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Il blog per scrittori, blogger e copywriter

3 domande da porsi prima di aprire un blog

Domande blog

Approfitto del commento di una lettrice al mio post sulle dieci tipologie di articoli da creare in un blog per scrivere questo ultimo post della settimana. Nel suo commento ha parlato proprio di tre domande, tre dubbi, quindi, che possono venire a chiunque non abbia un blog e pensi di aprirne uno.

È davvero necessario farsi queste domande? No, si può benissimo decidere di aprire un blog dall’oggi al domani senza curarsi di nulla. In molti casi ho fatto anche io così, ma di tutti i blog che ho aperto, come qualcuno di voi ha appreso nella mia retrospettiva sul blogging, è rimasto alla fine solo questo.

Prendo quindi spunto proprio da quelle tre domande, cercando di dare una mia risposta, che potete ampliare nei commenti con le vostre risposte personali, perché, non dimentichiamolo, il blogging è pur sempre personale, al di là di regole e regolette.

Cosa significa avere un blog?

Forse questa è la domanda più difficile a cui rispondere, perché avere un blog significa tante cose e non una sola. Vediamo di elencare le prime che mi vengono in mente.

  • Impegno: avere un blog richiede impegno, mi pare il minimo. Il blogger ha un appuntamento fisso coi suoi lettori, ha contenuti da creare, risposte da dare sia nei commenti sia a eventuali email che arriveranno. Anche quando pratichiamo uno sport abbiamo un impegno, che ci fa rivedere le varie priorità e richiede una certa organizzazione della giornata e del tempo a disposizione. Nel blogging avviene lo stesso.
  • Responsabilità: questa parola non piacerà a molti, ma io la intendo con un significato positivo. Chi ha un blog ha delle responsabilità sia verso se stesso sia verso i lettori. Se pubblica contenuti riciclati, di poco valore, non farà una bella figura e il suo blog non avrà mai un pubblico. La responsabilità verso i lettori è duplice. Il blogger deve pubblicare articoli che siano di vera utilità al lettore e deve rispondere a chi commenta. Non vedo questa responsabilità come un’imposizione, ma solo come uno dei tanti elementi che fanno parte del blogging.
  • Lavoro: un blog richiede lavoro, non solo per la progettazione, ma soprattutto per la gestione. Il progetto è una tantum, ma la gestione è periodica. Che significa gestire un blog? Trovare idee per gli articoli, scrivere i post, rispondere ai commenti, documentarsi, ecc. Tutto questo è un lavoro, anche se non è pagato da nessuno.
  • Spirito di condivisione: per me significa rinunciare ai segreti del mestiere, altrimenti tanto vale non aprire un blog. Chi sa, condivide. Questa è la massima del blogging. La legge, potrei dire, che dovrebbe regolare la blogosfera. In fondo, il blogging è una delle varie strategie di content marketing.
  • Spirito di collaborazione: che possiamo tradurre con l’accettare guest post, ma anche con altri tipi di collaborazione. Nel blogging per me non esiste l’isolamento – e parlo proprio io che sono solitario di natura. Se un blogger vuol restare isolato, allora è meglio scrivere un diario personale come ai vecchi tempi. Come minimo si instaura una collaborazione fra chi scrive e chi legge e commenta.
  • Carattere: bisogna avere il coraggio di mettere nero su bianco le proprie idee e difenderle. Con questo non intendo cancellare i commenti che vanno contro le proprie idee, ma non temere di perdere eventuali lettori o di ricevere forti critiche per aver scritto qualcosa di scomodo. Quando ho pubblicato il post sui libri peggiori che ho letto, un lettore mi ha scritto nel commento che avrebbe smesso di seguire il blog. Mi ha creato problemi questo? No. Fa bene avere un pubblico di lettori, è a quello che aspiriamo, ma io non posso sentirmi condizionato o limitato nell’esprimere le mie opinioni, altrimenti lascio stare e chiudo il blog.

Cosa significa, in breve, avere un blog? Essere se stessi e esserlo fino in fondo. Quando hai un blog, stai svelando una parte di te, bella o brutta che sia. Che piaccia o meno.

