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50 curiosità sulla mia scrittura

50 curiosità sulla mia scrittura
Un meme per conoscersi più a fondo come scrittori

Giorni fa è stato lanciato un meme da Alessandro Girola, 20 cose sulla mia scrittura. Me ne sono ricordato leggendo il contributo di Gianluca Santini e così ho deciso di provare anch’io a psicanalizzare la mia scrittura.

Non ci sono regole sul numero di “cose” da elencare, scegliete voi quello che volete. Io mi sono fermato a 50 e direi che è più che sufficiente. Per fare qualcosa di nuovo ho voluto suddividere le mie particolarità in quattro gruppi.

Scrittura e narrazione

  1. L’idea per una storia mi arriva sotto forma di titolo.
  2. Tendo a usare pochissimi dettagli per ambientazioni e personaggi, rispetto al passato.
  3. La parte più difficile di una storia è capire con che stile scriverla.
  4. Per me ogni storia va scritta con lo stile più appropriato.
  5. L’incipit è la parte più complicata da scrivere.
  6. La fine di una storia mi riesce in genere più facile da scrivere che tutto il resto.
  7. Raramente uso personaggi americani, rispetto a 20 anni fa, quando erano solo made in USA.
  8. Non amo scrivere scene di azione e le trovo anche noiose da leggere, a meno che non siano magistralmente scritte.
  9. Scrivere una storia mi porta via un’enorme quantità di energia mentale, cosa che non succede nel blogging.
  10. Raramente modifico il titolo di una storia e quando è successo, le modifiche sono state lievi. A P.U. invece non so che titolo dare. No, non sarà assolutamente P.U.
  11. Non seguo mai tutto quello che decido nella traccia e nelle linee guida della storia: alla fine c’è sempre qualcosa di diverso, creato sul momento.
  12. Mi viene in mente una storia da una foto, un pensiero, un particolare, per accorgermi poi che una storia è fatta di una storia e non solo di una sensazione.
  13. I protagonisti maschili sono presenti nel 90% delle storie che ho scritto. Sono un uomo.
  14. Quando inizio a scrivere una storia, mi dico sempre che non riuscirò mai a finirla. Tutto sta a cominciare, quindi. O, almeno, mettiamola così.
  15. Quando scrivo, immagino sempre la scena nella mia testa, come se vedessi un film.
  16. La scrittura di una storia passa attraverso 3 fasi: difficoltà dell’incipit, routine dello svolgimento, urgenza nel finirla.
  17. Mi piace scrivere storie fantastiche, ma passo tranquillamente da un genere all’altro senza problemi.
  18. Ho bisogno di variare la mia scrittura: dopo ogni storia devo scrivere qualcosa di completamente diverso.
  19. In genere scrivo almeno 1500 parole al giorno, ma circa i due terzi sono per i blog.
  20. Non scrivo mai di domenica o sabato perché me ne vado in montagna o campagna, ma se resto a casa, scrivo.
  21. Un tempo mi affezionavo ai miei personaggi, adesso li faccio morire senza problemi.
  22. La scelta di usare la prima o la terza persona è immediata. Non ho mai riflettuto su quale usare in una storia.
  23. Adoro usare metafore e similitudini, secondo me rendono poetico qualsiasi scritto. “Always be a poet, even in prose”, disse Baudelaire.
  24. Presto molta cura ai dialoghi, elemento che un tempo disprezzavo e che ora invece amo.

Editing e revisione

  1. Rileggo continuamente tutto quello che scrivo, paragrafo per paragrafo.
  2. Raramente rileggo le storie vecchie che ho scritto dopo mesi, in genere solo quelle che reputo buone.
  3. Non faccio un vero e proprio editing, forse perché rileggo e correggo ogni paragrafo che scrivo anche dieci volte.
  4. Mi dà ai nervi scoprire errori di battitura: per me sono tutti evitabili.
  5. Faccio un largo uso del dizionario e dei sinonimi. Odio trovare ripetizioni e rime nei miei testi.
  6. Quando revisiono, cerco di curare la musicalità di parole e frasi e la scorrevolezza dei periodi. Quello che scrivo deve essere letto.

