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Marketing editoriale: in cosa può risparmiare lo scrittore?

9 metodi economici per promuoversi online come autori

9 metodi economici per promuoversi online

Pubblicare un libri in self-publishing costa, lo abbiamo visto: qualcuno sʼè anche paventato e non a torto. Quelli che ho mostrato, comunque, sono i costi da sostenere per creare un ebook e venderlo in autoproduzione.

Ma non è certo lʼintera spesa che deve affrontare un autore, se vuole davvero vendere le sue opere. A prescindere che si dedichi al self-publishing come autore indipendente o si affidi a una casa editrice, sappiamo tutti che la questione marketing è spinosa: lʼautore deve imparare a promuoversi, deve partecipare alla promozione del suo libro.

Gli esperti di marketing editoriale possono aiutarci, ma vogliono essere pagati. E non possiamo certo fargliene una colpa: il lavoro si paga e basta, su questo non si discute.

Qual è la spesa che potete affrontare? Quanto potete spendere in marketing per ogni libro che volete pubblicare?

Cʼè anche da dire che ogni forma di pubblicità e ogni azione di marketing sono solo tentativi: nessuno, cioè, può darvi la certezza matematica che porteranno risultati positivi, che vi faranno vendere un numero preciso di copie. Se ve la dà, allora vi sta prendendo in giro, come i presunti SEO che vi assicurano la prima posizione su Google.

Ci sono però dei metodi economici di marketing editoriale, metodi che ognuno di noi può imparare. Alcuni di questi sono usati ogni giorno da molti blogger scrittori, altri possono essere imparati con un poʼ di esercizio.

Creare e gestire un blog

Il blog perfetto per uno scrittore non esiste. Quando ne ho parlato, ho specificato che «Penna blu» è il blog perfetto per me, ma ciò che pubblico potrebbe non andare bene per altri autori. E vedendo cosa pubblicaste voi e altri, mi pare più che ovvio che sia così.

Qualche argomento coincide, ma poi i vari blog divergono, prendono ognuno la propria strada.

Creare un blog è unʼoperazione facile e difficile insieme: la prima volta che si apre un blog ci si trova spaesati, ma nel mio post della settimana scorsa ho voluto sottolineare come alla fine tutto si riduca a 3 semplici elementi.

E la gestione del blog? Uno scrittore è una persona che sa scrivere, quindi non credo assolutamente che non sappia cosa scrivere nel suo blog né che non trovi idee per scrivere articoli, almeno uno a settimana.

Imparare a scrivere post è tutta questione di esercizio, come pure imparare 4 regole della SEO per ottimizzare i post e permettere al blog di esser trovato più facilmente.

La parte tecnica non è così complessa come sembra. Quando ho installato WordPress la prima volta, ormai oltre 10 anni fa, in un post lessi che poteva installarlo anche un bambino di 8 anni. E è vero.

Quanto costa un blog in termini di moneta sonante? Io sono fissato e convinto che sia meglio acquistare un proprio dominio con spazio web, che costa circa 20 euro lʼanno: una spesa più che fattibile.

Creare una scheda libro

Una volta che avete il vostro blog e avete pubblicato il vostro libro o ebook, è il momento di pensare a creare una scheda. La scheda libro è una pagina promozionale da inserire nel blog, scritta appositamente per vendere o per far scaricare il vostro ebook.

Risorse

Scrivere una logline

Tempo fa abbiamo parlato in modo approfondito di come scrivere la logline per un libro. Anche se il copywriting non rientra nella scrittura creativa, tuttavia la scrittura di una logline è un breve testo che chiunque di noi, con un poʼ di pratica, può redigere.

Scrivere una tagline

Se scrivere uno slogan vi intriga, la tagline del vostro libro ha lo stesso significato. Non riuscite a scrivere una semplice frase? Dʼaccordo, è una frase che insieme condensa la trama del libro, ma senza svelare troppo, e convince il lettore a leggerlo.

Ma non è lo slogan di un prodotto da migliaia di euro. È lo slogan di un libro: stuzzica la curiosità del lettore.

Scrivere un comunicato stampa editoriale

Non ho più scritto comunicati stampa, né quindi ne ho scritto uno per il mio libro. Non so quanto sia ancora utile scrivere comunicati stampa, ma di certo male non fa. Esistono ancora dei siti in cui pubblicarli.

