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Contenuti verticali: possiamo scrivere per sempre?

Contenuti verticali

Lo scorso marzo è uscito un articolo sulla probabile morte dei contenuti verticali, che sinceramente non condivido. Anche se nel post si parla di un potenziale futuro, io continuo a credere che focalizzarsi su un tema sia una buona soluzione. Ma vedremo meglio più avanti come organizzarsi per lʼavvenire.

A quellʼarticolo ha risposto Riccardo Esposito parlando di come evitare la crisi creativa dei contenuti verticali, dando qualche consiglio su come continuare a scrivere di un solo argomento.

Per chi non sapesse cosa sono questi benedetti contenuti verticali, facciamo qualche esempio che chiarisce meglio il concetto.

  • Un quotidiano pubblica contenuti orizzontali, perché al suo interno troviamo svariati temi, come Salute, Politica, Scienza, Natura, Casa, Auto, ecc.
  • Un blog di ricette di dolci pubblica contenuti verticali, perché leggiamo post di un solo argomento.

I contenuti verticali rappresentano quindi la focalizzazione su un unico tema.

Ma per quanto tempo si potrà scrivere di un solo argomento? Questa è una domanda che alcuni blogger e professionisti devono porsi prima o poi. Sì, perché per alcuni la nicchia, i contenuti verticali sono lʼunica strada da percorrere.

Quando la verticalità dei contenuti è un obbligo

Perché si apre un blog?

A me piace pensare che il motivo sia unicamente la passione per uno o più argomenti. La voglia di scriverne, quindi, e di farsi leggere, di creare discussione e scambio di opinioni e conoscenza.

Questo è senzʼaltro vero, ma, forse più realisticamente, diciamo che un blog si apre per motivi lavorativi (professionisti e aziende che hanno bisogno di farsi conoscere) o per semplice passione.

Di nuovo prendiamo degli esempi pratici.

  • Il mio blog su Edgar Allan Poe è stato aperto perché a me piace quellʼautore e volevo parlarne, volevo pubblicare informazioni e risorse su quello scrittore. Quel blog pubblica contenuti verticali, perché lʼargomento è solo uno: Edgar Allan Poe.
  • Unʼazienda che produce pasta e vuole aprire un blog aziendale dovrà creare contenuti verticali, perché il suo prodotto è la pasta e quindi il suo blog dovrà focalizzarsi sullʼargomento pasta.
  • Una web agency che offre servizi di web design, posizionamento sui motori di ricerca, web marketing, social media marketing, blogging e copywriting avrà un blog di contenuti orizzontali, perché gli argomenti sono abbastanza variegati.

Per me, appassionato di Poe, e per il pastificio la verticalità dei contenuti è una scelta obbligata. Se la vostra professione è la SEO, se siete un community manager, un dentista, uno psicologo, un avvocato, un commercialista, un illustratore, un grafico, allora il vostro blog sarà focalizzato su un solo tema e pubblicherà contenuti verticali.

Alla ricerca di argomenti correlati

Quanto si può scrivere di un solo argomento? Dipende. Dipende da quanta voglia abbiamo di scrivere di quellʼargomento, da quanto amiamo quellʼargomento, da quanto siamo interessati a migliorare la nostra conoscenza su quellʼargomento.

Alcuni metodi per creare contenuti sono molto indicati per un blog di nicchia, perché ci permettono di scrivere articoli differenti dagli altri, da ciò che leggiamo in rete. Ma secondo me è importante riuscire a trovare argomenti correlati al tema principale del nostro blog.

Non significa scrivere articoli off topic, come vengono chiamati. A me personalmente non piacciono, ma cʼè chi dice che non si perdono lettori pubblicando quel tipo di post.

Cʼè comunque una soluzione da adottare quando le idee vengono meno, quando pensiamo di non essere più in grado di pubblicare buoni contenuti nel nostro calendario editoriale.

Ridurre le pubblicazioni

Proprio così. Se pensiamo di non riuscire più a scrivere contenuti decenti ogni giorno della settimana, allora possiamo scendere a 4 o 3 giorni. Qui pubblicavo ogni giorno fino al febbraio 2014, poi tagliai 3 articoli nel mio calendario perché avevo aperto un secondo blog, ma ho scelto di lasciare questa periodicità anche ora che lʼho chiuso.

