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Cosa cambiereste nel blogging?

Cosa cambiereste nel blogging?
Sei stanco di leggere sempre gli stessi contenuti nei blog? Sei stanco del blogger?

Ogni giorno guardo il mio calendario editoriale e decido se un’idea che ho messo in programma sarà da scrivere o meno. Ogni giorno guardo altre bozze di idee appuntate su carta e scelgo se promuoverle o no. Ogni giorno guardo quello che ho pubblicato e mi chiedo se sia davvero valido, se il lettore l’abbia letto per inerzia o per puro interesse.

Scrivere ogni giorno contenuti unici e originali non è facile, trovare qualcosa di cui parlare neanche, qualcosa che abbia un peso, che resti, qualcosa che smuova le acque e le coscienze, che cambi in un certo senso la vita di chi legge.

Perché se seguo un blog, quel blog deve cambiarmi in meglio, fosse pure per farmi fare due risate. Altrimenti è solo tempo buttato.

La mia riflessione di oggi è una domanda per voi lettori, anzi due. Sì, nel titolo è una: cosa cambiereste nel blogging? Ma un blog è fatto di contenuti e scrittura. E oggi, per fare il bravo, dico anche che un blog è fatto dal blogger che ci scrive, così le domande diventano tre.

Contenuti: quali preferite?

Io sono stanco di leggere i contenuti evergreen. Quelli seo oriented, tanto per usare l’inglese che ho massacrato mercoledì scorso. Sapete perché? Perché alla fine sono tutti uguali, ma non parlo dei titoli, parlo proprio dei contenuti.

Ne leggo ogni giorno, i consigli per fare questo e quello, cosa scrivere qui e cosa scrivere là. Finita la lettura – che il più delle volte si riduce a scorrere i sottotitoli dei post – mi accorgo di aver letto solo banalità, cose fritte e rifritte, che non aggiungono nulla alle mie conoscenze né riducono le mie ignoranze.

La mia domanda: quali contenuti preferireste leggere qui e altrove?

Scrittura: quale vi appassiona?

Ho parlato altre volte di come scrivere nel blog, ma non mi riferisco alle regole di scrittura. Sappiamo già che vanno conosciute e poi adattate alla propria persona. Sono come un esoscheletro: lo indossiamo per districarci nei meandri della concorrenza.

Una scrittura empatica, allora? La mia riflessione di giorni addietro non ha portato a nulla, purtroppo: i miei dubbi sono rimasti. O forse si sono dissipati, perché magari sono empatico per qualcuno e nemmeno me ne rendo conto.

La mia domanda: che tipo di scrittura vi tiene incollati al blog che state leggendo?

Blogger: come li vorreste?

Lo dico subito: se un blogger mi è antipatico, indigesto per qualsiasi motivo, beh, può anche pubblicare qualcosa di indispensabile per me, io non lo leggo di certo. Un blogger si conosce col tempo, è vero, a meno che non apra un blog un’antipatia di nostra conoscenza.

Deve stabilirsi un legame fra blogger e lettori, altrimenti non scatta quella voglia, quella smania di andare a leggere il blog. A me è capitato di avvicinarmi ad alcuni blogger e allontanarmi da altri. C’erano blog che non vedevo l’ora che pubblicassero qualcosa e adesso, per vari motivi, la passione di prima s’è affievolita.

La mia domanda: com’è il vostro blogger preferito?

15 Commenti

  1. Salvatore
    17 novembre 2013 alle 11:27 Rispondi

    Pensavo fosse il solito post sui blog, il CEO (che neanche so cosa sia…), la scrittura web, il copywriting (e non dire che non usi termini inglesi, perché ne usi un sacchissimo), invece no. Sembra un post interessante. Almeno viene chiesta direttamente la mia opinione (!). Dunque, rispondiamo:

    1. I contenuti che preferisco sono quelli che riguardano la scrittura creativa (da non confondersi a quanto ho capito con la scrittura per il web), lo scambio di opinioni fra aspiranti scrittori, informazioni sulla pubblicazione, ecc;

    2. Definire il tipo di scrittura che mi appassiona non è facile; mi appassiona la scrittura che mi appassiona. Altrimenti per quanto interessante l’argomento mi annoierei alla seconda riga. La tua scrittura è facile da seguire, anche perché dividi tutto in brevi paragrafi, che è un ottima idea. Sicuramente, visto che lo hai chiesto, mi appassiona la scrittura empatica, ma empatici bisogna esserlo altrimenti come si fa? Tu lo sei, il grave è che non riesci a riconoscerlo o non lo accetti. Accettalo! Ma soprattutto che lo sforzo empatico sia con te!

