Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Il dialogo come punto di forza del blogging

Dialogo

Che cʼè, infatti, o Dei immortali, che, per conoscere ed approfondire questioni sottili, serva più della discussione, nel corso della quale più occhi, per così dire, osservano da ogni parte la questione proposta, in modo che niente in essa riesce a sfuggire, niente a restare nascosto, niente ad ingannare lo sguardo di tutti? […] Che cʼè che più della discussione riesca ad aguzzare il nostro ingegno, a renderlo sagace e pronto, dal momento che è necessario che in un attimo sappia affrontare una questione, e quindi riflettere, osservare, collegare, concludere?

Leonardo Bruni, Dialoghi a Pietro Paolo Istriano, Libro I, UTET, 1996

Fra il 1406 e il 1407 un letterato di nome Leonardo Bruni, nel suo dialogo latino Ad Petrum Paulum Histrum, scrisse un brano del genere. Sono trascorsi oltre 600 anni da allora e quel pensiero è sempre più valido.

Mi spingo oltre: è un pensiero che non può perdere validità. Anche se siamo in unʼepoca in cui alcuni blogger autorevoli hanno chiuso i commenti nei loro blog, la vera forza del blogging sta nella discussione, nel continuo dialogo. E il pensiero bruniano diventa ancor più attuale, ci appare non perdere efficacia, anzi, ci sembra sia stato scritto oggi.

È come un monito del passato rivolto ai blogger del futuro.

Il blogging è più antico di quanto pensiate

Oggi parliamo di storia. Quando in Francia apparvero i salotti letterari nel XVII secolo, in Grecia erano apparsi i simposi già dal VII secolo a.C. Certo, erano differenti dai salotti letterari, ma lo scopo era simile.

Nei salotti si riuniva gente di un certo livello, personaggi mondani, conosciuti. In risposta arrivarono i caffè letterari, frequentati dalla borghesia. Ma in Medio Oriente apparvero già nel XV secolo.

Torniamo al mondo di oggi. Salotti e caffè letterari, simposi, a cosa vi fanno pensare? A me ai blog. I blog del passato. Le prime forme di blogging apparse secoli e secoli fa. Non cʼerano link, ma cʼerano interazione e socializzazione. Cʼerano contenuti e cʼera informazione.

Cʼera tutto ciò che Leonardo Bruni ha scritto nel suo Ad Petrum Paulum Histrum.

Cʼera discussione. Cʼera dialogo.

Il blogging come dialogo fra le parti

È il concetto che ho introdotto quando ho parlato del valore della comunità nel blogging. Non un monologo del blogger, non avrebbe senso anche se, lo sappiamo bene, in molti blog accade proprio questo, ma una conversazione fra persone.

Perché un blog è tale se esistono le due parti coinvolte:

  1. blogger
  2. lettori

Altrimenti torniamo ai journal di un tempo, diari online senza commenti, sostituti virtuali dei diari cartacei, quelli che nessuno doveva leggere, che tenevamo segreti, chiusi nel cassetto insieme ai nostri sogni.

Ma un blog, oggi, ci dà la possibilità di esaudire quei sogni, di rendere partecipi gli altri di opinioni, riflessioni, quesiti, esperienze che caratterizzano la nostra vita. E lo fa attraverso il dialogo e la discussione, la comunione delle parti coinvolte.

Se non ci fosse stato quel dialogo, non avrei mai scritto tutti quei post che sono apparsi nel blog. Qui e altrove ho trovato spunti, ho arricchito la mia cultura, ho approfondito i miei pensieri, ho modificato le mie convinzioni.

Ecco perché dico che uno dei compiti del blogger è cercare di ricevere più commenti nel suo blog, creare più dibattito nei suoi articoli, non lasciarli come un monologo a impolverarsi negli archivi.

La discussione movimenta il post, lo rende qualcosa di vivo. Ben diverso dallʼarticolo di un giornale, che dobbiamo accettare come verità assoluta, come una lettura fredda, senza possibilità di critica.

Oggi si parla tanto di relazioni, ma non sono confinate ai social media. Per me le prime relazioni avvengono nel blog, quando blogger e lettore si confrontano. E da quel confronto non si esce mai come si è entrati. Un cambiamento è avvenuto, anche se microscopico, anche se latente.

Certo, non sempre è facile partecipare al dialogo e al confronto, specialmente quando si scrivono post polemici o che mostrano opinioni controcorrente, o quando si prendono posizioni differenti dagli altri, che ci fanno allontanare da quello che chiamo pensiero preconfezionato.

