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Il dettaglio

Il dettaglio

Arricchisci le tue scene.

I dettagli fanno la differenza. È una frase che si legge e sente spesso, eppure rappresenta la realtà. La nostra realtà, presente o passata o anche futura, è fatta di dettagli, dettagli che permettono di visualizzare al meglio una scena, un oggetto, una persona.

Un elemento che uno scrittore deve curare nelle sue storie è quindi il dettaglio. E il dettaglio si scopre durante la documentazione. Nella fase di ricerca uno scrittore deve appuntarsi ogni informazione sull’argomento che deve trattare.

Emilio Salgari aveva capito l’importanza del dettaglio, anche se in alcuni casi la sua scrittura risultava un po’ ingenua e il dettaglio prevaleva, ma in linea generale nessuno può sostenere che i suoi romanzi lascino al lettore il compito di immaginare le scene, perché Salgari era una sorta di Michelangelo della scrittura.

La scenografia: ricreare un’ambientazione

Proprio come in cinematografia, anche in narrativa uno scrittore deve ricreare un’ambientazione, costruendo scene e ambienti in cui si svolgeranno le vicende che dovrà narrare. Si tratta né più né meno di una vera e propria scenografia da realizzare, ma questo non significa scrivere un elenco di caratteristiche di oggetti, persone, luoghi.

Come al solito lo scrittore dovrà rispondere ad alcune domande, specialmente se la sua storia è ambientata al passato, nel futuro, in un paese estero o in un mondo inesistente e completamente inventato. Inutile porsi certe domande se ambientiamo la nostra storia ai giorni nostri e nella nostra città, anche se alcuni dettagli possono ovviamente sfuggirci, se esulano dalla nostra vita quotidiana.

  1. Cosa mangia la gente?
  2. Ci sono cibi particolari?
  3. Con cosa cucina?
  4. Come si sposta?
  5. Come veste?
  6. Come sono costruite le case e che arredamento c’è?
  7. Che armi ci sono?
  8. Quali sono gli oggetti di uso comune?
  9. Quali i lavori più frequenti?
  10. Com’è gestito il lavoro?
  11. Ci sono negozi, botteghe, taverne?
  12. Se sì, come sono?

Queste sono alcune delle tante domande a cui uno scrittore dovrà rispondere. Il dettaglio è una parte della documentazione che di solito viene dopo la scrittura della trama, ma non è detto. Se nella nostra trama, per esempio, scriviamo che il protagonista si sposta in treno e siamo nel 1841, dobbiamo sapere se nel luogo in cui il protagonista si muove esistono ferrovie. In Italia, è bene saperlo, la prima ferrovia è nata nel 1839.

Una volta che lo scrittore avrà risposto a queste domande, avrà un certo quantitativo di informazioni da usare nella sua storia. Alcune domande nasceranno anche in fase di scrittura, ovviamente. L’importante è che nascano e che lo scrittore risponda. Ne va della credibilità della storia.

Quando e come usare i dettagli

Quando potrà usare queste informazioni lo scrittore? E come dovrà usarle? Potrei rispondere: deve capirlo da solo. E in effetti è davvero così. Una volta che ha ottenuto le risposte alle sue domande, documentandosi su enciclopedie, manuali, forum, fotografie, pitture, riviste specializzate, ecc., lo scrittore avrà parecchie informazioni da usare.

Queste informazioni dovranno tornare utili nel momento opportuno. Se c’è una scena familiare che si svolge in casa e siamo in un villaggio vietnamita del 1847, dovremo allora inserire i giusti vocaboli sull’arredamento e le stoviglie e il vestiario anche. Lo stesso discorso vale se stiamo scrivendo un romanzo fantasy che si rifà al Medioevo.

Il dettaglio deve esserci, non deve passare inosservato, ma allo stesso tempo non si deve notare. Il dettaglio va inserito in modo fluido nel contesto, deve anzi esser parte del contesto. Deve risultare scorrevole, non deve distrarre il lettore.

Non perdersi nei dettagli: quando i dettagli non servono

Ho accennato a Emilio Salgari. Si può dire che fosse il re del dettaglio, tanto sono curati i suoi romanzi dal punto di vista della documentazione. Giungle, deserti, montagne, terre polari, fondali marini: Salgari dipingeva le sue storie, non le scriveva. Tuttavia alcune volte esagerava.

Ricordo un romanzo in cui alcuni personaggi bevevano del tè e Salgari spiegò minuziosamente come veniva preparato quel tè in quel paese. In questo caso il dettaglio è inutile, non serve al lettore. Altre volte spiegava come venivano cucinati alcuni piatti. Insomma, forse si lasciava andare un po’ troppo.

