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Creare un minisito per il libro

Minisito del libro

In alcuni articoli sulle varie strategie di marketing editoriale ho consigliato la creazione di un sito per promuovere il proprio libro. E, come sapete, ne ho anche realizzato uno per il mio saggio sul blogging.

Non credo che un sito del genere possa portare nuovi lettori attraverso una ricerca su Google. È appunto un minisito, quindi ha poche pagine pubblicate e non viene aggiornato spesso. Il traffico che genera è basso, non sarà mai ai livelli di un blog che pubblica con frequenza.

È comunque utile, in alcuni casi, per una serie di motivi:

  • funge da rappresentanza: conta anche lʼimmagine e un libro che ha un sito dedicato fa un certo effetto
  • contiene informazioni maggiori rispetto a una breve scheda libro
  • è una landing page: è creato per vendere
  • è un contenitore di notizie che riguardano il libro: nuove edizioni, potenziali seguiti, ecc.

Quando creare un minisito per il libro?

Quando ho iniziato a scrivere il mio libro sul blogging, non avevo in mente di creare un sito per pubblicizzarlo. Non sapevo neanche se sarebbe stato pubblicato, quindi era prematuro pensarci. Non ricordo quando mi è venuta lʼidea, ma eravamo già in fase di editing e io stavo buttando giù qualche idea per la promozione.

In quel momento mi era sembrato appropriato un minisito per il mio saggio e sono ancora convinto di questo. Il mio romanzo di fantascienza PU non avrà un minisito, neanche se sarà pubblicato da Mondadori o un altro colosso. K, un fantasy, invece lo avrà.

Ma allora quando è necessario un minisito per il libro? Come decidere se crearlo o meno?

J.K. Rowling ha scritto la saga di Harry Potter, personaggio talmente famoso che non può più essere preso come paragone. Ha più di un minisito, perché diversi editori internazionali ne hanno creato uno. Cʼè poi «Pottermore», che è un vero e proprio progetto parallelo alla saga.

Lʼautrice ha scritto anche Il seggio vacante e 3 romanzi polizieschi firmati Robert Galbraith: non esistono siti dedicati a queste opere.

Forse il genere fantasy è più adatto a essere rappresentato con un minisito?

  • La trilogia fantasy di Maile Maloy iniziata con The Apotecary ne ha uno e si trova nel sito della casa editrice Penguin.
  • La trilogia fantasy di Geoff Rodkey The Chronicles of Egg ne ha uno e sta per conto suo.

Ma Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin non hanno un sito ufficiale. Né la saga di Shannara di Terry Brooks.

No, che sia un fantasy non cʼentra nulla.

A dire la verità non so rispondere alla domanda “quando creare un minisito per il libro?”. Avevo detto in un altro post: quando è necessario, ma è una risposta un poʼ vaga.

Perché il mio K avrà un sito? Perché in quel caso mi ispira. Tutto qui. Degli altri miei progetti letterari forse avranno un minisito un altro fantasy e un poliziesco.

Quali pagine inserire nel minisito?

È un minisito, appunto, non un portale. Forse è per questo che né Martin né Brooks ne hanno creato uno: perché sarebbero diventati dei portali e chi ha il tempo per gestirli? Di certo non gli autori e lʼeditore spenderebbe troppe risorse. Sono però nati siti di fan e va bene così.

Quando diventi uno scrittore famoso, sono i tuoi lettori a lavorare per te.

Le pagine fondamentali da inserire nel minisito sono:

  1. Il libro: non una quarta di copertina, ma un testo per evidenziare i benefici del libro
  2. Lʼautore: una breve biografia, non un copia-incolla del “Chi sono” che avete nel blog
  3. Contatti

Nel sito che ho realizzato ho inserito nel menu anche “Leggi un estratto” e “Acquista”.

Il sito della trilogia The Apothecary ha una pagina sui personaggi e una di materiale extra. Il sito delle Cronache di Egg ha una pagina con un gioco e una di download per scaricare temi per desktop.

Ogni libro è un discorso a sé e il sito che deve rappresentarlo dovrà essere progettato di conseguenza.