Sono capace di tenerne uno?

La risposta a questa domanda non è né sì né no, ma un semplice “non lo so”. E non lo sai perché non puoi saperlo. Nessuno è nato imparato, come si dice. Dal punto di vista tecnico, blogger si diventa, non si nasce. Si impara a fare blogging tenendo un blog, quindi, prima di aprirne uno, nessuno può sapere se sarà in grado di gestirlo.

Questa è l’unica domanda che non dobbiamo porci. O, forse, può essere un dubbio valido, ma solo dopo aver risposto alla prima domanda: quando sappiamo veramente cosa significa avere un blog, allora sapremo anche se saremo in grado di tenerne uno.

Voglio davvero aprire un blog?

Ecco la domanda migliore e quella più importante delle tre. Se manca la volontà di aprire un blog, viene a mancare tutto. La volontà è forse la base su cui poggia il proprio blog. Quando ho aperto il mio blog su danieleimperi.it, è stata più una necessità che una volontà e infatti è durato sei mesi.

Su Penna blu, per fortuna, c’è stata la volontà. E questa volontà dura ancora.

Anche se l’ho messa per ultima, è la prima domanda che dovete porvi, il primo dubbio che deve assillarvi. Risolto questo, il resto è fattibile. Con l’impegno e la costanza.

Voi blogger vi ritrovate in quanto ho scritto?

Ma c’è anche una domanda per quanti non hanno un blog, ché questo post è in fondo dedicato proprio a loro: come rispondete a quelle 3 domande?

39 Commenti

  1. LiveALive
    11 dicembre 2014 alle 07:31 Rispondi

    Mi rispondo semplicemente che non ho tempo per stare dietro a un blog; non riuscirei proprio a inventarmi nuovi contenuti a tempo determinato, né troverei il tempo per rispondere ai commenti (anche se all’inizio non arriveranno n ). È vero che ci sono blog che pubblicano roba una volta al mese e il blogger non risponde mai, eppure hanno successo lo stesso, ma sono casi: o sono blog di persone famose, o il blog contiene materiale che non si trova altrove (molto raro!).

    • Daniele Imperi
      11 dicembre 2014 alle 14:32 Rispondi

      Pubblicare una volta al mese è troppo poco. Il tempo è un fattore da considerare, certo, ma dipende sempre dalla volontà: se ti piace scrivere in un blog, allora trovi anche il tempo.

  2. Claudia
    11 dicembre 2014 alle 09:17 Rispondi

    Ciao Daniele,
    Potevi scriverlo prima questo post?
    Le tre domande che non mi sono fatta prima di aprire il mio.
    Sto messa proprio male :)

    • Daniele Imperi
      11 dicembre 2014 alle 14:32 Rispondi

      M’è venuto in mente proprio ieri :D
      Qual è il tuo blog?

  3. Salvatore
    11 dicembre 2014 alle 09:20 Rispondi

    Quando ho aperto il mio, non mi sono posto alcuna domanda. Nel crearlo, sapevo solo tre cose: che lo aprivo perché cercavo un contatto con altre persone (attraverso i commenti); che volevo parlare della mia passione (la scrittura); che volevo essere letto e, per questo, giudicato. Sapevo anche se mi sarei dovuto mostrare per quel che sono, con tutti i pregi (se ce ne sono) e tutti i difetti (che, invece, sono molti). All’inizio ho fatto un po’ di errori, frutto dell’inconsapevolezza. Adesso, invece, sono pienamente appagato. Posso dire che tutte le aspettative che avevo sono state soddisfatte.
    Il bello, però, è che quando commettevo degli errori e non vedevo riscontri, scrivere gli articoli per il blog (quella che chiami gestione) era un peso. Adesso invece sono sempre in anticipo di una settimana (programmo la settimana prima per quella dopo); in questi giorni poi, addirittura di due. Soprattutto, non ho mai difficoltà a trovare argomenti. Non mi devo neanche sforzare. Alcune volte vengono da soli, attraverso la collaborazione o gli spunti di chi mi legge, altre, invece, semplicemente mettendomi alla tastiera. Le parole scorrono da sole.

