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Perché Dracula è l’unica storia sui vampiri che funziona

Dracula
Quante storie sui #vampiri avete letto?

Prima del romanzo di Bram Stoker apparve Il vampiro di Jon Polidori. Era il 1819, precisamente il 1° aprile, giorno dedicato allo scherzo e infatti, forse per puro caso, il racconto di Polidori non ha ricevuto lo stesso successo del capolavoro di Stoker, apparso quasi 80 anni più tardi, nel 1897.

Io ho letto entrambe le storie e di ciò che scrisse Polidori non ricordo neanche una virgola. Non solo, ma quella storia non m’aveva proprio preso, faticavo a proseguirla e mi sono imposto di finirla soltanto perché era breve.

Ma Dracula è differente.

Dracula spaventa.

Dracula è l’unica storia sui vampiri che andrebbe letta. L’unica che funziona. L’unica originale. Diffidate delle copie. Diffidate di tutto il resto della letteratura sui vampiri.

Il segreto del Dracula di Bram Stoker

Romanzo gotico o horror? Di sicuro è presente una forte dose di dramma nella storia, che leggiamo nelle sue stesse vittime, nella loro sofferenza e nella loro paura.

Dracula è un romanzo epistolare, anche, perché Bram Stoker narra le vicende del Conte vampiro attraverso diari, messaggi, telegrammi, trascrizioni prese da registrazioni con un fonografo, stenografie.

Non è una narrazione variegata? Dinamica? Che cosa deduciamo da questa struttura, da questa scelta?

Possiamo leggere la storia grazie alla voce diretta dei protagonisti. Se avete letto le Cronache del ghiaccio e del fuoco di Martin, capirete quello che voglio dire. Martin non usa numerare i capitoli, anzi la parola “capitolo” non si legge nei suoi romanzi. C’è solo il nome del protagonista.

Bram Stoker usa la voce dei suoi personaggi, anche se in forma scritta. Una tecnica ben studiata, efficace.

Perché Dracula funziona e gli altri romanzi no

Qualcuno avrà da ridire, ma io sostengo che, una volta letto Dracula, non c’è più nulla da leggere sui vampiri. Ma perché questo romanzo funziona e continua a vendere e a ispirare?

Perché c’è una storia che funziona, innanzitutto. Ma c’è anche abilità dell’autore nel saper rappresentare le paure dell’uomo attingendo alle leggende e al folclore.

Paragonare Dracula alla saga di Twilight è come mettere a confronto il diavolo in persona con una maschera di carnevale. Non c’è battaglia.

Ricordo di aver visto da bambino alcuni film sui vampiri: rasentavano il trash e raccontavano ciò che aveva già raccontato Bram Stoker.

Dracula e i vampiri

Sappiamo tutti cosa siano i vampiri: esseri non-morti che si nutrono di sangue umano, odiano l’aglio, temono la luce, trasformano con un morso la vittima in vampiro, si trasformano in pipistrelli e puoi ammazzarli con un paletto di legno infilato nel cuore. Non c’è altro.

Dracula parla di questo. Come di questo parlano tutta la letteratura e la cinematografia. Cosa vuoi dire di più? Che i vampiri di Twilight potevano andarsene in giro anche di giorno? Non mi pare una gran trovata.

Il problema è che i vampiri non sono un’ambientazione, un mondo, una realtà, ma solo creature mostruose. Quante storie originali puoi creare coi vampiri?

Bram Stoker ha scritto tutto ciò che andava scritto e l’ha fatto nel migliore dei modi. Stephen King ci ha riprovato con Le notti di Salem, ma lui stesso disse che era solo un Dracula in una cittadina americana. Bel romanzo, l’unico che ho letto dell’autore, ma che non m’ha convinto più di tanto.

Dracula è la Storia dei vampiri

Come Frankenstein è la Storia dell’uomo creato con pezzi di cadaveri. Ne vogliamo scrivere un’altra? E cosa verrebbe fuori se non una fotocopia sbiadita del capolavoro di Mary Shelley? Fra l’altro, scrittrice superiore a Bram Stoker come stile, senza dubbio.

Ma lo scrittore irlandese riesce a infondere orrore nella sua storia, come la Shelley ha saputo riempire di dramma e sofferenza il suo Prometeo moderno.