Una riduzione delle pubblicazioni ci permette di avere più tempo per creare contenuti di valore, ma soprattutto ci semplifica i problemi. Un conto è produrre sette post a settimana, un altro è tre.

Penna blu è un blog verticale?

Non proprio, quindi no. Qui scrivo di:

  • scrittura creativa
  • blogging
  • copywriting
  • editoria
  • marketing editoriale
  • creazione di contenuti
  • lettura

e in più pubblico interviste, risorse per scrittori e racconti. Cʼè una certa orizzontalità nella verticalità data da tutto ciò che ruota attorno alla scrittura.

È possibile rendere orizzontale un blog verticale? Sì, ma di questo parleremo unʼaltra volta.

Il futuro di Penna blu

È la chiusura, come per tutti i blog. Non pensate che a 80 o 90 anni, se dovessi arrivarci, io stia ancora a sbattermi a trovare contenuti per il blog, vero? Non ci penso minimamente. Me ne starò in pace con me stesso a leggere e camminare e sbraitare contro il mondo, cosa che faccio già da ora.

Il futuro dei contenuti verticali

Possiamo scrivere per sempre di un solo argomento?

La risposta esatta è che non esiste una risposta a questa domanda. Esiste la solita parola che risolve ogni questione spinosa: dipende.

Ma dipende da cosa?

Non da cosa, ma da chi. Dipende da noi. Dalla nostra abilità, dalla nostra fantasia di saper creare e ricreare contenuti, dalla nostra passione e dalla nostra voglia di imparare, reinventare, confrontarci, sondare noi stessi alla ricerca del non detto.

Contenuti verticali: riuscirete a scrivere per sempre?

Che blog avete? Avete mai pensato alla possibile verticalità dei contenuti che pubblicate? Che cosa farete se non riuscirete più ad avere idee per scrivere post?

32 Commenti

  1. LiveALive
    6 maggio 2015 alle 07:45 Rispondi

    Secondo Holderlin e Schiller l’uomo moderno ha dovuto specializzarsi, mentre l’uomo antico era sempre universale. Anche nella cultura era così: per un greco letteratura, religione e filosofia erano la stessa cosa. Specializzandoci siamo andati oltre nel singolo campo, ma, credendo du avvicinarci alla realtà, invero abbiamo finito per perdere la visione d’insieme. Col postmoderno che è successo è difficile dirlo. Da una parte abbiamo perso le certezze; dall’altra, abbiano respinto la specializzazione in favore della varietà d’argomento.
    Questo per dire che l’orizzontalità (il blog che si occupa di più argomenti, ma anche il libro con molti fulcri, l’azienda che produce prodotti eterogenei, eccetera) potrebbe essere cosa saggia. Il problema è: se un blog orizzontale finisce per parlare un po’ di tutto, come lo scelgo? Non basta più cercare l’argomento specifico di mio interesse.
    ***
    Ma non serve chiudere penna blu: lo darai in eredità, passerà di generazione in generazione nei secoli dei secoli amen.
    …sto andando a fare l’esame di critica letteraria: fammi gli auguri, ché non sono riuscito a studiare…

    • Tenar
      6 maggio 2015 alle 10:13 Rispondi

      Se ti bocciano a critica letteraria sono degli incompetenti. Basta leggere i tuoi commenti per darti 30 e lode. Parola di Prof

      • LiveALive
        6 maggio 2015 alle 14:19 Rispondi

        Non so se da 30L, però sì, mi pare di aver fatto bene XD

    • Daniele Imperi
      6 maggio 2015 alle 13:14 Rispondi

      Il problema di un blog orizzontale è infatto quello che sollevi: come lo scegli? Ecco perché dico che bisogna avere una certa orizzontalità nella verticalità, come credo di aver fatto io.
      No, Penna blu non andrà in eredità a nessuno :)
      Come tutto, avrà una sua fine.
      Auguri per l’esame :)

  2. Salvatore
    6 maggio 2015 alle 09:18 Rispondi

    Basta vedere quanti blog di aspiranti scrittori parlano esclusivamente di scrittura, da anni, e ci si dà una risposta immediata: per sempre. Magari non bene, ma per sempre. ;)

