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10 drammi da lettore

10 drammi da lettore

Ho deciso di scrivere questo post dopo aver letto i 10 piccoli drammi da lettore di Salvatore Anfuso, che a sua volta lo ha scritto a partire dai 20 piccoli drammi quotidiani che solo un vero amante dei libri può capire.

Io qui ho fatto a modo mio, non ho seguito la traccia del primo post, perché ognuno ha i suoi drammi. Qualcuno coincide, ovvio, ma non mi sono riconosciuto, per esempio, in tutti i drammi elencati su Libreriamo.

1 – Leggere la 4° di copertina e non capire nulla

Non è facile scrivere una quarta di copertina. È anche vero che se ne leggono di tanti tipi. Cʼè chi inserisce i cosiddetti book blurb, chi invece si sforza di dare un senso a quello spazio e scrive un testo che non comunica nulla al lettore.

Devo dire la verità: nonostante sia successo solo di rado che abbia apprezzato una quarta di copertina, è la prima cosa del libro che leggo. Poi lo apro e ne leggo lʼincipit e qualche brano interno.

Per lʼacquisto di un libro, quindi, procedo più per fiuto, per intuito, perché quasi sempre la lettura della quarta di copertina non mi fa capire nulla di quel libro.

2 – Leggere la prefazione e scoprire la trama

A me non interessa conoscere la trama di un romanzo, ma soltanto “sapere di che parla”. Lo so, detta così sembra essere la stessa cosa, ma nella mia testa sono due concetti diversi.

Se dovessi scrivere la quarta di copertina del romanzo Tom Sawyer, mi focalizzerei sul periodo storico, sui personaggi principali e i loro problemi, sottolineerei il carattere avventuroso del libro, ma non svelerei dettagli che il lettore deve scoprire da sé.

Quando leggo un classico, mi piace leggerne anche la prefazione, perché mi fa conoscere qualcosa in più del libro. Il problema, però, è che la prefazione spesso ti racconta la storia. Per risolvere questo problema io la leggo dopo, ché ha più senso.

3 – Diventare idrofobo alla domanda “mi presti quel libro?”

Ormai ho affinato un carattere molto menefreghista e non mi faccio più problemi a rispondere con un secco “no” a una domanda assurda e inconcepibile come questa. Ma aggiungerei anche che io non presto libri, che non mi piace prestarli, che sono geloso di loro come fossero miei figli.

Se fossi maleducato, risponderei “No, il libro te lo compri”, mentre invece io do una spiegazione più che plausibile al mio rifiuto insindacabile e inappellabile.

Insomma: che senso ha farsi prestare un libro? Se uno ha problemi economici, ci sono le biblioteche. Ma nel 99,99% dei casi è unʼabitudine chiedere libri in prestito. Magari per arricchire la propria libreria.

4 – Controllare le traduzioni

Recentemente ho letto il De bello gallico e il De bello civili di Cesare, due libri in cofanetto con testo originale in latino a fronte. Ebbene, mentre leggevo, io controllavo comʼerano state tradotte le frasi e inorridivo alle eccessive e ingiustificate libertà del traduttore.

Anche una frase del romanzo I pilastri della terra di Ken Follett mi era sembrata strana, non ricordo perché, e così grazie allʼanteprima di Amazon sono riuscito a trovarla, scoprendo che in un dialogo era stata tagliata unʼintera frase.

Ma vogliamo parlare di un termine volgare trovato in un romanzo di Jack London? Nella versione originale inglese cʼera un termine normale. Qual è il senso di questa scelta?

Dopo tutte le oscenità lette, io controllo sempre, quando possibile, il testo originale.

5 – Attendere anni con ansia il nuovo romanzo di un autore preferito

Quando uno scrittore mi prende molto, tendo a leggere tutto quello che ha scritto. È successo con Cormac McCarthy e con Walter Moers, ma anche con altri.