Di Dracula ricordo quasi tutte le scene e sono anni che l’ho letto. Pezzi magistrali in cui mostra come il Conte si trasformi in pipistrello e passi attraverso le fenditure, o quelle in cui il vampiro cerca di entrare dalla finestra di notte o ancora il carico di bare vuote… elementi di puro terrore.

Forse il romanzo non avrebbe funzionato se fosse stato narrato nella forma tradizionale: il narratore invisibile e i personaggi sul palco. Ma con quello stratagemma dei messaggi scritti Bram Stoker ha creato una continua suspense.

Avete letto Dracula?

O vi siete limitati alle sue fotocopie?

47 Commenti

  1. Paolo
    11 febbraio 2014 alle 07:24 Rispondi

    Ciao Daniele,
    Mi trovo parzialmente d’accordo con la tua opinione, infatti la quasi totalità delle opere contemporanee propone variazioni sul tema, ogni vampiro proposto ha sempre qualcosa di diverso o qualcosa in più. Di per sé non sarebbe un male, se tutto ciò non comportasse un allontanamento da quella che è l’essenza del vampiro stesso. (Per inciso, trovo Twilight una simpatica storia d’amore, anche se lo stile della Meyer mi risulta noioso, ma NON è una storia sui vampiri)
    Tuttavia vorrei consigliarti il ciclo sui vampiri di Anne Rice (o almeno i primi tre, oltre credo che non sopporteresti delle creature semidivine) che secondo me è l’autrice che più di tutti ha saputo trovare il modo giusto di reinventare Dracula.
    Non arrivo a ritenermi un esperto del genere, ma dalla libreria di casa si deduce come io e mia moglie stiamo contribuendo al proliferare del genere. =P

    • Salvatore
      11 febbraio 2014 alle 09:18 Rispondi

      Concordo con paolo, Anne Rice è una variazione sul tema validissima e credibile, oltre che sufficientemente originale. Probabilmente buona parte della letteratura moderna sui vampiri prende il passo dai suoi libri più che dal Dracula di Stoker.

    • Daniele Imperi
      11 febbraio 2014 alle 10:06 Rispondi

      Ciao Paolo, benvenuto nel blog.

      Intervista col vampiro? Ho visto il film e l’ho trovato noioso e per me è la solita storia sui vampiri…

      Ho comunque “I diari della Famiglia Dracula” di J. Kalogridis e il “Trattato di vampirologia” di Van Helsing.

      • Paolo
        11 febbraio 2014 alle 13:15 Rispondi

        Che non ti possa piacere Anne Rice mi sta benissimo (guarda, chiudo pure un occhio su King), per carità, viva la democrazia e la libertà d’opinione, ma non farmi l’errore di considerare un film basato su un romanzo come specchio del romanzo stesso.
        Vuoi davvero dirmi che vedere “Dracula di Bram Stoker” di Francis Ford Coppola o “Frankenstein di Mary Shelley” di Kenneth Branagh sia la stessa cosa che leggere i rispettivi romanzi?
        Detto questo, concordo pure io sul fatto che oggi la figura del vampiro non spaventa più, anzi: non è più l’antagonista ma l’eroe (ad eccezione della serie Nocturna di Guillermo Del Toro – Chuck Hogan; altri non ne conosco) e forse proprio per questo non sono veramente paragonabili al Dracula di Stoker

        • Daniele Imperi
          11 febbraio 2014 alle 15:27 Rispondi

          No, non volevo dire quello, ma solo che comunque il film avrà gran parte di ciò che il romanzo ha detto. E come storia in sé non la vedo interessante.

          I film su Dracula e Frankenstein sono per me uno peggio dell’altro.

          Le notti di Salem non mi è dispiaciuto, ma non ha nulla di nuovo.

  2. Salvatore
    11 febbraio 2014 alle 09:15 Rispondi

    Era anche l’epoca giusta in cui scrivere un romanzo come quello. Forse alcune storie funzionano bene perché scritte al momento giusto. Le caratteristiche sociali dell’epoca si fondono con lo stile e le idee del narratore dando vita ad un romanzo ideale. Il fatto che oggi si scriva Twilight la dice lunga sulla nostra di epoca…

    P.S. Le notti di Salem è bellissimo! ;)

    • Daniele Imperi
      11 febbraio 2014 alle 10:07 Rispondi

      Concordo sul fatto che è stato scelto il periodo giusto per pubblicare quel romanzo. Ora i vampiri hanno stufato, non spaventano più.

