Scrivere è comunicare

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Costruire un pubblico di lettori

Costruire un pubblico

Come può uno scrittore emergente, alle prime armi, arrivare a ottenere lettori? Quando cʼera poca gente che scriveva, forse era relativamente più facile, ma adesso i tempi sono cambiati. Adesso in tanti scrivono e vogliono pubblicare.

Le nuove tecnologie hanno permesso a tutti di fare editoria, di creare ebook, di diventare indipendenti, imprenditori, con risultati diversissimi. Come in ogni campo cʼè chi lavora bene e chi male.

Al di là delle opinioni che possiamo avere su editoria e self-publishing, la realtà è quella che è e dobbiamo accettarla: oggi chiunque può pubblicare un libro e ogni scrittore deve quindi scontrarsi con questa realtà e andare alla ricerca del suo pubblico.

Iniziare dalle basi

Oggi esiste il web e che piaccia o meno il web continuerà a esistere, con o senza il nostro consenso. Esiste, è il modo odierno di fare e cercare informazione. Di farci conoscere.

Il primo passo per uno scrittore è quindi creare un proprio blog, capire bene di cosa parlare, decidere una sua periodicità. Abbiamo già visto, in linea generale, quali argomenti dovrebbe trattare il blog di uno scrittore, che, secondo me, deve restare sempre un blog letterario.

Non tutti sono amanti del blogging, non tutti comprendono ancora quanto siano importanti i blog per promuoversi, non a tutti piace scrivere in un blog. Ma uno scrittore è uno che scrive e scrivere in un blog, alla fine, è raccontare storie, anche se di altro tipo.

Per me le basi sono queste. Anzi, è questa: il blog. Una piattaforma per lʼautore moderno, una casa in cui evidenziare questa sua passione, verso cui indirizzare i suoi eventuali lettori.

I primi lettori arriveranno dal blog. Sono le persone che ci hanno conosciuto online. Oggi possiamo evitare di essere nomi completamente sconosciuti in libreria o in un catalogo online, oggi abbiamo la possibilità di essere riconosciuti sulla copertina di un libro.

Perché non sfruttarla? Perché non semplificare le cose?

Il frutto della scrittura

Uno scrittore deve pubblicare. Uscire dal rifugio sicuro della sua timidezza, della sua riservatezza, della sua insicurezza soprattutto e mostrare ciò che sa fare. Di questo parleremo meglio giovedì prossimo, ma intanto mi sembra chiaro che oggi un autore debba dare ai suoi potenziali lettori un assaggio della sua scrittura, che vada al di là degli articoli del blog.

Storie. Racconti da leggere. I lettori oggi sono più preparati, perché hanno imparato a scegliere i loro autori, grazie anche alla tecnologia.

Oggi vogliono leggere in anteprima, vogliono sondare il tipo di storie che sappiamo creare, lo stile che abbiamo adottato, il nostro modo di raccontare, di fare letteratura.

Ricordo che da bambino, quando andavo al mercato con mia madre, in alcune bancarelle cʼera chi ti diceva di assaggiare la frutta che vendeva, qualcuno non si limitava a urlare a squarciagola “Guarda quanto soʼ belli ʼsti pomidori!”, “Guarda che uva, cʼha i chicchi grossi come mele!”, no, qualcuno ti permetteva di assaggiare qualcosa, come prova della qualità della sua merce.

La scrittura è un mercato? Non è più arte?

Non è mai stata solo arte la scrittura, perché quando si pubblica un libro, la scrittura viene venduta. Quindi sì, la scrittura è un mercato, il blog è la bancarella dello scrittore, in cui il cliente-lettore può assaggiare la merce di storie.

Non mettetevi adesso a urlare “Guarda quanto soʼ belli ʼsti racconti! ʼNamo, ché finiscono subito!”, ché forse è un tantino esagerato. Mostrare però sì, creare una sezione di storie nel proprio blog non fa certo male.

Le affinità elettive

E qui parliamo di relazioni. Non basta creare un blog, pubblicare qualche racconto per avere una frotta di lettori che compreranno di sicuro i nostri libri. No, per me non funziona così.

Oggi lo scrittore deve creare una sua rete di relazioni, che gli permette di conoscere altre persone, altri scrittori ma anche altri amanti dei libri. Oggi deve andare in cerca di personaggi affini, per stabilire rapporti umani di collaborazione, confronto, scontro anche, se civile.

Seguire altri blog e frequentare almeno uno dei tanti social media sono pratiche obbligate oggi per costruire solide relazioni.

