I dizionari dello scrittore

I dizionari dello scrittore

Una volta si diceva che uno scrittore dovesse avere accanto a sé il dizionario. E chi l’ha detto sapeva il fatto suo. Ma io oggi ho voluto esagerare e accanto allo scrittore ho deciso di mettere ben dieci (10) dizionari.

Dizionario di italiano Zanichelli

Qualche anno fa, nel 2008, l’ho ricomprato, visto che l’edizione più aggiornata che avevo risaliva al 1986, quando me lo comprarono i miei per la maturità. Sono stato fortunato a trovare un’offerta del Club degli Editori: ordina subito con un sms e avrai il dizionario a 28 euro, anziché 72. E dal mio cellulare partì l’sms.

Non so se sia il migliore, ma a me è sempre sembrato ben fatto, con molte tavole a colori, disegni e anche nomenclature varie, molto utili a chi scrive per conoscere tutto di vari argomenti.

Dizionario online Treccani

Una bella comodità, per ricerche veloci. Consulto spesso il dizionario Treccani online, versione ovviamente ridotta rispetto al cartaceo, ma comunque valida. Dal sito Treccani si accede poi anche al dizionario dei sinonimi e all’enciclopedia.

Dizionario online del Corriere

Fra i vari dizionari online preferisco però quello del Corriere, perché fornisce un dettaglio che gli altri non danno: la data in cui una parola è entrata nella nostra lingua. Utile, molto utile per evitare anacronismi nella storia.

Dizionario dei sinonimi e dei contrari

Si chiama Sinonimi Master la sezione scarna e dal design artigianale e datato del sito Homo laicus, ma è ben fatta. È un dizionario che uso spesso, anche se poi perdo un po’ di tempo a scegliere il sinonimo più adatto.

Dizionario enciclopedico

Secondo me uno scrittore dovrebbe avere nella sua biblioteca personale una serie di piccole enciclopedie: dizionario degli alberi, degli animali, delle rocce, delle armi, delle automobili, degli aerei, ecc. Sì, proprio una bella sezione piena di tutto ciò che può tornare utile nelle sue storie.

Voi direte: ma c’è internet, basta un click e trovi tutto. Sì, ma in un libro le informazioni per me sono più sicure, leggere su carta fa più bene che leggere a schermo e quando si scrive è meglio staccare con internet.

Dizionario latino

Sì, avete letto bene, il dizionario della lingua latina. A me il latino torna spesso utile, per vari motivi. Me ne sono servito per storie fantastiche, horror, ma anche per scrivere articoli. A case ne ho due, uno anche universitario in due volumi.

Dizionario etimologico

Online esiste la versione digitale del Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani. Le ricerche restituiscono le etimologie sotto forma di immagini, quindi non è possibile copiare e incollare brani di testo.

Ho sempre avuto la passione per l’etimologia delle parole. In alcuni casi, specialmente se stiamo scrivendo racconti storici, possiamo trovare notizie importanti leggendo i termini da cui provengono alcune parole.

Dizionario dei nomi

Tre anni fa ho comprato il Dizionario dei nomi propri di persona di Alfonso Burgio e me ne sono già servito diverse volte. Esattamente un anno fa ho pubblicato una piccola risorsa sui nomi e cognomi dei personaggi e sto progettandone un’altra molto più completa.

La scelta dei nomi dei personaggi per me è uno degli aspetti fondamentali di una storia e in un dizionario di nomi possiamo trovare sicuramente quello giusto, anche perché è impossibile ricordare tutti quelli del nostro paese e impensabile conoscere quelli delle altre nazioni.

Dizionario delle citazioni

Quando ho frequentato la scuola del fumetto, tanti anni fa, ci hanno insegnato a creare un nostro proprio archivio di immagini. Perché i disegnatori di fumetto non lavorano a mente, se non lo sapete, ma sulla base di fotografie e immagini varie.

E così io mi sto creando un mio archivio di citazioni. Anche se esiste una risorsa online, le citazioni su Goodreads, è bene avere quelle proprie per un motivo preciso: è quasi sicuro che nessun altro scrittore le avrà già usate.

Dizionario delle parole sconosciute

Io ho creato qui nel blog un dizionario segreto, fatto di parole che via via trovo nelle mie letture, parole mai sentite, dimenticate, straniere. Ma chiunque dovrebbe farlo: crearsi un proprio archivio di parole del genere e trovarne il significato per arricchire così il proprio vocabolario. Una semplice azione di trasferimento.