  3. Marcello
    11 febbraio 2014 alle 09:51 Rispondi

    Ecco perché funziona. Vero! perché è scritto in forma epistolare attraverso lettere e fonogrammi, che gli danno quell’aura di verità e di “potrebbe succedere ora, qui”. E perché i personaggi, nonostante abbiano davanti fenomeni paranormali, continuano a cercare di trovare spiegazioni scientifiche e perfettamente plausibili.
    Dunque, sono d’accordo con te. Ho letto molti romanzi sui vampiri, non perché mi interessasse l’argomento, ma solo perché mi passavano per le mani. Una noia! Twilight, Anne Rice, perfino Anno Dracula, per non parlare di quella cac*ta di Polidori.
    L’unico che considero quasi (quasi) al livello di Dracula è Il Signore dei Vampiri di Hugh Davidson.

    A volte avrei voglia di scrivere qualcosa (l’avevo fatto dieci anni fa, ma non ricordo più dove cavolo sia andato a finire il racconto in questione) ma credo che sui vampiri sia già stato scritto tutto quel che c’era da scrivere e anche di più.

    Saludos

    • Daniele Imperi
      11 febbraio 2014 alle 10:09 Rispondi

      Bravo, “aura di verità” e tentativi di spiegare i fenomeni in modo scientifico: è proprio questo che fa di Dracula un bel capolavoro.

  4. Moonshade
    11 febbraio 2014 alle 10:31 Rispondi

    Dracula funziona perchè Stoker, oltre ad essere un pazzo furioso che si arredava casa con sarcofaghi egizi, si è documentato sulla creatura di cui doveva scrivere e ha usato l’idea generale che all’epoca la gente aveva delle terre dell’est per nasconderci dietro tutta una sua idea: ha estrapolato e adattato quello che serviva. Dracula poi non viene “snaturato” nel suo ruolo horror, ma solo motivato. A me i vampiri piacciono molto: sono personaggi con dek grande potenziale, ognuno potrebbe essere cone Highlander e usato per raccontare la vita in diverse epoche (e si, alcuni possono muoversi di giorno), sono individui tagliati fuori dalla propria epoca. Ma limitati a cose alla Vampire Diaries sono sprecati. Se è un dramma che il tuo personaggio debba nutrirsi di sangue… beh, dagli una qualsiasi intolleranza alimentare: la storia d’amore non cambia.

    • Daniele Imperi
      11 febbraio 2014 alle 13:50 Rispondi

      Quello che dici è sensato, però per me non sono più interessanti. Soprattutto oggi.

  5. MikiMoz
    11 febbraio 2014 alle 11:24 Rispondi

    Ovviamente ho letto questo romanzo epistolare… che poi i vampiri nemmeno mi piacciono, gli unici che amo oltre Dracula sono quelli di Dal tramonto all’alba e il mitico Cassidy di Preacher (che, finalmente, diventerà una serie tv!!)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      11 febbraio 2014 alle 13:52 Rispondi

      Dal tramonto all’alba m’è piaciuto, ma non conosco Cassidy di Preacher.

      • MikiMoz
        11 febbraio 2014 alle 19:02 Rispondi

        Sentirai presto parlare di lui ;)

        Moz-

  6. Anna
    11 febbraio 2014 alle 13:24 Rispondi

    Per quanto riguarda “Le Notti di Salem”, e anche tutta una serie di brevi racconti sui vampiri (ad opera di autori vari), ricordo che ciò che li rendeva godibili non era tanto un’idea originale quanto la rappresentazione di alcune scene azzeccate.
    Esempio: nel romanzo di King, [SPOILER] la scena nella neve dove compare la bambina vampirizzata: agghiacciante la malizia di questa creatura una volta innocente; il fatto che sfrutti il suo essere (stata) piccola e indifesa per attirare la vittima. [FINE SPOILER]

    È evidente che non si tratta di un’idea innovativa su cosa sia un vampiro; è solo una scena efficace, che si fa ricordare. Qui c’entra più che altro la capacità di fare leva su una delle tante cose che terrorizzano l’essere umano. Stesso discorso per tanti altri racconti brevi sui vampiri: belli ma obbiettivamente non “originali”.