    • Daniele Imperi
      6 maggio 2015 alle 13:15 Rispondi

      Eh, anche questo è vero :)
      Ma non so quanto potrò parlare di scrittura per sempre. Né se mi andrà di farlo. No, non mi andrà :)

      • Salvatore
        6 maggio 2015 alle 15:14 Rispondi

        Questo è un altro discorso. Credo che alla fine il bello della scrittura non sia parlarne, ma usarla. Sia nel senso di leggere, sia in quello di scrivere. Ecco perché sto ripensando al mio blog. Non so ancora bene come, ma qualcosa sta cambiando… ;)

  3. Ferruccio
    6 maggio 2015 alle 10:16 Rispondi

    Io voglio che il mio blog si identifichi con me. Parlo di cose che sono la mia passione cercando di non fare il professore e ti trasmettere la stessa passione a chi legge. Naturalmente fin che non sei “nessuno” puoi anche far ridere, ma se dietro c’è uno scopo ben preciso tutto è verticale: è il mio nome che deve essere verticale a cominciare dalla scelta del nome del blog che ho chiamato Ferruccio Gianola non a caso- il sottotitolo Otium è solo per renderlo più semplice e mnemonico

    • Daniele Imperi
      6 maggio 2015 alle 13:17 Rispondi

      Beh, anche Penna blu si identifica con me: con alcune delle mie passioni. Ho scelto dei temi su cui mi piace disquisire in continuazione.

  4. Mauro Ronci
    6 maggio 2015 alle 14:23 Rispondi

    Ma che bel post e blog. Felice di averti scoperto.
    Avevo un blog che parlava di alimentazione e nutrizione, che ora è chiuso per mancanza di risorsa principale: il tempo!
    Trovare argomenti è un vero e proprio lavoro: penso alla “Content curation” come anche il riuscire a selezionare fonti interessanti che possono fornire gli spunti necessari. Riuscire a trovare argomenti per post verticali è direttamente proporzionale alla grandezza della nicchia in cui ti rivolgi: probabilmente una materia di piccole dimensioni, di scarso interesse generale, per quanto tu possa amare quell’argomento non merita l’apertura di un blog dedicato. È doloroso ma è così.

    • Daniele Imperi
      6 maggio 2015 alle 15:23 Rispondi

      Ciao Mauro, grazie e benvenuto.
      Per me trovare argomenti è più lungo e faticoso che scrivere. Quasi sempre la mia fonte è il mio archivio, i commenti e i blog che seguo.
      Concordo sulla nicchia ristretta. Per me la domanda da fare è: quanto posso parlare di quel tema? E per quanto tempo?

      • Mauro Ronci
        7 maggio 2015 alle 07:10 Rispondi

        Vero: questo sforzo nel guardare avanti paga poiché ti permetterà di risparmiare tempo e altre risorse in un progetto dalla vita breve.
        A presto

  5. Chiara
    6 maggio 2015 alle 16:49 Rispondi

    Il mio blog è simile al tuo: ha contenuti verticali… ma non troppo!
    Parla di scrittura, ma spazia attraverso varie macrocategorie. Ci sono gli articoli dal taglio più psicologico, sociologico, tecnico.. certo, la letteratura (perché parlo anche di libri letti) è sempre al centro. Mi piacerebbe parlare un po’ di più di editoria, ma non credo avere le competenze necessarie.
    Se durerà per sempre? No, però si evolverà. E magari in futuro avrà dei figli. ;)

    • Daniele Imperi
      6 maggio 2015 alle 17:00 Rispondi

      Sì, infatti anche il tuo non è propriamente verticale. Ma alla fine, in un blog sulla scrittura, non è così facile capire di cosa parlare. Da quanto tempo mi sono ripromesso di scrivere un post su questo tema? :D
      Già sai come si evolverà il tuo blog?
      E che intendi per figli? Blog nuovi?

  6. Mariella
    6 maggio 2015 alle 21:45 Rispondi

    Il mio blog è nato con l’intento di parlare di alcune mie passioni: la letteratura e la musica. Ma in realtà parla tanto anche di me, e di quello che mi circonda. Non è “verticale” quindi. Sono stata tentata più volte di trasformarlo in verticale. Ma alla fine mi sono detta che poiché scrivevo per il piacere di scrivere, sarebbe stata una forzatura. Per cui resta così. Fino a quando ne avrò voglia. Potrebbe essere solo un mese o durare ancora anni. L’evoluzione è già davanti a noi e si chiama “social”. Ha tolto molti lettori, spazi e dibattiti all’interno dei vari blog. Ritengo che potrebbe portare anche alla fine di questo mondo. Non subito, chiaramente.

