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Quali contenuti per un sito aziendale?

Contenuti sito -aziendale
Navigare in un sito aziendale dovrebbe convincerci ad affidarci ai servizi e prodotti che vende. Questo almeno dovrebbe fare un sito. Quando mi occupavo di web design, però, come ho già detto altre volte, il cliente medio vedeva il suo sito come un oggetto grafico da mostrare in giro per fare bella figura.

Oggi però siamo nell’era dei contenuti, in un tempo in cui con 4 pagine non possiamo fare nulla. È l’era delle conversazioni online, dei contenuti crossmediali, dello storytelling, dei contenuti visuali e interattivi.

Possiamo davvero investire in un sito di 4-5 pagine scarne? Quali contenuti dobbiamo prevedere per un sito aziendale, affinché possa davvero replicare l’azienda in rete? Blog a parte, ci sono pagine obbligatorie da creare in un sito aziendale.

La pagina “Chi siamo”

Più di tutte le altre, la pagina dedicata all’azienda e a chi vi lavora è quasi sempre trascurata. Raramente leggo contenuti interessanti. Di solito noto un continuo elogio nelle capacità aziendali – quindi pura autopromozione e autoreferenzialità – oppure quattro righe scritte di fretta che non dicono nulla.

I contenuti della pagina “Chi siamo” devono invece essere curati nei dettagli. Perché? Ma perché stanno dicendo al potenziale cliente chi sono le persone cui dovrebbe affidarsi.

Come nominare questa pagina?

Quando diamo un nome alle pagine – anche questo fa parte del copywriting – dobbiamo tenere a mente il lettore e come percepirà quel nome. Ho trovato finora 4 modi differenti per nominare questa pagina.

  1. Chi siamo: è quella che preferisco. Più diretta, molto informale, parla di persone. Ne traspare il lato umano dell’azienda, perché l’utente, entrando, potrà conoscere chi lavora in quell’azienda. È un faccia a faccia, si viene a stabilire un rapporto più vicino fra cliente e azienda.
  2. About us: ottimo nome, a patto di essere a New York o a Londra. Mi domando perché si scelga di chiamarla in inglese (si legge anche Contact us, se è per questo), quando ci stiamo rivolgendo a un pubblico italiano. La sensazione che ho è quella di un’azienda che vuol scopiazzare gli atteggiamenti alternativi che hanno altre aziende. Niente di originale, quindi.
  3. About: cosa? Questo nome non comunica nulla. Si preferisce la forma abbreviata – che poi non è neanche un’abbreviazione – per essere ancora più alternativi.
  4. L’azienda: troppo formale. Allontana, crea un muro, secondo me, fra cliente e azienda.

Quali contenuti per la pagina “Chi siamo”?

Prima di tutto direi di abolire definitivamente l’anonimato. Io, cliente, voglio sapere chi sei e cosa fai. È come la pagina “Chi sono” per un blogger. Voglio anche vedere il tuo viso. Date un’occhiata alla pagina About us del sito 4120. Quella è una pagina che può chiamarsi “Chi siamo, perché non delude il lettore.

La promozione è ridotta all’osso, a 3 piccole colonne in cui Craft, Creativity e Character dicono l’essenziale. E poi si dà spazio alle persone.

“Mission” e “vision” sono davvero necessarie?

A parte che sono parole che possono benissimo essere scritte nella nostra lingua, ma a dire la verità le ho sempre trovate inutili. Anzi, a me sembrano anche pretenziose, oltre ad avere un certo sapore di snobbismo.

Le pagine dei servizi e dei prodotti

Diversi anni fa ho realizzato il sito per una PR che lavorava per il mercato estero, quindi il sito era in inglese. Era formato soltanto da 4 pagine, le classiche: home page, about me, services, contact me. Quindi, alla fine, 3 pagine, togliendo i contatti che non hanno certo un impatto sui motori di ricerca come contenuti.

La pagina dei servizi era un semplice elenco di parole. Tutto qui. Una lista, come quella della spesa. Ho provato a suggerirle di rendere almeno quelle voci cliccabili per collegarle ad altrettante sottopagine, ma nulla da fare.

Come creare una pagina di servizi? Pensare a una struttura logica

Di solito nessun’azienda né professionista offre ai suoi clienti un solo servizio, ma una gamma di servizi e prodotti. Il primo passo è quindi strutturare i vari servizi offerti, creando una pagina che funga da macrocategoria e un menu di navigazione semplice e intuibile.

Creare contenuti unici per ogni pagina

L’errore di lasciare un semplice elenco di servizi è gravissimo. Ogni servizio che offriamo si rivolge a un preciso pubblico, ha dunque bisogno di contenuti dedicati. I vantaggi sono:

  1. titolo unico per ogni pagina: ha un grande impatto nelle serp
  2. contenuti unici: tematizzano la pagina e l’intero sito
  3. description unica: migliora le conversioni

In generale, una pagina per ogni servizio è in grado di creare più coinvolgimento nell’utente e dà anche più credibilità all’azienda.

Unire contenuti testuali e visuali

Un testo spoglio converte sicuramente meno di un testo che contiene immagini. Realizzare un banner a inizio pagina che riassuma con un’immagine il tipo di servizio rende il testo più accattivante.

