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Contenuti originali: una definizione

Contenuti originali

Nel blogging e in genere nel content marketing si parla spesso di creare contenuti originali, ma nessuno spiega mai che cosa significhi in realtà. È facile buttare lì un concetto, unʼidea, perché ci fa sembrare esperti e acculturati, quando invece non lo siamo.

Credo invece che qualsiasi concetto vada spiegato, definito, ne vadano cioè riconosciuti i confini entro cui quel concetto esiste, ha una sua giustificazione, una sua validità.

Dire quindi che bisogna pubblicare contenuti originali non significa nulla, secondo me, non dà al blogger, e in genere a chi si occupa di creare contenuti online per qualsiasi piattaforma, unʼimmagine chiara di cosa realmente dovrà fare o evitare di fare.

6 idee e 4 metodi per creare contenuti originali

Giorni fa abbiamo imparato come sia possibile scrivere articoli senza conoscerne lʼargomento: è forse il vero senso del blogging, quello visto come un dialogo aperto col pubblico, in cui il blogger non insegna nulla, non pontifica, ma anzi si mette sullo stesso piano dei lettori e allo stesso tempo offre loro contenuti di valore.

6 idee per scrivere contenuti nel blog

  1. Scrivere una riflessione
  2. Raccontare unʼesperienza
  3. Esprimere un dubbio
  4. Parlare di un problema
  5. Ipotizzare una soluzione
  6. Creare unʼintervista

Ma non è ancora finita, perché abbiamo anche conosciuto quattro modi per creare articoli nel blog, che io ho provato e provo anzi spesso. Se nei sei esempi precedenti si trattava di vere e proprie idee da sfruttare, in questo caso invece abbiamo a disposizione quattro “luoghi” o “contesti” in cui cercare idee per produrre contenuti.

4 metodi per creare contenuti

  1. Introspezione
  2. Creatività
  3. Esperienza
  4. Altruismo

Quando un contenuto si può definire originale?

Bella domanda. Io ne farei anche unʼaltra, però: come si differenziano i contenuti originali da tutto il resto? Quando possiamo essere sicuri di aver creato un contenuto veramente originale?

Oggi purtroppo troviamo sempre una definizione sbagliata di originalità.

Ricordo i rimproveri che mia madre mi rivolgeva spesso da ragazzo, quando me ne uscivo con espressioni mie che stupivano e scioccavano parenti e conoscenti: “Tu devi essere sempre originale”. Per me era un complimento – e lo sarebbe tuttora – per lei no. Ecco, io creavo contenuti originali, anche se a quel tempo non esisteva il blogging e mia madre non era orgogliosa di quelle creazioni spontanee (ma i genitori non capiscono mai i figli, è risaputo).

Che cosa significa, dunque, essere originali? Ho chiesto aiuto al dizionario:

a. agg. e s. m. Che non dipende o non è ispirato, suggerito da altri esempî o modelli, che non ha somiglianza con altre opere analoghe e ha quindi una sua novità, un suo carattere proprio. Dizionario Treccani

Sì, ero davvero originale, a questo punto. Peccato essere stato incompreso.

Possiamo allora estendere questa definizione al blogging in particolare e al content marketing in generale? Direi di sì. Ma proviamo a fare ordine, a smontare pezzo per pezzo la definizione del dizionario per contestualizzarla alla creazione di contenuti.

I contenuti originali non sono ispirati ad altri contenuti

Questa settimana ho pubblicato due post non originali, “Lʼalfabeto della mia scrittura” e “5 consigli di scrittura da William Forrester”. Perché non sono originali?

Perché il primo è stato ispirato da un meme, mentre il secondo da un film che ho visto. Sono due post che dipendono o sono ispirati, suggeriti da altri contenuti. Neanche il post di oggi è originale, perché riprende e sviluppa i concetti presenti in due miei post, in un commento e nella definizione del dizionario. Anche domani ci sarà un post non originale, questa settimana è andata così.