Di generi letterari e altre storie

  1. Il primo racconto che ho scritto era fantasy (Il ritorno del cavaliere) e il secondo un horror (Ypnos, il sonno che uccide).
  2. La storia che mi è piaciuta di più è stata Il campo dei dannati. Ha rappresentato anche un esercizio di stile.
  3. La storia che mi ha divertito di più scrivere è stata invece Il Sanatorio delle Coincidenze Esagerate.
  4. La storia più impegnativa è quella che sto scrivendo ora per un esperimento di self-publishing e che chiamo sempre P.U.
  5. Ho scritto soltanto una storia d’amore in vita mia, Alya, come sfida a una selezione per la Delos Books, che ho vinto. Ma ho in mente anche un’altra storia per il self-publishing.
  6. I 7 progetti di self-publishing che vorrei sviluppare sono tutte storie fantastiche e così anche i 3 romanzi che, se mai li finirò, vorrei proporre a una casa editrice. Nessuna di quelle 10 storie appartiene al fantasy classico.

Usi, costumi e modi di essere

  1. Tendo a rinnegare tutto quello che scrivo dopo diverse settimane.
  2. I complimenti alle mie storie mi imbarazzano sempre, ma questo non significa che non potete farmeli :D
  3. Quando scrivo sono molto esigente, ecco perché ancora non metto nulla in vendita.
  4. Non ho mai scritto di notte, io la notte dormo. Ma un giorno ci proverò, anche se so che crollerò sulla scrivania dopo una paginetta striminzita.
  5. Non mi chiedo mai perché mi piaccia scrivere: evidentemente fa parte di me, come fa parte di me amare la carbonara e la birra.
  6. Quando scrivo mi distraggo in continuazione, ma questo accade con qualsiasi cosa che faccio. Mi distraggo anche quando sono distratto.
  7. Non uso programmi o strumenti online come Evernote per organizzare il mio lavoro di scrittura creativa e blogging. Carta e penna sono più che sufficienti.
  8. Scrivo con il mio portatile Sony Vaio, usando il programma Writer di Open Office, ma i miei primi racconti sono stati scritti a mano su carta riciclata e poi ricopiati in bella su fogli a quadretti.
  9. Non mi impongo dei limiti da raggiungere: sono allergico a regole e imposizioni.
  10. Quando scrivo non ascolto mai musica, quando ci ho provato è finita che me ne stavo ad ascoltare la canzone battendo il ritmo col piede e non ho scritto nulla.
  11. Scrivo da solo, non riuscirei neanche a mettere un punto se ci fosse qualcuno accanto a me. No, nemmeno se fosse una bella figliola.
  12. Se non riesco ad andare avanti con la storia, lascio perdere e riprendo il giorno dopo. Significa che ho esaurito le energie.
  13. Quando finisco una storia, l’euforia dura pochi attimi.
  14. Sono un maniaco dei numeri e dei calcoli: conto in continuazione quante parole ho scritto.
  15. Soltanto l’idea di avere una storia in testa mi elettrizza, almeno fin quando devo iniziare a scriverla. Allora cominciano i problemi.
  16. Non ho detto a nessuno che mi piace scrivere storie. Lo sapete solo voi. Contenti?

Sono 52, ma, come ho scritto prima, non seguo mai nel dettaglio la traccia che mi impongo. La parola a voi. Volete continuare il meme?

45 Commenti

  1. animadicarta
    8 aprile 2014 alle 09:33 Rispondi

    Wow molto bella questa analisi :)
    Posso rubarti spudoratamente il memo?

  2. Mila
    8 aprile 2014 alle 10:53 Rispondi

    Questo è un meme di generosità. Non è facile mettersi a nudo come scrittori. Mi sta venendo voglio di rispondere al meme, ma non so se saró in grado :)

    • Daniele Imperi
      8 aprile 2014 alle 11:31 Rispondi

      Forza Mila, certo che sei in grado: scrivi, chiudi gli occhi e pubblica il meme :D

      • Mila
        8 aprile 2014 alle 13:06 Rispondi

        ok, vado! come diceva salvatore questo è un ottimo esericizio per conoscere meglio se stessi. anche io ho bisogno di qualche giorno ;)

  3. Salvatore
    8 aprile 2014 alle 11:31 Rispondi

    Carino! Lo faccio anch’io, ma non uscirà prima della prossima settimana. Purtroppo programmo sempre le pubblicazioni in anticipo. Un meme di questo genere aiuta anche l’autore a conoscere meglio se stesso, a mio avviso.