La scrittura di un comunicato stampa editoriale è una scrittura tecnica: non richiede creatività, ma solo essenzialità e chiarezza. È freddo, distaccato, deve soltanto informare i lettori che esiste quel libro in commercio.

Realizzare il sito del libro

Più volte ho detto che non sempre è necessario creare un sito per promuovere un libro, quindi resta unʼoperazione da valutare opera per opera.

Che cosa occorre per realizzarne uno? Ci sono competenze specifiche?

In realtà no. Vi basta:

  1. acquistare un dominio con spazio web
  2. installare WordPress
  3. acquistare un tema responsive
  4. personalizzarlo

Sul serio: zero competenze. I temi responsive hanno una guida che vi spiega passo passo cosa fare e potete personalizzarli senza conoscere nulla di codice HTML e programmazione.

Il costo di un tema responsive? Da 10 euro circa in su.

Curare le relazioni sociali

Imparare a stare sui social media senza disturbare: a questo bisogna mirare. Molti autori, come ho detto più volte, continuano a fare spam, a chiedere recensioni senza neanche conoscerti, a buttarti link su pagine di acquisto di Amazon.

Questo non è fare relazioni sociali. È farsi odiare dai potenziali lettori.

Gestire un profilo social è unʼaltra operazione economica: online è pieno di blog di esperti in social media marketing in cui trovare articoli per imparare a usare i vari social e a non sbagliare, soprattutto.

Scrivere guest post

Pratica che non tutti ancora mettono in campo. Scrivere un guest post vi porta allʼattenzione dei lettori di un blog. Nella firma potete promuovervi, ma nel testo dovete regalare informazioni utili a quei lettori.

Questa pratica non piace a molti perché richiede tempo per ricevere risultati. E non sempre, o forse quasi mai, quei risultati sono visibili. Lʼautore moderno tende a scegliere metodi veloci di marketing editoriale, mentre il guest blogging è soprattutto un metodo indiretto: porta visite al proprio blog, che a sua volta pubblicizza un autore.

Quello che pochi vedono, però, è che grazie al guest blogging il nome dellʼautore inizia a circolare.

Fare comment marketing

Quasi tutti i blog di scrittori emergenti o aspiranti tali li ho conosciuti grazie ai commenti che hanno lasciato qui e altrove. È chiaro che non mi hanno attirato blogger che hanno scritto un semplice “Bel post, complimenti”.

Questo significa che, se volete attirare lʼattenzione, impegnatevi a scrivere un commento che lasci il segno. Un commento che dia al post un valore aggiunto. Curare anche lʼimmagine: assicuratevi di avere un avatar.

Complessivamente tutte queste 9 operazioni possono richiedervi la spesa di 30 euro, 20 dei quali annuali e il resto una tantum. Se conoscete altri metodi economici di marketing editoriale, meglio se collaudati, segnalateli nei commenti.

25 Commenti

  1. sandra
    28 gennaio 2016 alle 8:50 am Rispondi

    Io ho creato una certa empatia nel tempo con i miei lettori, al punto che diversi si sono proposti per organizzare eventi nel proprio luogo di residenza per presentare i miei libri. Con grande generosità e efficacia in circoli letterari, ristoranti, punti vendita di prodotti locali, offrendo il rinfresco, spesso in posti di grande fascino come il borgo di Brisighella e il lungomare di Imperia. Certo le spese di viaggio e di alloggio erano a mio carico, ma le ho sempre viste come un weekend fuori porta con valore aggiunto, non sempre poi è stato necessario pernottare.
    L’ultima volta infine mi hanno riconosciuto le spese di vitto e alloggio. Ho avuto uno spazio in evidenza sul quotidiano di Genova perchè un giornalista era amico del proprietario del ristorante di Alassio, e ci fu pure la famosa Miss Muretto. E ha funzionato. La cosa bella è che non mi sono fatta avanti io, ma i miei lettori. Questo solo grazie al mio modo di pormi che può piacere oppure no, spesso non è così professionale, come disse Helgaldo una volta io non sono certo una donna marketing, ma è genuino e questo per molti vale ancora qualcosa. Insomma a costo zero c’è il modo di approcciarsi con gli altri, senza sovrastrutture e presunzione.

    • Daniele Imperi
      28 gennaio 2016 alle 11:37 am Rispondi

      Una bella fortuna hai avuto, se ti hanno organizzato quegli eventi :)
      Anche questo è da mettere in conto.