Nel XXI secolo, più che in passato, il successo va sudato, il pubblico di lettori conquistato, scrivere e pubblicare diventano operazioni più complesse, che richiedono strategie che non tutti sono disposti ad affrontare né accettare.

La macchina del tempo, purtroppo, non esiste ancora. Siamo costretti a vivere in questo contesto storico e tecnologico e qui, oggi, dobbiamo adottare la giusta forma mentis, se vogliamo costruire anche noi un nostro pubblico di lettori.

A voi la parola.

51 Commenti

  1. Serena
    17 agosto 2015 alle 09:05 Rispondi

    Ah, va beh, ma lo sai che con me sfondi una porta aperta :D
    Non so nemmeno come commentare perché sono d’accordo al 100% su tutto.
    Ho la connessione che va a petrolio, ma da questa settimana spero di riapparire nella blogosfera.
    Ciao Daniele, buona giornata ?

    • Daniele Imperi
      17 agosto 2015 alle 15:43 Rispondi

      Anche io ho la connessione lentissima e per rispondere sono andato sotto un ulivo, dove chissà perché è più veloce, e rispondo cacciando zanzare… :D

      • Serena
        18 agosto 2015 alle 12:01 Rispondi

        Anch’io sono circondata da ulivi! Ci provo, magari fanno da antenna ?

  2. Andre
    17 agosto 2015 alle 09:13 Rispondi

    Più competitivo (forse, non ne sono così sicuro) ma potenzialmente molto più ampio il mercato della scrittura. E sì, la merce devi farla vedere o nessuno la proverà.

    • Daniele Imperi
      17 agosto 2015 alle 15:45 Rispondi

      Della scrittura in genere, dici?

  3. LiveALive
    17 agosto 2015 alle 09:40 Rispondi

    Dottor Imperi, io non sono d’accordo con lei! Io, personalmente, se voglio informazioni sull’autore vado su Wikipedia, e se voglio saggiare lo stile scarico l’anteprima. Se trovo solo il blog, mi dico “bah, è acerbo” e lo lascio stare. A me pare impensato usare un blog come base, nel senso che non potrebbe mai essere ciò che io cerco per primo. Darei più valore, casomai, agli articoli che lo citano, a recensioni su quotidiani, eccetera. Le cose importanti allora? Farai conoscere nel campo andando a prendere chi ci interessa, parlando con personalità influenti nei loro blog, per mail, via Facebook… Partecipare a qualche concorso varrà quanto varrà, ma intanto ci si fa sentire. Poi cercare di apparire su qualche rivista, farsi segnalare, oppure scrivere in prima persona degli articoli. Tutto questo comunque porterà al massimo una piccola influenza su una piccola nicchia. Per avere un vero pubblico c’è solo una soluzione: un grande editore che decide di fare marketing su di te e magari di candidarti a qualche importante concorso (tipo, uno strega XD). E anche così non è assicurato niente, perché bisogna continuare così di libro in libro.

    • Daniele Imperi
      17 agosto 2015 alle 15:48 Rispondi

      Wikipedia a me non dà affidamento, non mostra le fonti e chiunque ci può scrivere. La fonte principale deve essere il sito dello scrittore.

      • LiveALive
        17 agosto 2015 alle 20:00 Rispondi

        Però sul suo sito l’autore ci scrive ciò che vuole, su un sito esterno almeno c’è del controllo (la pagina di Giuseppe Genna, gestita dall’autore, per esempio, è stata accusata di agiografia).

        • Ryo
          25 agosto 2015 alle 11:21 Rispondi

          Secondo me per vedere come scrive un autore è leggere qualcosa di suo. Sicuramente le recensioni di terzi sono importantissime, ma quale miglior luogo se non il blog personale di uno scrittore per leggere qualche inedito, per sapere che tipo è, che cosa pensa, quale cura riserva alle cose che fa?

  4. Laura
    17 agosto 2015 alle 10:32 Rispondi

    Ciao Daniele,
    approfitto di questo tuo nuovo articolo per farti i miei complimenti per il tuo blog.
    Ho aperto un mio blog da un paio di mesi, tratta di racconti di vita ‘ispirati’ dallo stile Sex&The City, e basati sulle relazioni d’amore, d’amicizia, sessuali ecc.
    Racconto la vita di quattro amiche e le loro vicende, il tutto in chiave ironica ma anche introspettiva.
    Scandaglio un po’ l’animo umano insomma… Non sono una scrittrice, sono un’artista che da sempre è appassionata di letteratura e che ha sentito il bisogno e la voglia impellenti di cimentarsi anche con questa altra forma d’arte.