Di questʼultimo, però, ho atteso anni che uscisse un nuovo libro – ne usciva sempre uno ogni due anni e mezzo – ma sono rimasto deluso. È il caso de Il Labirinto dei Libri Sognanti, seguito de La città dei Libri Sognanti. Pare che debba uscire Il Castello dei Libri Sognanti e ho paura che lʼattesa porti a unʼaltra delusione.

Ormai però ho capito che nessun autore è una garanzia, che è normale non gradire lʼintera produzione letteraria di uno scrittore. Lʼansia da attesa, però, resta.

6 – Ordinare un libro online e riceverlo rovinato

Se compri un libro in libreria, non vai incontro a questi problemi. Se li ordini sempre online come faccio io, purtroppo può capitare.

A me i libri rovinati disturbano molto. Prima di ordinarne uno usato su Ebay, mi studio la foto, la descrizione e rompo le tasche al venditore chiedendo altre informazioni.

Se il libro è nuovo, però, non posso vedere la copia che riceverò. Mi è finora capitato due o tre volte di ricevere un volume rovinato, che mi è stato sostituito senza problemi.

7 – Rovinare un libro riponendolo in libreria

Può essere possibile? Se vi chiamate Daniele, nome che inizia come la parola “danni”, è possibile eccome. Prendi un libro, che sta coricato, poveretto, per mancanza di spazio, lo sfogli, è tutto nuovo, ha la sovraccoperta e la fascetta inutile. Lo riponi sopra agli altri e senti quel tipico rumore di carta stracciata

La sovraccoperta e la fascetta rovinate non danneggiano certo il libro, ma ogni volta che vedo quel danno io mi maledico.

Vogliamo parlare di quando, in piedi sulla scala a rovistare fra i libri, ne fai cadere quattro o cinque in terra? Meglio di no.

8 – Dimenticare di avere un libro e ricomprarlo

Io ne ho ricomprati almeno sei o sette. E ho scoperto di avere i doppioni dopo anni. I lettori assidui di ebook diranno che questo è un rischio che non corrono. Ma coi cartacei è differente.

Tempo fa stavo facendo lʼinventario della mia libreria, quando ho avuto una specie di déjà vu. Un libro di Camilleri, La paura di Montalbano, mi sembrava di averlo già segnato. E quel giorno scopro di averne due. Come scopro di avere due copie de Lʼesca di Len Deighton e di alcuni libri di storia.

Da quel momento, prima di comprare un libro non uscito da poco, controllo il mio elenco sempre aggiornato di libri.

9 – Sentirsi consigliare un libro

La lettura è personale. Devo ricordarmene io e devo ricordarlo agli altri. Nessun problema a parlare di libri, per me possiamo farlo per ore di filato, lʼimportante è che ognuno resti con le sue letture e decida da sé se provarne altre o meno.

Mi è stato consigliato di leggere la Guida galattica per autostoppisti, che ho abbandonato dopo 20 pagine, e Lʼinsostenibile leggerezza dellʼessere – che non mi aveva mai attirato dal titolo – che ho abbandonato dopo 60 pagine. Sono riuscito a finire a fatica Il lupo della steppa di Hesse, altro libro consigliato.

Non sostengo che si prendano sempre abbagli, però è bene “non fidarsi delle persone fidate” quando ci sono di mezzo i libri. Un ossimoro? No, ma la lettura, come ho detto, è personale.

10 – Decidere quale libro leggere

Per me alcune volte diventa quasi un incubo. Ho perso anche delle ore a scartabellare nella libreria, tirando fuori un libro dopo lʼaltro nella speranza di sentire una certa attrazione, qualcosa che mi facesse capire di aver trovato il libro giusto per quel momento.

È capitato anche che ne abbia iniziati 4 o 5 per poi abbandonarli tutti. Rifugiarsi in un fantasy non sempre è la scelta giusta. Ho interrotto anche quei romanzi. Ho vissuto il blocco del lettore che è durato per alcuni mesi: non trovavo mai il libro adatto.