    Dunque Bram Stoker rimane sostanzialmente imbattuto dal punto di vista da te proposto.

    • Daniele Imperi
      11 febbraio 2014 alle 15:28 Rispondi

      La scena sulla neve me l’hai ricordata tu, pensa :)

      Di quel romanzo ricordo altre scene, secondo me ben costruite.

  7. Alessia
    11 febbraio 2014 alle 13:56 Rispondi

    Eccomi a te, come promesso!
    Come già detto da Paolo, ti suggerisco la saga di Anne Rice. Probabilmente riusciresti ad arrivare a “Il ladro di Corpi”, non oltre. “Intervista con il vampiro” l’ho trovato particolarmente lento e noioso, ma se leggi “Pandora” (ambientato in epoca romana) o “Scelti dalle tenebre” (ambientato in età moderna, in cui scopriamo la storia di Lestat prima di Claudia e combriccola) troverai una narrazione in prima persona, coinvolgente e davvero ben curata.
    Come “Dracula”, altri romanzi gotici hanno trovato la loro collocazione nell’Olimpo della letteratura: “Carmilla”, di Le Fanu, è decisamente più terrorizzante di Dracula a mio avviso, e ha un narrazione classica, non epistolare.
    E’ importante osservare il periodo in cui vengono scritti questi romanzi: Anne Rice credo sia la naturale erede di Stoker, se vogliamo, salvo poi perdersi per strada e incoccare storie molto erotiche e poco gothic. I primi romanzi, comunque, sono davvero notevoli e offrono un taglio alla figura del vampiro decadente e drammatica.
    Carmilla è un mostro, è bellissima e incanta. Non può non essere amata.
    Ho letto “Le notti di Salem” e, se devo dire la verità, non mi ha fatto paura, ma di certo mi ha colpito la forza dei Nosferatu di King. Tieni presente che si è aggiunta – alla cultura del genere – la saga di giochi di ruolo della White Wolf, che in trent’anni ha detto TUTTO sui vampiri.
    Uscire dagli schemi ora sarebbe davvero impossibile.
    Trovo encomiabile il lavoro svolto sul fumetto “Trenta giorni di buio”, così come anche il film offre una visione non romantica ma crudele e sadica della figura del vampiro, rinnovando un po’ un mercato che – dopo un paio di anni – si è popolato di figure alla Twilight.
    Di quest’ultimo ho letto solo il primo capitolo (inteso come 10 pagine di romanzo) ma è una storia d’amore (ossessionante) tra due teenager. La componente fantastica c’è, ma si distacca notevolmente da tutto ciò che è il classico della cultura gotica.
    Torno sul romanzo epistolare: la saga del Diario del Vampiro è scritta sottoforma di diario dei protagonisti. Ora, sarà pure un modo di raccontare differente, ma non ha fatto di certo la differenza lo stile in cui è narrato, semmai le tematiche legate al gotico un po’ più marcate rispetto a Twilight. Harris ha provato a dare una sferzata con la sua True Blood, e da quel che so (non ho letto la saga) pare abbia giocato molto vicino alle tematiche care alla White Wolf (o viceversa) con contaminazioni di varia natura, ma partendo da una società in cui i vampiri sono integrati nella società umana.

    Secondo me parlare di Dracula come unico romanzo di vampiri è sbagliato, viene decontestualizzato totalmente il periodo in cui si colloca la sua pubblicazione e il suo (scusami la ripetizione) pubblico. Dracula è stato il capostipite di un filone gotico che ha trovato poi varie connotazioni e poche varianti. Per me, il vero vampiro rimane Lestat – quello che ho letto in Scelti dalle Tenebre – o Carmilla, non Dracula. Posso dirti che la figura del vampiro di “Trenta giorni di buio” è terrorizzante e davvero bellissima, sradicata dal mito romantico della figura distrutta dal dolore per una vita che perde di senso e importanza. Anne Rice ha ripreso le ambientazioni gotiche, la dualità del personaggio umano-mostro e gli ha dato nuova linfa, in un ciclo di storie e protagonisti che vanno dall’antica Roma ai giorni nostri, con ricostruzioni storiche davvero rifinite.
    “Trenta giorni di buio” (Notte, se pensiamo al fumetto) parla di creature brutte e vogliose di mangiare. E non gliene frega nulla di raccontare la drammaticità dell’eroe.

