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Ecopunk – Sottogenere letterario

Ecopunk

Storie per migliorare il mondo

Con questo post inauguro una sezione nuova del blog, dedicata a un sottogenere della fantascienza poco conosciuto, ma che a me interessa particolarmente: l’ecopunk. Si tratta di storie che sfruttano l’ecologia e le energie alternative per offrire una nuova visione del pianeta. Una visione positiva.

Quindi siamo decisamente all’opposto dei mondi immaginati nel dieselpunk e credo anche in quelli dell’atompunk. Il quadro che deve emergere è quello di un pianeta che riesce ad andare avanti in modo ecologico, secondo me, nel pieno rispetto dell’ambiente.

L’ecopunk potrebbe diventare una nuova frontiera della fantascienza, del fantastico anzi, in cui gli scrittori mettono la loro creatività al servizio di qualcosa di veramente utile. Termini come biomattoni e bioedilizia, biosoluzioni, case ecocompatibili, energie rinnovabili e le già citate energie alternative diverranno la nuova nomenclatura da usare in narrativa.

Prossimamente appariranno nel blog altri post sull’ecopunk. Ovviamente chiunque potrà contribuire con propri articoli e proprie idee. In quel caso la pagina sui guest post vi sarà di aiuto.

Articoli futuri sull’ecopunk

  1. Ecopunk: proposta di manifesto
  2. Il primo romanzo ecopunk
  3. È distopico l’ecopunk?

Ecopunk: questo sconosciuto?

Conoscete questo genere letterario? Avete mai sentito la parola ecopunk? E, soprattutto, siete interessati a scrivere e leggere storie di questo genere?

22 Commenti

  1. Salomon Xeno
    5 dicembre 2012 alle 12:41 Rispondi

    Ho letto credo almeno un racconto che potrebbe definirsi tale. Abbastanza deprimente, a dire il vero. Piuttosto deprimente, a dire il vero. Leggerò con interesse i successivi post!

    • Daniele Imperi
      5 dicembre 2012 alle 12:50 Rispondi

      Non ti ricordi il racconto? Era di un autore conosciuto o letto in qualche blog?

      • Salomon Xeno
        5 dicembre 2012 alle 21:39 Rispondi

        Conosciuto poco. Vittorio Catani, il suo racconto è incluso nella raccolta “Alia 5” (volume italiano), CS_libri. Prova con “teratochimica” e dovresti reperirlo.

  2. Alessandro C.
    5 dicembre 2012 alle 17:43 Rispondi

    il genere non mi convince molto. Se l’obiettivo è quello di sottolineare l’indispensabilità di vite e tecnologie ecocompatibili, allora la distopia dovrebbe rappresentare un’orrorifica realtà dell’estremo opposto.

  3. pOSnarrativa
    5 dicembre 2012 alle 19:38 Rispondi

    molto interessante, la conseguenza sociale manifesta nel logos, narrativa al passo con i tempi, e il cyberpunk diventa passato.
    Nel mio sito cerco di fare e parlare della Postnarrativa. Questo nuovo scrivere si indirizzia su questo percorso, più veritiero e critico. Ci vediamo su LapostNarrativa

  4. Gianluca Santini
    5 dicembre 2012 alle 19:50 Rispondi

    Non avevo sentito mai il genere, ma nel pozzo delle idee avrei un romanzo che dovrebbe trattare di queste tematiche. Anzi, della affermazione di queste tematiche.
    Quindi seguirò con interesse i post su questo sottogenere. :)

    Ciao,
    Gianluca

  5. Il Moro
    6 dicembre 2012 alle 00:27 Rispondi

    Non avevo mai sentito il nome di questo genere. Pensandoci, mi vengono in mente alcuni romanzi e fumettio con ambientazioni simili a quelle da te descritte, ma nessuno che le sottolineasse in modo da dar loro importanza… Più che altro si trattava di storie in cui all’autore serviva un’ambientazione “ideale” e decideva quindi di descrivere un mondo dove natura e tecnologia convivono.

    • Daniele Imperi
      6 dicembre 2012 alle 11:06 Rispondi

      Qui, appunto, si vuole dare importanza a quelle tematiche, non solo come ambientazione ma punti focali della storia.

  6. Lucia Donati
    6 dicembre 2012 alle 10:53 Rispondi

    Mi fai venire in mente un prestigiatore che ha sempre sorpese nel cilindro… Mai sentito di questo “sottogenere”: mi devo informare ulteriormente. Qualcosa ho scritto, su un mondo rispettoso dell’ambiente ma si tratta di liriche (alcune di quelle che ho pubblicato nel mio primo libro). Su un mondo in cui il rispetto è importante ho scritto un racconto molto lungo (60 pagine) ma non parlava direttamente di ecologia. Molto interessante!

    • Daniele Imperi
      6 dicembre 2012 alle 11:05 Rispondi

      Ne parlerò ancora, perché negli ultimi anni si parla molto di ecologia e a me interessa la materia, quindi questo genere letterario potrebbe sensibilizzare più gente possibile.

      • Lucia Donati
        6 dicembre 2012 alle 12:06 Rispondi

        Buona idea!

  7. Lucia Donati
    6 dicembre 2012 alle 10:59 Rispondi

    Ma oggi ci sono anche pagine nuove… Grazie per la segnalazione del mio blog su “Dicono del blog”!

  8. Lucia Donati
    8 dicembre 2012 alle 18:03 Rispondi

    Ho cercato in giro qualcosa su questo sottogenere ma non ho trovato nulla…

    • Daniele Imperi
      8 dicembre 2012 alle 18:39 Rispondi

      Infatti si trova pochissimo, quasi nulla…
      Dopo le feste usciranno altri post sull’ecopunk ;)

  9. Lucia Donati
    8 dicembre 2012 alle 18:04 Rispondi

    Immagino che avremo altre esaurienti notizie in proposito su questo blog!

  10. Romina Tamerici
    8 dicembre 2012 alle 20:07 Rispondi

    Non ne ho mai sentito parlare, ma leggerò con interesse i post. Quando avrò capito bene di che si tratta, magari mi verrà anche voglia di cimentarmi!

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