Sì, per me i libri devono adattarsi al mio stato dʼanimo, che non so descrivere, dunque mi è impossibile capire allʼistante quale libro leggere. E così mi armo di una sedia o della scala e rovisto nel mucchio selvaggio di libri (stando attento a non farli precipitare nel vuoto).

Quali sono i vostri drammi da lettore?

In quali vi riconoscete? Parlate nei commenti dei vostri oppure fateli conoscere con un post anche voi.

32 Commenti

  1. LiveALive
    25 marzo 2015 alle 07:28 Rispondi

    Ho un amico che è come te: non sopporta il minimo difetto dell’oggetto-libro. È una cosa che io non capisco: ho una copia delle Lezioni Americane tutte masticate dal mio cane, ma finché si legge, che problema c’è?
    Lui però prende sempre appunti lungo il testo. A me non spiace leggere un libro con postille (avevo prestato Il Ritratto di Dorian Gray a una ragazza che mi piaceva, e mi era piacevole leggere quel che aveva segnato – a proposito, le avevo prestato anche Il Signore degli Anelli, e non l’ho più rivisto…), ma io non ne prendo mai: mi da la sensazione di rovinare qualcosa. Eppure ieri, al corso di critica e teoria letteraria, abbiamo letto i Marginalia di Edgar Allan Poe: anche lui leggeva con la matita in mano, prendendo tutti appunti.
    Io non ho tutto questo interesse per l’oggetto-libro, ma se questo ha belle caratteristiche fisiche, se ha le illustrazioni grandi, la copertina in pelle o stoffa, il cofanetto… allora mi da un certo piacere, l’oggetto-libro. In un giorno di depressione cosmica sono stato costretto ad acquistare S – La Nave di Teseo (di Doug Dorst e J. J. Abrams): secondo me è tutto fumone niente arrosto, ma ciò non toglie che come oggetto è più che meraviglioso.

    • Daniele Imperi
      25 marzo 2015 alle 13:28 Rispondi

      Il cane con me avrebbe fatto una brutta fine :)
      I Marginalia sono chiamati così perché Poe annotava i suoi pensieri a margine dei libri che leggeva.
      S. l’ho preso anche io, ma in lingua originale.

  2. Marco
    25 marzo 2015 alle 07:43 Rispondi

    I libri non li presto più nemmeno io, e pure io quando lacero qualche libro (ma capita di rado) reagisco male. Ah, e da anni aspetto un nuovo libro di Cormac McCarthy, che però latita, dannazione! Per quanto riguarda i consigli sui libri da leggere: di recente mi sono stati consigliati un paio di autori, e sono rimasto soddisfatto!

    • Daniele Imperi
      25 marzo 2015 alle 13:30 Rispondi

      The Passenger? Nessuna notizia, purtroppo.
      Io ormai i consigli e i suggerimenti di lettura li prendo con le pinze.

  3. LaLeggivendola
    25 marzo 2015 alle 08:26 Rispondi

    Peggio che trovare la trama nella prefazione, è trovarla direttamente nella quarta, ultimamente evito proprio di leggerla, è sempre piena di spoiler che ti lasciano a un passo dal finale. Ma si può?
    Però a me piace prestare libri, anche se qualche volta ci mettono anni a tornare o non tornano proprio. E ho una pila in continua espansione di libri prestati. Da me l’offerta in biblioteca è miserrima, se dovessi leggere solo quello che ci trovo sarei ben fregata.
    E poi sono comodi i consigli, a volte ti fanno scoprire scrittori che altrimenti avresti scartato, o che magari ti eri dimenticato. E’ tremendo quando ti fanno pressione – mia madre continua ad allontanarmi da Cronin ogni volta che me lo nomina, cheddiamine – però il consiglio è bello.
    Pure io temo per Moers, il Labirinto mi ha lasciata veramente “meh”. Però via, capita a tutti gli scrittori quel libro un po’ così. Ho fiducia nella sua magnificenza.