    Grazie per i tanti spunti che mi hai dato con il tuo blog :) continuerò a leggerti con passione, e spero che se magari ne avrai voglia, andrai a dare un’occhiata al mio blog. Mi farebbe molto piacere avere un tuo parere :)

    Un caro saluto, Laura

    • Daniele Imperi
      17 agosto 2015 alle 15:50 Rispondi

      Ciao Laura, grazie e benvenuta nel blog. Visiterò il tuo blog a settembre ché qui la connessione e il cellulare mi permettono di fare poco.

      • Laura
        17 agosto 2015 alle 21:35 Rispondi

        Grazie mille :) …e buone vacanze se sei in ferie.

  5. Grazia Gironella
    17 agosto 2015 alle 11:27 Rispondi

    I rapporti sono una grande cosa, nella scrittura come in altri ambiti, e il blog offre tante possibilità in questo senso; però credo che occorra un interesse genuino, e non esclusivamente strumentale. Se a una persona non interessano contatti umani al di fuori delle proprie cerchie di amici e conoscenti – cosa perfettamente legittima – tenere un blog diventa facilmente un’illusione di “do ut des”: ti offro questi post, tu cosa farai per me? La risposta è: molto spesso niente, ed è normale che sia così. Tra le persone che leggono e apprezzano gli articoli, solo un’esigua minoranza comprerà i tuoi libri, e di loro pochissimi si prenderanno il tempo di scrivere una recensione favorevole da qualche parte. Sembra strano, ma persino chi scrive (e per questo è consapevole del problema diffusione) fatica a fare questo piccolo sforzo, che però vorrebbe vedere riservato a se stesso in una situazione analoga. Per questo è facile restare delusi e pensare di avere perso il proprio tempo. In definitiva ti do ragione sul fatto che uno scrittore fa bene a creare un luogo dove incontrare i suoi potenziali lettori, ma credo sia importante avere un’idea chiara del ruolo reale che il blog può giocare, ergo: 1) non sentirsi obbligati ad averlo se non si è davvero interessati, 2) non caricarlo di aspettative sproporzionate, 3) non farsi mangiare dal blog il tempo che si ha a disposizione per scrivere. Possono sembrare ovvietà, ma l’esperienza mi dice il contrario.

    • Daniele Imperi
      17 agosto 2015 alle 15:53 Rispondi

      Ho capito che vuoi dire e in linea generale sono d’accordo. Ma l’alternativa al blog quale potrebbe essere secondo te?

      • Grazia Gironella
        17 agosto 2015 alle 19:15 Rispondi

        Secondo me non c’è alternativa. Il blog serve a poco dal punto di vista pratico, ma è il meglio che si possa fare. Poi non escludo che persone molto capaci riescano con il blog a smuovere mari e monti, ma credo siano eccezioni. C’è anche chi ha buoni risultati con le presentazioni, ma che io sappia si combina poco anche lì. Poco, però, è sempre meglio di niente. ;)

  6. Monia
    17 agosto 2015 alle 11:37 Rispondi

    Ok, ora smetto di ridere.
    Scusa, ma immaginare il “mercato dei racconti” è troppo esilarante.
    Ed è tanto più esilarante quanto più… Realistico.
    Perché in effetti spesso va così.
    Ma spesso non significa sempre e il fatto che capiti spesso non è garanzia dell’efficacia di una promozione urlata.
    Tuttavia neanche una promozione fatta troppo sottovoce è così valida.

    Oggi vado in giro a dire che la fortuna è quando il talento incontra l’occasione ma, ehi, “costruire il proprio pubblico” è crearsela l’occasione.
    Questo ci riporta quindi a un concetto che prima o poi dobbiamo affrontare con noi stessi: le occasioni sono davvero solo quelle cose che capitano? Ci si imbatte nelle occasioni come ci si imbatterebbe in un colpo di fulmine? E le occasioni sono tali solo se, appunto, ci colgono quasi per caso? Oppure no, un’occasione può anche essere da noi stessi cercata con cura e poi trattata con premura, corteggiata, conquistata?

    Quanto alla chiusa del post, sì, sono d’accordo sul fatto che ogni tempo ha le sue regole. Un po’ meno sull’idea che prima, in passato, fosse più facile farsi conoscere e apprezzare.