Ma se il dialogo è il punto di forza del blog, nel dialogo si vede la forza del blogger. La forza con cui tiene testa al dibattito.

Ve la sentite di rischiare questo confronto?

52 Commenti

  1. LiveALive
    24 settembre 2015 alle 06:56 Rispondi

    Li ho fatto l’anno scorso i dialoghi Ad Petrum Histrum, col leggendario prof Attilio Bettinzoli. Ma a me la forma dialogica non ha mai convinto: perché farla, se tanto sarà sempre una mente sola a scrivere, una mente che non potrà immaginare tutte le argomentazioni altrui? Non è meglio continuare con la solita forma a tesi e antitesi? Ma in fondo il valore della discussione è eterno nella nostra tradizione, basta pensare a Socrate…
    Pensa però alle differenze che ci sono tra la discussione nel blog e i vari altri mezzi. Quale ti sembra il migliore? Perché in realtà a me il forum continua a parere il più indicato. In un blog la discussione in buona parte ruota attorno al padrone di casa e ai suoi interventi, e questo già di suo la limita. Inoltre la forma del blog mi sembra per sua natura troppo adatta a quella del journal e poco per gli altri argomenti (ma io il mio diario lo ho nei recessi del pc, protetto da password, e ormai sfioriamo i 2 milioni di parole XD). Sono d’accordo però al paragone coi salotti letterari, perché anche lì c’è una figura centrale. Mi piacerebbe trovarne ancora, di ritrovi così, reali…

    • Grilloz
      24 settembre 2015 alle 08:04 Rispondi

      “Mi piacerebbe trovarne ancora, di ritrovi così, reali…”
      se non ci sono basta inventarli ;)

      • LiveALive
        24 settembre 2015 alle 09:30 Rispondi

        Non credo che i tempi ne permettano una diffusione. In fondo, confrontarsi online è oggettivamente più efficiente nel senso che si può farlo ovunque, in qualsiasi momento, avendo sempre a disposizioni fonti e tempo per scrivere bene… D’altro canto però gli scrittori e persone collegate alla letteratura, io compreso, non hanno mai smesso di fare cricca. Il rapporto con altre figure del proprio campo rimane indispensabile.

        • Grilloz
          24 settembre 2015 alle 13:23 Rispondi

          Online hai il vantaggio di poter avvicinare persone geograficamente lontane, ma se vivi in una città medio/grande qualche serata in cui incontrarsi di persona la si può sempre organizzare.

    • Daniele Imperi
      24 settembre 2015 alle 12:02 Rispondi

      Il blog ha uno scopo, il forum un altro.
      Nel blog la discussione ruota attorno all’argomento posto dal padrone di casa.
      Per quali argomenti non ti sembra adatto il blog?

  2. Grilloz
    24 settembre 2015 alle 08:14 Rispondi

    Sull’importanza del dialogo e del confronto c’è in fondo poco da dire, chi non sa ascoltare non può crescere e migliorare.

    “Certo, non sempre è facile partecipare al dialogo e al confronto, specialmente quando si scrivono post polemici o che mostrano opinioni controcorrente, o quando si prendono posizioni differenti dagli altri, che ci fanno allontanare da quello che chiamo pensiero preconfezionato.”

    Beh, questo vale anche al contrario, quando il blogger propone un pensiero “preconfezionato” ed è magari un commentatore ad andare contro corrente. Ma anche quando il pensiero del blogger è in se originale, sta nelle capacità del blogger saper ascoltare e meditare anche idee che vanno contro la sua, certo, questo vale finchè il dialogo rimane entro certi limiti.

    • Daniele Imperi
      24 settembre 2015 alle 12:05 Rispondi

      Certo, vale anche il contrario.
      Poi, ovvio, ci sono idee forti che non ti si staccano di dosso e che non cambieresti mai, perché quello sei tu, in fondo. Ma su tanti argomenti sulla scrittura e anche sul blogging a me è capitato di rivedere le mie opinioni.

      • Grilloz
        24 settembre 2015 alle 13:19 Rispondi

        In realtà sono proprio le idee più radicate che dovremmo sforzarci di mettere in discussione, poi ci sono i principi, e quelli non si toccano.

        • Daniele Imperi
          24 settembre 2015 alle 13:24 Rispondi

          Le mie idee più radicate sono i miei principi :D
          Non le ho mai modificate praticamente dalla nascita.