    • Daniele Imperi
      8 aprile 2014 alle 11:37 Rispondi

      Sì, hai ragione, aiuta molto anche lo scrittore. Dai, aspetto il tuo contributo.

  4. MikiMoz
    8 aprile 2014 alle 12:44 Rispondi

    Alcune cose le abbiamo in comune.
    Mi ha stupito l’ultimo punto… quindi nessuno sa che scrivi? Oo

    Moz-

    • Daniele Imperi
      8 aprile 2014 alle 17:43 Rispondi

      Dunque, mia madre sa – ma non so se ricorda – che ho un racconto pubblicato su un’antologia e così mie sorelle :)
      Un amico sa che ne ho un paio in un’altra antologia.

      Ma io non parlo di me con gli altri.

      • animadicarta
        8 aprile 2014 alle 18:25 Rispondi

        Scusa Daniele, non vorrei essere indiscreta… ma non leggono i tuoi blog?!

      • MikiMoz
        8 aprile 2014 alle 21:33 Rispondi

        Come mai questi misteri di Fatima?

        Moz-

        • Daniele Imperi
          9 aprile 2014 alle 07:46 Rispondi

          Quali misteri? Io semplicemente non parlo di me. Non fa parte della mia natura.

      • Laura Tentolini
        13 aprile 2014 alle 11:13 Rispondi

        Mi viene in mente una vecchia battuta che suona più o meno così:
        “Per carità, non dite a mia madre che faccio il pubblicitario, lei crede ancora che lavori come buttafuori in una bettola!”

  5. Moonshade
    8 aprile 2014 alle 21:07 Rispondi

    *^* sono sempre molto contenta di leggere queste cose perché scopro un sacco di cose che credevo essere uniche *_* ne farò uno anche io!
    Ciau!

  6. helenia
    8 aprile 2014 alle 22:24 Rispondi

    Che dire….sei grande Daniele!!!! :)

  7. Cinzia
    9 aprile 2014 alle 09:12 Rispondi

    Ma che idee geniali avete voi scrittori! trovo spesso spunti interessanti nel tuo blog, io che appunto non ho l’animo della scrittrice ma devo comunicare i miei pensieri posso solo dirti GRAZIE! Proviamo a convertire il meme per scrittori in meme per arredatori? Io ci proverò! ^_^

  8. N. Cose sulla mia scrittura | Nightfall Star
    9 aprile 2014 alle 11:14 Rispondi

    […] Ho letto con piacerissimo quello sul blog di Alessandro Girola – il primo – e poi quello su Pennablu. Uno ha un elenchino di 20 punti, l’altro di 50: questo perché la scrittura è una cosa talmente […]

  9. franco battaglia
    9 aprile 2014 alle 19:25 Rispondi

    Io spesso, specie nei racconti, ho un finale in testa, un’idea di chiusura brillante, e sviluppo il racconto al contrario. Ci costruisco una storia addosso. Sono da psicanalisi?

  10. Che generi letterari scrivete?
    10 aprile 2014 alle 05:01 Rispondi

    […] martedì ho parlato di me e di molte curiosità legate alla mia scrittura e adesso raddoppio parlando di come sono giunto allo stato attuale di ciò che sono: uno che non ha […]

  11. Lisa Agosti
    12 aprile 2014 alle 19:50 Rispondi

    Che bella idea questi meme, sono un buon esercizio per conoscersi come scrittori e scoprire i propri punti di forza e le proprie debolezze. Anch’io ho partecipato, postando sul mio blog che è in inglese così spero di seminare l’idea a un pubblico ancora più esteso. Vorrei chiedere a te, Penna Blu, e al resto della community di iniziare un meme in cui includerete una lista dei vostri scrittori italiani preferiti. Questa lista dovrebbe contenere solo scrittori vivi, recentemente pubblicati e che vi piacciono (spiegate perché). Pensate di parlare con uno scrittore emergente che vuole capire che tipo di genere e di stile va di moda in Italia oggi (sarei poi io, se non si era capito!). Ovviamente ognuno può farsi pubblicità inserendo se stesso nella top ten :) Spero che l’idea piaccia e abbia un buon seguito. Buon weekend, Lisa

    • Daniele Imperi
      14 aprile 2014 alle 07:37 Rispondi

      Andrò a leggere il tuo post, grazie per aver partecipato.