    • Daniele Imperi
      17 agosto 2015 alle 15:56 Rispondi

      Ora metto su una bancarella di storie, ok? :D
      Sono d’accordo che le occasioni vadano cercate e curate. Il blog può diventare un buon terreno per le occasioni.

      • Marista
        18 agosto 2015 alle 17:31 Rispondi

        Leggerti ed aver desiderio di imparare a scrivere..sia pure alla mia veneranda età…sei un ottimo insegnante.
        Marista

        • Daniele Imperi
          18 agosto 2015 alle 17:47 Rispondi

          Ciao Marista, grazie e benvenuta nel blog. E buona scrittura :)

  7. Mauro Ronci
    17 agosto 2015 alle 12:12 Rispondi

    Lungi da me ritenermi uno scrittore, ma concordo perfettamente. Un blog è una grande opportunità con buona pace dei “puristi”: saperla cogliere credo sia necessario. Grazie di questo bel dibattito.

    • Daniele Imperi
      17 agosto 2015 alle 15:57 Rispondi

      Ci sono ancora parecchi puristi purtroppo…

  8. Marco Amato
    17 agosto 2015 alle 12:19 Rispondi

    Io invece come sai per altri miei interventi non sono convinto dell’efficacia del blog. Le motivazioni le ho esposte altre volte. Ma ad esempio posso aggiungere alla riflessione alcuni dati empirici.
    Non esistono ancora casi di blogger che parlando di scrittura hanno pubblicato con editori importanti o avuto successo nel self publishing.

    I casi di blogger che hanno trovato riscontro editoriale in Italia ci sono, (io li sto monitorando e studiando) ma al momento non riempiono le dita di una mano. Hanno trovato riscontro ad esempio: Federico Baccomo, Duchesne nome d’arte, col blog e relativo romanzo Studio Illegale pubblicato da Marsilio. Viola Veloce col blog e il romanzo Omicidi in pausa pranzo, successo di self publishing poi pubblicato da Mondadori. E poi di recente come caso abbiamo il blog Tiasmo di Enrica Tesio, il cui titolo del romanzo evito, pubblicato di recente pure da Mondadori.
    Ricordo che dovrebbe esserci qualche altro caso, uno o due, ma la memoria al momento mi sfugge.
    Queste esperienze forniscono però una buona visione. I blogger che emergono al momento non parlano di scrittura, ma di nicchie di vita: magagne negli studi legali, vita d’ufficio, mamma alle prese con i figli e l’amore. E soprattutto si evince che i grandi editori sono pronti a cogliere eventuali opportunità di voci originali. Ci controllano insomma.

    Fra l’altro proprio oggi leggevo l’ultimo articolo dell’autrice Indie Joanna Penn, una che di recente ha postato i suoi guadagni e che dovrebbero ammontare secondo le mie stime a circa 120 mila euro l’anno, in cui un suo lettore (aspirante scrittore) le ha posto questa domanda: “Do I need to blog?”

    E lei risponde:

    “No, is the short answer. No, you don’t need to blog.
    Again this will come down to your business model. If you write fiction then blogging is entirely not necessarily. You can use your word count to write more books. If you want to blog, there’s a difference between need to blog and want to blog. I think as writers, I mean I love blogging. Blogging changed my life. It helped me find my voice. It helped me find a community. It helped me help people, but on my fiction site, JFPenn.com I really don’t blog. For fiction I definitely don’t think its necessary. It won’t necessarily build you an audience for your fiction.”

    Per concludere, io non dico che il blog per accrescere I propri lettori non sia utile. E’ una grande esperienza di rapporti umani. Magari il blog una spinta iniziale all’atto della pubblicazione la può anche dare. Ma le vere carte per agganciare la vastità dei potenziali lettori sono decisamente altrove.

    • Daniele Imperi
      17 agosto 2015 alle 16:03 Rispondi

      Che non ci siano blogger che parlando di scrittura siano stati pubblicati da grandi editori non significa che non possano esserci.
      Penn scrive narrativa ma nel blog parla di risorse per autori…
      Comunque, facendo il mio esempio, di cosa dovrei parlare nel blog?