Anche un autore moderno ha commesso, secondo me, questo errore: Ken Follett nel suo romanzo I pilastri della Terra. Spesso, troppo spesso sembra di leggere un manuale di architettura: un’assurda dovizia di particolari che hanno solo allungato il romanzo, ma non hanno dato nulla al lettore.

Ho riportato questi esempi per far capire che uno scrittore non deve perdersi in dettagli inutili, che allungheranno la storia, sì, ma senza dare al lettore un valore aggiunto.

La mia esperienza nella documentazione sul dettaglio

Il mio romanzo pseudo-fantasy, ambientato nel passato e in un paese estero, richiede un bel po’ di documentazione. Il dettaglio qui è una parte fondamentale per rendere credibile la storia. Sto rispondendo alle varie domande che ho elencato prima, o meglio sto cercando pubblicazioni in cui reperire quelle informazioni.

Ne ho trovata una online, per collocare il mio protagonista, ma ne occorrono altre. Ho anche selezionato alcuni titoli su Amazon, in inglese, che mi faranno inquadrare meglio l’ambientazione e forniranno un mucchio di dettagli che torneranno utili.

Alla fine mi ritroverò con un bel po’ di libri in più, perché a me piace possedere i libri, non amo andare in biblioteca. Magari proverò a risparmiare se alcuni di quei libri saranno disponibili in ebook.

La documentazione, alla fine, arricchisce la cultura e la libreria dello scrittore.

Come curate i dettagli nelle vostre storie? Vi documentate spesso? Rispondete a domande come quelle che ho elencato?

18 Commenti

  1. Michela
    10 ottobre 2012 alle 08:09 Rispondi

    I negozi, hai ragione, non ci avevo mai pensato. Tranne nel caso in cui il negozio non sia la parte principale della storia (la bottega del mago il cui il protagonista fa l’apprendista per intenderci) non avevo mai pensato a descriverli, invece sono un ottimo sistema per inquadrare una società e i bisogni e i desideri della gente.

  2. Alessandro Madeddu
    10 ottobre 2012 alle 11:03 Rispondi

    Il dettaglio vale spesso più di una lunga descrizione – e non è soporifero come la lunga descrizione. Un oggetto posato su un tavolo può dire tante cose delle persone che a quel tavolo sono sedute.
    Io scrivo solo racconti, spesso anche molto brevi, quindi di fatto lavoro solo con i dettagli, o quasi. Ciò che ho imparato – a mie spese – è che i dettagli sono fondamentali, e senza dettagli i racconti sono pessimi: ma sono pessimi anche tanti racconti dai dettagli poco incisivi, o gettati nella posizione sbagliata…

    • Daniele Imperi
      10 ottobre 2012 alle 11:09 Rispondi

      Vero, possono dire molte cose e riescono là dove una semplice descrizione fallisce.

  3. marina
    10 ottobre 2012 alle 11:15 Rispondi

    il dettaglio fa la differenza. Racconta bene quello che vorresti leggere e figurarti, salta quello che è superfluo (questo si impara leggendo e scrivendo). This is my mantra

  4. Lucia Donati
    10 ottobre 2012 alle 11:26 Rispondi

    L’equilibrio, in tutte le cose, è la soluzione migliore. Bisogna conoscere i dettagli ma non esagerare. Qualche autore forse esagera per far vedere che “sa tante cose” ma, così, rischia solo di appesantire la lettura e di stancare il lettore. Il lettore capisce lo stesso se un autore conosce l’argomento senza che debba farne sfoggio, e apprezza di più la lettura scorrevole data dalla professionalità di chi scrive.

    • Daniele Imperi
      10 ottobre 2012 alle 11:36 Rispondi

      Sì, se eccedi rischi di appesantire, anche questa è una cosa da tenere presente.

  5. Il dettaglio. la documentazione nella scrittura creativa | Scrivere e leggere libri | Scoop.it
    10 ottobre 2012 alle 13:38 Rispondi