    • Barbara
      28 gennaio 2016 alle 11:51 am Rispondi

      Sandra, se dovessi passare nel mio “porto”, fammi un fischio! Io nel frattempo mi spremo le meningi, che mi viene in mente solo il ristorantino dove pranziamo con l’ufficio…non è proprio il massimo…

  2. Barbara
    28 gennaio 2016 alle 11:52 am Rispondi

    Intanto, bel post, complimenti! :D

    • Daniele Imperi
      28 gennaio 2016 alle 11:56 am Rispondi

      Grazie, Barbara :)

    • Barbara
      28 gennaio 2016 alle 12:06 pm Rispondi

      Eccomi con un commento serio.
      Sul blog, direi che sto seguendo in tutto e per tutto le tue linee guida (che poi mi riesca, è un altro discorso). In realtà di dominio e spazio io sono sui 30 euro + 6 di dominio aggiuntivo (intanto me lo sono accaparrato, non si sa mai, ma non lo trovate pubblicizzato), ma ci sono parecchie offerte e caratteristiche opzionali, per cui quasi lo si può modellare come un vestito su misura.
      Si, wordpress sembra difficile, ma in realtà è un’installazione del tipo “next next next”
      A tal proposito, la prossima settimana ho un guest post proprio su installazione di wordpress fuori linea, su virtual machine, dove preparare il sito prima di andare direttamente online.
      Tutto open source, tutto free. Venghino signori venghino!
      Curare le relazioni sociali. Eh. Twitter non lo capisco, non riesco a valutarne le potenzialità. Ho visto arrivare spam di autori sui social, appena vi ho apposto la parola “writing”, mentre ancora non ho ricevuto proposte di recensire qualcuno sul blog (il che significa che non è ancora sufficientemente considerato, ma è pur presto).
      Il potere del guest post non è ancora compreso. Anche dai blog dei professionisti. Il rischio è che scrivano i contenuti solo sul loro dominio, mentre invece dovrebbero anche fare incetta di lettori diversi, su piattaforme diverse. E’ anche questione di “fare networking”, se te ne resti fermo lì, sempre sulle solite posizioni, non allarghi al cerchia, e rischi di perdere opportunità.

      • Daniele Imperi
        28 gennaio 2016 alle 12:43 pm Rispondi

        Ci sono parecchi prezzi, io ho messo solo un minimo, ma volendo ne puoi anche spendere 100 l’anno.
        Su Twitter di spam da autori ne vedo diciamo pure ogni giorno…
        Il guest posting va molto all’estero, almeno nei blog anglofoni, diciamo così. Qui ancora non decolla, secondo me. E molte volte viene mal gestito.

  3. Tenar
    28 gennaio 2016 alle 2:12 pm Rispondi

    Sono un po’ scettica sul marketing in generale, ma penso che una ricetta vera e propria non ci sia. Penso che i (pochi) self che hanno fatto il botto abbiano pubblicato il libro giusto al momento giusto, più che applicato mirabolanti strategie. Quelle che tu qui indichi sono ottime norme di buon senso, ma non penso che davvero da sole possano fare la differenza. Ci vuole un buon libro, una buona capacità di interazione (e qui ricade tutto quello che indichi) e un qualcosa in più che non so definire. Al momento cerco di applicarmi sul punto che è più di mio controllo: scrivere una bella storia.

    • Daniele Imperi
      28 gennaio 2016 alle 2:21 pm Rispondi

      Sui self che hanno sfondato penso la stessa cosa. Le norme indicate ovviamente devono essere applicate a un buon libro, non a una schifezza sgrammaticata :)

  4. Rodolfo
    28 gennaio 2016 alle 2:55 pm Rispondi

    Eh sì abbiamo questo brutto difetto di voler essere pagati :) A parte le battute, vi sono moltissime cose che un autore può fare da solo. Vi sono spese, è ovvio. Ad esempio, in aggiunta a quello che hai inserito tu (dominio+hosting), io aggiungerei per iniziare almeno un template professionale, Optimize Press (o simili) per le Squeeze Page e un servizio per i Popup (Optin Monster ad esempio). Ma nella maggior parte dei casi sono servizi che si pagano “una tantum”.

    Ciao.

    • Daniele Imperi
      28 gennaio 2016 alle 4:16 pm Rispondi

      Sì, e non sono neanche costosi quei servizi, mi pare.

      • Rodolfo
        28 gennaio 2016 alle 4:34 pm Rispondi

        No assolutamente. L’unico che costicchia è Optimize Press (ma stiamo parlando di poco più di 100 euro, una volta per sempre) che, nel caso scrivessi non romanzi ma ebook informativi, ti permette anche di realizzare una Membership.

