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E’ oppure È?

La confusione fra apostrofi e accenti nel verbo “essere”

Grammatica

La lingua italiana non è fatta soltanto di parole, ma anche di segni, che troncano e scandiscono, che sottintendono e ribadiscono. Sono gli apostrofi e gli accenti. Sono una parte del nostro linguaggio scritto e anche di quello parlato. Sono la coreografia della scrittura.

Dove c’è un apostrofo, una sillaba è venuta a mancare, sepolta dalla pronuncia, inglobata fra due parole. Ma non dimenticata. Essa è ancora là, con un apostrofo infisso come una lapide a imperitura memoria.

La parola è stata troncata per favorire la scorrevolezza di un’altra parola. Come auto nel traffico urbano, le parole devono scorrere, per agevolare la circolazione delle frasi, per velocizzare la comunicazione. Altrimenti si creano rallentamenti, imbottigliamenti, ingorghi, congestioni.

La nostra è una scrittura tronca. Con un colpo deciso di spada, ma senza spargimento di sangue, la seconda parola recide in due la prima. “La istruzione” è stato un duello che ha visto nascere “l’istruzione”. “Asino” ha sfidato a singolar tenzone “lo”, creando “l’asino”. E così via, fino ad avere “d’autore”, “m’addormento”, “c’è”, “quest’altro”, “s’insinua”.

Intere frasi disseminate di lapidi mute, ma che ricordano, che non dimenticano che là, prima, tanti anni addietro, viveva una sillaba, ora soppressa per il bene comune.

Dove c’è un accento, viene invece impartito un ordine. Viene scandita una sillaba, sottolineata una vocale. La lingua batte dove il dente duole. E a fine parola la lingua va a battere, come se là spuntasse un dente cariato. Ma che nessun dentista provi a curarlo!

L’accento è spesso bistrattato, maltrattato, confuso, omesso. Eppure accentua una particolarità. Talvolta suggerisce l’etimologia stessa della parola, come in umanità. Dal latino humanitas, con accento sulla seconda sillaba, la humanitate dell’ablativo sposta la lingua sulla quarta. E da humanitàte a umanità il passo è breve.

Accento o apostrofo nel verbo “essere”?

Nel verbo essere la terza persona singolare è deriva dal latino est. L’accento posto per non confonderla con la congiunzione e, che deriva da et. Ma quest’ultima e è chiusa, mentre in è è aperta.

E nel maiuscolo? Spesso e volentieri si tende a scrivere E’, che in realtà non ha alcun significato nel nostro linguaggio, essendo una “E” con un apostrofo. Ma che sillaba è stata uccisa in duello? Nessuna, a quanto pare… La corretta grafia è invece È.

Molti si giustificano col fatto che non trovano nella tastiera del computer il simbolo È. Eppure è sufficiente scrivere è in minuscolo, a inizio pagina o dopo il punto, che il programma, automaticamente, corregge in È. O, se proprio questo carattere non apparisse, basta cliccare su Inserisci/Carattere speciale.

Apostrofi e accenti confusi di continuo, ma simboli differenti per differenti funzioni. L’apostrofo indica, l’accento colpisce. Nell’apostrofo c’è già stata una battaglia, nell’accento il combattimento è ancora in corso, e non avrà fine.

9 Commenti

  1. Michela
    12 novembre 2010 alle 06:33 Rispondi

    Questo è l’articolo più bello di questo blog finora! Grande Daniele, col tuo stile alla Pennac, che sollievo, un balsamo sull’italiano ferito :)

    Per chi non usa programmi con la formattazione automatica, un pregevole strumento in punta di dita è Alt+0200 (del tastierino numerico).

    E ti prego, non dimentichiamo il povero “sì”, che è un mistero per tanti. Sarà forse che diciamo troppi “no” e del “sì” abbiamo perso l’abitudine? :)

    P.S. Bella anche l’immagine!

  2. Daniele Imperi
    12 novembre 2010 alle 08:08 Rispondi

    Grazie mille, anche se non ho letto Pennac :P

    Un commento alle 6,33 del mattino, addirittura…

  3. Michela
    12 novembre 2010 alle 12:27 Rispondi

    Nah, quell’orologio va un’ora indietro… :)
    Erano le sette e mezzo, cavoleggiavo prima di mettermi al lavoro.

  4. Il meglio di Penna Blu – Novembre 2010
    10 febbraio 2011 alle 17:25 Rispondi

    […] Continua a leggere l’articolo E’ oppure È?. […]

  5. henryx
    9 agosto 2011 alle 18:48 Rispondi

    Un po’ mi sento chiamato in causa: io sono uno di quelli che scrivono ancora E’ anzichè È , sapendo benissimo di sbagliare.
    A mio discapito metto innanzi tutto l’età e di conseguenza il fatto che scrivevo, prima dell’avvento dei computer, su normali macchine da scrivere.
    Forse mi sbaglierò ma non mi pare proprio che sulle tastiere delle macchine da scrivere di un tempo ci fosse la possibilità di scrivere È.
    Mi pare proprio di aver visto la E’ anzichè la È a inizio frase anche in alcuni articoli di fondo in certi quotidiani, scritti da giornalisti di una certa età.
    Si sa che a cane vecchio non si insegna gioco nuovo (you can’t teach an old dog new tricks),…però forse questo l’ho imparato (grazie Michela per avermi insegnato Alt+0200 ! :) ).

  6. Daniele Imperi
    9 agosto 2011 alle 19:09 Rispondi

    Non ricordo che carattere ci fosse sulle macchine da scrivere, resta comunque il fatto che E’ è una e apostrofata e non accentata :)

  7. henryx
    26 dicembre 2011 alle 09:53 Rispondi

    Mi è tornato alla mente chi era il giornalista che negli articoli di fondo scriveva E’ anzichè È ad inizio frase.
    Nessuna polemica politica, per carità, l’esempio è illustre e serve a confermare la mia teoria che individua i recidivi all’errore soprattutto in coloro che erano abituati alle vecchie macchine da scrivere

    http://www.corriere.it/editoriali/09_luglio_12/monti_aquila_berlusconi_79d3e5fc-6eb3-11de-b2e2-00144f02aabc.shtml

  8. La E maiuscola accentata: parliamone.
    3 maggio 2013 alle 11:22 Rispondi

    […] un post così completo ed esaustivo, se vuoi saperne qualcosa di più, ti invito a leggerlo: E’ oppure È? Tutto più […]

  9. 5 errori frequenti nel blogging
    21 settembre 2013 alle 05:01 Rispondi

    […] esiste. La terza persona singolare dell’indicativo presente del verbo essere si scrive “È” al maiuscolo. Io uso Writer di OpenOffice e se scrivo “è” dopo il punto automaticamente […]

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