    3. Stesi su un vassoio con una mela in bocca e una carota… No, pessima immagine. Tu sei l’ideale di blogger, per i miei gusti. Calmo, riflessivo, simpatico, ma senza volerlo essere a tutti i costi (diversamente da me…), posato. La tua presenza di suo non crea conflitti o contrasti. Come lo ha definito qualcuno in un altro blog, le tue pagine sono “acqua cheta”. In senso buono, ovviamente; come guardare la superficie d’un lago di montagna la mattina appena svegli. L’ideale per me.

    Mmm, sto riflettendo se ho qualcosa ancora da aggiungere, ma non vorrei dilungarmi troppo… Ops, ho scritto ancora… Cacchio!

    • Daniele Imperi
      18 novembre 2013 alle 08:55 Rispondi

      Come tradurresti web, blog e copywriting?

      Per scrittura creativa si intende la scrittura di racconti e romanzi, per scrittura per il web la redazione di articoli per blog, di testi per pagine web, ecc.

      Vedrò di fare mio lo sforzo empatico, allora :D

      Grazie per avermi messo fra i blogger preferiti ;)

      • Salvatore
        18 novembre 2013 alle 10:27 Rispondi

        La Rete – Diario – Pescatore di Articoli (?) – sai, per via della rete (…) –

        E’ un piacere seguirti. :)

  2. Gioia
    17 novembre 2013 alle 11:37 Rispondi

    Si, è vero, i blog trattano sempre gli stessi argomenti, tritti, fritti, macinati e impanati, ma non puoi nenache cambiare determinati dati a tuo piacere! Così come non puoi cambiare la storia (mille libri di testo per dire sempre le solite cose). Ci sarà semre qualcuno che necessita di quegli argomenti che per te ormai sono superati.
    Il vero punto interrogativo o il vero cambiamento si orienta più, a mio avviso, sul come ti poni di fronte agli utenti. Vale a dire maturare empaticamente, pur spiegando le stesse cose.
    Un blog si segue con piacere, quando, non i post in se, ma il blogger, riesce con poco a darti tanto, a farti riflettere o a farti pensare a qualcosa che avevi dimenticato nel tempo.
    Spesso, per essere di aiuto a qualcuno e per farsi amare, non servono mille parole, ma basta un sorriso, una parola e il gioco è fatto.

    • Daniele Imperi
      18 novembre 2013 alle 08:58 Rispondi

      Sì, è vero che c’è sempre qualcuno che ha bisogno di certi argomenti, ma non per questo devi trattarli anche tu.

      Il segreto sta forse nel trattarli in modo molto personale e diverso.

  3. Luca Sempre
    17 novembre 2013 alle 13:05 Rispondi

    La veritá, caro Daniele, è che in rete c’è troppo di tutto, quindi fare una selezione o una scrematura non è facile.

    Diciamo che seguo alcuni blog perchè mi informano, altri perchè hanno dei contenuti assolutamente originali (tipo bizzarro bazaar), altri ancora perchè hanno una voce “unica”.

    Del tuo blog mi piacciono le informazioni che mi arrichiscono, i contenuti che fornisci, e il grado di interazione che riesci ad avere con i tuoi lettori.

    Parlando invece per esperienza personale, quando ho deciso di aprire il nuovo blog ero piuttosto disilluso sul senso di avere un blog oggi, nel 2013, dove tutti condividono tutto, dove i social fagocitano ogni tipo di informazione in tre millisecondi, e dove anche solo “farsi” ascoltare è un’impresa titanica.

    Alla fine ho seguito tre semplici regole, perchè io amo la semplicitá, amo i messaggi chiari, e amo i punti di vista originali.

    In pratica ho seguito la regola delle 3 I – Ispira, Informa, Interagisci. E devo dire che non ho bisogno di altro. Soprattutto perchè mi diverto, non mi pesa e – strano a dirsi – io stesso mi sto arricchendo molto.

    Le 3 I (magari questa storia giá la conosci):

    Ispira – il blogger deve avere una voce personale, uno stile suo, qualcosa che lo differenzi dalle milioni di altre voci che popolano la blogsfera.

    Informa – non raccontare ai lettori del tuo ombelico, perchè tanto non gliene frega niente.

    Interagisci – i blog dove i loro curatori non rispondo ai commenti e non coinvolgono i lettori sono giá falliti in partenza.