Altri dizionari?

Vi vengono in mente? Quali altri ritenete utili e come vi sembrano quelli che ho elencato?

Categoria postPublicato in Risorse - Data post7 agosto 2014 - Commenti35 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

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Commenti
  • Kinsy 7 agosto 2014 at 08:03

    Bello il dizionario delle citazioni! Io ho una scatola dove raccolgo le frasi che mi hanno colpito e, se ce li ho, l’autore e il volume. E’ come una scatola magica!

  • Salvatore 7 agosto 2014 at 09:15

    Tutto molto utile. Anche se, alla fine, io utilizzo solo tre strumenti: il dizionario/enciclopedia Treccani on line; il vocabolario dei sinonimi/contrari di Virgilio (http://parole.virgilio.it/parole/sinonimi_e_contrari/) che trovo più utile di altri, perché molto snello (si perde meno tempo); la coniugazione dei verbi (http://coniuga.com/), che non uso praticamente mai, perché praticamente mai mi capita di avere dei dubbi sui verbi… tranne quell’unica eccezione che, però, quando si presenta fa impazzire.

  • LiveALive 7 agosto 2014 at 09:46

    Io in casa ho solo lo Zanichelli del 2006. Prima di quello, che io ricordi, ho avuto solo il dizionarietto per bambini usato alle elementari.
    Mi sono sempre chiesto come mai questi scrittori avessero collezioni di dizionari, e magari la preferenza per uno in particolare. In effetti, dizionari dello stesso tipo si differenziano per parole e informazioni contenute, ma non credo che la differenza sia così grande.
    d’altro canto, dovessi proprio scegliere, prenderei il devoto-oil, perché era il dizionario di D’Annunzio.

    Anche io ho una lista delle parole che non conoscevo, e ci ho aggiunto pure le parole da me inventate, come “fritillo”, sinonimo di calice (in realtà era una sorta di calice senza base usato per mescolare i dadi).

    L’unico post sul binomio cartaceo-digitale davvero intelligente che ho trovato in rete è quello pubblicato la scorsa settimana da Giulio Mozzi.
    È infatti ovvio che il calo del cartaceo può essere imputato solo in minimissima parte all’aumento del digitale, e che più che un passaggio ci sarà un ribilanciamento del mercato: alcuni testi saranno venduti prevalentemente in digitale, altri in cartaceo.
    Perché ti dico questo? Perché secondo me il dizionario dovrebbe essere totalmente digitale. Non è un testo di piacere, e le opzioni di ricerca da sole aumentano infinitamente la comodità.

    Wikipedia e dizionario enciclopedico. So di ricerche che dimostrano come la correttezza delle voci di Wikipedia sia superiore a quella delle enciclopedie cartacee. Ok, però io consiglierei di approfondire la cosa: dove si trovano questi errori? In informazioni comuni o specialistiche? Quali sono in comune? Quali errori sono imputabili all’ignoranza di un individuo (scrittore dell’articolo) e quali alle informazioni (cioè a un danno nel loro circolo, a una fonte malsana)? E poi, sono stati presi in considerazione gli articoli in comune o tutti? E come cambiano i risultati nei due casi? E ancora, chi determina la correttezza delle informazioni? E se fossero questi giudici a essere mal informati?
    Di sicuro Wikipedia ha più informazioni di qualsiasi altra enciclopedia, e forse le informazioni principali sono anche più corrette. Sulle informazioni specialistiche però non ne sarei così sicuro. Inoltre, se la correttezza di una enciclopedia è chiaramente costante, credo che quella di Wikipedia abbia notevoli sbalzi nel tempo: perché magari becchi la pagina al momento giusto, appena revisionata da chi se me intende; magari ti va male, e ti capita appena deturpata da un ignorante se non proprio da una persona in malafede che vuole fare scherzi.

    • Daniele Imperi 7 agosto 2014 at 11:08

      Io di Wikipedia non mi fido invece, possono scriverci tutti. E nelle enciclopedie ci scrivono scienziati e professori, quindi credo sia valide come informazioni.

      • LiveALive 8 agosto 2014 at 08:46

        Daniele, che ne pensi di fare un post su cartaceo e digitale? C’è già?

        • Daniele Imperi 8 agosto 2014 at 08:52

          Cartaceo e digitale in che senso? Se è meglio leggere in un modo o nell’altro?

