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I tuoi contenuti sono accessibili?

Contenuti accessibili
Non sempre riesco a leggere i post di ogni blog. Capita che apro un articolo e sono costretto a chiuderlo, perché mi riesce impossibile leggerne il contenuto o quanto meno difficile. E, ovviamente, in quel blog non tornerò più.

Quando scriviamo qualcosa online, stiamo comunicando con le persone. I nostri contenuti devono essere usabili, ma anche accessibili.

Tutto il resto è decorazione. Ma se i nostri lettori escono dal nostro sito soddisfatti, non solo per ciò che hanno letto ma anche per come lo hanno letto, quei lettori torneranno. E sapete benissimo cosa significhi questo per un blog aziendale.

Architettura delle informazioni

Quante volte vi è capitato di non riuscire a trovare qualcosa in un sito o in un blog? A me spesso. In molti blog, per esempio, manca la funzione di ricerca. O perfino l’elenco delle categorie. O una logica nel menu di navigazione.

La risoluzione a tutti questi problemi è data dall’architettura delle informazioni: riuscire a creare una struttura semantica dei contenuti e una buona organizzazione di tutti i dati che pubblichiamo.

Per il mio sito ho studiato una situazione del genere. La prima bozza della mia architettura era sbagliata, sia per le pagine dei servizi sia per il blog. Non c’era una relazione ottimale, ideale fra sito e blog e le sottopagine non erano ben organizzate.

Chiedetevi questo: quando qualcuno entra nel mio sito, riuscirà a trovare tutto quello che cerca?

  • No, se non inserite un motore di ricerca interno.
  • No, se non potrà cercare un argomento navigando nei suoi archivi tematici.
  • No, se entra e non capisce nemmeno se sta in un sito, in un blog o in una rivista digitale.

Trascrizione di video e podcast

Siamo nell’era dei video, ma io non li amo. Non posso farci niente, a me piace leggere e la mia attenzione davanti a un video cala drasticamente – eccetto al cinema. Il mio portatile, poi, ha sempre l’audio spento, perché amo il silenzio quando lavoro e scrivo.

Ma i video sono importanti e voi non siete come me e li amate, giusto? Non avete però pensato a chi non può visionare e ascoltare i filmati. In quei casi, che forse non sono così rari come credete, quel contenuto non raggiunge tutti gli utenti. Non è accessibile a tutti.

Io apprezzo molto il lavoro che fa Moz, il sito americano sulla SEO e il web marketing. I loro video hanno sempre una trascrizione.

C’è un post su Moz che parla anche dei benefici lato SEO delle trascrizioni, Transcribe ALL The Things! Benefits, Strategies, and More, da preparare sia per i video sia per i podcast e altri tipi di contenuti.

Design semplice e intuitivo del blog

Ricordo un caso, tanti anni fa, in cui il menu di navigazione era formato da link in movimento, una specie di carosello. Dovevi essere veloce a cliccare sulla voce che ti interessava, altrimenti perdevi il giro e ti toccava aspettare il prossimo. Non so quale mente perversa abbia ideato un sistema come questo e non voglio saperlo.

Ma ancora oggi entro in alcuni blog che mostrano le anteprime dei post in una specie di giostra, rendendo difficoltoso l’accesso agli articoli, quindi ai contenuti del blog.

Se abbiamo aperto un blog, significa che vogliamo farci leggere. Mettiamoci sempre dalla parte del lettore e semplifichiamo la struttura e il design del nostro blog per rendere i nostri contenuti facilmente raggiungibili.

Accesso ai contenuti impedito da pop-up

Avete presente quando entrate in un post e non riuscite a leggere nulla perché appare, proprio in mezzo allo schermo, una pop up per invitarvi a iscrivervi alla newsletter o diventare fan della pagina su Facebook?

A parte il fatto che sono strategie senza alcuna logica (se non markettara) – mi iscrivo alla tua newsletter e divento fan della tua pagina dopo averti letto, non certo prima – ma in quel modo state ostacolando la lettura dei vostri contenuti, rendendola più macchinosa.

C’è chi è costretto a usare un browser vocale per navigare: perché rendergli la navigazione e la lettura ancor più estenuante?

Area dei commenti semplice da usare

Qualche giorno fa ho commentato un post su Wired: ho scritto, ho cliccato su Invia e è successo l’impensabile. Sono stato reindirizzato a una pagina di registrazione – non capirò mai per quale motivo devo registrarmi a un sito per lasciare un commento – mi sono registrato e sono stato reindirizzato alla home page. Nessun messaggio di benvenuto o ringraziamento né di attesa per l’approvazione del mio commento. Ovviamente non sarò più un loro lettore.

Vogliamo parlare poi di Disqus? Spesso non riesco a leggere i commenti, e quindi anche a commentare, perché Disqus è in standby, c’è un’icona che ruota e che dovrebbe farmi capire che i commenti si stanno caricando.

Ci tenete ai vostri commenti? Anzi, tenete ai vostri lettori? Vi interessa che la gente legga e lasci la sua opinione? Altrimenti fate come Seth Godin: chiudete l’area dei commenti.

A molti sfugge l’importanza strategica dei commenti: sì, i commenti dei lettori sono una strategia involontaria del blogger. Arricchiscono il contenuto della pagina e possono generare altri contenuti.