  3. Chiara
    24 settembre 2015 alle 08:42 Rispondi

    Assolutamente sì. Senza commenti, il mio blog non avrebbe senso. è nato proprio per condividere con le persone le mie esperienze, e dal loro feedback imparo moltissimo. Ho trovato amici sparsi in tutta Italia e, soprattutto, persone che credono nelle mie ambizioni letterarie e mi danno la forza per andare avanti. Sono molto soddisfatta, e continuerò a fare il possibile per stimolare i commenti. :)

    • Daniele Imperi
      24 settembre 2015 alle 12:07 Rispondi

      Giusto, i commenti servono anche da stimolo, per farti capire che vali qualcosa e non sei una nullità senza forma :D

  4. Samantha
    24 settembre 2015 alle 09:02 Rispondi

    Il dialogo così spontaneo e così difficilmente riproducibile in un racconto che deve sapere di realtà, che ad un certo punto ti fa entrare nella mente di due persone e capirne le dinamiche i movimenti mentre parlano. Non è l’argomento del post perchè si parla di blogging e nel mio blog commenti non ne ho mai( forse non ci sono argomenti su cui discutere effettivamente), ma mi piace poi ritrovarmi qui in primis e leggere tutti i commenti e seguire i dibattiti che smuovono domande, e mi “illuminano” a volte su aspetti a cui non avevo pensato. ben venga il dialogo, ben venga il dialogo controcorrente, ben venga quello che viene fuori dal dialogo.
    (Qualcuno finirà di certo in qualche mio racconto )

    • Daniele Imperi
      24 settembre 2015 alle 12:13 Rispondi

      Ti sei chiesta come mai non ricevi commenti?
      Ti faccio due esempi:

      Percorsi: un post di una sola frase. Non è commentabile.
      Il figlio giusto: un post di due frasi, idem.

      E poi analizza i post in cui invece ne hai ricevuti :)

      • Samantha
        24 settembre 2015 alle 13:06 Rispondi

        Si può commentare anche una sola frase se questa è letta al momento giusto e fa vibrare corde nascoste. si può parlare di blogger pigri? commentare o lasciare un commento a una poesia o storiella può essere impegnativo? Una sola frase è scontata, ovvia? Perchè non commentabile?

        • Daniele Imperi
          24 settembre 2015 alle 13:15 Rispondi

          Una sola frase non stimola, tutto qui. Non credo sia pigrizia. Io ho letto quella frase e non mi ha lasciato nulla. E quindi non ho avuto nulla da dire. Una frase può andar bene come motto del blog, come slogan, non come un post.
          Ci sono stati altri post di una o 2 frasi che ti hanno commentato?

          • Samantha
            24 settembre 2015 alle 13:23

            No. Non ci sono commenti con post relativi al genere citazioni. Solo commenti di ringraziamento per le interviste fatte, ma nessun tipo di discussione in merito. Ma sai su quel genere non mi aspetto discussioni, forse non c’è lo spunto. Sulla poesia mi aspetto di suscitare qualcosa, ma in caso contrario è giusto non scriverlo? Trovarsi di fronte a una frase che non suscita niente e scriverlo, non genera anch’esso discussione?

        • Daniele Imperi
          24 settembre 2015 alle 13:32 Rispondi

          Ti rispondo qui, finché non trovo il modo di estendere le risposte a più commenti :)

          Poesie: lo dicevo a un altro lettore, le poesie non hanno mercato, quindi è per questo, secondo me, che non suscitano dibattiti.
          Per me non ha senso commentare scrivendo “questa frase non mi ha suscitato niente”. A che serve? Che dibattito potrà nascere?
          Prova a scrivere una frase forte, provocatoria anche, e vedi se cambia qualcosa.
          Se scrivi un articolo e io non sono d’accordo con ciò che scrivi, allora commento. Ma è diverso. Una frase a me lascia indifferente. Va usata come citazione, secondo me, non come un post.

  5. nani
    24 settembre 2015 alle 09:06 Rispondi

    Sono d’accordo con Alessio. Il luogo migliore per chiacchierare e’ il forum.