          • LiveALive 8 agosto 2014 at 11:03

            Sì, in quel senso. E se il digitale sostituirà il cartaceo. E cose così.

  • Salomon Xeno 7 agosto 2014 at 10:56

    Da sostenitore e socio di Wikimedia italia, non posso che citare Wikipedia e di tutti gli altri progetti correlati, in particolare Wikiquote e Wikicommons. E in un paio di casi ho usato Google maps, anche se non è open. Purtroppo non ho dietro edizioni cartacee, dove mi trovo ora, ma credo di avere solo il minimo indispensabile: dizionario, dizionario dei sinonimi e atlanti. Qualche enciclopedia datata, ma per questo tipo di informazione, tolto il formato essenziale e di agevole consultazione tipo Garzantina, preferisco cercare online – maggiori informazioni, più strutturate e con possibilità di approfondimento. Qualche volta anche la pagina delle discussioni su Wikipedia può essere utile! ;)

    • Daniele Imperi 7 agosto 2014 at 11:09

      Sarà che io sono innamorato del cartaceo, che ancora consulto tutto sui libri.
      In realtà qualcosa su Wikipedia leggo, ma integro comunque con altre info online.

      • Salomon Xeno 7 agosto 2014 at 11:35

        Ah, guarda, al Salone del Libro ho avvertito il fascino della Treccani, quindi ti capisco per quanto riguarda il fascino della carta! Solo che lì avrei dovuto chiedere un mutuo, mi sa… ^^

  • Francesca 8 agosto 2014 at 02:33

    Bellissima l’idea del dizionario segreto :D non so perchè ma mi ha ricordato quest’altro “dizionario semi-immaginario” (non so bene come definirlo): http://www.dictionaryofobscuresorrows.com/

  • franco battaglia 8 agosto 2014 at 05:22

    Io sottomano ho solo lo Zanichelli cartaceo Sinonimi e contrari e lo spulcio spesso, il resto on line. Di originale invece il dizionario che traduce il linguaggio che uso confidenzialmente con mia moglie: patato -italiano italiano – patato (es. telefono = tefelono frigorifero = fichirifero rotatoria = rotolatoria etc etc..)

    • Daniele Imperi 8 agosto 2014 at 07:48

      Quel dizionario io lo curerei, fossi in te: se devi scrivere un dialogo di un bambino piccolo, quelle parole ti torneranno utili :)

  • Lisa Agosti 8 agosto 2014 at 08:49

    Ovviamente… il dizionario italiano-inglese! Nel mio bookmarks bar c’è sempre www.wordreference.com e lo guardo più volte al giorno, per controllare i termini che non mi ricordo in una lingua o nell’altra. Così evito di scrivere strafalcioni come “è stato un misinteso” o “questo prezzo non è affordabile”. Consiglio a tutti di provare a tradurre in altre lingue le frasi che non vi convincono mentre scrivete, potreste trovare soluzioni originali. Per esempio, in inglese si usa l’espressione “my life is broken” che io ho usato in un racconto per un concorso. Molti hanno commentato quanto fosse d’impatto la frase “Mi diceva che a otto anni gli si era rotta la vita, mi guardava come se io potessi dirgli perché”. Fatemi sapere se vi piace l’idea!

    • Daniele Imperi 8 agosto 2014 at 08:53

      Hai ragione, lo uso anche io quello.
      Il mio inglese non è per niente buono. Ho provato tempo fa a tradurre un mio racconto breve, ma ho lasciato perdere. Era inglese maccheronico :)

  • Alessandro Cassano 8 agosto 2014 at 15:53

    Mi distraggo molto facilmente, così quando scrivo al pc scollego il router e vado nell’altra stanza (in modo che, per pigrizia, non mi senta tentato dal riattaccarlo).
    Di conseguenza uso dizionari offline: hoepli di italiano e Devoto-Oli per i sinonimi e i contrari.
    Come dizionario etimologico consulto anch’io spesso quello che hai indicato tu.

    Tra i dizionari che hai citato ne aggiungerei uno molto particolare. Si chiama “Dizionario degli errori”, edito da Rusconi.

    • Daniele Imperi 9 agosto 2014 at 07:54

      Ho visto anche altri dizionari degli errori. Sembrano interessanti, vai subito al nocciolo della questione :)

  • franco zoccheddu 8 agosto 2014 at 15:57

    Ho un sogno, che mi ha ricordato Lisa: vorrei tradurre in inglese il mio romanzo scientifico. Purtroppo, pur traducendo benino dall’inglese all’italiano, il viceversa è per me ancora irraggiungibile.
    Ma, a proposito: Lisa, tu fai per lavoro anche traduzioni da ita a inglese?