      Riguardo al meme che proponi, da parte mia non so se riuscirò a partecipare. Di autori italiani vivi credo ne abbia letti 2 o 3, devo controllare. Ma ho già scritto dei post su scrittori che mi piacciono e non vorrei ripetermi.

      Comunque do senz’altro un’occhiata alle mie letture per vedere se potrò scrivere quel post.

      • Lisa Agosti
        16 aprile 2014 alle 18:54 Rispondi

        Grazie Daniele, sono rimasta sorpresa nello scoprire che praticamente nessuno legge libri italiani recentemente pubblicati, nè tra i blogger a cui ho proposto il meme nè tra i miei conoscenti e famigliari. Secondo te perché? C’è una crisi di qualità tra gli scrittori? Le case editrici pubblicano solo titoli stranieri che hanno già riscontrato successo? O forse gli scrittori pensano di poter imparare solo da autori famosi del passato? Nel mio caso, penso che sia perché passo talmente tanto tempo online che non ho il tempo di leggere tutto e non saprei da dove partire.

  12. Il genere narrativo è una gabbia?
    13 aprile 2014 alle 05:01 Rispondi

    […] della conoscenza di se stessi o, meglio, di me stesso. Ho iniziato rispondendo a un meme e svelando 52 curiosità sulla mia scrittura. È stato divertente e qualcun altro mi ha seguito. Poi ho continuato parlando dei generi letterari […]

  13. Laura Tentolini
    13 aprile 2014 alle 11:06 Rispondi

    “Quando scrivo mi distraggo in continuazione”.
    Non penso sia distrazione, piuttosto che la tua mente sia molto veloce, affamata, abituata a lavorare su più livelli nello stesso momento. Osservi, ti guardi in giro, cerci spunti, idee.

    Chi lavora molto al pc – dove succede tutto in fretta, pensi una cosa e la fai all’istante – trova “lenta” la vita reale, ha voglia di vedere subito il risultato del pensiero.
    Buon natura allora!

    • Daniele Imperi
      14 aprile 2014 alle 07:38 Rispondi

      Sì, forse hai ragione, infatti quando non avevo il pc ero più concentrato a scrivere. Devo riuscire a tornare ai vecchi tempi :)

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    […] movens per questo mio scritto è stato proprio il leggere un post scritto da un’altra penna: l’adesione di PennaBlu a un meme sulla propria scrittura mi è sembrata un’idea così aderente alla mia inesausta curiosità che ho pensato “devo […]

  15. Elisabetta
    14 aprile 2014 alle 18:45 Rispondi

    Letti i tuoi punti! Sono una miniera di informazioni utili, che ci parlano di te :-)
    Dopo aver letto anche i punti di Maria Teresa ed Antonella, corro a scrivere i miei! Ciao Daniele!

  16. #10 cose sulla mia scrittura | Writing for Love
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  23. Alessia Savi
    15 febbraio 2015 alle 18:05 Rispondi

    Sono moltissimissime!
    Però mi viene un dubbio: perché 1500 parole al giorno, quasi sempre per il blog e non per i tuoi romanzi? Dovrebbero essere loro la priorità, non il contrario =/

    • Daniele Imperi
      16 febbraio 2015 alle 08:03 Rispondi

      Hai ragione per i romanzi, però la scrittura per il blog mi riesce facilissima, la narrativa invece no, nel senso che mi succhia parecchio tempo ed energie mentali rispetto all’altra, quindi per forza va più a rilento.
      In futuro devo cercare di pareggiare con le due scritture.

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