    Secondo me, un blogger dovrebbe prima di tutto occuparsi dei contenuti, perche’ se li mette in rete vuol dire che li considera di valore e, se non vuole evitare di sputtanarsi, questo valore deve essere reale.
    I commenti che arricchiscono, alla fine, sono davvero pochi. La maggior parte del tempo sono egocentristicamente orientati, con scarso desiderio o capacita’ di aggiungere valore al tema di discussione. E allora perche’ far diventare la caccia al commento uno degli scopi del blogger?
    In verita’, capisco i blogger famosi che si trovano centinaia di commenti al giorno, la maggior parte senza altro scopo che quello di esserci, e che per questo decidono di chiuderli.
    Risparmiano tempo. Persino io, che li devo solo leggere, a volte rinuncio.
    E non lo dico solo perche’ il mio miserrimo blog, in un anno e passa di carriera, ha conosciuto solo un commentatore (un nome a caso ;) ).

    • Daniele Imperi
      24 settembre 2015 alle 12:17 Rispondi

      Chiacchierare è una cosa, fare blogging un’altra.
      D’accordo sul valore.
      E ovvio che non tutti i commenti possano arricchire, ma questo non vuol dire che siano inutili.
      Non volevo far passare il post come una caccia al commento. Ma chiaro che ci siano anche commenti “egocentrici” come li hai chiamati, ma anche lì c’è da fare una distinzione, perché alcuni di quei commenti riportano esperienze personali comunnque utili.
      Quasi tutti i commenti di quei blogger famosi erano del tipo “Bravo”, “Bel post”, “Sono d’accordo” e via dicendo. Raramente ho visto una sana discussione.
      Non possiamo però generalizzare.

  6. massimiliano riccardi
    24 settembre 2015 alle 09:34 Rispondi

    Personalmente ho fatto del dialogo tra blogger e con i visitatori la mia mission. E’ inutile l’auto celebrazione come sono inutili le declamazioni a mo di concione, preferisco di gran lunga “fare rete”.

    • Daniele Imperi
      24 settembre 2015 alle 12:21 Rispondi

      L’autocelebrazione è solo fastidiosa. Se chiudi i commenti – per qualsiasi motivo – alla fine ti stai solo autocelebrando.

  7. MikiMoz
    24 settembre 2015 alle 09:45 Rispondi

    Io sto cercando di riceverne… meno, pensa tu!! ^^;
    Battute a parte, sono d’accordissimo con te, il dialogo oltre-post è l’estensione del post stesso.
    Io la vedo così: il post, a tutti gli effetti, continua nei dialoghi esi arricchisce.

    Moz-

    • Daniele Imperi
      24 settembre 2015 alle 12:22 Rispondi

      Lo so, tu hai questo problema di beccare 100-200 commenti a post :D
      Sono d’accordo che il post continui nei commenti.

      • MikiMoz
        24 settembre 2015 alle 16:14 Rispondi

        L’avresti mai detto che qualcuno avrebbe avuto il “problema” contrario alla carenza di commenti? XD

        Moz-

        • Daniele Imperi
          24 settembre 2015 alle 16:20 Rispondi

          Ahah, soltanto a te poteva capitare :D

  8. Marina
    24 settembre 2015 alle 10:12 Rispondi

    Come non essere d’accordo! I commenti sono la vera forza di un blog: due minuti fa ho postato il mio articolo di oggi che evidenzia proprio pregi e difetti della conversazione in rete. :) (e le faccette sono citate!)

    • Daniele Imperi
      24 settembre 2015 alle 12:23 Rispondi

      Bene, mi leggerò il post :)
      Sulle faccette ci sarebbe tanto da dire. Le uso, ma non è che mi facciano impazzire.

  9. Sara
    24 settembre 2015 alle 11:34 Rispondi

    Assolutamente! Come può esserci comunicazione se, dopo aver espresso la propria opinione, si impedisce agli altri di fare lo stesso? Non funziona così nella vita di tutti i giorni, nemmeno durante una lezione, quando non si è tutti sullo stesso piano: c’è sempre la possibilità di porre delle domande, chiedere spiegazioni, mettere in dubbio quanto l’insegnante sta dicendo. Un blog in cui non è permesso commentare è uno strumento di cui l’autore si serve per soddisfare le sue manie egocentriche. Non è interessato all’effetto delle sue parole, non è interessato a scoprire qualcosa di nuovo: vuole solo ascoltare il suono della sua voce.

    • Daniele Imperi
      24 settembre 2015 alle 12:25 Rispondi

      Ci sono blog che non approvano commenti che vanno contro il pensiero appena esposto :)
      Mi è successo tempo fa.
      Quando pubblichi un post non sai mai quale potrà essere l’effetto delle parole. Con i commenti ne accetti qualsiasi esito.