Come creare un minisito per il proprio libro

Bisogna essere esperti web designer? No, oggi no. Ma dipende dal tipo di sito che avete in mente. Come ho realizzato il mio?

Ho acquistato un tema responsive per WordPress, studiato proprio per i libri. Online troverete diversi temi per WP fatti apposta per pubblicizzare libri e ebook. Poi lʼho personalizzato.

Importante: comprate un dominio per il vostro libro, non affidatevi ai servizi gratuiti. Il web marketing richiede una certa professionalità.

Alcune domande sulla realizzazione del minisito

  • Quale dominio per il minisito del libro? Un dominio deve essere breve e facile da ricordare. Chroniclesofegg.com è più semplice di thechroniclesofegg.com. La Penguin, invece, non ha registrato apothecary.com, ma ha preferito una url lunga come penguin.com/static/pages/youngreaders/minisites/apothecary/. Evitate queste scelte.
  • Dove dovrà risiedere il sito? Non ci sono molte alternative: in un dominio e uno spazio a parte, nel sito dellʼeditore (ma con un dominio a parte) o nel sito dellʼautore (sempre con un dominio proprio).

Io per il mio libro ho preferito dominio e spazio propri. La scelta del dominio è stata fra:

  1. le22leggidelblogging.it: più completo, ma troppo lungo
  2. 22leggidelblogging.it: quel numero allʼinizio non mi piaceva
  3. leggiblogging.it: poco corretto grammaticalmente
  4. leggidelblogging.it: trovato!

E voi? Avete mai pensato di realizzare un minisito per un vostro libro? Avete altri esempi da segnalare?

30 Commenti

  1. Grilloz
    17 dicembre 2015 alle 07:48 Rispondi

    Se lo scopo è vendere il libro il minisito ha senso se il suo costo è inferiore al guadagno che ti porta, se invece è più uno sfizio beh…
    Comunque ho visto che il tuo è ben posizionato: cercando “libri blogging” compare nella seconda pagina dei risultati, anche se dopo penna blu ;)
    Però perchè non ospitarlo direttamente nel proprio dominio?
    E perchè il minisito no e la pagina facebook del libro (che non costa nulla) no? (al di la della tua allergia a facebook)

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2015 alle 12:39 Rispondi

      Beh, sì, il costo del sito non può essere eccessivo se sei uno sconosciuto. Io ho potuto fare da me, ma comunque ho comprato dominio e tema grafico, quindi dai guadagni dovrò poi scalare quei costi :)
      Ho cercato con Opera, in cui non mi sono mai connesso a Google, e in modalità nascosta per avere risultati più puri: lo vedo anche io in 2° pagina. Devo darmi da fare per metterlo ai primi posti, allora :P
      Avrei potuto ospitarlo nel mio dominio, creando un dominio di 3° livello: leggidelblogging.pennablu.it e facendovi reindirizzare il dominio attuale per avere la url corta e personalizzata. Boh, vedremo la prossima volta.
      Sulla pagina Facebook del libro mi sono espresso qui: http://pennablu.it/pagina-facebook-libro/

      • Grilloz
        17 dicembre 2015 alle 12:54 Rispondi

        Sì, me lo ricordo quel post, per quello mi ponevo la domanda ;)

        • Daniele Imperi
          17 dicembre 2015 alle 12:56 Rispondi

          I grandi successi editoriali non hanno una pagina Facebook dedicata al libro: a me basta questo per non farmene creare una :)

  2. Marco
    17 dicembre 2015 alle 08:17 Rispondi

    Non ho mai pensato a realizzare qualcosa del genere. È tutta roba che prende tempo ed energie, e la vita non è fatta solo di scrittura. Però credo che certe storie si prestino meglio a un minisito o a una pagina Facebook. Per esempio i racconti, secondo me, sono poco indicati, a meno che non abbiano una sorta di argomento forte capace di tenerli uniti.

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2015 alle 12:40 Rispondi

      I racconti nemmeno per me si prestano ad avere un minisito. Per un solo racconto non ha proprio senso. Per una raccolta neanche, direi, perché comunque si tratta di storie differenti.