    • Daniele Imperi
      25 marzo 2015 alle 13:33 Rispondi

      Secondo me prefazione e quarta dovrebbe scriverle l’autore.
      Che piacere ci provi a prestare libri? :)
      Il Labirinto può essere un libro uscito male, capita come dici, ma una terza proposta su quel tema a me sembra troppo e temo sia come il precedente.

  4. Gloutchov
    25 marzo 2015 alle 09:28 Rispondi

    I tuoi punti calzano molto con il mio modo di vivere i libri.
    1-2) E’ vero, non leggo la quarta di copertina. Piuttosto leggo la presentazione dell’autore, e l’incipit, ma evito prefazione e quarta.
    3) Mi presti un libro? Mi copro di bolle sulla pelle, sudo freddo, mi viene l’orticaria… Resisto solo quando a chiedermelo è la mia morosa, che ha una casa piccola, e ormai non sa più dove mettere i libri, per cui difficilmente li compra (di recente abbiamo comprato una nuova libreria che andrà a sostituire un mobile traballante, chissà…), ma che fatica salutare quel volume.
    4) Le traduzioni… ormai ci ho rinunciato, so che non calzano con l’originale, e forse è giusto così perché non si può fare una traduzione letterale del testo, bisogna comprenderne anche il contesto. Spesso i traduttori son pure romanzieri… ma, ecco, quando le nuove edizioni dello stesso libro hanno una traduzione differente vado in bestia. Che senso ha? E di recente è successo con gli Harry Potter, e addirittura con il Nome della Rosa (in questo caso è una ri-edizione, non una nuova traduzione, ovviamente). No! No! No!
    5) Attendere i nuovi libri di un autore che amo? L’ho fatto e lo faccio tutt’ora. Ma ho perso speranza. Tutti quanti i miei preferiti mi hanno deluso (a parte Asimov, O’Brian – che però son deceduti e hanno smesso di produrre – e Barbara Baraldi, fortunatamente viva, giovane, bravissima, gentilissima, dolcissima… e una cara amica), per cui prima di acquistare annuso bene il prodotto. Con Follet, e Smith, per fare un paio di esempi, ho smesso di acquistarli proprio. E per Smith ho smesso quando fu cambiato il traduttore… la differenza di stile narrativo mi disturbava. Ho comprato un suo nuovo libro in lingua originale e mi annoia, pensa un po’!
    6-7) Ormai compro quasi sempre ebook, e quelli non si rovinano con l’acquisto online. Mi fa imbestialire, però, quando l’impaginazione è fatta male, malissimo, o stra-malissimo. Ho pagato, la pubblicazione è di un editore blasonato, e che caspita! Posso capire un free-lance che non ha gli strumenti e magari neppure le competenze, ma una casa editrice?
    Quando invece prendo un testo cartaceo (capita ancora, leggo un libro di carta in parallelo a uno elettronico, di solito), elimino subito la fascetta… tanto racconta solo bugie e roba da marketing elementare (dopo il caso Mellissa P. con Fazi Editore ho smesso proprio di guardare quelle scritte inutili e altisonanti). Però mi è capitato che, inserendoli in libreria, il rumore di carta accartocciata mi abbia fatto venire i lacrimoni. Ma che dire de ‘La Cura del Gorilla’, che leggevo in Francia, e che mi è caduto in vasca da bagno? Ci ho messo tre giorni per asciugarlo. Ma lo tengo… ormai è un ricordo di quel viaggio!
    8) Hai visto ‘Ipotesi di Complotto’? Non è che i servizi segreti ti stanno controllando? Non è che hai uno strano impulso a comprare ‘Il Giovane Holden’ tutte le volte che entri in libreria, e di pagarlo in moneta elettronica? Oddio… a me capita con ‘Cuore di Tenebra’, di Conrad. Ne ho una decina di copie, alcune in inglese, altre in italiano. Ammetto di avere un po’ paura!
    9) I consigli li accetto, però solo da chi ha gusti compatibili con i miei. Per il resto, piuttosto, preferisco le occasioni in cui, assieme ad amici, ognuno parla del libro che sta leggendo. Se quello che mi racconta mi prende, magari acquisto il libro. E’ così che ho scoperto ‘L’eleganza del Riccio’. Fosse stato per il mio istinto, non l’avrei mai preso, e invece è davvero bello!
    10) Si, compro i libri in base all’umore, ma li leggo senza ascoltare troppo le emozioni, altrimenti ne inizierei venti e non ne finirei uno. Spesso scelgo il libro da cominciare a occhi chiusi, lo prendo a caso dal gruppo di quelli che attendono di essere letti.

