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Quando l’editing fa acqua

Leggendo I pilastri della Terra

I pilastri della TerraDa una casa editrice divenuta un colosso dell’editoria italiana ci si aspetta un capolavoro di traduzione e editing. O forse sono il solo che si aspetta così tanto.

Leggendo I pilastri della Terra ho notato parecchie ripetizioni, che non dovrebbero verificarsi se un romanzo è stato sottoposto a un buon editing. E, soprattutto, a una buona e fedele traduzione.

Ho già avuto modo in due occasioni di criticare il lavoro dei traduttori italiani, che si prendono secondo me troppe libertà nel testo, molte volte non rispettando il brano originale o perfino inventando di sana pianta alcuni pezzi.

La mia lettura si è fatta col tempo più attenta e critica e quello che prima passava inosservato, adesso risalta nelle pagine. Ne risulta talvolta una lettura infastidita da un lavoro editoriale scadente, che pregiudica la qualità di un’opera letteraria.

Iniziamo col primo brano, che contiene una ripetizione grossolana e vistosa, trovata a pagina 322:

Philip si chiese se Waleran se li aspettava.

Philip chiese a Waleran: «Hai visto…».

Versione originale del brano

Philip wondered whether Waleran had expected them.

Philip said to Waleran: “Do you see–“

I verbi sono diversi. L’unica ripetizione di Ken Follett sta nel nome, ma forse in inglese non si bada a questo. Altre lingue, altre culture. Da noi la ripetizione del nome avrebbe fatto storcere il naso a molti. I verbi, però, sono diversi: to wonder (chiedersi) e to say (dire).

Più avanti, a pagina 481, un errore di stampa rende il brano oltre che ripetitivo anche non troppo chiaro.

William disse: «Prendi una corda». William uscì.

William intaccò le altre due travi.

Versione originale del brano

William said: “Get a rope.” Walter went out. William cut in the other tow timbers as deeply as he dared.

Perché avrebbe dovuto uscire William, se stava dentro il mulino e voleva spaccare le travi con l’ascia? Dal testo originale vediamo infatti che fu Walter a uscire.

Questi sono solo due esempi, fra i tanti che ho trovato nel romanzo. Romanzo che mi ha appassionato, ma che avrebbe avuto bisogno di un traduttore e un editing migliori.

Non credo che troverò mai una traduzione che mi vada a genio. Ma purtroppo è impossibile leggere ogni opera in lingua originale.

13 Commenti

  1. Salomon Xeno
    13 febbraio 2012 alle 09:57 Rispondi

    Io sono un lettore piuttosto superficiale, ma mi capita di trovare ogni tanto esempi del secondo tipo, dove un nome diventa l’altro, e ti assicuro che ogni volta è un dramma. A me piace lasciarmi trasportare dal flusso della storia, magari passando sopra certe piccole incongruenze, ma questo genere di errori si profila un po’ come uno scoglio in alto mare (passami la similitudine).

  2. franco zoccheddu
    13 febbraio 2012 alle 11:06 Rispondi

    A proposito di scambio di nomi: il più grande errore che trovo nei libri in traduzione è, secondo me, il nome dell’autore. Un romanzo viene di fatto riscritto da chi traduce. Lo so, è idealismo puro.

  3. Sofia Stella
    13 febbraio 2012 alle 11:39 Rispondi

    Mi sa che è una sorta di tendenza della nuova moda di far uscire qualsiasi cosa nei più brevi tempi possibili, libri compresi.
    Io ho sentito parlare della pessima traduzione di un romanzo di Cassandra Clare, Shadowhunter – Le origini: l’Angelo.
    A parte il fatto che il titolo non corrisponde per niente a quello originale (nella parte sull’angelo c’era scritto Clockwork Angel, ovvero Angelo Meccanico; eliminando il ‘meccanico’ il titolo perde di significato…e rimane del tutto slegato dal contenuto del romanzo), mi è stato detto da chi ha letto la versione in italiano che è piena di refusi e di adattamenti messi giù a casaccio.
    Io ho letto il romanzo direttamente in inglese, quindi poi non l’ho riletto in italiano, però frequento numerosi siti di recensori di romanzi, alcuni fatti anche molto bene e su tutti ho trovato il medesimo commento: “Se potete, leggetelo in inglese, perché la traduzione italiana è terribile. Da Mondadori ci saremmo aspettati un’edizione più curata”. Già, Mondadori. Ora, se non ci si può aspettare qualità da un colosso come Mondadori…

  4. Daniele Imperi
    13 febbraio 2012 alle 12:52 Rispondi

    @Franco: il traduttore deve tradurre, non riscrivere :)

    @Sofia: il problema è anche secondo me la fretta.