    Adesso non ti resta che armarti di pazienza, leggere tutte queste saghe e poi tornare a parlare di vampiri (^^)

    • Daniele Imperi
      11 febbraio 2014 alle 15:33 Rispondi

      Proverò a leggere qualche pagina di qualche romanzo della Rice, vedremo se mi appassiona.

      No, non leggerò tutte queste saghe :D

      Le storie sui Romani non mi attirano, per esempio. Leggerò Carmilla, mie sorelle me ne hanno parlato spesso.

  8. helenia
    11 febbraio 2014 alle 17:18 Rispondi

    Ho letto è visto tutti i racconti che parlano d Dracula.Di sicuro quello di Stoker è descritto molto bene ,è parte del libro racconta anche un fatto storico venuto in quel periodo.Ma nn sdegno gli altri autori bisogna anche esplorare altri modi e fantasie di descrivere un personaggio.Da altraparte per vendere bisogna pure cambiare qualcosa qui o la,senno nn c’è versatilità nelle storie. X te caro Daniele dovresti leggere di più le storie su i romani nn sai che ti perdi!!! ;)

    • Daniele Imperi
      11 febbraio 2014 alle 19:00 Rispondi

      Sono un po’ scettico sulle storie ambientate nell’Antica Roma – eppure io sono romano :D – perché ho visto che sono uscite diverse saghe e mi sembrano di poco valore.

      • helenia
        11 febbraio 2014 alle 20:55 Rispondi

        Rispetto il tuo pensiero,ma nn sono daccordo c sn degli ottimi libri ,importante saperli riconoscere . ;)

  9. Giada
    11 febbraio 2014 alle 17:34 Rispondi

    Ho letto sia Dracula Di Bram Stoker che Frankenstein di Mary Shelley, sono stupendi e li adoro entrambi! In genere tendo a evitarli perché ormai sono quasi tutti delle love story e mi annoiano. L’unico altro libro sui vampiri che ho letto è “Il Vangelo dei Vampiri” di James Vanore. Non è brutto, sicuramente è diverso e leggerlo non mi è dispiaciuto affatto. Lo scrittore ha unito le storie sui vampiri con le leggende sul sacro sangue di Cristo creando nuove origini per questi esseri notturni.

    • Daniele Imperi
      11 febbraio 2014 alle 19:01 Rispondi

      Non conoscevo questo nuovo risvolto sui vampiri, però devo dire che non mi attira.

  10. micaela
    11 febbraio 2014 alle 18:13 Rispondi

    Wooww..argomento interessantissimo.Adoro Dracula, e tutta la sua storia, nochè leggenda del vero conte ” l’ Impalatore “, mi ha sempre affascinato. Mi sono sempre ripromessa che un giorno lo avrei letto e oggi mi avete dato motivo in più per aprire uno scatolone di libri… e iniziare quanto prima a leggerlo. Grazie a tutti…

    • Daniele Imperi
      11 febbraio 2014 alle 19:02 Rispondi

      Nella mia sezione Ebook troverai la traduzione che ho fatto della storia di quel personaggio.

  11. Maria Grazia
    11 febbraio 2014 alle 18:47 Rispondi

    Grazie per avermi dato un’idea per il mio (eterno) romanzo, parlando della struttura di “Dracula”, che non ho letto ma rimedierò al più presto, l’ho già acquistato in e-book.
    Per quanto riguarda S. King, mi permetto di suggerirti i racconti di “A volte ritornano”: in particolare “L’ultimo piolo” non è una storia horror ma uno splendido racconto di suspence con un tema, quello della solitudine, trattato con tanta disperata dolcezza da spezzarti il cuore.
    A me il genere horror non piace proprio, ma devo riconoscere che King scrive, e soprattutto costruisce storie, da dio.Inoltre l’edizione che ho io ha una prefazione dello stesso King con tante “chicche”per qualunque scrittore o aspirante tale.