    • LiveALive
      25 marzo 2015 alle 11:29 Rispondi

      Anche io ho dei libri acquistati più volte, e volontariamente XD il Conte di Montecristo l’ho comprato tre volte solo perché ci sono voluti 150 anni prima di vedere una edizione integrale che integrale lo fosse davvero.
      ***
      Con George Martin non spero più: si ammazzerà prima della fine – ma terranno nascosto il decesso finché i ghostwriter non hanno finito gli ultimi libri.
      ***
      I problemi di spazio… Nella vecchia casa, tenevo i miei libri su una singola mensola. Nella casa nuova, avevo tre mensole sopra il letto, e sembrava così tanto spazio! Poi ho dovuto svuotare la cristalliera in soggiorno, e riempirla di libri. Poi ho dovuto acquistare una libreria, messa in camera dietro la porta. Poi un’altra ancora, attaccata alla parere davanti al letto. E altri due scaffali che attraversano tutta la stanza. Ora il comò è un disastro, pieno di libri uno ammassato sull’altro, e non ho idea di dove metterli: io provo a schiacciarli uno affianco all’altro nella libreria, ma quando si è formata una singolarità gravitazionale ho pensato fosse il caso di smetterla…

      • Daniele Imperi
        25 marzo 2015 alle 13:53 Rispondi

        Io di Cloud Atlas ho la copia in italiano e in originale e anche dell’autobiografia di Mussolini, commissionatagli dal Saturday Evening Post e che fu scritta in inglese.
        Io ormai i libri ce li ho anche dentro il letto (del tipo che si chiude come un armadio).

    • Daniele Imperi
      25 marzo 2015 alle 13:41 Rispondi

      Alla mia donna lo presterei solo se abitiamo insieme, ma con la clausola che il libro non deve lasciare casa :D
      Non puoi fare una traduzione letterale, certo, ma non puoi inventarti dei pezzi, tagliarne altri e modificare il linguaggio.
      Le fascette sono puro marketing, è vero. Se un libro ce l’ha, pazienza, ma non mi incantano.
      Non ricordo se ho visto Ipotesi di complotto. Ho almeno 10 copie di Pinocchio, ma comprate appositamente. E aumenteranno.
      9: io ho scoperto così S. e l’ho comprato, anche se da una settimana ancora non ho il coraggio di tagliare il sigillo… :)
      “L’eleganza del Riccio” continua a non attirarmi.
      Io ne ho finiti due, ma è stato tragico capire quale iniziare. Ne ho presi almeno 4 o 5, prima di trovare quello giusto. Lo sarà? Speriamo.

      • LiveALive
        25 marzo 2015 alle 14:21 Rispondi

        Anche io avevo paura a tagliare il sigillo XD non potevo credere che mi stessero davvero costringendo a rompere qualcosa, io non voglio XD

  5. Chiara
    25 marzo 2015 alle 11:52 Rispondi

    Magari prima o poi farò un meme, ma intanto ti rispondo proprio come ho fatto con Salvatore, ovvero citando punto per punto:

    1 e 2 – Non sopporto quando la quarta di copertina e la prefazione fanno spoiler. Non sopporto nemmeno quando lo fanno le recensioni su IBS. Basta quello per farmi decidere di non acquistare un libro.