  5. Sara Lo Giudice
    13 febbraio 2012 alle 13:31 Rispondi

    Come hai detto in inglese le ripetizioni sono piuttosto frequenti, tanto è vero che il traduttore ha il compito non solo di tradurre, ma di impegnarsi a ridurle al minimo cercando sinonimi e perifrasi proprio per eliminare un effetto che per la lingua italiana è cacofonico e fastidioso (oltre a essere segnato in rosso da qualsiasi insegnante che si rispetti); detto questo se il traduttore ricorre a una ripetizione anche quando l’autore non lo fa beh…
    @Sofia: purtroppo è proprio dai colossi dell’editoria che ci si devono aspettare traduzioni e editing più grossolani perché essi si pongono come obiettivi primari la quantità e la rapidità, spesso a scapito della qualità; al contrario una piccola casa editrice tende a prediligere un lavoro accurato perché deve puntare a un prodotto qualitativamente elevato per garantirsi la clientela.

  6. Angelo
    13 febbraio 2012 alle 14:19 Rispondi

    Ciao Daniele.

    Ho letto da poco la riedizione Fanucci di Hyperion e gli errori di stampa sono davvero tanti (anzi troppi).
    Va bene far uscire un libro a prezzo così basso, ma perdere così tanto in qualità non mi pare professionale (e, da quello che ho letto in rete, la riedizione di Dune è anche peggio)

    Ciao
    Angelo

  7. Romina
    14 febbraio 2012 alle 00:13 Rispondi

    Dato che nel prossimo futuro voglio leggere “I pilastri della terra” che traduzione mi consigliate? Se ne esiste una di passabile… io poi le ripetizioni le sopporto davvero poco (le segnalo sul testo anche nei libri che studio per l’università…)!
    Sono d’accordo sul fatto che tradurre un libro a volte è un po’ come scriverlo di nuovo. Credo che conosciate tutti “Esercizi di stile” di Queneau. Beh, la traduzione di Eco ha richiesto un grande lavoro di adattamento e ristesura. Questo per complimentarmi con Eco e ricordargli che cose grandiose sa fare, così magari perdonerà il mio post un po’ acido di qualche settimana fa!
    Bel post, Daniele! Davvero interessante e con esempi puntuali!

  8. Daniele Imperi
    14 febbraio 2012 alle 08:52 Rispondi

    Non esistono altre traduzioni oltre quella di Mondadori. Quindi ti consiglio di leggerlo in inglese.

  9. Mirko
    14 febbraio 2012 alle 10:14 Rispondi

    Qualcuno sa, per curiosità, quanti libri si pubblicavano 10 20 30 anni fa in Italia e quanti oggi? Secondo me non riescono più a reggere il ritmo, ormai sono diventati leggi e fuggi, ogni settimana all’angolo del supermercato trovo sempre libri nuovi e non sempre se ne sentiva l’esigenza.

    E comunque la gente tranne poche persone non vedono gli errori, quindi tra far uscire qualche libro in più con errori e non farli uscire secondo me scelgono la prima.

    Peccato mi incuriosiva I pilastri della Terra, lo avevo segnato fra quelli da leggere.

  10. Sara Lo Giudice
    14 febbraio 2012 alle 15:50 Rispondi

    Angelo,

    Ciao Angelo,
    A me dispiace dirlo, ma trovare un’edizione Fanucci che non faccia acqua è un’impresa improba!!!

  11. Erin Wings
    28 maggio 2015 alle 13:19 Rispondi

    Il punto è proprio questo, credo. La Mondadori è un colosso. Le case editrici grosse probabilmente hanno anche più fretta di lanciare nuovi libri nel mercato, perciò non fanno sempre un buon lavoro; mentre le case più piccole devono stare anche più attente a non perdere lettori. Questo fatto mi dà molto fastidio. I libri non costano poco e c’è chi, come me, non può leggere un libro in lingua originale perchè impossibilitato dalla poca conoscenza della lingua. Allora, però, a cosa servono i traduttori se non fanno un buon lavoro? Ora, comunque, sto generalizzando. Con questo non voglio dire che non siano bravi, anzi io li ammiro molto. Solo che questo tipo di lavoro dovrebbe sempre essere fatto bene, perché è giusto che la traduzione sia più possibile fedele. Poi, dopo aver pagato, noi lettori abbiamo il diritto di goderci la lettura, senza tutti questi orrori.
    Un buon esempio è la saga Cronache del ghiaccio e del fuoco di Martin, saga che io amo e sto finendo di leggendo adesso. Io non l’ho letta in lingua originale, quindi non so molto, ma qualche errore non da poco l’ho notato pure io che sono una lettrice a dir poco superficiale. Io direi che una casa editrice come la Mondadori dovrebbe vergognarsi di errori simili.

    • Daniele Imperi
      28 maggio 2015 alle 13:41 Rispondi

      Anche sulla saga di Harry Potter, edita da Salani, hanno fatto pasticci nella traduzione.

  12. Erin Wings
    28 maggio 2015 alle 21:27 Rispondi

    Davvero? non lo sapevo… Pure Harry Potter! Mi sa che devo imparare bene l’inglese…

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