    • Daniele Imperi
      7 maggio 2015 alle 07:59 Rispondi

      L’importante è che il blog rifletta il blogger, ma soprattutto che tu scriva di ciò che ti piace.
      Mi auguro che i social, che non permettono la libertà né tanto meno il dialogo che si possono avere con un blog, non portino alla fine dei blog. Non credo, almeno finché ci sarà gente che ama stare in casa propria – nel blog ci sei, sui social no – e che ami avere la sua libertà.

  7. Lisa Agosti
    6 maggio 2015 alle 22:30 Rispondi

    Se tutto andrà secondo i miei piani, il mio romanzo sarà pubblicato e creerò un sito statico per pubblicizzarlo. Il mio blog a questo punto diventerà un canale per aumentare la visibilità del sito oltre che strumento di condivisione e apprendimento sul tema della scrittura.
    Leggendo questo post, come al solito interessante e ben spiegato, mi è venuto in mente che a quel punto potrei ampliare il blog postando argomenti correlati al romanzo, per esempio parlando di viaggi.
    A questo punto, attendo con ansia il post su come trasformare un blog da verticale a orizzontale.

    • Daniele Imperi
      7 maggio 2015 alle 08:00 Rispondi

      Un sito solo per il libro, quindi?
      Non mi convince l’idea di introdurre nel blog temi trattati nel romanzo. Che farai quando ne scriverai un altro? E un terzo?

      • Lisa Agosti
        8 maggio 2015 alle 02:12 Rispondi

        Sì, un sito col mio nome e cognome come titolo, un portfolio che presenti me e i miei romanzi, con la possibilità di comprarli.
        Penso che ogni mio libro parlerà di viaggi e/o di psicologia… non so null’altro al mondo :)

        • Daniele Imperi
          8 maggio 2015 alle 08:21 Rispondi

          Ah, in quel caso ok. Avevo capito male. Tu hai il problema che il nome finisce con la stessa lettera con cui inizia il cognome :)
          lisaagosti.com o lisagosti.com? Pensaci bene.

          • Lisa Agosti
            8 maggio 2015 alle 18:31 Rispondi

            anche agostilisa, o lisa-agosti.
            secondo te qual è meglio?
            Meglio .it o .com?

        • Daniele Imperi
          9 maggio 2015 alle 07:28 Rispondi

          Evita il trattino, è meglio. Se ti rivolgi a un pubblico italiano, allora è sempre preferibile il .it.

  8. Grazia Gironella
    7 maggio 2015 alle 20:13 Rispondi

    Non potrei scrivere sempre dello stesso tema in eterno. Anche cercando collegamenti e aspetti inediti, sarei obbligata (lo sono già) a tornare su argomenti già trattati, e non credo che alla lunga saprei farlo con lo stesso interesse. Penso che sia utile cercare sempre maggiori ibridazioni, evitando i compartimenti stagni. Contenuti verticali sì, insomma, ma come rampicanti che cercano di attaccarsi di qua e di là. (“Leggere, camminare e sbraitare contro il mondo” è una bellissima immagine di te! :) )

    • Daniele Imperi
      8 maggio 2015 alle 08:22 Rispondi

      Tu però in pratica pubblichi solo un post a settimana, esclusa la citazione, no? Quindi è difficile che ti possa trovare senza argomenti. Un blog che pubblica ogni giorno rischia di ripetersi.
      (Un’immagine azzeccata, te lo assicuro :D)

  9. animadicarta
    8 maggio 2015 alle 08:32 Rispondi

    Secondo me dipende dall’argomento. Per esempio, un blog di ricette di cucina potrebbe pubblicare virtualmente per sempre, dando sfogo alla fantasia; se il tema è un autore morto 100 anni fa, è ovvio che dopo un po’ l’autore esaurirà le cose da dire o comincerà a ripetersi.
    Io penso che a parlare solo di scrittura in senso stretto mi annoierei, infatti ogni tanto cerco di allargarmi, ma non troppo per non andare fuori tema. Ti dirò, vorrei farlo di più ma non so se sarebbe giusto nei confronti di chi mi legge.
    Comunque sono curiosa di leggere il post sul far diventare orizzontale un sito verticale…
    Quindi in futuro farai l’eremita sul cucuzzolo di una montagna? :D