La scorsa settimana ho pubblicato un solo contenuto originale su quattro: quello sul calendario editoriale del blog (ma possiamo davvero definirlo originale al 100%?). La settimana precedente idem: quello sulla scrittura di una saga.

Forse è esagerato definire tutti quei post non originali? Se avessi dato quegli spunti ad altri blogger, avrebbero potuto crearci dei contenuti? Dove inizia e dove finisce lʼoriginalità di un contenuto?

I contenuti originali non somigliano ad altri contenuti

Questo significa che quasi tutto il web di oggi – soprattutto la blogosfera – non ha contenuti originali. Cʼè un rimpasto di idee e concetti che supera i rimpasti dei nostri governi. Cʼè uno scopiazzarsi a vicenda che rasenta il fastidio (un mio articolo sui vulcani presenti in Italia ha subito copie su copie, perfino dal sito di un comune).

Il mio post sui tabù della mia scrittura somiglia a quello di Chiara intitolato Vade retro – I tabù della mia scrittura. Certo, lʼho anticipato a inizio post, così come scrivo sempre quando un mio articolo fa parte di un meme o è una riflessione nata da un post altrui.

È un contenuto unico, non è certo una copia, ma è somigliante, non possiamo negarlo, quindi non originale.

I contenuti originali sono contenuti nuovi

Originale, secondo il dizionario, è ciò che ha una sua novità. Qui il discorso si fa più complesso e risulta più difficile trovare contenuti che abbiano una loro novità. Ho cercato nel mio archivio, nelle categorie Blogging e Scrittura, e credo che nelle ultime settimane solo il post sul processo creativo abbia una sua novità.

Che cosa si intende in questo caso? Che bisogna riuscire a creare qualcosa di nuovo. Cercare il non detto, il non letto altrove. Cercare qualcosa che sappiamo solo noi, sviluppare una nostra idea, parlare di una nostra teoria che rivoluziona concetti preesistenti.

Quanto cʼè di nuovo oggi nel web? Da tanto tempo ormai non imparo più nulla, né in blog italiani né in quelli stranieri. Cʼerano i guru del web, nel campo del blogging, del marketing, dei social media, del content marketing, guru che seguivo e che ora pubblicano materiale fritto e rifritto.

Perché avviene questo?

I contenuti originali hanno un carattere proprio

a. Segno distintivo, qualità propria che contraddistingue una persona, un organismo, un fenomeno collettivo, una cosa, da altri. Carattere sul Dizionario Treccani

I contenuti che hanno un loro carattere proprio sono contenuti che si contraddistinguono da altri, che hanno qualità che altri contenuti non hanno.

Sono quindi contenuti utili? No, perché lʼutilità ha carattere soggettivo. Quello che per me è utile, può essere inutile per voi e viceversa. Persino la classifica delle scarpe più belle indossate dalle top model nel 2014 ha una sua utilità e che io non riesca a individuarla è totalmente ininfluente.

Tornando alla questione del carattere proprio dei contenuti, dobbiamo considerarlo in relazione a contenuti simili, sullo stesso tema. Ma qui potrebbe sfumare il concetto di originalità.

Un contenuto originale è anche e soprattutto un contenuto apparso per primo online.

Contenuti originali: come riconoscerli?

Chi ha una risposta? Nel web esistono miliardi di pagine, i blog in italiano hanno pubblicato milioni di articoli: è davvero possibile riconoscere un contenuto originale?

La risposta è no. Dovremmo prima riuscire a leggere tutto ciò che è stato pubblicato online e in qualsiasi lingua, perché io potrei aver scritto un post ispirato a un articolo in norvegese e qualcuno di voi uno ispirato a uno francese.

I contenuti originali sono quei contenuti che rappresentano una novità per il pubblico a cui si rivolgono.

Forse questa è lʼunica definizione che possiamo dare sullʼoriginalità dei contenuti, per lʼimpossibilità di verificare ogni fonte esistente.

Come riconoscete un contenuto originale online?