      • Sara
        24 settembre 2015 alle 13:49 Rispondi

        Vero, ma se temi la reazione dei lettori tanto vale tenere un diario: “c’è solo un modo per evitare le critiche: non fare nulla, non dire nulla, e non essere niente”.
        Per quanto riguarda la selezione dei commenti, sono d’accordo solo se si tratta di spam; se sono risposte ragionate non ha senso (e sono comunque un segno di chiusura), anche perché non puoi discutere con persone che sono d’accordo con te.

  10. Rodolfo
    24 settembre 2015 alle 16:02 Rispondi

    Condivido assolutamente questo articolo e, in merito a un tuo articolo precedente sempre sullo stesso argomento, “Un blog senza commenti non è un Blog”. Al massimo è un diario personale, ma impedisce l’interazione, il creare una comunità su una nicchia/argomento specifico.
    E, a proposito dello spam, se semplicemente inserisci il tuo sito web nella firma o nella tua registrazione utente non è spam, ma semplicemente un “Do ut des” e non ci vedo nulla di male che i miei visitatori vadano sul sito di un mio commentatore che scrive cose intelligenti.

    Ciao.

    • Daniele Imperi
      24 settembre 2015 alle 16:20 Rispondi

      No, certo, se c’è il campo sito è perché è consentito inserire un link. Non è spam per me quello. Lo diventa se commenti inserendo tuoi link nel testo a sproposito o soltanto per avere visite.

  11. Marco
    24 settembre 2015 alle 17:37 Rispondi

    Alla fine sarà sempre il dialogo, la volontà di dialogare che salverà il blog. È il suo punto di forza, quello che lo rende vincente rispetto ad altre forme di comunicazioni quali Twitter, per esempio.

    • Daniele Imperi
      24 settembre 2015 alle 17:40 Rispondi

      Penso anche io sia il suo punto di forza. Twitter permette scambi veloci e brevi, ma il tutto si perde nel marasma di tweet.

  12. Francesca
    24 settembre 2015 alle 18:45 Rispondi

    Il contenuto è il Re ma anche i commenti sono il Re. Ti insegnano tante cose ad andare avanti, a capire dove sbagli, conosci gente nuova e diversa ecc..
    Il punto di forza dei blog, oltre al contenuto, sono anche i commenti.

    • Daniele Imperi
      24 settembre 2015 alle 18:53 Rispondi

      Ciao Francesca, benvenuta nel blog.
      Concordo, grazie al blog ho conosciuto tanti altri blogger, qualcuno incontrato anche dal vivo.

  13. Francesca
    24 settembre 2015 alle 19:22 Rispondi

    Ciao non conoscevo il tuo blog sono capitata per puro caso ed ora me lo sto leggendo tutto. Anch’io grazie ai miei due blog ho conosciuto diversi blogger, e la cosa più bella è proprio interagire con loro. Io ho due blog totalmente diversi tra loro uno è professionale e l’altro è l’amore che ho verso i bulldog inglese. Ho conosciuto così tante persone, che non mi interessa se i miei blog sono super visti mi bastano quelli che ho. (che sono già parecchi). Conosci tante persone alcune sono persone ammirano quello che fai altre invece ti criticano.Questo è il bello di essere blogger. Ciao a presto

    • Daniele Imperi
      25 settembre 2015 alle 07:36 Rispondi

      Quando apri un blog, devi mettere in conto che ci sarà qualcuno che non apprezza quello che fai e che non esita a fartelo notare. C’è chi lo scrive in un commento in modo rispettoso e c’è chi, da bravo coniglio, ti manda email anonime. Se non accetti tutto questo, meglio lasciar stare il blog.

  14. Poli72
    25 settembre 2015 alle 00:08 Rispondi

    Articolo interessante , intelligente il ragionamento .Concordo in pieno e mi stupisce il comportamento di questi “Grandi blogger” che chiudono i commenti condannando cosi’ il loro lavoro ad un lento ma inesorabile declino.

    • Daniele Imperi
      25 settembre 2015 alle 07:31 Rispondi

      Grazie. Non sono sicuro che siano in declino o che ci vadano. Quando hai decine di migliaia di persone che ti seguono è difficile.

  15. Eli
    25 settembre 2015 alle 14:20 Rispondi

    Disclaimer:
    Il classico, “Bel post!”, “Grazie! ” , non è un dialogo.

    • Daniele Imperi
      25 settembre 2015 alle 14:21 Rispondi

      Oh, Elisa nel mio blog, ma benvenuta :D
      E concordo al 100%.