    • Daniele Imperi
      11 dicembre 2014 alle 14:34 Rispondi

      Sono le stesse domande che mi sono posto io. Gli errori all’inizio sono più che normali, specialmente se è la prima volta.

  4. Giulia
    11 dicembre 2014 alle 09:33 Rispondi

    Ciao Daniele! :)
    Prima di aprire il mio blog non mi sono fatta nessuna di queste tre domande; tuttavia per adesso regge benissimo la volontá e l’impegno…infatti passo metá del giorno a pensare e ripensare a quale idea mettere per iscritto oggi. :)
    Daniele tu per scrivere i tuoi articoli prendi spunti anche da altri articoli che hai letto o è sempre un qualcosa che ti viene in mente, come per esempio, leggere tra i commenti?

    • Daniele Imperi
      11 dicembre 2014 alle 14:36 Rispondi

      Ciao Giulia,
      l’ispirazione mi viene da:
      1) altri articoli che ho scritto
      2) post di altri letti in giro
      3) commenti
      4) problemi personali sui temi del blog
      5) riflessioni sui temi del blog
      6) fantasia

  5. Dario
    11 dicembre 2014 alle 09:39 Rispondi

    Condivido pienamente, in particolare il punto sulla responsabilità.
    Il mio è un blog neonato, ma non il primo che io abbia avuto. A differenza del precedente, però, la sua apertura è stata la conseguenza delle risposte che ho dato ad alcune domande, tra cui l’ultima che hai citato. Io intendo un blog come un luogo di discussione, di confronto, e vorrei che il mio un giorno diventasse tale. E appunto perché era questo che cercavo, ho capito che un blog era ciò che volevo. Circa la responsabilità, secondo me se si pecca di negligenza, trascurando la qualità dei post e i commenti, beh si viene a perdere il senso stesso di un blog.

    • Daniele Imperi
      11 dicembre 2014 alle 14:40 Rispondi

      Ottimo motivo per aprirne uno, discussione e confronto. Contiene le 3 domande, alla fine, perché c’è dietro una forte motivazione.

  6. Banshee Miller
    11 dicembre 2014 alle 09:59 Rispondi

    Scrivo in self publishing, perciò aver un blog dovrebbe essere l’obbligo, come spesso tu ribadisci. Tuttavia, proprio perché non credo di essere in grado non ne ho mai aperto uno. Il problema, per me, è che non ho idea di quali temi potrei trattare in un eventuale blog. Dovrebbero essere inerenti alla scrittura immagino, ma non possiedo conoscenze tanto particolari da poter interessare qualcuno. Nel mio caso sarebbe un blog forzato, credo. Peccato, perché nonostante tutto riconosco l’utilità che potrebbe avere.

    • Daniele Imperi
      11 dicembre 2014 alle 14:41 Rispondi

      Il tuo commento mi ricorda che devo scrivere un post per parlare di quale blog sia migliore per uno scrittore :)

  7. MikiMoz
    11 dicembre 2014 alle 10:06 Rispondi

    Ciao Dani!
    Ai tempi non mi posi affatto queste domande (né altre…), perché il mio blog è nato in un contesto particolare.
    Però è vero: blogger si diventa, bloggando.
    Ora sono d’accordissimo con tutto ciò che hai scritto, con ogni punto che hai toccato.
    E’ un lavoro non pagato, un lavoro figo e appagante.
    Mi sto rendendo conto, ultimamente, che non per tutti è così. Diciamo che sto diventando un po’ più disilluso su questo mondo (la blogosfera) che prima amavo tantissimo. Ma ci sta.
    E presto ne parlerò.

    Moz-

    • Daniele Imperi
      11 dicembre 2014 alle 14:42 Rispondi

      Ciao Miki,
      è vero, non per tutti è così, ma io l’ho scoperto da tempo :)
      Aspetto il tuo post sull’argomento, allora.