    3 – Io i libri li presto. E sono pronta alla rissa per riprendermeli.

    4 – Io non controllo le traduzioni, ma credo che prima o poi inizierò a farlo. A volte inorridisco nell’assistere a certe banalizzazioni.

    5 – è successo tante volte. Anche io, come te, sono facilmente fidelizzabile.

    6 – Fortunatamente non mi è mai successo. Ho sempre acquistato solo libri nuovi, e sempre su IBS. Credo sia un sito efficiente: li manda puntuali e intonsi.

    7 – Anche a me è successo di rovinare il libro. Ricordo una volta che mi ero appena truccata e ho lasciato una bella ditata di fondotinta sulla prima pagina.

    8 – Questo non mi è mai successo, forse perché ho una memoria da elefante.

    9 – A me i consigli non danno fastidio. Anzi: li trovo utili. Prima di acquistare il libro, però, leggo qualche recensione per avere una panoramica più completa.

    10 – Anche qui non ho grossi problemi. Decido sempre in modo piuttosto intuitivo.

    :)

    • Daniele Imperi
      25 marzo 2015 alle 13:45 Rispondi

      3: non prestandoli, eviti la rissa :)
      7: io invece su almeno 2-3 libri ho lasciato impronte di sangue… mio, però :D
      8: anche la mia memoria è forte, ma ormai ho superato i 1600 libri, non saprei dirteli a mente tutti.
      10: io ho problemi quando l’umore è giù, invece, che mi costringe a rovistare parecchio per trovare il libro giusto.

      • LiveALive
        25 marzo 2015 alle 14:25 Rispondi

        Addirittura il sangue: tu sì che leggi con fervore. Ora devi metterti i rayban a specchio e dire qualcosa tipo “la lettura è il mio mestiere. Non si scherza con la lettura, se non vuoi un vestito di legno.”

    • LiveALive
      25 marzo 2015 alle 14:23 Rispondi

      A me IBS un paio di volte ha inviato roba rovinata… Una divina commedia aveva la copertina piegata in due!

      • Daniele Imperi
        25 marzo 2015 alle 18:30 Rispondi

        Quando ordini online è normale che possa capitare. Mi chiedo perché non facciano un inventario nei loro magazzini per dare via, magari in beneficienza, i libri rovinati.

  6. Marina
    25 marzo 2015 alle 12:55 Rispondi

    Le mie scelte di lettura sono abbastanza legate all’istinto e all’intuizione, certe volte arrivo a soffermarmi su un libro solo perché la copertina mi attrae. Anch’io leggo la quarta di copertina ma non mi dilungo troppo sulla prefazione: è lì che interviene l’intuito, se quello che leggo nella quarta di copertina mi piace l’acquisto è fatto (ma non è detto che c’azzecco con il risultato: certi bidoni!).

    Il fatto del voler conoscere tutta la produzione di un autore mi è accaduto con Carlos Ruiz Zafon, ma tolto il bellissimo “l’ombra del silenzio”, tutti gli altri hanno impoverito il giudizio che avevo di lui; continua a non deludermi il mitico Murakami.

    Pochi libri ordinati online e per fortuna in ottime condizioni.

    Cura maniacale anche per me per l’oggetto libro: non un segno, non un punto, non una piega ed io, poi, ho alcune fisse anche sulla collocazione dei libri nella libreria: a sinistra quelli ancora da leggere, sulla destra i letti di recente, nelle retrovie (perché essendo poco lo spazio, ogni scaffale ha due file di libri) i classici o i libri letti anni fa.

    I consigli sono graditi, ma non sempre ascoltati: con i gusti non si scherza e i giudizi sono quasi sempre soggettivi.