36 Commenti

  1. LiveALive
    22 aprile 2015 alle 05:58 Rispondi

    Filosoficamente, noi non possiamo fare nulla che non sia nuovo: infatti se non facciamo copie facciamo sempre le cose a modo nostro. È questo uno degli errori di Kant: se il genio è semplicemente colui che da una regola all’arte senza copiare, allora il genio, in diverso grado al massimo, sta in tutti. Oppure, di contro, il genio non esiste – e neppure l’originalità: infatti non esiste nulla, di fatto da noi, che sia creato dal nulla, tutto deve partire da una base, se non un’opera precedente comunque il mondo reale. Neppure Omero ha creato nulla: pure Polifemo è ispirato ai teschi di elefante, non è originale.
    Possiamo dire però pure che esiste una “soglia” oltre la quale il nuovo davvero si sente, e dentro la quale tutto pare banalità. Il problema è che questa soglia dipende da persona a persona: da ciò che ha già letto certo, ma anche da ciò che ha pensato in proprio, da ciò che si aspetta, eccetera.
    Volendo prendere un criterio, diciamo allora: scrivere ciò di cui ancora non si è scritto, o di cui si è scritto troppo poco (cioè ciò che non si trova facilmente con una ricerca). In questo senso, il mio articolo sulla neuroestetica è originale: non esiste alcun altro compendio del genere neanche in lingua inglese. Ma apparirà originale a tutti? Non credo: dipende da cosa ci si basa (il concetto, per esempio, non è originale: sono tutte cose prese da altri testi); pure, se è originale oggi, se altri scriveranno sull’argomento diventerà solo uno tra i tanti. Come Tolkien: all’epoca era originale, oggi no.

    P.S.: alle 5 e mezza hai già 50 visite: da dove arriva rutta ‘sta gente, ché Febo non ha ancor arrecato il giorno al corrente dì?

    • Daniele Imperi
      22 aprile 2015 alle 13:53 Rispondi

      Se ragioniamo così, allora davvero nulla è originale. Non finiamo più :)
      Il binomio della fantasia di Rodari, in un certo senso, uccide l’originalità: perché fa della non-originalità (contenuti creati a partire da due contenuti esistenti) una nuova forma di originalità.
      Le visite non sono date solo dai lettori, ma anche dagli spider dei motori di ricerca e dallo spam.

  2. Banshee Miller
    22 aprile 2015 alle 07:20 Rispondi

    Galileo disse che la fantasia dell’uomo non è in grado di creare qualcosa dal nulla, che ogni creazione alla fine è sempre un’accozzaglia di altre cose già esistenti. Di sicuro anche Galileo avrà preso questa affermazione da altri, qualche greco probabilmente. L’ultima definizione che dai però è molto buona, anche perché altrimenti dovremmo prender su baracca e burattini e sparire. Credo inoltre che anche senza essere originali si possa scrivere cose buone, se uno è sincero. Qui si o parla di contenuti, però anche la forma ha un suo peso, no? Può influire quella sull’originalità, o almeno su un’aria di novità.

    • Daniele Imperi
      22 aprile 2015 alle 13:55 Rispondi

      Galileo aveva ragione.
      Questo post, in effetti, voleva creare un clima di apocalisse fra tutti i blogger :D
      Anche la forma vale, certo, perché può dare qualcosa du nuovo, a patto che sia utile.

  3. Briccioledinfo
    22 aprile 2015 alle 07:21 Rispondi

    Possiamo mai essere veramente originali in un mondo dove tutti seguono la stessa tendenza per sentirsi apparentemente appartenenti a un gruppo? In un mondo dove, nello stesso istante in cui decidi di pensarla in modo diverso, sei potenzialmente considerato non sano di mente, a meno che, tu non sia già un idolo per un guppo che (per la stessa ragione su citata) , ti segue a ruota, senza capirne spesso la vera ragione?
    Nel mondo del web è quasi imossibile poter essere originali dal momento che,chi scrive, desidera che il suo post abbia effetto, sia letto. Per far ciò, deve necessariamente improntare i suoi contenuti su ciò che i lettori richiedono, per ciò, non potrà mai e mai essere qualcosa di nuovo. Integrante forse, banale altre volte, di ispirazione, ma tutto in relazione a ciò che il lettore ha già incamerato in passato.