  5. Ulisse Di Bartolomei
    28 gennaio 2016 alle 3:08 pm Rispondi

    Salve Daniele

    circa i comunicati stampa editoriali, intendi quelli gratuiti sui siti in rete o quelli acquistabili sulle testate importanti? Questa mattina ne ho cercati e ne ho trovati tre gratuiti, dove ho inserito un comunicato. Apparentemente ne stanno pochissimi in Italia.

    • Daniele Imperi
      28 gennaio 2016 alle 4:17 pm Rispondi

      Ciao Ulisse, parlavo di quelli gratuiti. Una volta ce n’erano parecchi di gratuiti. Cercando “comunicati stampa” penso che ne trovi ancora.

  6. poli72
    29 gennaio 2016 alle 7:04 pm Rispondi

    Aggiungerei al tuo gia nutrito elenco, un intelligente utilizzo dei social network.Interessare potenziali lettori con le tematiche vive che si affrontano nel libro ,non stressarli con lo sfoggio di eventuali risultati raggiunti,elenchi di incontri di presentazione o foto di copertine ridondanti.
    Ma la regina delle strategie e’ secondo me un’altra.L’Italia ha 60 mil.ni di abitanti parlanti la lingua nazionale,il Pianeta ne ha almeno 1 miliardo che parlano l’inglese. Quella della traduzione ,o meglio del procedere ,nel caso da soli , nella ricerca di un traduttore che ottimizzi il rapporto costo/qualita’ del lavoro puo’ essere un investimento da considerare.Anche in questo caso internet puo’ essere una manna .L’ideale sarebbe stringere una sorta di rapporto di amicizia/lavoro con un italoamericano (o italoinglese.canadese,irlandese o altro) che abiti il paese della lingua internazionale per eccellenza .Il traduttore ideale sarebbe quindi una persona che vive stabilmente nel paese anglosassone da diversi anni ,ma conserva nel cuore un legame sentimentale ancora vivo col proprio paese d’origine , di buona cultura ,non necessariamente un professionista ,ma comunque un amante della lettura e nello specifico del genere che andremo a proporgli.Il suo nome apparirebbe accanto a quello dell’autore e si potrebbe proporre lui un contratto di prestazione basato su un fisso piu’ una parte progressiva in relazione alle vendite.Quando penso ad una figura del genere mi viene in mente la scrittrice
    Ben Pastor.Certo ,essendo lei un’autrice di una certa fama non si perderebbe a tradurre opere altrui per cifre contenute.Tuttavia ,sono convinto che esistano persone di questo tipo.Questo in un certo senso farebbe di un autore una sorta di imprenditore che si assume il rischio di investire in un prodotto in cui crede per esportarlo globalmente.

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2016 alle 9:06 am Rispondi

      Ne ho parlato in “Curare le relazioni sociali”.
      Anche tradurre sarebbe importante, ma ha costi alti, quindi bisogna valutare bene il da farsi.

  7. Stefania
    20 luglio 2016 alle 8:22 pm Rispondi

    Buongiorno a tutti, Buongiorno Sig. Daniele .
    Sono finita sul suo blog girellando in rete in cerca dell’elenco di errori da non fare quando si scrive un romanzo (ho appena finito il mio primo libro e sto iniziando ora il duro lavoro di taglio e cucito, o editing che dir si voglia).
    Ci tengo a farle i complimenti per il suo blog, i consigli sono chiari e diretti, e mi sono stati molto utili.
    Oltre a questo, leggendo il post della signora sopra, ci tengo a segnalare che nelle mie zone (massa carrara) eventi di quel genere si organizzano sovente, inoltre , come lavoro, possiedo uno spazioso bar dove anch’io ospito spesso mostre di artisti esordienti o presentazioni di libri, devo dire che sono manifestazioni che incontrano molto gradimento. Certo la mia non è una grande città, ma se qualcuno degli scrittori in linea vuole venire a presentare il suo libro da noi è il benvenuto. Tutto a titolo gratuito ovviamente. Purtroppo non possiamo contribuire alle spese di viaggio o alloggio, ma gli artisti possono vendere liberamente le loro opere o i loro libri durante la manifestazione, così che si possa fare quante più manifestazioni possibili senza che ci siano costi gravosi da una parte o dall’altra. Sono disponibile nel caso per ogni informazione in merito.. La ringrazio ancora per i preziosi suggerimenti dei suoi post e complimenti. Con simpatia Stefania

    • Daniele Imperi
      21 luglio 2016 alle 8:11 am Rispondi

      Ciao Stefania, grazie e benvenuta nel blog. L’editing lo fa l’editor, però, non l’autore :)
      Riguardo allo spazio gratuito che metti a disposizione è una bella idea. Se l’autore deve affittare lo spazio, non ci rientrerà mai dei soldi.