    • franco battaglia
      14 dicembre 2014 alle 09:36 Rispondi

      “un lavoro non pagato ma appagante”. Contraddizione in termini. Il blog paga. Non in soldi ma oh! se paga!.. io tengo il blog perché mi piace un casino, è droga di primissima qualità, non servono altri motivi. Anche se nacque come Archivio Base di tutte le mie nefandezze. Ora è ribollente laboratorio. ;)

  8. SAM.B
    11 dicembre 2014 alle 11:46 Rispondi

    Io non mi sono mai posta domande, ma non credo che dipenda da questo il fatto che – a un certo punto – i miei blog muoiono ^^; Dipende dal fatto che prima o poi mi viene meno la volontà e/o la serenità per starci dietro, come in questo momento. Trovare idee diventa una cosa estenuante, i tempi di scrittura di un singolo post si allungano a dismisura e addio piacere di scrivere.

    • Daniele Imperi
      11 dicembre 2014 alle 14:45 Rispondi

      Però il blog ogni tanto resuscita :D
      Ho visto ora la nuova grafica, mi piace.
      Trovare le idee non è sempre facile, ma qui a fianco trovi i miei 154 suggerimenti per scrivere post :P

  9. gianni
    11 dicembre 2014 alle 12:03 Rispondi

    mi sembrano tre domande giuste e quindi di buonsenso che tutti dovremmo porci, sulla lettura, la scrittura, la vita. sono l’quivalente delle regole giornalistiche: who? when?….

    • Daniele Imperi
      11 dicembre 2014 alle 14:47 Rispondi

      Le regole giornalistiche ne hanno qualcuna in più, però :)

  10. Chiara
    11 dicembre 2014 alle 17:18 Rispondi

    Io non mi sono posta queste tre domande perché sono una persona tendenzialmente istintiva. Decido di fare una cosa e, se l’idea è accompagnata da una forte motivazione, significa che è quella giusta.
    Prima di “Appunti a Margine” volevo aprire un blog di recensioni, ma qualcosa me lo impediva. Non mi rendevo conto nemmeno io di cosa mi tenesse le mani legate, ma era come se una vocina interiore mi dicesse che non era il caso. Adesso so il motivo: inconsciamente cercavo qualcosa di più originale, qualcosa che mi somigliasse e non fosse la fotocopia di tante altre pagine che si trovano in giro.
    Sono soddisfatta del mio lavoro e sto ottenendo buoni risultati. Pian piano inizio a capire quali post ottengono maggiori visualizzazioni e commenti, ed è bello poter andare incontro ai gusti dei lettori. Tuttavia, questo non mi vincola: avere la piena libertà di poter decidere cosa scrivere è la cosa più bella del mondo. :)

    • Daniele Imperi
      11 dicembre 2014 alle 18:42 Rispondi

      C’era quindi una bella motivazione: anche quella è importante, forse più di tutto.

      Hai fatto bene a non aprire quello sulle recensioni, il mio l’ho abbandonato. La libertà di scrivere quello che vuoi va sempre messa al primo posto.

  11. Giacomo
    11 dicembre 2014 alle 17:22 Rispondi

    Quando ho aperto il mio, sinceramente a queste domande non ci ho pensato :D.
    Però sapevo benissimo che la mole di lavoro sarebbe stata tanta.

    • Daniele Imperi
      11 dicembre 2014 alle 18:43 Rispondi

      Puoi sempre portele adesso le domande :)