    • Daniele Imperi
      22 aprile 2015 alle 13:57 Rispondi

      Io vado sempre controcorrente, quindi sono originale :)
      Concordo sull’essere considerati strani quando pensi in modo differente, lo vedo spesso coi miei amici. Io sono quello strano, intendo.
      E sono anche d’accordo che la “colpa” della non originalità in un articolo sia in parte anche dei lettori, perché devi scrivere ciò che a loro serve, gli può interessare.

  4. animadicarta
    22 aprile 2015 alle 10:51 Rispondi

    Il problema è complicato. Essere realmente originali, ovvero proporre contenuti mai trattati prima, sarebbe auspicabile ma diventa sempre più difficile e molti non si sforzano neppure più di farlo. La mia opinione è che anche un tema trito e ritrito, di cui in tanti hanno parlato prima, possa essere trattato in modo originale e persino migliore. Anche un articolo nato da un altro su ispirazione può essere originale in questo senso. Ma spesso manca la volontà di aggiungere qualcosa di nuovo. A volte ho l’impressione quando navigo di incontrare sempre gli stessi temi, senza che ci sia il minimo impegno a fornire uno sguardo diverso, e mi passa la voglia di leggere.
    D’altra parte, la tua definizione finale lascia spazio a molte interpretazioni. Un argomento può essere nuovo per un certo tipo di pubblico e abusato per un altro. Spesso mi pongo questo problema e ancora non ho trovato una risposta valida.

    • Daniele Imperi
      22 aprile 2015 alle 14:01 Rispondi

      Certo, anche temi di cui è pieno il web possono essere riscritti in nuova forma, ma migliore. Ma non saranno originali.
      Io da tempo non sto imparando più nulla di nuovo online.
      La risposta al tuo problema forse c’è: hai detto che un argomento può essere nuovo per alcuni e vecchio per altri. Allora tu devi decidere per chi vuoi scrivere: se per il principiante o il lettore più esperto. Ma si può davvere fare sempre questa scelta?

      • animadicarta
        22 aprile 2015 alle 14:39 Rispondi

        Perché pensi che non si possa fare una scelta?
        Io credo che si scelga in continuazione, decidendo i contenuti dei nostri blog. Come hai detto più sotto in un altro commento, quello che facciamo in fondo è cercare un compromesso tra ciò di cui ci interessa parlare e ciò che interessa a chi ci legge.

        • Daniele Imperi
          22 aprile 2015 alle 15:07 Rispondi

          Perché alcuni articoli vanno scritti in modo diverso per principianti o per esperti. In alcuni casi non puoi scegliere, perché alcuni temi che tratti sono buoni per tutti.

  5. Ferruccio
    22 aprile 2015 alle 11:03 Rispondi

    Vera la definizione di originalità di Treccani, ma vale ancora al giorno d’oggi? Mi ha ispirato un post che considero originale ma in contraddizione con la definizione stessa.

    • Daniele Imperi
      22 aprile 2015 alle 14:02 Rispondi

      Non lo so, anche a me pare non troppa consona al mondo di oggi. Attendo il tuo post ;)

  6. Chiara
    22 aprile 2015 alle 11:56 Rispondi

    La definizione di originalità che hai dato non fa una grinza ma penso che, in un’epoca in cui per ogni argomento si scrive tutto e il contrario di tutto, originalità significhi trovare nuovi modi per raccontare storie vecchie, cercando di superare se stessi.

    Nel mio piccolo cerco di fare del mio meglio per far sì che il mio blog si distingua dagli altri. Ho sacrificato un po’ i post tecnici, perché lasciano poco spazio all’improvvisazione, cercando di cimentarmi su tematiche in cui “vado forte”. Ho notato – e anche con un certo sollievo – che in rete c’è pochissimo sulla post-modernità e sulla relazione fra scrittura e spiritualità (anzi: in questo caso non c’è proprio niente) quindi spesso devo documentarmi su testi universitari per quel che riguarda la sociologia, e affidarmi al mio istinto per le tematiche spirituali. In questo, forse, sono originale, anche se si tratta di un’originalità relativa.