  • Ulisse Di Bartolomei 9 agosto 2014 at 12:02

    Un buon vocabolario non può essere un tascabile! E nell’era del computer e schermi piatti, gli ingombri sono impopolari… Però di un dizionario enciclopedico ne sento il bisogno, anzitutto per la nomenclatura specifica. Giorni fa ho speso quasi un’ora per trovare un sito dove il complesso porta e infissi fosse descritto i tutte le sue parti.
    Per l’inglese mi affido ai siti di traduzione tra cui questo mi pare eccellente http://dictionary.reverso.net/italian-english/ poiché mostra subito le diverse circostanze in cui una parole può avere un ruolo.
    A chi abbisogna di tradurre un lungo testo, suggerisco di fare come me: tradurlo interamente in automatico (pochi secondi) , formattarlo e poi “pulirlo”, in quanto il traduttore sbaglia tanto ma fornisce una scritto privo di errori ortografici e una terminologia che eventualmente può venire corretta usando il thesausus dei programmi di scrittura o quelli in rete. Quello su word di office mi sembra ottimo. Certamente occorre una buona esperienza di inglese parlato altrimenti è difficile capire come ottimizzare una traduzione. Io riuscirei a scrivere soltanto poche parole in inglese, prive di errori ortografici, ma di conversazione ne ho per quasi tre decenni.

    • Daniele Imperi 10 agosto 2014 at 18:56

      Non amo i tascabili…
      I dizionari sulle varie nomenclature sono indispensabili.

  • Renato Mite 9 agosto 2014 at 17:54

    Daniele,
    condivido molto con te, come il vocabolario Zanichelli e la Treccani online. Il dizionario dei sinonimi e contrari ce l’ho in un cassetto, per imparare ad usarlo il meno possibile, può essere un brutto vizio cercare sinonimi anziché cercare le giuste parole. Anch’io ho dei dizionari enciclopedici e concordo sul fatto che si possa cercare in essi molto meglio che online, ti danno una visione organica e strutturata degli argomenti. L’etimologia e i nomi di persona mi affascinano molto, ma prima o poi farò una pazzia per un altro tipo di dizionario, un dizionario nomenclatore, a dire la verità ne vorrei diversi, ognuno per un diverso campo tecnico o professionale.

    • Daniele Imperi 10 agosto 2014 at 18:57

      Vero sui sinonimi, ma magari a forza di leggerli si imparano meglio.
      Esistono questi dizionari nomenclatori?

      • Renato Mite 11 agosto 2014 at 20:09

        Io ne ho sentito parlare molti anni fa e mi ha affascinato il fatto che i lemmi fossero organizzati non alfabeticamente ma concettualmente.
        Ho cercato online ma trovo solo uno della Zanichelli che nemmeno ti dico il prezzo, questo sarà stato il deterrente per cui non l’ho preso all’epoca. Sembra che ora li abbiano ribattezzati dizionari tematici, ma sono comunque cosa rara. Il guaio è che se vuoi fare le cose come si deve, può servirtenere uno sulle navi e la marina per un libro e uno sui mezzi di terra per un altro libro. Ci vuole un’intera libreria. ;-)

  • Frank Spada 10 agosto 2014 at 18:09

    Caro Imperi, nonché Daniele come l’angelo che…complimenti redazionali, più che meritati.
    Buon tutto Robinando :)

  • Ulisse Di Bartolomei 11 agosto 2014 at 10:10

    Buongiorno Daniele
    Dizionari nomenclatori è una definizione “calzatissima” che sento per la prima volta, ma immagino che chi voglia compilare delle descrizioni circostanziali senza ricorrere a frotte di allegorie e luoghi comuni, debba averne. Internet è troppo spesso una perdita di tempo, in quanto una parte cospicua dei siti è aspersa di contenuti incompleti o superficiali, che hanno il mero scopo di presenziare nei motori di ricerca affinché vi convoglino i “naviganti” per farli cliccare sulla pubblicità. Cercherò un “dizionario nomenclatore”… Peraltro è un ottimo esempio dell’utilità di un’appropriata terminologia.

  • […] lo so) e la grammatica. Per quest’ultima ti suggerisco, come sempre, un buon dizionario, vedi I dizionari dello scrittore di Daniele Imperi su Penna […]

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