  12. Veronica
    11 dicembre 2014 alle 22:55 Rispondi

    Ciao Daniele!
    Anzitutto, mille grazie per lo spirito collaborativo di cui ti fai portavoce e fautore! Onestamente, credo di non aver mai riscontrato un tale, abnorme “senso del dovere” nel condividere conoscenza e esperienza col prossimo, senza ricadere nemmeno per un momento nell’autocelebrazione sfrenata…insomma, le mie più vive congratulazioni per il tuo grandioso contributo!
    Bando ai sentimentalismi, veniamo alla questione clou: ti scrivo principalmente per un consiglio, un incoraggiamento, un suggerimento in tutta onestà intellettuale…e, sull’onda della condivisione, ti racconto brevemente quale sia la mia storia recente, nonché il mio “problema” del momento (mi si passi il termine un po’ esagerato).
    Anch’io come tanti altri ho appena creato una mia personalissima piattaforma digitale, in cui l’esprimersi in tutta libertà e spontaneità (senza deroghe né riserve) è un must irrinunciabile, per non parlare del confronto e del dialogo, altrettanto necessari soprattutto se intesi quali prerogative per mantenere in vita la propria blogosfera… Mi nutro di parole (belle o brutte, le accetto tutte), vere e autentiche: sapessi quanto ami vederle scorrere febbrilmente sulla pagina ancora vuota, il cursore lampeggiante da un lato, quasi a incoraggiare la mia creatività, e gli spazi bianchi dall’altro, sempre lì a incentivare il loro riempimento! E’ una scarica di freschezza ogniqualvolta mi metto davanti al PC!
    Nessun timore quando scrivo: soltanto tanta passione, ricercatezza (nei miei limiti) e naturalezza. Scrivere è un ininterrotto fluire, che mi riempie e culla dolcemente… Al contempo, però, bombardo la mia mente con continui stimoli letterari, andando spasmodicamente alla ricerca dell’opinione altrui e (perché no?) anche del giudizio d’altri.
    Lo ammetto senza se e senza ma: sono fiera del mio lavoro, degli articoli (ancora pochi) che ho pubblicato, frutto d’ore e ore di tastiera, piacevole scervellamento e incondizionata dedizione, eppure c’è un ma: nonostante trovi appagamento nelle piccole vittorie quotidiane, sfide lanciate a me stessa, non riesco a raggiungere quello che era (ed è tuttora) l’obiettivo ultimo che mi ero prefissata due settimane fa, all’apertura del blog. Devi sapere che, sin da bambina, ho sempre desiderato raggiungere il maggior numero di persone coi miei pensieri più o meno originali, con le mie sensazioni a freddo così come pure con le mie impressioni a caldo…ma ciò che ho riscontrato ultimamente è stato soltanto un deludente silenzio attorno a me, con qualche sprazzo di luce ma nessun bagliore, ahimè.
    Lungi da me il pubblicizzarmi in questa sede, sarebbe invece mia intenzione comprendere dove io stia sbagliando. Non aspiro certo a diventare un “agitatore di folle” né un maitre à penser: vorrei semplicemente vedere i frutti dei miei sforzi ripagati con un commento in più, un click premuto con cognizione di causa, un minimo di visibilità. Che sia di nicchia o di massa, poco importa.
    Scrivere è parte integrante e attiva della mia personalità, uno sfogo necessario, un utilissimo diversivo, un modo di essere e di stare nel mondo!

    • Daniele Imperi
      12 dicembre 2014 alle 08:23 Rispondi

      Ciao Veronica e benvenuta.

      Ho visto che hai pochi commenti. Hai aperto il blog il 1° dicembre, quindi sono appena 12 giorni e è normale che sia così.

      Intanto potresti evitare di visualizzare i post per intero nella home page (sono contenuti duplicati e a Google non piacciono, inoltre appesantiscono la home) ed eliminare anche il Blogroll con quei link inutili verso siti che non conosci.

      Il tuo blog è molto di nicchia, o meglio possiamo dire che sia generalista, rappresenta un modo per diffondere le tue opinioni su tutto ciò che ti colpisce.

      Per avere commenti devi farti quindi conoscere, devi commentare in blog che trattano i tuoi argomenti e anche scegliere uno o due dei tanti social media e condividere lì i tuoi post.