Su My Social Web ho scritto un articolo contro la frammentazione dei commenti nei blog. Permettere i commenti solo da Facebook significa inibire la discussione a chi, come me, non è iscritto. Stesso discorso per i commenti di Disqus e Google Plus. Rendete accessibile la discussione.

Design responsivo

Siamo nell’era della navigazione mobile, ce ne siamo ormai accorti e non solo dalla gente che cammina digitando chissà cosa sugli smartphone. Il traffico web, nei miei due blog, arriva almeno per il 30% da mobile. Sono dati significativi, questi, che ci fanno capire la tendenza della navigazione.

Siamo sicuri che i nostri siti e blog siano navigabili – e quindi accessibili – da cellulare? Tempo fa ho provato a guardare il mio blog Penna blu sullo smartphone e tutto contento mi sono detto “si vede bene dal cellulare”.

Non commettete lo stesso sbaglio: se il design si vede bene, significa che il web designer ha lavorato bene col codice HTML. Ma l’accessibilità ai contenuti è una cosa diversa e il mio Penna blu non è fruibile da cellulare – ma quanto prima lo sarà – se non con grandi difficoltà.

Il responsive design risponde all’esigenza degli utenti di accedere ai contenuti con qualsiasi dispositivo adatto alla navigazione. Siete pronti per questo?

La parola a Enzo Sacco, un amico che usa programmi vocali

Da persona disabile e anche da SEM/SEO ho sempre avuto difficoltà a navigare in tutti i siti che si perdono, nella pretesa di apparir belli, con miliardi di immagini, spesso in movimento, piuttosto che video che partono in automatico oppure ancora meglio con le musiche di sottofondo.

Purtroppo con il mio programma vocale è difficile utilizzare menu a tendina, soprattutto se questi ultimi non hanno quello che, in programmazione, si chiama Focus!

Un’altra disgrazia sempre dovuta alla moda del “bello” sono la maggior parte dei contenuti in flash, che non solo rende il sito piuttosto pesante, ma praticamente inutilizzabile dalla maggior parte dei software per persone disabili.

Utilizzo anche i cosiddetti Smartphone e anche qui ritengo che il design debba essere studiato ad hoc con poche immagini, nessun video (la connessione al Web costa parecchio) e pressoché nulla in movimento, non per altro, ma avendo il cellulare vicino al viso, già la vista va al diavolo per i fatti suoi, ci manca solo qualche immagine in movimento per rendere il tutto meno fruibile!

Ovviamente il tasto molto cruciale di qualsiasi sito è il menu, le risorse devono essere disponibili subito, cercando di evitare i cosiddetti “campi di ricerca”, questo perché, in quei rari siti in cui si trova questo campo, di solito, facendo una ricerca, escono circa un miliardo di risultati, un esempio?

Contenuti disabili” ecco una piccolissima ricerca fatta all’interno del sito della regione Piemonte, ma si può fare su qualsiasi regione, così come su qualsiasi altro sito istituzionale con qualsiasi altra ricerca, vengono fuori miliardi di risultati dove raccapezzarsi è praticamente impossibile!

Una ricerca in un sito, qualora ci dovesse essere, deve essere rapida, veloce, precisa, dando i risultati giusti senza disperdersi in troppe pagine, massimo due!

I vostri contenuti sono accessibili?

Quanti degli errori che ho mostrato avete commesso nel vostro sito? E quanti ancora ne avete trovati online? Riuscite sempre con facilità a leggere i contenuti?

3 Commenti

  1. Daniele Carollo
    19 maggio 2014 alle 23:54 Rispondi

    Ciao Daniele,

    tempo fa ho commentato un tuo articolo su una tematica simile. Non ricordo esattamente cosa fosse, ma si trattava comunque di estetica e fruibilità del blog/sito (non che le due cose siano necessariamente collegate, ma spesso per come la vedo io una richiama l’altra).

    In quell’occasione avevo sottolineato il mio apprezzamento per il tuo “nuovo” sito, oggi ti dico anche che indiscutibilmente è anche molto fruibile. Bel lavoro, insomma.

    A parte questo, però, volevo sottolineare una cosa di cui hai parlato e della quale spesso ci dimentichiamo: i contenuti per disabili. Un esempio banale? Il tag alt per le immagini. Molti di noi sono talmente tanto ossessionati dalle implicazioni SEO (e io sono uno dei primi colpevoli, essendo ciò di cui principalmente mi occupo!) che, se utilizziamo il tag alt, lo concepiamo come una parola chiave in più dimenticandoci che, tra le altre, funge da indicazione per chi non può visualizzare quelle immagini, come ad esempio, un non vedente.

    E ho preso una goccia in mezzo a un oceano, ovviamente!

    • Daniele
      20 maggio 2014 alle 08:29 Rispondi

      Ciao Daniele,

      mi fa piacere trovi il sito fruibile :)

      Sul tag alt hai ragione, in fondo le immagini sono contenuti. Non ho proprio pensato a inserirlo. E hai detto bene che con la SEO non c’entra nulla: è un testo alternativo sia per i disabili sia per mostrare il testo a tutti quando l’immagine non si carica per qualche motivo.

  2. Contenuti di qualità: come crearli?
    17 novembre 2014 alle 05:00 Rispondi

    […] ovvero permettere a tutti di leggere ciò che scriviamo. Se un non vedente entrasse nel vostro blog, riuscirebbe a leggere i vostri post? Posto che non […]

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