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Dustpunk – Storie di polvere

Dustpunk

Tempo fa avevo introdotto l’ecopunk, un genere che comprende racconti e romanzi in cui l’ambiente è il fulcro della storia, per me da intendere come un apporto alla salvaguardia del pianeta. Oggi parliamo di un altro genere letterario, il Dustpunk, storie in cui il fulcro è invece la polvere.

Origini del termine

Come per lo steampunk, il dieselpunk, l’atompunk e altri sottogeneri della fantascienza, anche il dustpunk segue la stessa origine del cyberpunk. Questo termine fu deliberatamente coniato da Bruce Bethke per un suo breve racconto apparso nella rivista Amazing nel novembre 1983. Bethke aveva unito le attitudini del punk con l’alta tecnologia.

Il suffisso punk, letterariamente, indica una controcultura, più che un mero accostamento alla musica e ai comportamenti criminosi dei punk. Dustpunk, quindi, suggerisce una realtà popolata da personaggi antiautoritari e anarchici in un ambiente desertico e polveroso.

L’ambientazione storica del dustpunk

Secondo l’autore del blog Steampunk Fashion l’ambientazione storica del Dustpunk è da considerare il periodo compreso fra il 1890 e i primi anni ’40, in particolar modo la metà degli anni ’30, meglio conosciuta in America come “Dirty Thirties”, gli sporchi Trenta.

Non ha tutti i torti, secondo me. Vediamo per quale motivo.

“L’impatto era come una palata di sabbia contro il viso” ha scritto Avis D. Carlson in un articolo pubblicato sul New Republic. “La gente sorpresa nei propri campi cercava a tastoni la porta di casa. Le macchine si fermavano, perché nessuna luce al mondo poteva penetrare quel vortice nero… Vivevamo con la polvere, la mangiavamo, ci dormivamo, la guardavamo toglierci i possedimenti e la speranza.” L’invasione della polvere negli USA durante gli anni Trenta.

In questo articolo che ho scritto per il sito La Tela Nera parlo del fenomeno del Dust Bowl, le tempeste di sabbia che si originarono in varie parti degli Stai Uniti, dalle Grandi Pianure del sudest del Colorado al sudovest del Kansas, fino a Oklahoma e Texas.

Un’ambientazione degna, quindi, per una storia dustpunk, dove prevalgono scenari desertici, apocalittici e polverosi.

Qualcuno preferisce invece retrodatarlo al 1880 e precisamente nell’era del Selvaggio West.

Dustpunk: Selvaggio West o Dust Bowl?

Entrambe le ambientazioni sono giuste, a pensarci bene. Qual è il problema di definire un contesto storico? Lo stesso degli altri sottogeneri, quello di avere a disposizione una scenografia ben definita e anche una sorta di moda: in breve un’iconografia da tenere presente per le storie dustpunk.

In rete c’è abbastanza confusione a riguardo. Romanzi dustpunk sono considerati:

  • Fistful of Reefer di David Mark Brown, in realtà dieselpunk e weird Western pulp;
  • Mr. Shivers di Jackson Bennett, horror, dark fantasy e thriller;
  • Cyber Circus di Kim Lakin-Smith, unisce fantasy e fantascienza.

Dustpunk: uno steampunk senza vapore?

Molti hanno condannato lo steampunk come un genere che guarda troppo all’aspetto estetico e ben poco alla sostanza. Il dustpunk potrebbe invece essere una valida risposta, al pari dell’ecopunk: creare storie che mettono in campo serie e reali problematiche con cui potremmo un giorno scontrarci.

Il contesto storico lo avvicina allo steampunk: siamo nel periodo della rivoluzione industriale. Ma il dustpunk potrebbe non essere legato alla stessa filosofia e seguire un binario proprio, più libero. In fondo, siamo nel campo della fantascienza: piena libertà creativa, dunque.

C’è posto per il dustpunk nella vostra narrativa?

Che cosa pensate di questo genere letterario? Vi attirerebbe come lettura e ispirerebbe come scrittura?

7 Commenti

  1. PaGiuse
    3 novembre 2013 alle 09:25 Rispondi

    Buongiorno Daniele.
    Mentre leggevo, pensavo ad una probabile ambientazione del Nevada. Anni fa lessi il Padrino, e lì ci sono scene ambientate nei Casinò del Nevada… sarebbe bello partire da uno di quegli episodi collaterali alla trama e costruirci sopra una bella storia in cui la polvere si “mangia” tutti i Casinò de Las Vegas (però il periodo sarebbe quello degli anni ’60).
    Inoltre si stravolgerebbe tutto il genere Gangster/mafioso… sai che spettacolo! :D
    Va beh, oggi sono andato molto di fantasy ;)
    A presto!

    • Daniele Imperi
      3 novembre 2013 alle 09:26 Rispondi

      Ciao Giuseppe,
      può essere un’idea, perché no? :)

      • PaGiuse
        3 novembre 2013 alle 09:35 Rispondi

        Guarda per ora me la tengo da parte… Quando ho un po’ di tempo, vado a prendere il capitolo del libro da cui è partito lo spunto e ci ragiono su! :D

  2. franco zoccheddu
    3 novembre 2013 alle 12:02 Rispondi

    Si parla di polvere anche nel Testamento. “… polvere alla polvere… “. La polvere è meno della sabbia ma più del gas, un gradino intermedio tra l’infinità inconcepibile degli atomi e la quantità enorme ma ancora controllabile di una spiaggia. La polvere è un bel simbolo della nostra incapacità di afferrare e controllare gli eventi: la polvere sfugge, si insinua, ci acceca. Noi stessi generiamo polvere (il nostro corpo la dissemina in giro per casa), ma la odiamo come fosse un invasore della nostra serenità.
    Vedo enormi potenzialità letterarie nella polvere, a tutti i livelli interpretativi (materiale, spirituale, scientifico, etc.). La polvere come misura del tempo, come orologio, la polvere come padrona dell’universo, etc.
    Post interessante e ispiratore, Daniele! Torneresti in futuro sull’argomento?

    • Daniele Imperi
      3 novembre 2013 alle 13:39 Rispondi

      Grazie Franco.

      Interessante la tua riflessione sui diversi livelli interpretativi della polvere. Sì, spero di tornare sull’argomento, perché no?

  3. Salvatore
    4 novembre 2013 alle 09:03 Rispondi

    E’ un genere affascinante. Anche se in genere preferisco il più gettonato cyberpunk. Mai scritto nulla al riguardo, ma una mezza idea ce l’ho; prima o poi…

  4. Vuoi scrivere un guest post per Penna blu?
    13 agosto 2014 alle 05:01 Rispondi

    […] volete farlo apprezzare ai lettori? Qui ho parlato varie volte di fantascienza, di ecopunk e anche dustpunk. C’è molto da dire sui generi letterari. Sì, potete anche proporre il rosa, lo odio ma è […]

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