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Enormità

Un racconto di 1800 caratteri

Enormità

Un sole senza calore illuminava il cielo asciutto, mentre l’uomo avanzava lungo il sentiero, diretto al paese vicino. Camminava dall’alba. Lo zaino, sulle spalle, cominciava a pesare.

Aveva attraversato la pianura, uscito dall’abitato, poi si era diretto verso le colline, dove un ponticello scavalcava un fiume che scorreva pigro sul letto sassoso. Aveva preso una vecchia mulattiera, che moriva a ridosso di alcuni campi coltivati. Oltre, dopo un bosco di faggi, il sentiero.

Si fermò per bere un po’ d’acqua dalla borraccia. E lo vide. Alto, largo circa un metro, la cima arrotondata. Fisso in terra, come il tronco morto di una foresta inesistente.

Un palo enorme.

A cosa potesse servire, l’uomo non riusciva a capire. Una costruzione, forse. O una linea telefonica.

Con un diametro come quello?

Incuriosito, accelerò il passo. Dopo alcuni metri inciampò su una grossa radice conficcata nell’erba, sfilacciata come una corda di canapa. La osservò. Non era una radice. Non era legno, quello.

Era una corda. Del diametro di almeno venti centimetri. Cercò di cavarla fuori, ma non vi riuscì. Pareva fosse diventata tutt’uno col terreno.

Confuso, continuò a camminare. Nessuna casa attorno, solo silenzio. Troppo.

Dov’erano finiti gli uccelli?

In quella stagione nei campi ve n’erano molti, le strida che riempivano l’aria.

Pochi minuti dopo raggiunse la radura dove il palo era infisso. Strani oggetti, enormi, sparsi ovunque. Si aggirò guardingo in quella sorta di discarica. Riconobbe il campanaccio arrugginito di una mucca. Largo mezzo metro, poteva pesare dieci chili.

Si guardò attorno. Ansia e paura. Poi il sole si oscurò. Un’ombra immensa si allungò sul terreno. Indescrivibile. Qualcosa l’afferrò e tirò su. Un puzzo micidiale. Umido. Oggetti biancastri si chiusero sulle sue ossa, frantumandole.

18 Commenti

  1. Lucia Donati
    30 settembre 2012 alle 09:42 Rispondi

    Chissà quanto latte poteva produrre!(guardiamo il lato positivo…).

    • Daniele Imperi
      30 settembre 2012 alle 15:28 Rispondi

      A questo non avevo pensato :D

      • Lucia Donati
        30 settembre 2012 alle 17:19 Rispondi

        Beh: sai che spesso vedo il lato comico delle cose…

  2. Lucia Donati
    30 settembre 2012 alle 09:48 Rispondi

    E la classifica… Dato che questa settimana il numero dei post è stato superiore al solito, la scelta si è rivelata difficile!
    1)Progetti di scrittura; 2)Apologia dei book blog; 3)Il futuro della lettura; 4)I blog non son commenti. Il raccontino di oggi è carino.

    • Daniele Imperi
      30 settembre 2012 alle 15:28 Rispondi

      In pratica ti sono piaciuti tutti e 4 i post che non avevo programmato, ma che sono nati lì per lì :)

      • Lucia Donati
        30 settembre 2012 alle 17:22 Rispondi

        Anche quello sulla documentazione! Ma, più o meno mi sono piaciuti tutti: ho messo nelle classifica solo i primi quattro…

  3. Roberto Bommarito
    30 settembre 2012 alle 11:09 Rispondi

    Molto ben scritto: complimenti!

  4. franco zoccheddu
    1 ottobre 2012 alle 14:04 Rispondi

    A proposito di piccole e grandi cose: esiste una teoria dell’universo secondo cui esso è in effetti una sfera di qualche centimentro, le galassie lontane sono quasi attaccate a noi, e il nostro braccio non le tocca per il semplice motivo che vige la strana legge che se un oggetto si allontana allora rimpicciolisce. Insomma: l’universo è minuscolo, ma ci sembra enorme.

  5. Romina Tamerici
    4 ottobre 2012 alle 12:49 Rispondi

    Be’, originale a dir poco! Una mucca gigante?!

  6. Kukuviza
    1 aprile 2017 alle 13:01 Rispondi

    C’è qualcosa in racconti come questo che mi ricorda “Ai confini della realtà”.

    • Daniele Imperi
      2 aprile 2017 alle 07:19 Rispondi

      Ma guarda che racconto vecchio sei andata a pescare :D
      In parecchi racconti bonsai infatti ho pensato di raccontare qualcosa di irreale o quasi.

      • Kukuviza
        2 aprile 2017 alle 09:36 Rispondi

        :-D
        Mi ricorda quel telefilm perché alla fine succedeva spesso qualcosa che ti faceva riconsiderare l’episodio da un’altra prospettiva. Ad esempio, in una puntata c’era una vecchia che per tutto il tempo combatteva con delle specie di mini-alieni. Alla fine, proprio un secondo prima che lei distruggesse con la scopa l’astronave aliena, da questa si sentiva un messaggio da cui lo spettatore capiva che l’astronave era terrestre ed era finita su un pianeta popolato da creature giganti.

        • Daniele Imperi
          2 aprile 2017 alle 09:44 Rispondi

          Belle quelle storie con la doppia prospettiva :)
          Se ti va, ho scritto con quella tecnica: http://pennablu.it/servitu/

          • Kukuviza
            2 aprile 2017 alle 12:39 Rispondi

            L’ho letto proprio ieri. Sarebbe perfetto se non fosse per la foto e i nomi particolari che mi hanno fatto presagire…:-D Forse con tutti nomi inglesi si maschererebbe.

            • Daniele Imperi
              2 aprile 2017 alle 13:08 Rispondi

              Cavolo, hai ragione, la foto mi sa che inganna…
              E anche la diversità dei nomi… grazie dell’idea, li cambierò ;)

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