  3. monia74
    17 dicembre 2015 alle 10:47 Rispondi

    Ignoranza mia: cosa significa “nel sito dell’autore ma con un dominio proprio”?
    Per me dipende da quanta roba devi metterci. Se ti limiti a Contenuti del libro- biografia – contatti, allora tantovale che crei una paginetta sul tuo sito principale, oltre a una landing page. Se hai molti contenuti extra forse invece questa soluzione diventa stretta.

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2015 alle 12:42 Rispondi

      Significa che i file li carichi nel sito dell’autore, ma il dominio è personale e reindirizza su una pagina del sito dell’autore. Vedi risposta al commento di Grilloz.
      Per qualche mio futuro progetto magari sceglierò un minisito da caricare qui.

  4. Eliana
    17 dicembre 2015 alle 11:33 Rispondi

    Penso che possa essere una bella trovata, solo se si va oltre il sito-vetrina. Considero il minimo offrire almeno il primo capitolo, come l’estratto per tutti gli ebook. Può invogliare a comprare, ma comunque non dà di più di quanto ognuno possa fare in una libreria qualunque.
    Per fare un sito dedicato a un libro che sia utile – è innegabile – si devono spendere energie e risorse: non penso a siti come pottermore.com, nato con l’aiuto perfino della Sony, ma a siti molto meno ambiziosi. Ad esempio, “Manituana”, libro di genere storico dei Wu Ming, ha un suo sito dedicato: non sarà il libro del secolo, ma si presta bene all’idea che c’è dietro al sito, secondo me vincente. Vengono offerti contenuti ulteriori da quelli del libro, mappe, storie dei personaggi realmente esistiti, e c’è una seconda sezione, a cui si accede solo attraverso la risposta ad una domanda, che chi ha letto il libro sa. Oppure basta cercare su google. Qui si trovano altri contenuti ancora e si possono pubblicare e mandare le proprie produzioni, sia scritte, ma anche musicali. I Wu Ming sono un collettivo dalle vedute molto ampie, ma in questo modo l’utente-lettore viene completamente coinvolto nel libro. Con questo progetto l’engagement è ai massimi livelli.

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2015 alle 12:45 Rispondi

      Ho visto il sito, può essere una buona idea offrire contenuti extra in base al tipo di libro.
      Pottermore è un progetto costoso che ti puoi permettere solo se hai il successo della Rowling.

  5. Barbara
    17 dicembre 2015 alle 13:07 Rispondi

    Fammi prima scrivere il libro, no? ;)
    Il minisito, completamente slegato dal blog principale, è una scelta che permette di scalare maggiormente i motori di ricerca. Invece che avere uno spazio, ne hai due, raddoppi le possibilità. Oltre ai link incrociati, pingback e richiami.
    E’ lavoro doppio. Ma qui il marketing mi suggerisce che una promozione DEVE comprendere anche Facebook, essendo in Italia il social più usato. (Eh, lo so, guarda, mi mazziano ogni giorno con qualcosa…che devo essere la sola a prenderle?)
    Gli unici che possono fare a meno dei minisiti sono gli autori conosciuti: non c’è “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” come sito, ma http://www.georgerrmartin.com è un colosso di sito, ben indicizzato.
    Il sito di Dan Brown per esempio non mi piace: http://www.danbrown.com
    Sembra un paginone lungo, oltre al fatto che le immagini, belle, sono troppo pesanti. Ma equivale ad un minisito, perchè non ci sono granchè contenuti. Dal canto suo, recupera alla grande col suo profilo Facebook, dove è presente costantemente con foto e nozioni interessanti. Lo usa quasi come un blog.