      • Marco Amato
        17 agosto 2015 alle 17:52 Rispondi

        Beh appunto, il fatto che non ci sia riuscito ancora nessuno è una bella sfida motivazionale per riuscirci.
        Di cosa dovresti parlare nel blog? Ti sembrerà paradossale la risposta, ma tu vai bene così.
        Credo che nel panorama dei blog sulla scrittura tu abbia acquisito una forte autorevolezza. Non so se ne sei consapevole ma nel tempo, in chi ti segue, hai costruito un’aspettativa. Nei tuoi post hai citato spesso il fantomatico PU e altri tuoi lavori in costruzione. Quando pubblicherai (appunto quando? ;) potresti avere già un pubblico, di colleghi o addetti ai lavori, dal quale costruire la base di futuri lettori.
        Come ti hanno suggerito altri io darei maggiore visibilità ai tuoi racconti. Anzi, alcuni, anche fossero tre/quattro, li raccoglierei in eBook e li metterei in forma gratuita su Amazon, per farli girare e saggiare a un pubblico di lettori veri. Ricevere commenti positivi su Amazon è un punto basilare, sia per il self publishing, sia per editori che avrebbero già un indirizzo sulle potenzialità dello scrittore.
        Alla fine dell’ebook metterei le credenziali proprio di penna blu e di una sezione dedicata al Daniele Imperi scrittore (anche una landing page) creando una aspettativa al romanzo che dovresti pubblicare o su altri progetti in corso. In questa sezione di atterraggio per i potenziali lettori, inserire l’iscrizione a una nuova mailing list (come ci ha ben spiegato Serena) così da iniziare a costruire una lista di lettori interessati all’uscita del romanzo.
        Io più mi inoltro nelle tecniche e nelle strategie adottate in Usa, più mi rendo conto di quanto in tal senso sia una terra vergine l’Italia. Un selvaggio west dove da pionieri poter tentare nuove strade ed esplorare forme diverse di comunicazione.

        • Daniele Imperi
          17 agosto 2015 alle 19:21 Rispondi

          Oddio, non sapevo di aver creato aspettativa e la cosa mi preoccupa :D
          Alla sezione Racconti sto lavorando e a settembre dovrebbe essere pronta. Come anche la nuova pagina Ebook.
          Per Amazon ci ho pensato. Mi informo meglio e vedrò di pubblicare qualche ebook gratis.

    • Rodolfo Monacelli
      17 agosto 2015 alle 21:13 Rispondi

      Io penso che (in Italia) nessuno ci sia ancora riuscito perché, salvo rarissime eccezioni e questo luogo è uno di questi, chiamarli blog è difficile (a volte non hanno neanche un proprio dominio…).
      In ogni caso un’eccezione è però quello di Silvana Uber (se non la conoscete: silvanauber.it) di cui mi ricordo il Il primo racconto, rilasciato in rete gratuitamente, creando nel lettore l’esigenza di conoscere il resto della storia a qualunque costo. Ecco questo (insieme ad altre cose video interviste a colleghi, video personali, storytelling collaborative, storytelling di recensioni eccetera) dovrebbe essere a mio parere il modello di un blog letterario.

  9. Simona C.
    17 agosto 2015 alle 13:29 Rispondi

    Promuovere un blog per promuovere un autore per promuovere un libro.
    Per quanto mi riguarda, il percorso è esattamente l’inverso. Non sono i lettori del blog a comprare i miei libri, ma i lettori dei miei libri a passare sul blog, come io visito i siti dei miei autori preferiti in cerca di notizie. Chi ha letto i miei libri ha cercato informazioni su di me e ha trovato il blog, dove può scoprire di più sull’autrice e gli altri suoi lavori.
    Io non sono una blogger e non saprei usare questo mezzo per allargare il mio pubblico. Io scrivo e poi parlo di ciò che ho scritto, degli eventi correlati, della mia esperienza con la pubblicazione.
    Per la promozione, invece, spazio tra il web e fuori. Ho ottenuto recensioni sui siti che trattano argomenti attinenti ai miei scritti (dai viaggi alla fantascienza a seconda del libro – ricordi “tante fonti d’ispirazione, tante idee diverse”?) e siti di letteratura, compro spazi pubblicitari, ho organizzato un blog tour, ho tenuto una presentazione dal vivo e ne ho altre in programma, una mia amica ha comprato alcune copie che stanno viaggiando con il bookcrossing, ho una pagina autore su Facebook, ho distribuito gratuitamente estratti cartacei e digitali. Ognuna di queste attività mi ha portato nuovi lettori, ma il blog è proprio l’ultima in classifica.
    Credo che per promuovere un libro si debba ragionare da lettore e non da scrittore. Dove ho visto il libro che ho scelto di leggere? La risposta è raramente: sul blog dell’autore.