      • Veronica
        12 dicembre 2014 alle 08:58 Rispondi

        Devo essere sincera: non so ancora come destreggiarmi al meglio con gli strumenti che il blog fornisce, ma probabilmente si tratta soltanto di saper coniugare tanta pratica, tempo e un pizzico di pazienza in più! A tal proposito, ho appena aperto anche un account Twitter, per poter cinguettare e farmi conoscere…e, ti dirò, non credevo davvero ci fosse dietro tutta questa cura nel gestire i propri profili e i propri pensieri sulla rete! Ciò non mi spaventa, anzi mi elettrizza: è un mondo ignoto, sconosciuto, tutto da scoprire! Grazie per i consigli, sono più che ben accetti! Vedrò di apportare le giuste modifiche e di navigare e navigare e, ancora, navigare sul web!

        • Daniele Imperi
          12 dicembre 2014 alle 09:16 Rispondi

          Sì, ci vuole un po’ di pratica. Ho appena visto, infatti, che mi stai seguendo su Twitter :)

          • Veronica
            13 dicembre 2014 alle 08:30

            Ho modificato quanto c’era da cambiare per il bene degli eventuali lettori (e dei loro occhi)…spero che ora l’impostazione grafica appaia più fluida e leggibile! Grazie, Daniele…ai prossimi cinguettii allora! Nel frattempo, attendo qualche tuo articolo illuminante e ricco di spunti utili! :)

  13. Maria
    12 dicembre 2014 alle 08:40 Rispondi

    Sì, sono d’accordo un po’ su tutto quello che hai scritto. Dette così, possono sembrare imposizioni, ma in realtà viene tutto abbastanza automatico. Io penso che una delle cose più importanti, sarà anche banale dirlo, è la passione. Molti pensano di poter rigirare il lettore con alcuni espedienti (uno stile originale, una polemica ad hoc) ma quello che non è ancora chiaro a tutti è che fingere non serve a nulla. La personalità di chi scrive viene fuori comunque, e il lettore se ne accorge se un articolo è forzato. Se ne accorge se non avevi voglia di scriverlo, se non sei “tu” (il tu solito) con cui loro sono abituati a interagire. Questo è molto bello, ma non lascia spazio a fantocci e figuranti.

    • Daniele Imperi
      12 dicembre 2014 alle 09:15 Rispondi

      Per me infatti è tutto automatico. In parte concordo con la passione, nel senso che deve davvero piacerti un blog per aprirlo e scriverlo, ma non basta.

  14. Marina
    12 dicembre 2014 alle 11:27 Rispondi

    “Si impara a fare blogging tenendo un blog”: parto dalla tua corretta osservazione, Daniele, perché per me è vero e c’è un altro motto che calza a pennello, che detto in siciliano fa più effetto, anche se qui lo riporterò in italiano: lo stesso morto insegna a piangere! Capisci dove vuoi andare a parare in corso d’opera. È quello che è capitato a me: ho aperto un blog sulle prime convinta di dargli un taglio intimistico, una sorta di diario personale da condividere pubblicamente. Scelta rivelatasi inefficace perché un blog deve coinvolgere in discussioni utili, se non altro offrire spunti di riflessione e che interesse può mai suscitare un pensiero personale reso pubblico? Frequentando blog altrui ben architettati e ricchi di spunti interessanti (non ultimo questo tuo, scoperto da poco) ho subito cambiato direzione: io voglio dare un contributo di pensiero su una passione che coltivo da sempre, la scrittura e lo faccio provando a fare miei certi argomenti, dunque dandone mie personali interpretazioni, scrivendone o commentandoli allo scopo di renderli condivisibili, allorché letti. Certo, essere un blogger di successo non è un mio obiettivo, ma solo per il fatto che mi mancano quegli elementi da te citati e che sono giustamente alla base di tale attività: costanza, impegno, responsabilità. Avere sempre qualcosa di interessante da dire, dirla bene e fare tutto questo mantenendo una scansione temporale giusta non è da tutti. Tu ci riesci egregiamente!
    Ho diversi argomenti su cui vorrei intrattenermi e piano piano lo farò nel mio blog rinnovato, spero di riuscire a mantenere delle scadenze precise. Poi che questo attiri curiosità e lettori è una soddisfazione che spero il tempo mi regali!