    […] I dettagli fanno la differenza. È una frase che si legge e sente spesso, eppure rappresenta la realtà. La nostra realtà, presente o passata o anche futura, è fatta di dettagli, dettagli che permettono di visualizzare al meglio una scena, un oggetto, una persona.   Un elemento che uno scrittore deve curare nelle sue storie è quindi il dettaglio. E il dettaglio si scopre durante la documentazione. Nella fase di ricerca uno scrittore deve appuntarsi ogni informazione sull’argomento che deve trattare.   Emilio Salgari aveva capito l’importanza del dettaglio, anche se in alcuni casi la sua scrittura risultava un po’ ingenua e il dettaglio prevaleva, ma in linea generale nessuno può sostenere che i suoi romanzi lascino al lettore il compito di immaginare le scene, perché Salgari era una sorta di Michelangelo della scrittura.   Ecco, allora, alcuni consigli su:   – La scenografia: ricreare un’ambientazione – Quando e come usare i dettagli – Non perdersi nei dettagli: quando i dettagli non servono     Leggi tutto: pennablu.it/dettaglio-documentazione/ […]

  6. Alessandro C.
    10 ottobre 2012 alle 15:10 Rispondi

    Concordo in pieno con l’utilità dell’arricchire le proprie scene contestualmente alla conoscenza del contesto storico e geografico in cui è ambientata la storia.
    Tolkien ci ha insegnato quanto sia importante, anche in un’ambientazione fantastica, avere chiara in testa l’immagine dell’universo verosimile in cui stanno per muoversi i nostri personaggi. Meno dettaglio uguale meno verosimiglianza, cioè storie meno coinvolgenti e scrittura povera di forme e contenuti.

  7. Daniele Imperi
    10 ottobre 2012 alle 15:37 Rispondi

    Alessandro C.

    Meno dettaglio uguale meno verosimiglianza, cioè storie meno coinvolgenti e scrittura povera di forme e contenuti.

    Thumb up 0 Thumb down 0

    Concordo in pieno :)
    Ciò non toglie che ci siano autori che riescono a sorprendere con una scrittura minimale.

  8. Romina Tamerici
    11 ottobre 2012 alle 23:18 Rispondi

    Questi post sulla documentazione sono proprio utili. C’è così tanto da imparare!

  9. Il dettaglio. la documentazione nella scrittura creativa | Carlo Mocci | Scoop.it
    14 ottobre 2012 alle 00:29 Rispondi

    […] I dettagli fanno la differenza. È una frase che si legge e sente spesso, eppure rappresenta la realtà. La nostra realtà, presente o passata o anche futura, è fatta di dettagli, dettagli che permettono di visualizzare al meglio una scena, un oggetto, una persona.   Un elemento che uno scrittore deve curare nelle sue storie è quindi il dettaglio. E il dettaglio si scopre durante la documentazione. Nella fase di ricerca uno scrittore deve appuntarsi ogni informazione sull’argomento che deve trattare.   Emilio Salgari aveva capito l’importanza del dettaglio, anche se in alcuni casi la sua scrittura risultava un po’ ingenua e il dettaglio prevaleva, ma in linea generale nessuno può sostenere che i suoi romanzi lascino al lettore il compito di immaginare le scene, perché Salgari era una sorta di Michelangelo della scrittura.   Ecco, allora, alcuni consigli su:   – La scenografia: ricreare un’ambientazione – Quando e come usare i dettagli – Non perdersi nei dettagli: quando i dettagli non servono     Leggi tutto: pennablu.it/dettaglio-documentazione/ […]

  10. Carlo
    20 ottobre 2012 alle 13:34 Rispondi

    Non mi piacciono le lunghe descrizioni, piene di dettagli, appunto. Mi piace molto, invece, il singolo prezioso dettaglio che in un tocco ti dipinge un quadro.

    • Daniele Imperi
      21 ottobre 2012 alle 19:15 Rispondi

      Neanche a me, in genere. Dipende dalle situazioni e anche da quanto è bravo lo scrittore.

  11. Alessandro Paci
    20 dicembre 2013 alle 18:28 Rispondi

    Secondo me, non tutte le descrizioni “di troppo” sono malvagie. Una descrizione minuziosa di un cibo particolare, oppure di un certo procedimento di costruzione, può aiutare a immedesimarsi nel racconto. Ovviamente è solo una mia opinione :)

  12. Giulio F.
    6 agosto 2015 alle 21:10 Rispondi

    Condivido pienamente la tua opinione. Di recente ho imparato ad utilizzare la funzione “Street View” di Google Maps per descrivere dettagliatamente luoghi pubblici nel quale si trovano i miei personaggi ma io non sono mai stato. Questo, ovviamente, vale solo quando la storia è ambientata ai giorni nostri. In effetti, come dici tu, con l’arrivo di internet le è diventato tutto molto più semplice.

    • Daniele Imperi
      7 agosto 2015 alle 07:21 Rispondi

      Street View va benissimo per le storie della nostra epoca. Un bel passo in avanti, infatti. Ma anche Google Map per conoscere i nomi delle strade.

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