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La cura

Un racconto di fantascienza di 1800 caratteri

La cura

L’intuizione giunse una notte.

Si domandò perché non ci avesse pensato prima, eppure era così semplice. Ma da scienziato sapeva che le risposte erano spesso invisibili proprio perché a portata di mano.

L’indomani andò al laboratorio quasi esaltato. Sapeva cosa cercare.

Un antivirale.

Avrebbe trovato la cura contro il virus più potente e distruttivo del pianeta.

Sarebbe stata la sua scoperta più grande. Anzi, a dire il vero, la più grande al mondo, anche se, sapeva bene, nessuno l’avrebbe capita né apprezzata.

Questa volta avrebbe davvero osato troppo. Nessun Premio Nobel l’avrebbe glorificato.

Col sorriso sulle labbra, si mise al lavoro. Aveva una missione da portare avanti.

Trascorsero mesi e lo scienziato affinava la ricerca, testava i preparati, scrutava al microscopio elettronico vetrini su vetrini.

«Sei sempre preso da quella cura?», gli domandò un giorno una collega. Perché così l’aveva chiamata l’uomo: la cura. Una sorta di antidoto che avrebbe finalmente salvato la Terra.

«Sono a un passo dal risultato, me lo sento», rispose. E tornò ai suoi esperimenti.

Due mesi più tardi arrivò il momento del test.

Non poteva – e non voleva – testare il suo ritrovato su un animale. Aveva bisogno di altre cavie per scoprire se la cura funzionava.

Cavie umane.

C’era un senzatetto, vicino al laboratorio, che dormiva sempre in un vicolo. Quella sera l’avrebbe invitato a cena.

La sperimentazione dell’antivirale era iniziata.

Funzionò, ma non pubblicò i risultati su alcuna rivista scientifica. Non sarebbe servito a nulla. Il test era riuscito e così innumerevoli altri. Contava solo quello.

Adesso era giunto il momento di annientare il virus. Migliaia di fialette attendevano di essere rotte per diffondere la cura.

Sorrise, mentre si preparava all’estinzione del genere umano.

7 Commenti

  1. Lucia Donati
    26 agosto 2012 alle 10:02 Rispondi

    Ho capito il finale dalle prime righe. Esattamente alla frase: “Avrebbe trovato la cura contro il virus più potente e distruttivo del pianeta”.

  2. Romina Tamerici
    26 agosto 2012 alle 14:13 Rispondi

    Ottima questa cura! Davvero… forse sarebbe proprio l’unico modo per liberare il mondo dal virus peggiore che ha mai conosciuto. Tuttavia non occorreva sperimentare tanto, ci sono già tante sostanze adatte! Ah ah ah! Mi è piaciuta molto l’idea! Mi ha ricordato molto il finale de “La coscienza di Zeno”, anche se in un’ottica diversa! Bravo!

  3. Daniele Imperi
    29 agosto 2012 alle 15:05 Rispondi

    Lucia Donati,

    Ecco perché è stato scartato alla selezione :)

  4. Daniele Imperi
    29 agosto 2012 alle 15:06 Rispondi

    Romina Tamerici,

    Ecco, non svelarmi il finale ché devo ancora leggere quel libro :)

  5. Romina Tamerici
    30 agosto 2012 alle 09:49 Rispondi

    @Daniele: Ops… allora non ti dico nulla!

  6. Marco B.
    24 novembre 2012 alle 21:54 Rispondi

    Scrivere. Lo scrivere di solito scaturisce dal leggere. Ho letto il tuo racconto, lo avrai fatto anche tu, e possibile che non ti sia venuta voglia di farlo evolvere. Da 1800 a 5600 e poi 9200 ed oltre. Credo che sia una spreco fermarsi a 1800. Mio parere. L’idea, che a prima impressione potrebbe sembrare banale, meritava o meriterebbe. No?

    • Daniele Imperi
      28 novembre 2012 alle 11:49 Rispondi

      Il racconto era per una selezione e prevedeva quel massimo di caratteri :)

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