10 Rispondi

    Sento un campanello d’allarme quando inizio a seguire troppo un personaggio. Allora mi rendo conto che c’è qualcosa che non funziona, dico a me stesso: “Questa roba è efficace? Davvero serve? O è solo un ammucchiare parole?”
    Se riesco a uscirne, lo faccio cambiando prospettiva, rendendo protagonista un personaggio che prima era solo marginale.

  2. Michela
    2 agosto 2011 alle 13:53 Rispondi

    Ecco, molto interessante. Questo è un punto che mi manca completamente, buono spunto su cui riflettere :)

  3. Daniele Imperi
    8 agosto 2011 alle 10:30 Rispondi

    @Marco: buona idea la tua.

    @Michela: rifletti bene, allora :P

  4. Il meglio di Penna blu – Agosto 2011
    2 settembre 2011 alle 05:01 Rispondi

    […] Continua a leggere Equilibrare le parti di un racconto. […]

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