    • Daniele Imperi
      25 marzo 2015 alle 13:48 Rispondi

      Di Zafon ho preso due libri, erano in superofferta uno a 2-3 euro e l’altro a circa 4. A mia madre e mie sorelle sono piaciuti molto i suoi libri.
      Di Murakami ho letto solo 1Q84, gli altri, leggendo di cosa trattano, non mi attirano.
      Quando avrò una mia libreria, i libri saranno ordinati secondo i generi letterari e in ordine alfabetico per autore: sceglierli così sarà immediato :)

  7. Tenar
    25 marzo 2015 alle 13:12 Rispondi

    Il vero dramma per me è trovare un libro all’altezza dopo uno che mi è molto piaciuto. Voglio subito ripetere quell’esperienza gratificante, ma se il successore non è all’altezza viene schiacciato dal confronto e io divento irritabile e infelice.
    Per il resto vivo la lettera con gioiosa anarchia, leggo ovunque, presto, ricompro se necessario, regalo alla biblioteca ciò che non mi interessa tenere. Spendo parecchio in libri, in effetti, ma mi sono convinta che se fumassi spenderei di più in sigarette e quindi non mi faccio troppi problemi neppure in quel senso.

    • Daniele Imperi
      25 marzo 2015 alle 13:50 Rispondi

      Credo sia quasi impossibile trovare il libro all’altezza del precedente, se quello ti è piaciuto molto. Quest’anno ho letto 13 libri finora, ma solo 4 mi sono piaciuti.
      Tu non sei venale come me, io ho messo in vendita diversi libri che non vogliono più, c’è crisi :D

  8. Lisa Agosti
    25 marzo 2015 alle 18:16 Rispondi

    Post interessante, me lo segnerò e chissà che non mi vengano abbastanza idee per partecipare al meme!
    Daniele, ovviamente non abbiamo molti drammi in comune :D
    Anch’io ho il terrore della prefazione/ recensione che svela troppo della trama e anch’io ho una decina di scrittori di cui ho letto tutto e di cui attendo con ansia i nuovi libri.

    • Daniele Imperi
      25 marzo 2015 alle 18:29 Rispondi

      Non solo nei libri, ma anche nei drammi legati ai libri siamo incompatibili :D
      Prendi appunti per il meme.

  9. Serena
    25 marzo 2015 alle 20:01 Rispondi

    Il mio principale dramma da lettrice è dimenticare a casa il Kindle :'( Non che mi succeda spesso, anzi, sarà capitato due o tre volte in tutto, ma mi destabilizza. Lo tengo sempre, sempre in borsa o marsupio o zaino o qualunque sia il contenitore che mi porto indietro: vuoi mai che arrivi un’apocalisse zombie o un peto solare o un meteorite e io non ho niente da leggere? Mi è successo di uscire per andare al lavoro, accorgermi che non l’avevo e tornare a prenderlo anche se sapevo che probabilmente non avrei letto una riga in tutta la giornata. Un’altra volta non avevo margine, non ho potuto tornare indietro e mi sono sentita tipo nuda tutto il giorno O_O

    • Daniele Imperi
      26 marzo 2015 alle 07:59 Rispondi

      Puoi risolvere comprandoti un piccolo tablet che funga da cellulare e lettore di ebook :)

      • Serena
        26 marzo 2015 alle 11:37 Rispondi

        Sì! Stamattina mentre mettevo in borsa Kindle, telefono personale, telefono aziendale e il mio pc personale, ho proprio fatto un pensiero del genere. Di riunire ALMENO tre funzioni in un apparecchio solo :) Scriverò a Babbo Natale!

        • Daniele Imperi
          26 marzo 2015 alle 14:06 Rispondi

          4 dispositivi? Mi sa che hai esagerato :)
          Guarda, io sto seriamente pensando di limitarmi a uno: il pc. Il Kobo lo uso raramente, il cellulare è per me un fastidio.
          Però puoi risolvere con un unico dispositivo che funga da cellulare, lettore ebook e pc.

