Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Don Camillo dai libri ai film

Don CamilloDon Camillo è una serie di storie, pubblicata a partire dal 1948, creata da Giovannino Guareschi su un parroco di un paesino in continuo conflitto con il sindaco, Peppone. Ho letto i primi due libri su Don Camillo e, più che romanzi, si tratta di una serie di episodi, anche se hanno una certa continuità.

Il personaggio di Don Camillo rappresenta un’Italia povera, semplice, che tenta di rialzarsi dalla distruzione della guerra. Il conflitto col sindaco è di natura politica, Peppone è il rosso che si contrappone al nero della tonaca del parroco. Ma è un conflitto, possiamo dire, educato, rispettoso anche, forse persino cameratesco – se mi leggesse il compagno Peppone avrebbe da ridire su quest’ultima affermazione.

Don Camillo è divenuto poi un film, anzi una serie di film, girata inizialmente da Julien Duvivier per i primi due adattamenti (Don Camillo, 1952, e Il ritorno di don Camillo, 1953), poi da Carmine Gallone per i due seguenti (Don Camillo e l’onorevole Peppone, 1955 e Don Camillo monsignore… ma non troppo, 1961) e infine da Luigi Comencini per l’ultimo (Il compagno don Camillo, 1965), con due grandi attori a interpretare i protagonisti degli episodi: Fernandel nella parte di Don Camillo e Gino Cervi in quella di Peppone.

Don Camillo dai libri ai film mi è sembrato ben realizzato, anche se tutti e cinque i film sono stati ispirati da alcuni racconti di Guareschi e non da uno solo, con alcuni episodi creati per l’occasione. Comunque, a parte questa estrema libertà, i film riescono a trasmettere la vivacità e la satira delle storie di Guareschi.

I due attori scelti per interpretare il parroco e il sindaco si sono rivelati una soluzione vincente, poiché leggendo le storie di Guareschi non si fa certo fatica a immaginare quei due personaggi nelle vesti di Fernandel e Gino Cervi. In questo senso c’è stato un legame inconsapevole fra lo scrittore e il regista.

Il bianco e nero dei film dà una sensazione di antichità che, anche se non voluta, dona maggior forza a un’opera divenuta classico. Guareschi ha vissuto in un mondo in bianco e nero e i film tratti dalle sue opere più famose restituiscono alla sua narrativa quell’aura di tempo che fu, immortalando nella pellicola storie che l’Italia ha amato ma anche vissuto.

Don Camillo dai libri ai film non mi ha quindi deluso, anche se dovrei scrivere dai film ai libri, poiché ho conosciuto il personaggio e le storie prima dai film, quand’ero bambino, e poi, in età adulta, ho cominciato a leggere i libri. Libertà cinematografiche a parte, Don Camillo resta un’opera da leggere e da vedere.

Avete letto queste storie di Guareschi e visto i film? Che confronti potete fare fra libri e pellicole?

3 Commenti

  1. ferruccio
    12 ottobre 2012 alle 08:40 Rispondi

    Visto solo i film… o meglio visto i film o forse letto qualche spezzone ma non sono in grado di fare distinzioni

    • Daniele Imperi
      12 ottobre 2012 alle 08:43 Rispondi

      Guareschi è uno di quegli autori inimitabili e che hanno scritto migliaia di pagine :)

  2. Lucia Donati
    12 ottobre 2012 alle 11:32 Rispondi

    Ho uno dei racconti di Guareschi, comprato da qualcuno qui a casa ma non l’ho ancora letto; lo devo proprio leggere, adesso. I film li ho visti tutti, più volte. Cervi e Fernandel erano perfetti, eccezionali; non avrebbero potuto esserci protagonisti migliori per quelle parti.

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.