    • Daniele Imperi
      17 agosto 2015 alle 16:10 Rispondi

      Promuovi prima il libro se ne hai uno o più pubblicati, altrimenti è il contrario.
      Se leggo autori conosciuti anche io ci arrivo da altri lidi e non dal blog. Ma un autore che vuole farsi conoscere che dovrebbe fare secondo te?

      • Simona C.
        17 agosto 2015 alle 17:27 Rispondi

        Come l’uovo e la gallina, dipende se nasce prima il libro o il blog.
        Se il tuo blog ha successo e pubblichi un libro, è vero, è probabile che i lettori del blog diventino lettori del libro, ma con qualche eccezione. Quando pubblicherai il tuo romanzo fantasy, quanti dei tuoi lettori che non amano il genere lo compreranno solo perché sono fan di Penna Blu? Certo, il tuo nome sarà già conosciuto e il libro non apparirà come l’opera di un anonimo nuovo scrittore, il che in effetti è un vantaggio.
        Nel mio caso, però, ho fatto tutto il resto e solo dopo ho aperto il blog. Ma io sono una ragazza all’antica o, semplicemente, una che arriva sempre dopo come le balle del cane :)

        • Daniele Imperi
          17 agosto 2015 alle 17:34 Rispondi

          Se e quando pubblicherò il mio romanzo – che è comunque Fantascienza e non Fantasy – vorrei che lo comprasse chi ama il genere e è incuriosito dall’anteprima.

  10. Tenar
    17 agosto 2015 alle 13:44 Rispondi

    A me il blog piace un sacco, ma sul suo valore promozionale sono scettica. Ci si fa amici, con il blog, più che lettori. Che poi gli amici diventino lettori è vero, è bello ed è gratificante, ma non sono (solo) loro a decretare un eventuale successo. Inoltre non so, non mi va di vedere il blog come un mero strumento promozionale. Scrivo e ho un blog. Sono due cose che mi piace fare, legate, certo, ma non mi va di avere un blog per vendere ciò che scrivo. Come LiveAlive, poi, non sottovaluto i piazzamenti in concorsi seri e mirati, recensioni su siti specializzati (o su rivista/giornale), pubblicazioni su rivista, insomma, la gavetta tradizionale. Affiancare anche questo vecchio modo di farsi conoscere, invece che puntare unicamente sul web mi sembra una cosa sensata da fare.

    • Daniele Imperi
      17 agosto 2015 alle 16:13 Rispondi

      Non parlo del blog come unico strumento promozionale, né io né te né altri lo usiamo così, ma deve anche servire a promuovere eventuali opere.
      I metodi classici comunque piacciono anche a me.

    • Rodolfo Monacelli
      17 agosto 2015 alle 21:16 Rispondi

      Il blog, infatti, non deve vendere il tuo libro. Il blog deve creare valore e creare nel lettore un’aspettativa (“Se gratuitamente leggo tutte queste cose interessanti, poi nel libro in vendita cosa ci sarà?)

  11. Rodolfo Monacelli
    17 agosto 2015 alle 20:27 Rispondi

    Articolo estremamente interessante. Personalmente, io aggiungerei all’interno del blog anche una campagna di Lead Generation. In altre parole una pagina dove regali qualcosa (uno sconto, un capitolo in anteprima, una storify, qualsiasi cosa) in cambio della mail e, da lì, iniziare a trasformare l’utente del blog in “amico”.

    • Daniele Imperi
      20 agosto 2015 alle 19:50 Rispondi

      Sì, pagine del genere andrebbero preparate.

  12. Rodolfo Monacelli
    17 agosto 2015 alle 20:48 Rispondi

    Un altro appunto leggendo i commenti. Ovviamente il blog non basta. Bisogna, contemporaneamente, creare una propria presenza sui social network (brand reputation). Crearsi, ciò, una presenza autorevole. E sì anche promuoversi con la pubblicità (Facebook ads ad esempio). Lo scrittore oggi, che lo si voglia o meno, deve fare anche marketing su se stesso (che tu sia un self-publisher, un autore di una piccola casa editrice o anche di una grande ma che non ti chiami Roberto Saviano poco cambia).