    P.S. Grazie per la citazione! :)

    • Daniele Imperi
      22 aprile 2015 alle 14:05 Rispondi

      Scrivere storie vecchie in nuovi modo non è essere originali. I tuoi post sulla post-modernità e le relazioni fra scrittura e spiritualità potrebbero essere originali, ma in fondo hanno una derivazione e quindi perdono la loro originalità :D
      Scherzo, ovviamente. Ma hai detto giusto: la loro è un’originalità relativa.

      • Chiara
        23 aprile 2015 alle 09:07 Rispondi

        Il fatto è che è veramente difficile creare un post dal nulla. Forse il post di stasera lo sarà perché non nasce da letture o altro, ma solo dalla mia mente … vedremo ;)

        • Daniele Imperi
          23 aprile 2015 alle 09:09 Rispondi

          Sì, è difficile, certo. Le storie personali, però, sono originali, non credi?
          Domani mattina ti dirò se il tuo post mi sembra originale :)

  7. Barbara
    22 aprile 2015 alle 12:23 Rispondi

    Concordo pienamente con le opinioni di BRICCIOLEDINFO e ANIMADICARTA in quanto al giorno d’oggi, dovendo competere con la spropositata quantità dei contenuti presenti nel web, in cui è possibile trovare qualunque tipo d’informazione, risulta veramente difficile, se non impossibile, mostrare la propria originalità e trattare temi innovativi mai visti prima. Inoltre, è necessario focalizzare l’attenzione su ciò che può interessare al potenziale lettore e non su ciò che vorrebbe scrivere realmente il blogger, portando quindi ad uno svilimento della sua professione.

    • Daniele Imperi
      22 aprile 2015 alle 14:07 Rispondi

      Ciao Barbara, benvenuta nel blog.
      Secondo me il blogger dovrebbe trovare un compromesso fra ciò che vuole scrivere e ciò che può interessare il suo pubblico.
      Su questo argomento tornerò con un altro articolo.

  8. Ghostbox
    22 aprile 2015 alle 14:13 Rispondi

    Ciao Daniele. Complimenti, ottimo post. L’originalità in effetti sembra non esistere, è un’idea platonica che non trova il suo corrispettivo nella realtà. Probabilmente però rielaborando concetti noti ed esprimendoli alla nostra maniera, ci lasciamo comunque sopra la nostra impronta. Perché in fin dei conti siamo tutti simili ma anche completamente diversi! Io mi sento abbastanza originale, anche se quando creo qualcosa prendo parecchi spunti un po’ qua e un po’ là. Ciao :D
    Simone

    • Daniele Imperi
      22 aprile 2015 alle 14:32 Rispondi

      Ciao Simone, grazie.
      Anche secondo me, alla fine, l’originalità non esiste.
      Possiamo crearne una relativa mettendoci del nostro, come dici tu.

  9. Mimma Rapicano
    22 aprile 2015 alle 15:06 Rispondi

    Ciao Daniele, hai centrato il problema.
    È questione di tendenza, di scie (non chimiche), di argomenti che tutti seguono per avere utenti e lettori. Tutti vogliono essere presenti sul “pezzo” per godere di una fetta di visibilità. È voler affermare a tutti i costi la propria esistenza in Rete, almeno è questo che noto io da lettrice.
    Come sai anche io ho uno spazio blog, ma l’ho creato per condividere le mie esperienze e le mie folli “associazioni”. Seguo la mia “nicchia” di blogger e da ognuno di voi imparo ogni giorno qualcosa.
    Dalle tue “6 idee per scrivere contenuti nel blog” credo di seguire solo le prime 3.
    Il tuo post potrebbe aprire tante riflessioni originali e non.
    Buon pomeriggio
    Mimma

    • Daniele Imperi
      22 aprile 2015 alle 15:19 Rispondi

      Ciao Mimma, benvenuta nel blog.
      Anche io noto questa tendenza, siamo troppi e si fa a spallate per farsi notare. Da una parte è normale, dall’altra il rischio è di creare materiale di cui si può fare a meno.
      Prova a sfruttare anche le altre 3 idee per scrivere nel blog.
      Il post vuole dare una definizione, è vero, ma in realtà è come hai immaginato: può far nascere altre riflessioni.