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2015 alle 13:16 Rispondi

      Il minisito permette di posizionarsi se tratta di un certo argomento, ma poi bisogna vedere, perché ci sono tanti fattori che entrano in gioco.
      A me non piacciono quei duei siti citati, sono pesantissimi, hanno una grafica ferma a 10 anni fa e non sono adatti ai dispositivi mobili.
      So bene che il marketing richiede anche Facebook, ma ne resto comunque fuori :)

  6. Chiara
    17 dicembre 2015 alle 14:54 Rispondi

    Io non sono più abituata ai siti statici, né ho mai pensato di crearne uno.
    Ho sempre pensato che il blog fosse sufficiente, ma ora mi hai fatto venire il dubbio! ;)

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2015 alle 14:58 Rispondi

      Il sito del libro puoi anche farlo statico. In fondo sono poche pagine. Il mio è con WordPress perché ho fatto prima. Ma c’era anche una landing page statica fatta apposta per i libri, però era troppo limitata.

  7. Rodolfo
    17 dicembre 2015 alle 16:20 Rispondi

    Ciao Daniele, sinceramente non sono d’accordo nel creare un minisito per un libro.
    O meglio, farlo sì, ma all’interno del tuo/nostro blog, magari in un sottodominio. Perché, e di questo sono convinto, il lettore più che il libro specifico compra quello che comunichi, il tuo essere esperto in un certo campo, se le cose che scrivi sono interessanti, eccetera.
    Non parlo di traffico, il traffico non è mai un problema (basta una semplice Facebook Ads e altri servizi di questo tipo). Ma se una persona che non ti conosce, che non ha mai letto un tuo articolo, arrivasse sul tuo sito del libro, e del libro e basta, quante possibilità ci sono che lo compri? E quante invece ce ne sarebbero in più se leggesse il tuo blog e i tuoi articoli? :)

    Per quanto riguarda la creazione delle Landing Page io utilizzo Optimize Press (un plugin/template di wordpress che paghi una tantum e puoi usare per sempre).

    Ciao.

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2015 alle 16:24 Rispondi

      Ciao Rodolfo, in un certo senso sono d’accordo con te. Però è anche vero che, mettendo il sito del libro nel dominio del blog, varrebbe lo stesso discorso: un lettore può arrivarci dai motori non conoscendomi.

      Terrò presente Optimize Press, se permette una buona personalizzazione.

    • Grilloz
      17 dicembre 2015 alle 17:38 Rispondi

      Per curiosità, posso chiederti cosa ne pensi invece tu della pagina facebook del libro?
      Daniele è contrario, io non ho le idee chiare invece.

      • Rodolfo
        17 dicembre 2015 alle 18:41 Rispondi

        Sinceramente sono contrario anche io.

        Io penso che su Facebook, e sui Social in generale, devi trasmetter il tuo “Personal Branding”, più che quello del libro.
        Mi spiego meglio: io consiglio di aprire la tua Pagina Facebook (non il profilo!!!) dove TU (e non il libro) tratterà gli argomenti di cui parlerà del tuo libro.
        Naturalmente questo va fatto se i libri che scrivi trattano sempre lo stesso argomento (esempio romanzi d’amore o romazi noir o web marketing…) così che il targeting sia definito (ma la stessa cosa vale per il blog). Se, invece, i tuoi libri trattano argomenti diversi ci sono due modi: a) aprire una pagina Facebook (e anche un blog) per ogni argomento. Ma è molto complesso e dispersivo. Vuol dire creare diversi “Personal Branding” per parlare a target diversi; b) “Fare di te stesso una nicchia”. In questo caso i lettori non seguirebbero la tua pagina (e il tuo blog) per l’argomento di cui tratti e di cui sei esperto, ma per sentire la tua opinione su svariati argomenti, sapere a quali eventi sarai presente, capire qual è la tua posizione su un tema all’ordine del giorno. Spero di essere stato chiaro e di aver risposto alla tua domanda :)

        • Rodolfo
          17 dicembre 2015 alle 18:42 Rispondi

          Naturalmente l’opzione migliore è sempre quella di scrivere libri solo su uno specifico argomento e per un pubblico ben definito. Ciao :)

        • Grilloz
          17 dicembre 2015 alle 19:05 Rispondi

          Interessante, grazie.