  13. Poli72
    17 agosto 2015 alle 21:05 Rispondi

    Lettori?!
    L’unico vero strumento a disposizione dello scrittore per crearne e’ l’opera stessa. Per dare una mia opinione ,mi metto nei panni del lettore “moderno”.Partendo dall’argomento che preferisco inizio la ricerca di una storia che mi puo’ piacere.Genere avventura , ambientazione medioevo.Se vado in libreria o al centro Comm.le vengo attirato da copertina , titolo etc,tuttavia non e’ vietato sfogliare qualche pagina a caso e leggere il succo.Se mi piace lo stile, acquisto.Sul web il discorso e’ ancora piu’ semplice.Qui le sirene fanno a gara nello sbandierare “grandi storie” e “ritmi coinvolgenti”,ma gli strumenti del feedback e dell’anteprima smentiranno o confermeranno senza pieta’ il loro strombazzare molesto.Anteprime sui vari IBS o Amazon mi permetteranno di assaggiare l’opera nella polpa ,una scorsa ai feedback (opinioni di chi ha letto l’opera),poi, e’ alquanto chiarificante.Il sistema del feedback e’ la vera e propria rivoluzione degli anni 2000 .E’ veramente difficile trovarsi di fronte a opinioni per la maggior parte positive ,se l’opera e’ non ne e’ degna.Giornali.radio e televisione, non li considererei , arrivano sempre in ritardo , e si limitano a dar spazio a scrittori ed opere gia’ apprezzate.Questo e’ ovvio, da un certo punto di vista , venderanno di piu’ se proporanno un articolo su Tizio ,scrittore di una certa fama,che ha esordito magari gia’ da qualche mese ,che non Caio l’esordiente dell’altro ieri.L’unica vera strada esistente per chi voglia esordire e’ concentrare le proprie energie nella creazione di un’opera valida .Puo proporla ad un editore o autopubblicarla ,ma ricevera’ consenso di pubblico solo se vermante lo merita..Dopo ,e solo dopo , l’eventuale esordio e un certo ,possibile, riscontro di pubblico ,ampliera’ e fidelizzera’ il proprio bacino di lettori tramite blog,social networks etc.Questi piu’ che uno strumento per costruire una platea di lettori ,rimangono un valido mezzo per moltiplicarli.

  14. Sonia Esse
    18 agosto 2015 alle 15:21 Rispondi

    Non solo l’articolo è interessantissimo, ma anche gli interventi dei vari fan mostrano diverse sfaccettature stimolanti del tema. Hai un bellissimo pubblico, Daniele!
    Personalmente gestisco un blog da qualche anno, che inizialmente volevo usare solo come contenitore di commenti ai libri letti, ma che poi, causa trasbordo creatività ho espanso in altri argomenti ed iniziative legate sempre alla lettura e scrittura.
    Mi unisco a molti commenti dei lettori, di recente, su un blog amico chiamato ‘Il panchinologo’ ho scritto un articolo per contenuti simile a questo, l’ho intitolato ‘La vera vita’.
    Ad ogni modo conosco un’Autrice emergente che rispecchia moltissimo lo stile di condotta che dovrebbe seguire un Esordiente, si chiama Laura Rocca, il suo esordio invece è intitolato ‘Il mondo che non vedi’ (saga de ‘Le Cronistorie degli Elementi’).
    Quindi, prendendo ad esempio proprio quest’Autrice, vorrei aggiungere un elemento importantissimo che deve avere (ed usare) un individuo, ed è il carisma.
    Laura Rocca è l’esempio perfetto, senza contare anche la sua fatica: auoto-pubblicata da sola con tutti gli annessi e connessi, cover esclusa. Non vorrei passare per pubblicitaria, ma sarebbe bene darle un’occhiata (per chi ama il Fantasy). il suo blog è stato proprio il mio porto di conoscenza!

    • Daniele Imperi
      18 agosto 2015 alle 17:44 Rispondi

      Ciao Sonia, benvenuta nel blog. Il carisma non è da tutti.
      Non conosco l’autrice ma darò un’occhiata al suo blog appena posso.

  15. Loredana
    18 agosto 2015 alle 16:33 Rispondi

    …e anche qui, sono parecchio d’accordo. La Rete è veloce nel far conoscere, ma è sconfinata..per emergere ci vuole sicuramente il talento e il valore di esprimersi, ma soprattutto tanto costante lavoro, tenendo conto delle piattaforme social, che potranno anche essere detestabili, ma raggruppano persone di ogni tipo ed estrazione sociale. E cultura.

    • Daniele Imperi
      18 agosto 2015 alle 17:46 Rispondi

      Sì di lavoro e ne vuole tanto…

  16. giuseppina
    20 agosto 2015 alle 12:30 Rispondi

    il primo piccolo pubblico! Iniziare prima di tutto in un Paese Estero.