  10. Marina
    22 aprile 2015 alle 15:24 Rispondi

    Io non cerco blog originali, cerco blog che attirino la mia attenzione anche senza effetti speciali. Mi basta trovarmi a mio agio, non avere a che fare con pulpiti o scranni, non mi piace chi si da arie e la spontaneità di un blogger è quella che mi fa dire: “permesso, posso accomodarmi?”, anche prescindendo dalle cose ovvie, meno ovvie, originali, scopiazzate che si dicono. È il modo in cui “non è originale” quello che mi conquista: diciamo tutti le stesse cose? Vediamo chi le sa dire meglio!
    Ti affezioni ai posti che frequenti: ricordo ai tempi dei miei studi universitari a Palermo, andava di moda un locale fighissimo, che faceva cocktail di lusso, invenzione di un barman molto fantasioso, ma io mi ostinavo ad andare in una birreria al centro dove incontravo gente normale e mi bastava fare due chiacchiere e bere una birrozza per tornarmene a casa soddisfatta. Questo per dire che il blog al quale mi affeziono non è quello che per forza mi insegna qualcosa o che mi dimostra di dire grandi cose, in modo assolutamente originale; io voglio stare bene, in compagnia di una chiacchierata virtuale sui temi che più mi interessano, farmi una risata, scherzare quando prendo un po’ più di confidenza. Il mio blog non vanta alcuna pretesa per lo stesso motivo! :)

    • Daniele Imperi
      22 aprile 2015 alle 15:54 Rispondi

      Beh, anche a me interessano quei blog. Su chi sa dire meglio le cose fritte e rifritte sono in parte d’accordo. Se le conosco già, non mi interessa rileggerle.
      Concordo invece sui luoghi in cui ti affezioni, anche per me è così. In un blog devi anche saper accogliere i lettori, non soltanto scrivere cose utili. Forse mi hai ispirato un post :)

  11. Bruno Vartuli
    23 aprile 2015 alle 01:30 Rispondi

    Parlare di originalita’ per me e’ spraca tempo. La nostra scrittura e’ originale ma non il contenuto. Cio’ ch’ e’ nuovo e’ un sviluppo un progresso su quello che stato fatto prima, quindi non puo’ essere 100% originali. Possiamo noi dire essere fisicalmente Originali? No! Adamo e Eva magare erano. Se scrivo le mie esperience sono originali? Si, ma non le parole che uso.

    Buona Giornata a tutti.

    • Daniele Imperi
      23 aprile 2015 alle 07:31 Rispondi

      Purtroppo è un discorso che non trova una soluzione. Le parole non sono originali, perché fanno parte di un dizionario, ma il loro accostamento può esserlo. I contenuti potrebbero non essere mai originali.

  12. Lisa Agosti
    23 aprile 2015 alle 20:31 Rispondi

    A me i post su Forrester e l’alfabeto sono piaciuti, non li ho trovati poco originali. Non starei a fare tanti conti su quanti post alla settimana hanno contenuti unici o meno, io per esempio apro ogni tuo post e comincio a leggerlo. Se proprio l’argomento non mi interessa/è troppo complicato/scritto da altri/ho poco tempo lo abbandono, o lo leggo senza commentare. In genere però se l’argomento è già stato trattato mi incuriosisce sapere cosa ne pensi tu, che sei un po’ il guru dei blog ;) e hai sempre un’opinione personale ragionata e articolata da offrire.