L’impaginazione gioca un ruolo importante, perché permette al lettore di navigare in quei contenuti con facilità. Anche l’uso di icone attira l’occhio e fa distinguere meglio i punti salienti della pagina. Guardate una pagina di servizi del sito Server Density.

Curare i link interni

I contenuti di un sito devono comunicare fra loro. Si rafforzano a vicenda e mantengono il lettore più tempo sul sito. Quando si scrivono i contenuti, si deve anche prevedere una strategia di link interni.

Pensare a più media

Oggi non possiamo più limitarci al puro contenuto testuale. Oggi, con i tanti social media a disposizione, possiamo incorporare nelle nostre pagine tweet, post da Facebook e Google Plus, video di Youtube e Vimeo, foto di Instagram, board di Pinterest e così via.

Inserire una Call to action finale

Stiamo parlando di pagine che devono convertire, dunque bisogna pensare a un bottone che spinga il lettore a compiere un’azione, che sia l’iscrizione a una newsletter o la richiesta di un preventivo.

Una pagina di servizi deve convincere il potenziale cliente

E per convincerlo deve offrire qualcosa di solido, non vi pare? Deve offrire contenuti, ma pensati per quel servizio e per il potenziale cliente cui è destinato.

Ogni pagina deve essere curata come una landing page

È un concetto vecchio, questo, ma è sempre valido. Nel blog stiamo regalando le nostre competenze, ma nel sito le stiamo vendendo. Questo non significa trasformare il sito in un negozio, ma creare contenuti che riescano a essere convincenti e ad attirare clienti.

La pagina delle FAQ

Sono in molti a consigliarla, anche in ottica SEO, ma io vorrei vederla più come una pagina di vera utilità per il cliente che entra in un sito aziendale. Grazie alla pagina delle FAQ possiamo comunicare molto ai clienti.

Le domande frequenti risolvono a priori dubbi e perplessità di chi vuole affidarsi ai nostri servizi e prodotti. Ne sto progettando anche io una.

La pagina dei Contatti

Ricordate quando andava di moda la pagina Dove siamo? Adesso è stata giustamente inglobata nei contatti. Che cosa deve contenere in questa pagina, di fatto la più utile del sito, visto che ci permette di comunicare con il cliente?

  • Un’introduzione: mai lasciare soltanto il modulo contatti e mai l’email in chiaro. scrivere a un testo introduttivo, breve e semplice, fa sempre buona impressione.
  • Il form dei contatti: chiarezza e semplicità anche in questo caso. Trovo inutili i form troppo lunghi (qualche volta mi chiedono anche la città o la perfino la nazionalità). Inserire le voci essenziali è sempre preferibile.
  • La mappa interattiva: una mappa da Google Maps permette al cliente di sapere dove si trova l’azienda.
  • Le informazioni su come raggiungere l’azienda: facilita il cliente, no?
  • Un numero telefonico e un contatto Skype: per chiamate immediate.
  • I profili sociali: un bell’elenco di tutti i social media che usa l’azienda aumenta la possibilità di aumentare fan.
  • Il supporto tecnico: prevedere un contatto per aiutare il cliente in difficoltà. Può essere una chat, o anche Twitter o qualsiasi altro metodo funzionale e veloce.

Altri contenuti del sito aziendale?

Quali altre pagine ritenete importanti creare per un sito commerciale?

5 Commenti

  1. Fabio Piccigallo
    23 giugno 2014 alle 15:37 Rispondi

    Ciao Daniele, bell’articolo, che mi ha fatto riflettere e mi ha dato anche qualche idea operativa (sto già pensando a come introdurre una serie di icone per sottolineare meglio la struttura logica delle pagine di prodotto in un sito aziendale che seguo).
    Sulle pagine più tipicamente “corporate”, però, sono solo parzialmente d’accordo. Non solo perché secondo me tradurre “mission” con “missione” sarebbe per così dire un po’ atipico (fa un po’ il paio con quelli che traducono “relevant” con “rilevante”, facendomi salire la bile tutte le volte), ma soprattutto perché la mission aziendale, se scritta con intelligenza (e con il focus sul cliente, invece che su quanto siamo belli e profumati) può valere molto in termini di creazione della credibilità aziendale – soprattutto se si tratta di una start-up.
    Su tutto il resto che dire? Hai azzeccato tutti i punti, nulla da aggiungere! :-)
    Un saluto

    • Daniele
      23 giugno 2014 alle 16:47 Rispondi

      Ciao Fabio, benvenuto nel blog.

      Come tradurresti mission? Filosofia? Una volta si leggeva filosofia aziendale.

  2. IvSteri
    24 giugno 2014 alle 17:26 Rispondi

    Ciao Daniele, bel post, come sempre! La mission, secondo me, si può tranquillamente incorporare nella pagina chi siamo, magari sotto forma di storytelling. Che ne pensi? A presto

    • Daniele
      24 giugno 2014 alle 17:35 Rispondi

      Grazie, Ivano :)
      Penso che hai ragione, secondo sono tutte informazioni che si possono incorporare nella pagina Chi siamo. Ma davvero qualcuno si mette a leggere 3 pagine (chi siamo, mission, vision) per conoscere qualcosa dell’azienda?

      • IvSteri
        24 giugno 2014 alle 23:01 Rispondi

        Mettendoci nelle panni dell’utente…no, direi di no :)

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