    • Daniele Imperi
      20 agosto 2015 alle 19:51 Rispondi

      In un paese estero? Perché? Vale solo se sai scrivere in una lingua estera.

  17. Tony Apicella
    21 agosto 2015 alle 14:12 Rispondi

    Ciao Daniele, complimenti per il tuo blog. E’ molto interessante e impostato bene.
    Mi presento: sono Tony, uno scrittore esordiente. Ho scritto recentemente un romanzo d’avventura (41 capitoli – 884 pagine), dal titolo “Tre desideri nel cuore”. Purtroppo non ho un blog (non so come crearlo…) e non sono iscritto a nessun social network (facebook, twitter, etc.). Quindi è per me impossibile, far conoscere la mia opera su Internet. Allora ho fatto come tutti gli scrittori esordienti: ho spedito alcune copie del mio romanzo a Editori piccoli, medi e grandi. I piccoli e i medi, nella stragrande maggioranza, pubblicano libri solo con il “contributo economico” da parte dell’autore, ma io sono attualmente disoccupato e non ho soldi… I grandi, nella stragrande maggioranza, non prendono in considerazione i manoscritti degli autori esordienti. Risultato finale: Il mio romanzo non sarà mai pubblicato. Peccato, perché è un bellissimo romanzo (secondo me…). Ci ho messo otto anni per scriverlo.
    Non ho perso completamente la speranza, ma è ridotta al lumicino…
    Vorrei un consiglio da te, Daniele. Che fare a questo punto?
    Un cordiale saluto. Tony

    • Daniele Imperi
      22 agosto 2015 alle 08:04 Rispondi

      Ciao Tony, grazie e benvenuto nel blog. Non è vero che i piccoli e grandi editori pubblicano a pagamento. C’è l’editoria a pagamento e quella vera. In rete trovi tantissimi editori medi e piccoli a cui spedire il manoscritto.

      • Tony Apicella
        26 agosto 2015 alle 15:56 Rispondi

        Ciao Daniele, il tuo consiglio mi è stato utilissimo. In rete ho trovato una decina di Editori piccoli e medi, che pubblicano “non a pagamento”, ai quali ho spedito il mio manoscritto.
        Grazie e a risentirci. Tony

  18. monia
    25 agosto 2015 alle 23:22 Rispondi

    Essendo esordiente alle prime armi, leggo con attenzione questo dibattito, ponderando i pro e contro, non ultimo chiedendomi se io avrei davvero una serie di contenuti interessanti da proporre (e avere il tempo o la creatività per pubblicarli con regolarità).
    Ecco… più che altro (anche dando un’occhiata ai blog suggeriti nei commenti), quello che bisognerebbe tenere in considerazione è che se si fa deve essere fatto bene.
    Da lettore, non sarei affatto attratta leggendo la biografia in terza persona, oppure che un autore ha pubblicato un racconto “dimostrando così la sua innata bravura”…
    Ecco, in certi casi forse è meglio non averlo proprio un blog.

    • Daniele Imperi
      26 agosto 2015 alle 18:12 Rispondi

      Sapere se puoi avere contenuti interessanti da pubblicare è il primo passo per aprire un blog :)

      • Rodolfo
        26 agosto 2015 alle 19:00 Rispondi

        E ricordiamo anche che un blog non deve essere composto per forza da articoli, ma anche video :)

        • Sonia Esse
          26 agosto 2015 alle 19:07 Rispondi

          Vorresti per caso dimenticare chi (a malincuore) non possiede l’adsl e, dovendosi accontentare di chiavette fittizie, deve bandire dalla sua vista cose come i video?
          Besos!

  19. Rodolfo
    26 agosto 2015 alle 01:55 Rispondi

    Ciao Monia,

    io non sono uno scrittore ma sto “dall’altra parte”. Mi occupo, cioè, professionalmente di web marketing editoriale.

    Ovviamente, se l’alternativa è fare male un blog o non farlo, meglio non farlo. Ma ritengo che la soluzione migliore sarebbe quella di farlo bene :) (Lapallisse…)

    E ritengo che, più si andrà avanti, più chi vuole fare lo scrittore (che tu sia un saggista, un romanziere o anche uno scrittore di guide) sarà sempre più necessario (per non parlare di chi vuole vivere con la scrittura). Lo scrittore deve diventare anche un “marketer di sé stesso” e ciò comporterà imparare alcune tecniche e saper usare certi strumenti.

    Ciao.

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