    • Daniele Imperi
      24 aprile 2015 alle 08:39 Rispondi

      Quali post hai trovato troppo complicati? Non ti piace quindi leggere guest post qui?
      E quali argomenti non ti interessano?
      Guru dei blog è la prima volta che me lo sento dire :D

      • Lisa Agosti
        26 aprile 2015 alle 05:34 Rispondi

        I post sull’editoria, in genere, li trovo complicati.
        I guest post non mi piacciono, di solito, non solo su Penna Blu, ma ovunque.
        Mi piacciono i post più personali e poco tecnici, ma quella è pigrizia, perché di solito leggo i blog appena sveglia o prima di andare a letto, sempre con una palpebra mezza chiusa.
        Non riesco più a trovare quel post dove ti accennavo all’idea di scrivere vari incipit senza dire se fossero di autori famosi o meno e invitare il pubblico a indovinare. L’idea è già stata messa in pratica da Marina e la settimana prossima sarà replicata da Michele Scarparo: se ti interessa partecipare puoi leggere le istruzioni sul suo blog.

        • Daniele Imperi
          27 aprile 2015 alle 07:46 Rispondi

          Eh, ma qui bisogna approfondire. :)
          Perché trovi complicati i post sull’editoria? Troppo tecnici?
          Perché non ti piacciono i guest post? Perché non sono personali?
          Non ricordo neanche io, ora, quale fosse quel post. Vedrò il post di Michele, allora.

  13. Francesca Lia
    25 aprile 2015 alle 22:24 Rispondi

    La butto lì: non è possibile che la banalità sia una caratteristica necessaria, in piccole dosi, per il successo di un articolo, o di contenuti in generale? Ogni tanto ho la sensazione che se un contenuto è troppo originale, ad un primo sguardo, risulti poco interessante, proprio perchè l’utente non sa cosa aspettarsi e quindi non si fida, ha paura di sprecare il suo tempo. Mentre un articolo che ha qualcosa di già visto, come un meme o una discussione su un argomento popolare o trito, risulta subito più facile da inquadrare e quindi ispira alla lettura l’utente che è interessato a quella macro-categoria.

    • Daniele Imperi
      27 aprile 2015 alle 07:48 Rispondi

      Non lo so, forse dipende dalla banalità. Ma in effetti vedo tanti articoli banali avere un enorme successo.
      La tua tesi potrebbe essere valida, ma a questo punto dipende da cosa cerchi tu – e la massa in generale – dal web. Io cerco informazione. Se leggo post del genere, come meme, ecc., lo faccio solo se conosco il blogger.

  14. Martina
    2 maggio 2015 alle 19:21 Rispondi

    Un post davvero molto utile

    • Daniele Imperi
      4 maggio 2015 alle 08:04 Rispondi

      Grazie e benvenuta nel blog.

  15. Federica
    19 giugno 2016 alle 20:51 Rispondi

    Buonasera,
    sono nuova del blog, mi sto documentando perché ho appena cominciato a scrivere il mio primo romanzo, un fantasy.
    Ciò che mi propongo è di iniziare a scrivere con uno stile narrativo semplice, veloce, quasi telegrafico, per poi cambiare lentamente durante lo sviluppo del libro e mutare infine fino a raggiungere un linguaggio più complesso e ricco. Tutto questo perché mi piacerebbe far riflettere il cambiamento del personaggio principale, che (in parole povere) passa da infelice, arrabbiato a felice e soddisfatto, anche nello stile con cui il libro è scritto. In tutta umiltà vorrei chiedere se è forse un proposito irraggiungibile per una scrittrice principiante o se questa scelta potrebbe non avere senso da qualche punto di vista.
    (So che l’articolo non è proprio recente ma ho cercato di trovare l’argomento più consono per la mia domanda)

    Federica

    • Daniele Imperi
      20 giugno 2016 alle 09:00 Rispondi

      Ciao Federica, benvenuta nel blog. Non capisco cosa c’entri questo commento con l’articolo, che parla dei contenuti originali da pubblicare online.

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