  8. Rodolfo
    17 dicembre 2015 alle 16:44 Rispondi

    Certo, ma metterei comunque una voce nel menu principale così da far sì che ci arrivino conoscendoti. Comunque sono cose da testare (non esiste marketing senza test :D)…magari poi dicci come è andata :)

    p.s:Sì Optimize Press permette un’ottima personalizzazione e, oltretutto, possono essere utilizzati alcuni elementi di Optimize Press negli articoli, nelle pagine eccetera.

  9. Nuccio
    17 dicembre 2015 alle 18:02 Rispondi

    Boh! Penso che non c’è minisito che tenga. Se hai la fortuna di prendere l’onda nel vrso giusto(mode) hai fortuna, altrimenti:”Si scuffia bello!”

    • Daniele Imperi
      18 dicembre 2015 alle 08:35 Rispondi

      Penso che dipenda dal minisito.

  10. Ulisse Di Bartolomei
    17 dicembre 2015 alle 19:18 Rispondi

    Ho un blog per ogni testo pubblicato e di quasi tutti avevo un dominio di primo livello, che però ho lasciato scadere e tenuto soltanto quello principale con il mio nome. Il punto dolente consiste che anzitutto in Italia, l’abito fa il monaco e se non si riesce a dimostrare di avere le competenze per scrivere quel libro, è difficile venderlo… Se non ci fosse l’autopubblicazione, avrei avuto delle possibilità soltanto cooperando con un laureato, che avrebbe fatto tutto a suo nome (mi è stato proposto anni fa da un grosso editore). Condivido che un sito che non comunichi il “peso” dell’autore serve a poco, ma se quel peso non c’è bisogna riuscire a trasmettere l’importanza dei contenuti e un sito come “pennablu” è ottimale anche se ho delle perplessità se si possa trovare il tempo per scrivere testi impegnativi. Io sto lavorando soltanto per interessare la gente ai miei contenuti i risultati arrivano, seppur lentamente…

    • Daniele Imperi
      18 dicembre 2015 alle 08:37 Rispondi

      Un dominio e quindi un sito per ogni testo pubblicato è esagerato: spendi parecchio in soldi e tempo. Quindi hai fatto bene a lasciare solo il sito principale.

      • Ulisse Di Bartolomei
        18 dicembre 2015 alle 11:09 Rispondi

        Buongiorno Daniele

        Un blog per ogni testo l’ho tenuto ma senza dominio, per consentire la lettura della prefazione. Me ne servo come pagina tematica statica, per indirizzare quando lascio commenti in giro. Da quanto ho capito, serve, in quanto a una data quantità di visite, corrisponde sempre qualche vendita correlabile.

  11. Gabriele
    18 dicembre 2015 alle 21:11 Rispondi

    Penso che un autore debba avere un suo sito: grande, piccolo, mini, con 100 pagine….. non importa com’è, quello che,serve è averlo. Nel sito deve essere presente tutta la produzione, le sue iniziative, nuove idee, notizie sull’autore, ecc. A che serve un minisito dedicato solo ad un libro. Boh!

    • Daniele Imperi
      19 dicembre 2015 alle 09:29 Rispondi

      Un minisito dedicato a un libro è un’operazione di marketing e può essere utile per fidelizzare meglio i lettori, per creare contenuti extra, ecc. Non vale per qualsiasi libro, ovvio, bisogna valutare bene se crearlo o meno.

      • Ulisse Di Bartolomei
        19 dicembre 2015 alle 15:03 Rispondi

        Salve Daniele

        In effetti sono ancora incerto se è buono lasciar leggere l’intera prefazione. Dall’esperienza di agenzia commerciale, ricordo che si preferiva che il “cliente” scoprisse gli eventuali difetti del prodotto, soltanto dopo essersi convinto dei pregi… Nel caso della letteratura, in generale la prima cosa di cui il lettore dovrebbe persuadersi è che quel libro è utile e soltanto dopo averlo acquistato scoprire che deve leggerlo possibilmente con i neuroni svegli… Un po’ come i libri sulle diete… che la dieta la deve fare lui, il lettore deve scoprirlo soltanto dopo aver acquistato il libro… oggi mi sento cattivo…

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