    • Daniele Imperi
      8 maggio 2015 alle 09:44 Rispondi

      Sì, hai ragione sull’argomento. Alcuni temi potenzialmente hanno sempre vita.
      Anche per me rischi di annoiarti a parlare sempre di scrittura. Controllando il mio calendario editoriale mi accorgo che spesso su 4 post ce ne sono 3 sulla scrittura, ma sono sempre abbastanza vari, altrimenti mi annoio io e si annoia chi legge.
      L’eremita in campagna lo farei da subito, se ne avessi la possibilità :)

  10. Francesca Lia
    12 maggio 2015 alle 23:21 Rispondi

    Sono piuttosto affezionata alla verticalità dei contenuti. Di solito mi iscrivo un blog perchè mi piace come tratta certi argomenti di mio interesse, e se si mettesse a parlare di tutt’altro probabilmente smetterei di seguirlo.
    Il contatto con youtube mi sta facendo cambiare idea, molto gradualmente. Su youtube è più facile affezionarsi alla persona oltre che al contenuto, probabilmente perchè la personalità di chi crea contenuti traspare più con i video che con i post.
    Penso che tutto dipenda, come dici tu, dalla persona: se continuo ad avere passione per un determinato argomento posso trovare qualcosa di nuovo da scrivere anche dopo anni, ma se perdo interesse prima o poi non potrò scrivere più niente.
    Se la tua personalità e i tuoi interessi possono aiutarti a raggiungere l’obiettivo del blog, penso sia bene metterli in mostra con una certa orizzontalità dei contenuti. Se poi pian piano i tuoi interessi cambiano e vuoi parlare di qualcosa di diverso, possono aprirsi due strade: se i nuovi argomenti hanno qualcosa a che fare con quelli vecchi, si può continuare a usare il vecchio blog e cambiare gradualmente i contenuti, in modo da far abituare gli utenti che possono essere ancora interessati. Oppure, se finora hai parlato di architettura e ora vuoi metterti a parlare di cucina, è molto meglio chiudere il blog e aprirne un altro.

    • Daniele Imperi
      13 maggio 2015 alle 08:08 Rispondi

      Anche per me è lo stesso, non seguo blog orizzontali. Youtube, invece, per me è come se non esistesse, non amo vedere filmati :)
      Il problema è proprio riuscire a mantenere viva la passione per i propri temi. Forse Penna blu chiuderà quando mi stancherò di parlare di questi argomenti.

  11. Fabio Zerbinati
    9 novembre 2017 alle 17:14 Rispondi

    Io sono un agente immobiliare di Bologna, uno dei pochi ad aver appena aperto un blog, per lo meno un blog con contenuti realmente autoprodotti su base esperenziale.
    I risultati sono poco incoraggianti ma sono solo pochi mesi che ci lavoro. Vorrei capire se questa assoluta verticalità è realmente produttiva, a volte ho dubbi in merito…

    • Daniele Imperi
      9 novembre 2017 alle 17:23 Rispondi

      Ciao Fabio, benvenuto nel blog. Ho visto che ci sono una ventina di articoli, giusto? Quindi è un po’ poco per vedere risultati.
      Il tuo è un blog aziendale, quindi in questo caso la verticalità è d’obbligo. Devi scrivere articoli per dare forza alle tue pagine di servizi e per farti conoscere dai potenziali clienti. Non ci sono scappatoie :)
      Un blog orizzontale non ti servirebbe a niente e creerebbe confusione nei clienti.

      • fabio zerbinati
        10 novembre 2017 alle 09:47 Rispondi

        Grazie della risposta e del benvenuto!
        ancora è tutto embrionale infatti ma sono un tenace, andrò avanti. In realtà pensavo di continuare come Fabio Zerbinati e non come ASE per unire anche un aspetto importate per me quale è il personal branding.
        Ovviamente con il giusto parallelo verso ASE stessa. Incrocia le dita per me, se puoi! :)

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