  10. Barbara
    26 marzo 2015 alle 00:04 Rispondi

    E’ confortante sapere che non sono un’aliena…
    La 3 è assolutamente la mia. Pure per me i libri letti sono figli. Non li presto, piuttosto vado in libreria e li regalo alla prima occasione buona. E la libreria è chiusa, per evitare i danni della polvere sul cartaceo, per quanto possibile. La cosa peggiore è la faccia schifata che fanno quando gli dici di no. “E’ solo un libro!” C’è gente che rischia la vita con queste frasi…
    Il 6 è capitato anche a me, copertina strappata, prontamente inviata un’altra copia (era pure per un regalo). Il peggio è stato comprare poche settimane fa un libro in negozio fisico, appena giunto, in condizioni disastrose, dello scatolone non se ne salvava uno! Copertine strappate, pagine mancanti, ho scelto il meno peggio perchè avevo davvero urgenza di leggerlo! (800 pagine in una settimana per poi fermarmi a -2…)
    Pure 7 è successo…anche la mia libreria è soggetta a movimentazione…niente di grave comunque, solo qualche angolo leggermente ammaccato. Mi dà fastidio, ma ci posso anche dormire.
    Riconosco il 10, il blocco del lettore. Succede dopo che mi capita tra le mani quelli che io chiamo “i libri che mi devastano l’anima”, quando ci sono così troppo dentro da starci male. Dopo ho bisogno di un certo distacco ma qualsiasi cosa cerco di leggere, finisco col rileggere quelli. E da qui passiamo ad un altro dramma: “Bloccarsi alla fine del libro per non finirlo”. Sò già come va a finire la storia, perchè ovviamente ho sbirciato su wikipedia (maledetta tecnologia!!), ma non so esattamente come chiuderà la storia…e poi sarà finita, e quindi rimando. Mi fermo all’ultimo capitolo, torno indietro, quasi lo rileggo tutto. Praticamente arrivo a leggere la fine che lo so a memoria. E poi rientra nella top ten dei riletti ciclicamente. La cosa straordinaria è che ogni volta che li rileggo noto sfumature diverse.

    • Daniele Imperi
      26 marzo 2015 alle 11:20 Rispondi

      La libreria chiusa è una buona idea. Eviti anche di spolverare.
      Non mi è però mai capitato di lasciare un libro a poco dalla fine. Li abbandono al massimo dopo 50 pagine.

  11. Salvatore
    27 marzo 2015 alle 09:04 Rispondi

    Non mi è mai capitato di rovinare un libro riponendolo in libreria, ma anche capitasse non mi danno. Io sono uno di quelli che fa le orecchie alle pagine e sottolinea, anche a penna, i passaggi che gli interessano di più. A me del libro interessa il contenuto. Altra storia è comprarlo già danneggiato. Questo no, non lo accetto.

    • Daniele Imperi
      27 marzo 2015 alle 11:15 Rispondi

      Contenuto e contenitore per me hanno quasi lo stesso valore, nel senso che se un contenitore è danneggiato, non sarà facile o piacevole leggerne il contenuto. Ma io sono un maniaco dell’ordine e delle cose aggiustate e intonse :)

  12. Grazia Gironella
    27 marzo 2015 alle 21:48 Rispondi

    I consigli sui libri da leggere vanno trattati come quelli sui ristoranti! “Guida galattica per autostoppisti” ha fatto la stessa fine anche con me, e altrettanto velocemente. Non è una critica a chi il consiglio lo dà, sempre in buona fede. Adesso, se il consiglio non mi convince dopo attenta valutazione, lo cerco in biblioteca, così mi arrabbio di meno. Quella delle traduzioni, poi, è una vera croce in alcuni casi. Molti fantasy in quel senso sono terribili.

    • Daniele Imperi
      28 marzo 2015 alle 08:46 Rispondi

      Sì, certo, il consiglio è sempre dato in buona fede, ma una lettura non è per tutti. Quindi anche io ora valuto bene l’acquisto, tanto ora su Amazon puoi leggere un’anteprima o vai in libreria a dare uno sguardo più approfondito.

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