  15. emanuela
    12 dicembre 2014 alle 12:06 Rispondi

    Daniele Ciao.
    Io ci sto provando. Non perché voglia essere una “mucca viola” quanto perché voglio finalmente potermi dedicare a qualche cosa che mi diverte e mi interessa.
    Ho iniziato una settimana fa e non ne sapevo nulla.
    Solo intuito e carica.
    Oggi mi appassiona.
    La strada è lunga per fare le cose per bene e con successo, perché alla fine è sempre il riconoscimento che si cerca.
    Quello che mi domando e molto semplice. Come faccio a capire dove sbaglio è come posso acquisire maggiori strumenti e consapevolezza? Io voglio un Blog d ascolto, di incontro, di outing, futile e leggero anche perché già la vita è piena di “menate”.
    Scusa le idee magari povere e confuse :)

    • Daniele Imperi
      12 dicembre 2014 alle 13:49 Rispondi

      Ciao Emanuela e benvenuta.
      Per capire dove sbagli devi analizzare i risultati:

      1) le visite del blog aumentano mese dopo mese?
      2) i post sono commentati?
      3) arrivano nuovi lettori?
      4) i post vengono condivisi sui vari social?
      5) i post e il blog sono trovati facilmente sui motori di ricerca?

      Poi si tratta anche di fare esperimenti e vedere cosa succede.

      Che intendi per acquisire nuovi strumenti?

  16. Giuse
    12 dicembre 2014 alle 12:13 Rispondi

    Che bello XD
    Allora la mia idea di aprire un blog, devo essere sincera e ringraziarti e nata qui, tra le pagine di penna blu. Potresti considerarti una sorta di padrino del mio insomma.
    Volevo aprire un blog e condividere le mie idee e trovare un contatto, un pubblico con altri autori e magari trovare un pubblico.
    Le idee per il blog arrivano con fatica, non appena le trovo non ho difficoltà a scrivere, ma tengo duro. Ho preso un impegno e lo manterrò! :D

    • Daniele Imperi
      12 dicembre 2014 alle 13:50 Rispondi

      Quindi sono io il colpevole :D

      Le idee per scrivere sono alla fine il problema maggiore dei blogger.

  17. Trucchi, Segreti, Consigli… Per Essere Blogger | momfrancesca
    12 dicembre 2014 alle 17:05 Rispondi

    […] “3 domande da porsi prima di aprire un blog” di Daniele Imperi – Penna Blu. Certo, questo post dovrebbe leggerlo chi ancora un blog non ce l’ha. Ma farsi delle domande e darsi delle risposte si può fare anche a blog già avviato.Una delle tre domande è “voglio davvero aprire un blog?” all’interno troverete la risposta, insieme ad altre domande. Il mio consiglio è quello di sbirciare in giro per il sito, perché è molto ricco di contenuti su blogging, scrittura e molto altro. […]

  18. Grazia Gironella
    12 dicembre 2014 alle 21:11 Rispondi

    Quando ho iniziato con il mio blog avevo l’idea di farmi conoscere e di dare una mano a quelli che stavano facendo la mia stessa esperienza con la scrittura, e avevo ben presente che sarebbero serviti impegno e costanza. Non avevo idea, invece, che ci avrei preso gusto a stare in compagnia e che l’aiuto sarebbe stato reciproco. Questo non nega la fatica, perché nessuno ha sempre voglia di scrivere post. Lo si fa per rispetto dei lettori e dell’impegno preso, ma capisco Sam, che ogni tanto perde mordente.

    • Daniele Imperi
      13 dicembre 2014 alle 08:23 Rispondi

      Neanche io all’inizio pensavo che ci avrei preso gusto :)
      Ogni tanto capita anche a me di perdere quello che chiami “mordente”.

      • Bruno Vartuli
        7 gennaio 2015 alle 23:21 Rispondi

        Sono novello e parlando di un blog non mi e’ neache vicino la capacita’ di gestirlo. suppongo che imparare e’ una scuola continua, se non sei promosso sei sbocciato e rimane a ripetere la stessa classe, oppure dropout.

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