    Ecco. Credo che in questo sia racchiuso il senso del fare blogging oggi, nel 2013. Che poi io riesca nel mio intento questa è tutta un’altra storia. Se non altro ci provo, e ho ben chiaro dove voglio arrivare. Questo sì.

    Diciamo che – secondo me – il tuo blog centra perfettamente come un cecchino la seconda e la terza I.

    Ciao e buona domenica;-)

    • Daniele Imperi
      18 novembre 2013 alle 09:02 Rispondi

      Credo che tu abbia ragione, non è facile emergere, ovvio, e sul senso di aprire un blog oggi magari ci rifletto su con un post.

      Le 3 I non le conoscevo, ma ogni tanto in rete spunta qualche coppia o triade di lettere per spiegare il blogging :)

      Direi che stai facendo bene e mi fa piacere che pensi abbia centrato la 2° e 3° I. Devo allora impegnarmi per conquistare anche la 1° :)

      • Luca Sempre
        18 novembre 2013 alle 12:54 Rispondi

        Allora attendo con ansia il tuo punto di vista sul senso di aprire un blog, oggi, nel 2013/2014.

        Per il discorso delle 3 I – sì, in effetti ogni tanto in rete spuntano ricette magiche (ma non solo sul modo di gestire un blog…), non tutte devo dire condivisibili. A me però ha colpito per la sua semplicità e immediatezza.

        ;-)

  4. MikiMoz
    17 novembre 2013 alle 13:27 Rispondi

    Bella domanda.
    Che dire, per me deve essere geniale, intelligente, deve saperti tenere incollato anche se parla di una cazzatona.
    La cosa che più mi potrebbe attirare (ma non sempre, ovvio) è quando si parla di quotidianità; quando il blogger inserisce quelle piccole cose di tutti i giorni -o ricordi del suo passato- in modo naturale, che ti sembra di essere lì con lui.

    Dunque, caro Sandokan, non esiste una vera e propria formula, e credo anzi che nessuno possa scrivere constantemente in modo “d’acchiappo” per gli altri… a meno che non scrivi sempre nello stesso modo (ma che gusto c’è, alla lunga?)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      18 novembre 2013 alle 09:04 Rispondi

      Inserire quotidianità in modo naturale: concordo. E anche sullo scrivere in modo da “acchiappare”. Stanchi alla lunga.

  5. Tosca
    18 novembre 2013 alle 00:49 Rispondi

    Secondo me più che il cosa è il come. Mi spiego: molti blogger sono prolissi, e questo se su carta è inaccettabile, lo è a maggior ragione su un blog! Io, personalmente, di fronte a post che sarebbero anche interessanti, ma che risultano di una lunghezza spropositata e fuori luogo, dove si cerca di allungare il brodo inutilmente, dove si dicono molte cose inutili che “annacquano” i concetti base senza aggiungere niente (ma anzi togliendo) faccio sempre la stessa cosa: li mollo.
    Ricordiamoci la massima che anche nella scrittura spesso “Less is more!”

    • Daniele Imperi
      18 novembre 2013 alle 09:05 Rispondi

      Ciao, benvenuta nel blog.

      Ho visto anche io blogger prolissi. I post sanno di vino annacquato, è vero.

  6. ferruccio
    21 novembre 2013 alle 19:44 Rispondi

    Credo che alternare la tipologia di contenuti sia una buona idea, specialmente a lungo termine, c’è il rischio di perdere qualche afecionados ma penso sia inevitabile per la storia di qualunque blog. Dal mio punto di vista i post migliori sarebbero quelli che trasmettono empatia perché penso sia ciò di cui ha maggior bisogno la gente al giorno d’oggi, ma capisco che non sia facile tuttavia se si continua a scrivere con una certa passione e con gli obiettivi chiari…

    • Daniele Imperi
      21 novembre 2013 alle 20:40 Rispondi

      Ciao Ferru, insomma eri finito nello spam :D

      Il rischio di perdere lettori, secondo me, c’è a ogni post che pubblichi. Quindi tanto vale non starci a pensare e pubblicare quello che ti senti di pubblicare.

      Sull’empatia hai ragione.

  7. Cosa cambiereste nella scrittura?
    24 novembre 2013 alle 05:00 Rispondi

    […] scorsa settimana ho voluto riflettere su cosa cambiare nel blogging – argomento che riprendo domani, ma in modo diverso – e oggi provo a fare lo stesso, ma con la […]

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