  8. Stefania
    21 luglio 2016 alle 6:23 pm Rispondi

    Hai ragione, ma ho talmente paura di fare una figuraccia che me lo sto facendo da sola, prima:)
    Si, hai ragione sul fatto che se un artista o un autore deve pagare anche affitti non rientrerà mai delle spese, specie uno emergente. Per questo motivo mi è venuta l’idea, quando ho scoperto che alcuni amici dell’accademia di belle arti, quando volevano esporre nei negozi specializzati di attrezzature artistiche o in altri posti, dovevano pagare, anche se solo studenti. Ho offerto loro i miei muri per esporre gratuitamente ed è stato un tale successo che ho continuato. Sono riusciti anche a vendere delle opere. Stesso discorso per alcuni autori locali che hanno presentato il libro da me. A me in fin dei conti non costa nulla, anzi, ci guadagno in lustro e pubblicità, inoltre , essendo anch’io aspirante scrittrice, mi immedesimo e quel poco che posso lo faccio volentieri:)

    • Daniele Imperi
      22 luglio 2016 alle 8:06 am Rispondi

      Anche qui a Roma ci sono locali che offrono spazi espositivi gratuiti per artisti. Per il locale infatti è un modo per accogliere nuovi clienti :)

  9. Alessandro
    26 luglio 2016 alle 2:20 am Rispondi

    Ciao Daniele e piacere di conoscerti e di entrare (in punta di piedi) nella tua community. Complimenti per il blog, girovagavo nella rete alla ricerca di imput per ampliare i miei punti di vista e … una fortuna esser entrato in Pennablu. Complimenti per il tanto materiale di buona qualità che posso trovare tra le tue pagine, gran lavoro e gran costanza. Mi chiedevo come mai non hai mai pensato di ampliare le tue strategie di marketing con altre modalità, quali magari dei piccoli format video o qualche corso (udemy potrebbe far al tuo caso) per condividere la tua esperienza, le tue tecniche e competenze.
    Un saluto e ancora complicementi per il blog.

    • Daniele Imperi
      26 luglio 2016 alle 8:17 am Rispondi

      Ciao Alessandro, grazie e benvenuto nel blog. Se parli di video in cui io parlo ai lettori, allora non se ne parla nemmeno :D
      Non mi piace apparire in foto né tanto meno in video, non mi sento a mio agio e poi non sono un oratore, io non so davvero parlare.
      Udemy non lo conosco, darò un’occhiata, ma se si tratta di parlare in pubblico, non fa per me. In genere, però, non ho esperienze di marketing, quindi non posso insegnare nulla in questo settore.

  10. Rodolfo
    26 luglio 2016 alle 3:13 pm Rispondi

    Anche io consiglio fortemente l’utilizzo del video (del resto basta vedere le statistiche per capire quanto sia la forza di questo strumento). Tra l’altro non è neanche necessario farsi vedere (anche se sarebbe certamente più efficace, ma se non ti piace…)… potresti non so…fare ad esempio qualche slide, condividere lo schermo, registrare il tutto e mandarlo online.

    Ciao.

    • Daniele Imperi
      26 luglio 2016 alle 3:20 pm Rispondi

      Le slide sono un’altra cosa, c’entrano ben poco con un video. Ma non le amo, a dire la verità, perché alla fine sono solo un condensato di ciò che hai già scritto. Vanno bene per tenere un corso o durante un intervento a qualche conferenza.

  11. Rodolfo
    26 luglio 2016 alle 3:33 pm Rispondi

    Sì, ma registrando lo schermo e mettendolo su youtube o Vimeo diventano un video. Le slide, fatte in un certo modo, ad esempio poche, in cui ti presenti, presenti il tuo blog, dici di cosa ti occupi potrebbero diventare un’ottima presentazione per presentare il tuo progetto (nel caso il blog, ma anche il tuo libro, o anche realizzare un corso online se ne hai intenzione).

    Ciao.

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