    • Daniele Imperi
      11 febbraio 2014 alle 19:04 Rispondi

      Ho un po’ di libri di King ancora da leggere, rimedierò anche A volte ritornano.

  12. Ivano Landi
    11 febbraio 2014 alle 18:55 Rispondi

    Ciao Daniele, ho letto Dracula e non posso dire che non mi sia piaciuto. Mi è piaciuto nonostante l’eccesso di pathos dei personaggi che era perfetto nell’era vittoriana, un pò meno digeribile nella nostra. Ma Carmilla è sicuramente superiore! E bellissimo è anche “Lasciami entrare” di John Ajvide Lindqvist!

    • Daniele Imperi
      11 febbraio 2014 alle 19:05 Rispondi

      Vero sull’eccesso di pathos, ma come dici tu ci stava bene per l’epoca. Dovrò allora leggere al più presto Carmilla.

      • Ivano Landi
        11 febbraio 2014 alle 19:36 Rispondi

        Buona lettura, allora. Anche se forse avrei dovuto mettere un “secondo me” al posto di “sicuramente”. Diciamo che mi son fatto prendere dal pathos!

  13. italese
    11 febbraio 2014 alle 19:28 Rispondi

    Stoker mi manca, sono colpevole!
    Scherzi a parte, non avendo letto l’opera ho solo l’articolo (molto buono) per giudicarne la e devo dire che di certo la novità per l’epoca, unita alla della forma epistolare e alla selezione di caratteristiche oscure per il personaggio di Dracula devono aver concorso a farne una pietra miliare, forse inimitabile.
    Di simile ho letto solo Io sono Leggenda di Matheson, e devo dire che si tratta comunque di un’opera molto valida.
    Grazie per l’articolo Daniele, Stoker sarà una delle mie scelte la prossima volta che andrò in biblioteca.

    • Daniele Imperi
      11 febbraio 2014 alle 19:42 Rispondi

      Io sono Leggenda è molto bello, ma è diverso completamente da Dracula, pur parlando di vampiri. Buona lettura, allora :)

  14. Attilio Nania
    12 febbraio 2014 alle 11:02 Rispondi

    Ciao Daniele, vedo che Pennablu non si ferma mai e si aggiorna di continuo, ma che le idee del suo creatore rimangono inalterate nel tempo!

    Non ho mai letto niente sui vampiri, ho visto solo il film di Twilight (giusto perché l’ho visto in compagnia, non so se mi spiego).
    Però qualche anno fa spopolava il videogioco d’avventura “Gabriel Knight” che trattava appunto di vampiri, con la trama ideata dalla scrittrice americana Jane Jensen, e devo dire che era una storia superlativa.

    • Daniele Imperi
      12 febbraio 2014 alle 11:14 Rispondi

      Ciao Attilio,
      non capisco cosa intendi sulle idee. Ci sono idee che possono cambiare, altre che invece fanno parte di noi e restano.

      • Attilio Nania
        12 febbraio 2014 alle 11:19 Rispondi

        Questo è fuori discussione. Io mi riferivo al fatto che tempo fa mi pare di aver già letto qui su Pennablu che per te Dracula è l’unico romanzo sui Vampiri degno di essere letto.

  15. Alessandro C.
    12 febbraio 2014 alle 11:28 Rispondi

    Ciao Daniele,
    ho letto Dracula in lingua originale anni fa, e devo dire che ancora oggi ricordo il suo finale deludente. Il climax lascia intendere un duello epico, che alla fine non c’è (arrivai persino a parteggiare per il vampiro). I protagonisti sono personaggetti mediocri la cui massima aspirazione è sposarsi e metter su famiglia… insomma, pochino per far sì che il lettore provi simpatia per loro.

    • Daniele Imperi
      12 febbraio 2014 alle 11:56 Rispondi

      Ciao Alessandro,
      sui personaggi forse hai ragione, ma riflettono l’epoca. Il finale non lo ricordo, a dirti la verità, andrò però a rileggerlo.

      Non ho provato simpatia per la donna, né per Van Helsing, a essere sincero. Dracula, invece, si presta a essere preferito dal lettore.