  16. Andrea Torti
    25 settembre 2015 alle 14:24 Rispondi

    Per quanto mi riguarda, la sezione commenti non si tocca!
    I blog sono come piccole piazze virtuali: che senso ha bloccarne gli accessi?
    A quel punto tanto varrebbe parlare di “teatro”, dove l’autore è star unica e indiscussa.

    • Daniele Imperi
      25 settembre 2015 alle 14:39 Rispondi

      In effetti i blog senza commenti possono essere visti benissimo come un teatro: il lettore può solo andarsene o applaudire.

  17. Lisa Agosti
    26 settembre 2015 alle 05:56 Rispondi

    Magari avere il problema di MikiMoz.
    I commenti sono il sale del blog, se non ci fossero chiuderei baracca in meno di un mese.
    Spesso prendo più di quanto dò, gli altri blogger sono più esperti di me e sono una risorsa insostituibile per il mio percorso di scrittura.

    • Daniele Imperi
      26 settembre 2015 alle 07:32 Rispondi

      In effetti in quel caso non mi porrei nemmeno io il problema :)
      Il blog non devi vederlo per forza come un dare per ricevere: ognuno dà quel che può dare e ognuno parla delle sue esperienze.

  18. Nuccio
    26 settembre 2015 alle 18:44 Rispondi

    Ho frequentato, in passato, siti in cui pubblicavano poesie. Qualcuno si è chiuso dopo qualche anno perché non ce la faceva più a reggere tutte le beghe che sorgevano e, inoltre, s’imbarcavano con “organizzazioni” a me sospette.Un altro langue senza più partecipanti. Un terzo invece, non dico dove, prospera con una cerchia di pochi e solidi iscritti paganti che elargiscono esaltanti pareri a chi è della congrga, limitandosi a pochi commenti verso chi non “appartiene”. Di altri è meglio non parlarne. Come vedi il panorama è un po’ desolante. Non trovi?

    • Daniele Imperi
      28 settembre 2015 alle 07:34 Rispondi

      Parli di siti, non di blog?
      O erano forum sulla poesia?

  19. Mauro Ronci
    27 settembre 2015 alle 10:23 Rispondi

    Ciao Daniele, sempre preziosi i tuoi spunti di riflessione. Io sono un convinto e accanito fan della discussione sul blogging: sono più dispiaciuto di un mio post senza commenti che di un post con zero condivisioni social (ho anche pochi visitatori, devo darmi tempo e portare un po’ di pazienza ;-) ).
    Detto questo sottoscrivo per intero il contenuto dell’articolo e anzi, adoro il tuo blog anche perché la sezione commenti è ricca, te sei sempre presente e rispondi a tutti e il tuo modulo commenti è chiaro, intuitivo e, soprattutto, non è il solito plugin di Google+ che vedo installato nei blog di tutti i “web-guru” e che reputo palesemente pensato per uccidere la discussione di un blog e approfittarne per “acchiappare” anche condivisioni social e per la SEO. Mi dà talmente fastidio quel plug-in che gli ho dedicato appositamente un post per scardinarne totalmente l’efficacia.

    • Daniele Imperi
      28 settembre 2015 alle 07:36 Rispondi

      Ciao Mauro, grazie.
      Anche io preferisco vedere più commenti che condivisioni. Queste poi non so neanche quante siano, perché ho tolto i bottoni coi numeri :)
      I commenti di G+ e Facebook sono pensati infatti per prendere condivisioni, ma escludono una parte di lettori, quelli non iscritti a quei social e quelli iscritti che non li frequentano.
      Vado a vedere il tuo post :D

  20. francesca romana piconi
    1 ottobre 2015 alle 19:02 Rispondi

    Questo articolo mi ha preso in pieno viso come uno schiaffo, io, sono una di quelle che legge tutti ma tutti i tuoi articoli ma non commenta quasi mai per il poco tempo, per paura di dire cose già dette o perché “ma ti pare che gli possa interessare quello che penso io” ed invece ero io che non commentando ti facevo intendere che non mi interessasse quello che scrivi…..oooo che giro di parole, tutto questo per dire proverò a partecipare più spesso. I puntini sopra mi sono scappati so che tu li odi, ciaooooooooo

    • Daniele Imperi
      2 ottobre 2015 alle 07:30 Rispondi

      Giuro che non volevo darti uno schiaffo :D
      Grazie intanto per leggere tutti gli articoli. Perché poi non dovrebbe interessarmi quello che pensi? Se non mi interessava il pensiero dei lettori, non avrei messo l’area commenti nel blog ;)

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