  16. La scrittura di Murakami
    12 febbraio 2014 alle 14:49 Rispondi

    […] la struttura del romanzo abbia giocato un ruolo in questo. Proprio ieri, quando ho parlato del romanzo Dracula, ho accennato a una struttura secondo me funzionale, riscontrata soprattutto in Martin: nomi dei […]

  17. Francesca
    12 febbraio 2014 alle 15:01 Rispondi

    Ho letto Dracula anni fa. Lo so, che è una tautologia, ma il romanzo è veramente bello perchè l’autore è veramente bravo, al di là del genere o dell’argomento: ha preso i vampiri come espediente per parlare di un argomento molto intelligente: il male come qualcosa di sfuggente. Non so come ci sia riuscito, ma Dracula incombe su ogni singola pagina del romanzo anche se di persona appare 3, 4 volte massimo. Inoltre è un vampiro convincente perchè oscilla sempre tra umano e mostruoso, così riesce allo stesso tempo a incuriosire il lettore MA anche a far paura (cosa che i vampiri di adesso non riescono più a fare). Anche io mi sento di consigliare Anne Rice, ma solamente il primo, Intervista col Vampiro. Non è l’unico che ho letto, e non so se sia il più bello. Però sono allergica alle saghe/serie/ecc ;) e per il poco che ho letto mi sembra che nel primo avesse qualcosa da dire, un contenuto che è poi stato diluito e riempito di fuffa nei libri successivi. Se i vampiri adesso siano morti (AHA, che battutona), sinceramente non lo so. La cultura pop li ha umanizzati e banalizzati fino a distruggere la loro attrattiva, secondo me. Ma possiamo sempre sperare che, come per Dracula, arrivi un altro scrittore “veramente bravo”.

    • Daniele Imperi
      12 febbraio 2014 alle 17:43 Rispondi

      Hai proprio ragione: Dracula compare poco eppure incombe a ogni pagina. Questo l’avevo dimenticato!

      Le saghe hanno iniziato a stufare da tempo anche me. E concordo sui vampiri: sono “morti” almeno finché non arriverà un altro scrittore altrettanto bravo.

  18. Claudia
    12 febbraio 2014 alle 16:50 Rispondi

    Ciao Daniele, mi trovi perfettamente d’accordo con te! Dracula di Stoker è inimitabile. Il libro è riuscito a regalarmi sensazioni che nessun film dell’orrore è riuscito mai a fare!
    Ho visto moltissimi film sui vampiri (libri no, mi sono rifiutata! Anche se forse, l’unico che leggerei per curiosità è intervista col vampiro) e non riesco a trovare niente che tenga testa all’originale.

    Oggi comunque mi hai aperto un mondo. Credevo che fosse Stoker ad aver scritto il primo libro sul tema, e invece… scopro che non è così! Quello di Polidori è sempre in commercio?

    • Daniele Imperi
      12 febbraio 2014 alle 17:45 Rispondi

      Ciao Claudia, benvenuta nel blog.

      Il romanzo di Polidori io ce l’ho nell’edizione 100 pagine 1000 lire della Newton&Compton. Credo riuscirai a trovarla, ma anche altre, secondo me.

  19. Laura Tentolini
    20 febbraio 2014 alle 22:29 Rispondi

    Anch’io conservo un ricordo particolare del Dracula di Stoker, forse perché lo lessi quando ero molto giovane e facilmente impressionabile.
    In particolare ne ricordo l’atmosfera gotica e i personaggi coerenti fino alla fine.

  20. Costruire la scrittura ogni giorno
    25 febbraio 2014 alle 07:40 Rispondi

    […] che scrivo qualcosa mi chiedo se non ne abbia già parlato. L’altro giorno ho scritto di Dracula, e un lettore mi ha commentato che m’ero […]

  21. Il lato vergognoso dell’editoria
    18 maggio 2014 alle 05:00 Rispondi

    […] rachitico e la pulzella ribelle? Quanti libri sui vampiri sono usciti dopo? Io ho sempre detto che Dracula è l’unico romanzo sui vampiri che va letto, ma gli editori non […]

  22. Alessandro
    28 aprile 2016 alle 16:45 Rispondi

    Non lo ho mai letto dracula di bram stoker però ho visto una sua versione differente in un film della marvel tra l’altro molto bello, dove sono i veri vampiri non quelli di twilight parlo di blade

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